www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


giovedì 28 novembre 2013

“Come fossi una bambola”: va in scena l’orrore della tratta

Un monologo scritto e diretto da Martino Lo Cascio, interpretato da Jennifer Din Chin che prende spunto da “Le ragazze di Benin city”, autobiografia di Isoke Aikpitanyi

di Serena Termini, Redattore sociale
26 novembre 2013 - 14:43

PALERMO – Il lungo applauso di tanti spettatori, ieri sera, ha accolto la pièce teatrale “Come fossi una bambola” nel nuovo teatro Montevergini di Palermo. L’opera scritta e diretta da Martino Lo Cascio è stata interpretata da Jennifer Din Chin che, con grande bravura, pur non essendo una professionista, è riuscita a rendere, in tutte le sue più dure sfaccettature, l’orrore delle ragazze costrette a mercificare il loro corpo.
Il monologo, a tratti intervallato da alcuni video e dalla musica, prende spunto dal libro “Le ragazze di Benin city”, autobiografia ‘audace e lucida’ di Isoke Aikpitanyi, nigeriana vittima della Tratta che è riuscita coraggiosamente a riscattare la propria condizione di schiavitù. Oggi, Isoke, insieme al marito, ha creato un centro per aiutare concretamente altre “schiave” costrette a vendersi per le strada d’Italia.
A dare un contributo organizzativo allo spettacolo sono stati anche l’associazione “Per Esempio Onlus” e la Fondazione Intervita, impegnata dal 1999 in Italia, Asia, Africa e America Latina a tutela dell’infanzia, delle donne e delle comunità locali nonché nella lotta alla povertà e le disuguaglianze, per uno sviluppo sostenibile. Lo spettacolo riceverà presto il premio “Ragazze di Benin city 2013”. Le parole non lasciano dubbi sul dramma vissuto dalle giovani schiave del sesso a pagamento.
“Nessuno mi ha obbligato a partire, nessuno mi ha costretto ma mi ci sono messa in questa situazione con le mie mani – sono alcune delle parole forti interpretate da Jennifer Din Chin -. Qui tutto si paga e nessuno ti da niente per niente. Fuori sembra tutto a posto ma dentro sto male. Io non sono migliore delle altre, di quelle che sono morte. Vive o morte non ci ascolta mai nessuno”.
“Noi ragazze di Benin City sopravviviamo perché accettiamo l’inaccettabile – dicono le parole di Isoke recitate da Jennifer -. C’è chi si rifugia nella droga e altre invece si rompono dentro diventando totalmente insensibili”.
Le parole sono state intervallate da un primo cortometraggio, abbastanza crudo, in cui una ragazza viene ripresa mentre si trova incatenata dentro una cella frigorifera insieme alle carni da macello, un luogo da dove difficilmente potrà uscire.  
L’opera, attraverso le parole di Isoke, attraversa anche altri aspetti altrettanto drammatici della vita di queste ragazze: l’impossibilità di essere aiutate e credute dalla famiglia d’origine e l’ipocrisia dei pastori della chiesa locale: due muri di gomma dove per loro ‘diventa inutile gridare il proprio dolore’. Un affondo viene dato anche alle forze dell’ordine e agli ospedali nel limitarsi, molte volte, soltanto a “refertare una violenza subita o a registrare un aborto provocato”.
“Non è con il foglio di via che si risolve il problema perché se ritorniamo in patria – recita Jennifer - subiamo due volte prima il rifiuto e poi la vergogna della famiglia, rimanendo bollate per sempre”. “Speriamo che oggi qualcuno mi aiuti e speriamo che oggi non succeda niente – recita ancora Jennifer Din Chin – La tratta è un business che fa un sacco di soldi che dividono bianchi e neri. Parlo in nome di tutte quelle che una voce non ce l’hanno. Vedetevela voi adesso”. Jennifer Din Chin, l’interprete del monologo ha 27 anni ed è originaria del Ghana.
“Anche se prima ho avuto due piccole esperienze di recitazione, questa per me è stata la prima esperienza impegnativa di tipo teatrale – dice -. Desideravo tanto impegnarmi nel sociale e dopo un provino ho accettato la proposta di Martino Lo Cascio. Ho cercato di rendere al meglio una realtà così difficile come la Tratta. Secondo me è giusto che la gente sappia della disperazione e di come vivono queste ragazze. L’idea, che speriamo di portare a termine, è di proporre lo spettacolo in altri teatri d’Italia”.
 “Jennifer Din Chin è stata molto brava, non ha studiato teatro e ha cercato di farlo solo con me in occasione di questo spettacolo – racconta Martino Lo Cascio -. All’inizio non è stato per niente facile ma poi alla fine gradualmente ce l’abbiamo fatta riuscendo a trovare la sintonia giusta che ci ha permesso di lavorare bene. Lo spettacolo anche per questo è stato particolarmente impegnativo, richiedendo tempi lunghi per la sua realizzazione. La mia idea è stata quella di rendere uno spettacolo duro, come di fatto è questa realtà, ma con una serie di passaggi che danno agli spettatori dei punti di vista diversi e a volte spiazzanti. I quattro video che spezzano il monologo, sono quattro cortometraggi che cercano di rappresentare nel miglior modo possibile un tema così forte”.
“L’idea di realizzare lo spettacolo mi è nata subito dopo avere letto il libro di Isoke Aikpitanyi - continua Martino Lo Cascio -. Ho visto per la prima volta Jennifer mentre leggeva una piccola parte di uno spettacolo al teatro Biondo e mi era piaciuta molto. A distanza di tempo, l’ho chiamata insieme ad altre ragazze per il provino e alla fine ho scelto lei. Ringrazio tutti per l’impegno volontario che hanno avuto. Per me ci sono sempre due cose molto importanti nel lavoro che faccio: l’azione sociale precisa che incide nella realtà e la parte artistica in sé in cui mi riconosco e in cui penso che gli altri possono trovare più significati. L’intenzione è di riproporre lo spettacolo anche in altre città, in particolare spero di farlo arrivare a Genova, Torino e Milano. (set)

© Copyright Redattore Sociale

mercoledì 27 novembre 2013

Sulla vicenda della classe separata della scuola media Besta di Bologna


Due segnalazioni di Arcangela Mastromarco del Polo StarT1 di Milano

 Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione
Come promuovere pari opportunità d'istruzione per gli studenti stranieri?http://www.asgi.it/home_asgi.php?n=2973&l=it

Graziella Favaro
Contro le geografie della separazione. Ancora sulle classi "ponte" cinque anni dopo

30 novembre-1 dicembre, Palermo: Teatro-Forum sul MUOS al Teatro Atlante

sabato 30 novembre
domenica 1 dicembre
ore 21.15

Compagnia di Teatro dell’Oppresso
“I ZAURDI” (Pozzallo)

MA VUATRI CHINNI SAPITI RU MUOS?

un'esperienza di Teatro-Forum

condotta da Montserrat Grau Ferrer

con
Caterina Rizzo
Luigi Catanoso
Samuele Boscarino
Anna Vicari


Si tratta di una riflessione sul MUOS attraverso la visione della popolazione oppressa che a sua volta opprime chi è contrario alle istallazioni delle antenne. Oppressi e oppressori approfittano dell'incontro-scontro per divulgare informazioni. 

Il Forum è una particolare metodologia teatrale interattiva che prevede l'intervento diretto degli spettatori, il quali avranno la possibilità di espiremere il loro punto di vista sull'argomento. 

La compagnia ha la propria sede nel Caffè Letterario “Rino Giuffrida ” di Pozzallo, un luogo che da anni accoglie nei propri locali esperienze legate al recupero di persone socialmente svantaggiate, soprattutto giovani.

contributo 6 € tessera annuale 2 €

info e prenotazioni 3665010982

teatro atlante, via aragona 25 (p.zza Rivoluzione) Palermo


Teatro Atlante - Palermo
Tel: 366 50 10 982
www.teatroatlante.com

lunedì 25 novembre 2013

Nuove schiavitù, Palermo dice “no” alla tratta


Scuola, associazioni e istituzioni si attivano insieme per aiutare le vittime della tratta a partire dai pregiudizi e dagli stereotipi. Un appello ai giornalisti per un uso appropriato del linguaggio

di Serena Termini, Redattore Sociale

19 novembre 2013 - 14:58

PALERMO – “Palermo non tratta” è lo slogan che rappresenta la sinergia di più forze insieme per combattere la tratta degli esseri umani e per combattere insieme tutte le nuove schiavitù e mafie nazionali ed internazionali.
Questa mattina a fare il punto della situazione sul tema, nell’aula consiliare di Palazzo delle Aquile, sono stati diversi rappresentanti del mondo politico, della scuola e dell’associazionismo.
Il comune di Palermo, nell’avviare la campagna contro la tratta degli esseri umani, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale e il coordinamento antitratta “Favour e Loveth” ha promosso la giornata europea contro la tratta degli esseri umani, celebrata ogni anno il 18 ottobre, proprio con l’iniziativa di oggi.
L’incontro è stato prevalentemente rivolto: alle scuole, per attivare, nei giovani, un percorso di informazione e di formazione alla lotta alla tratta; ai giornalisti perché si facciano essi stessi promotori, nei confronti dell’opinione pubblica; e a tutte le realtà che lavorano, in vari modi e forme, con i cittadini stranieri contro l'esclusione, la marginalizzazione sociale, il razzismo e la discriminazione e contro tutte le nuove forme di schiavitù.
“La giornata di oggi, in particolare, ha voluto centrare l’attenzione sull’importante azione di sensibilizzazione che si svolge nelle scuole - dice Tindara Ignazzitto del coordinamento antitratta “Favour e Loveth” di Palermo -. Un aspetto importante è anche però l’attenzione maggiore che chiediamo alla stampa affinché affronti il fenomeno della tratta di esseri umani non come prostituzione quando si tratta di ragazze costrette a vendere il loro corpo”.
“La scuola non tratta da due punti di vista – afferma Stella Bertuglia, insegnante e membro del Coordinamento antitratta -. La prima cosa da dire è che la scuola affronta poco l’argomento perché non diamo ai nostri ragazzi la possibilità di riflettere sui problemi sociali. La seconda cosa è che la scuola prende le distanze dalla tratta delle schiave. Insieme all’Ufficio scolastico regionale stiamo portando avanti, infatti, questo messaggio che ha un’alta valenza educativa per tutti i nostri giovani. Il Coordinamento Antitratta oltre ad un lavoro a favore di queste ragazze ha voluto che si agisse anche nelle scuole sul piano della formazione educativa. Se i ragazzi prendono consapevolezza del problema possono dare tanto alla società”.
“Dobbiamo partire dall’educazione, utilizzando tutti gli strumenti affinché i ragazzi prendano consapevolezza dei problemi – ribadisce Maria Luisa Altomonte, direttore dell’Ufficio scolastico regionale - e stiano tanto più lontani con l’anima e l’intelligenza dallo sfruttamento delle donne. Per quanto ci riguarda abbiamo organizzato un corso di due anni come Ufficio scolastico regionale proprio sulla violenza contro le donne perché credo che anche questo fenomeno della tratta viva sulla base di un contesto culturale che in qualche modo lo consenta. Anche le famiglie devono lasciarsi in qualche modo contaminare dai messaggi positivi che possono percepire a scuola e a loro volta trasmettere i ragazzi”.
“La nostra amministrazione è in prima linea nella difesa dei diritti umani e di tutte le forme in cui questi vengono violati - sottolinea Giusto Catania, assessore Partecipazione, Decentramento e Migrazione -. Lavoriamo a più livelli nei confronti dei migranti e di tutto coloro che chiedono di ricostruire il percorso della loro vita. Per questo occorre costruire percorsi di contaminazioni tra diverse culture a partire dai progetti che possono essere espletati nelle scuole come grande campagna pedagogica. Confrontarsi con le altre culture vuol dire accogliere per fare crescere e dare futuro”.
Nella seconda parte dell’incontro si è parlato soprattutto di chi opera per la prevenzione e la lotta della tratta.
“Il problema non deve essere sottovalutato e sono contento che adesso ci sia la consapevolezza di lavorare in rete tutti insieme per aiutare queste ragazze – aggiunge il pastore valdese Vivian Wiwoloku, presidente dell’associazione “Il Pellegrino della Terra”, portavoce del Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth” di Palermo-. Ricordiamoci sempre che sono schiave e che se le aiutiamo ad uscire dalla loro schiavitù dobbiamo anche accompagnarle verso un’alternativa di vita possibile”.
A margine dell’incontro sono intervenuti anche diversi giornalisti che hanno testimoniato la loro esperienza sul campo relativamente a questo tema sociale. In particolare, è intervenuto il presidente dell’ordine dei giornalisti della Sicilia Riccardo Arena che, ribadendo la Carta di Roma per quanto concerne la deontologia professionale di chi scrive ha ribadito quanto lavoro ci sia ancora da fare sul piano della formazione per sforzarsi e riuscire a scrivere senza discriminare. (set)

© Copyright Redattore Sociale

venerdì 22 novembre 2013

25 novembre, Palermo: Come fossi una bambola. Monologo teatrale sulla tratta da "Le ragazze di Benin City" di Isoke Aikpitanyi


In occasione della
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

l'associazione "Per Esempio Onlus"
presenta 
"Come fossi una bambola"
25 Novembre ore 21:00
Nuovo Teatro Montevergini
Via Montevergini 8, Palermo

"Come fossi una bambola", scritto e diretto da Martino Lo Cascio, interpretato da Jennifer Din Chin, è un monologo che prende spunto da "Le ragazze di Benin city", autobiografia audace e lucida di Isoke Aikpitanyi, nigeriana vittima della Tratta e riuscita coraggiosamente a riscattare la propria condizione di sudditanza. Oggi, inoltre, Isoke ha creato un centro per aiutare fattivamente altre "schiave" tuttora costrette alla vita in strada.

Tale debutto ha avuto anche il supporto della Fondazione Intervita, impegnata dal 1999 in Italia, Asia, Africa e America Latina a tutela dell'infanzia, delle donne e delle comunità locali nonché nella lotta alla povertà e le disuguaglianze, per uno sviluppo sostenibile.

Prima dello spettacolo ed alla fine verranno brevemente presentate due progettualità della Fondazione Intervita.

L'ingresso è fino ad esaurimento posti. E' possibile prenotare al numero 3884857222 e acquistare i biglietti direttamente all'ingresso del teatro. Lo spettacolo non è consigliato ai minori di 16 anni.
Per vedere il promo dello spettacolo: http://www.youtube.com/watch?v=AcGUcmCQcGs



29 novembre, Italia: Assemblea on line per costruire la Carta di Lampedusa


Lampedusa chiama, noi rispondiamo.
Una web conference per iniziare a costruire l'incontro dei movimenti euromediterranei sull'isola.

Lampedusa ha bisogno di noi. Perché è già passato oltre un mese dal naufragio del 3 ottobre scorso ed in questo periodo abbiamo visto ancora sbarchi, ancora morti, perché non è finita l'attesa dei superstiti e non si è risolto il dramma delle vittime e delle loro famiglie. Perché nonostante tutto quello che è successo, ancora, l'Europa ed i suoi Stati propongono come unica ricetta di "gestione" dei fenomeni migratori la politica del confine, della detenzione, del rafforzamento di Frontex, delle operazioni militari/umanitarie di controllo delle frontiere.

Lampedusa ha bisogno di noi perché rischia di essere utilizzata per l'ennesima volta dalla politica istituzionale. Perché mentre le telecamere dei media si sforzano di raccontare la vita di un'isola accogliente, l'operazione Mare Nostrum l'ha trasformata in un'enorme caserma, polo logistico delle operazioni di pattugliamento del controllo del Mediterraneo.

Lampedusa ha bisogno di noi perché deve poter sperare in un futuro diverso, così come milioni di cittadini che vivono lo spazio Euromediterraneo hanno bisogno di poter sperare in un'Europa diversa. Per questo rispondiamo all'appello lanciato dall'isola per dare vita ad un percorso di cambiamento vero dell'Europa, delle sue politiche e delle regole nazionali e comunitarie che la costringono a vivere una vita di frontiera: "la carta di Lampedusa". Un patto, una coalizione, un incontro, una campagna nazionale ed euromediterranea.

Perché Lampedusa ha bisogno di tutti quelli che vorranno mettersi in movimento a partire dal rifiuto della logica del controllo delle frontiere, dei respingimenti, dell'arretramento del diritto d'asilo, della detenzione, della clandestinizzazione, della discriminazione, dello sfruttamento, della negazione dei diritti di cittadinanza.Noi tutti abbiamo bisogno di Lampedusa, della sua verità, della tenacia di chi ci vive, della voglia di non farsi utilizzare per l'ennesima volta da chi dice di voler cambiare per poi non cambiare mai nulla se non in peggio.

A partire da questo, invitiamo tutti ad una assemblea on-line il prossimo venerdì 29 novembre alle ore 18.30, una web conference per discutere insieme la costruzione di un grande incontro Euromediterraneo, di una campagna di lotta e di proposta per un'Europa diversa.

Aprirà l'assemblea l'Associazione culturale Askavusa di Lampedusa.

Partecipano e promuovono:

Edda Pando, Prendiamo la parola - Nicola Grigion, Progetto Melting Pot Europa - Gabriella Guido, LasciateCIEntrare - Filippo Miraglia, Arci - Paolo Cognini, Ambasciata dei Diritti Marche - Dagmawi Yimer, Archivio delle Memorie Migranti - Alberto Biondo, Laici Missionari Comboniani - Judith Gleidze, Borderline Sicilia/Borderline Europe - Sergio Bontempelli, Ass.Africa Insieme Pisa - Serena Fondelli, ex Colorificio Liberato/Progetto Rebeldia Pisa - Francesca Di Pasquale, Osservatorio contro le discriminazioni razziali Nourredine Adnane - Grazia Naletto, Lunaria - Alessandra Sciurba, Progetto Melting Pot Europa - Patrizio Gonnella, Associazione Antigone - Piero Soldini, CGIL - Alfonso Di Stefano, Rete Antirazzista catanese - Luca Bertolino, Razzismo Stop - Fulvio Vassallo Paleologo - Martina Pignatti Morano, Un Ponte Per - Federica Sossi, Venticinqueundici - Antonio Sanguinetti, Esc Infomigrante - Stefano Galieni, Rifondazione Comunista - Laura Greco, A Sud - Neva Cocchi, Cs TPO - Pamela Marelli, Associazione Diritti per Tutti Brescia - Alessandra Ballerini, Terre des Hommes - Manila Ricci, Associazione Rumori Sinistri - Mimma D'Amico, Csa Ex Canapificio Caserta - Valeria Gambino, Un Ponte Per - Stefano Corradio, Articolo 21 - Ahmed Id Bella, Razzismo Stop - Federica Zambelli, Associazione Città Migrante - Marco Furfaro, SEL - Cecilia Mingarelli, Labpuzzle - Cinzia Greco, CIPSI - Bruna Serio, YoMigro - Stefania Ragusa, Corriere delle migrazioni - Anna Lodeserto, European Alternatives - Daniele Frigerio, Giù le Frontiere - Giovanna Cavallo, Action

Per partecipare all'assemblea on line scrivi a
redazione@meltingpot.org, verranno inviate le istruzioni per accedere alla web conference.
E' auspicata la partecipazione di realtà collettive che desiderano mettersi al lavoro per costruire insieme a noi la "Carta di Lampedusa".

25-30 novembre, Palermo: Nuda. Arte e cultura contro la violenza sulle donne

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne
Arte e cultura contro la violenza sulle donne
Real Fonderia della Cala
Ingresso libero



giovedì 21 novembre 2013

23 novembre, Palermo: Progetto ALCE: Donne siciliane e immigrate insieme per condividere ricette e culture


Donne siciliane e immigrate insieme per condividere ricette e culture

Si svolgerà Sabato 23 Novembre a Palermo l'evento di "ALCE - Appetite for Learning Comes with Eating - La voglia d'imparare vien mangiando", un progetto finanziato dal programma LLP – Grundtvig della Commissione Europea. Il progetto, organizzato dal CESIE – Centro Studi ed Iniziative Europeo, è rivolto alle donne siciliane e alle donne immigrate giovani. Da aprile di quest'anno, le partecipanti si sono scambiate ricette, hanno viaggiato nei rispettivi paesi e hanno condiviso momenti di formazione, con l'unico grande aggregatore della cultura gastronomica dei rispettivi paesi. Superare le barriere culturali ed i colore della pelle grazie alla formazione reciproca e agli scambi culturali. L'evento finale del progetto prevede dei laboratori aperti a tutti a cui è possibile iscriversi fino al 22 Novembre. Le stesse attività si svolgeranno contemporaneamente in altre 4 città in Inghilterra, Austria, Francia e Lituania. "In giro per il mondo su un tappeto volante di sapori" è il nome della manifestazione che si svolgerà presso Palazzo Branciforte e al PALAB a Palermo. Di seguito il programma della manifestazione:

Palazzo Branciforte (Via Bara all'Olivella, 2)
Sabato, 23 Novembre 2013 dalle 09.30 alle 13.00
9.30 - 10.00 Registrazione partecipanti
10.00 - 13.00 Laboratori di cucina: *
·         Un broccolo al giorno toglie il medico di torno
·         Le mani in pasta
·         Fusion culturale (ospiti dalla Francia)

Associazione culturale PALAB (Piazzetta del Fondaco a Palazzo Reale) **
Sabato, 23 Novembre dalle ore 16.00 alle 19.00
16.00 - 16.30 Registrazione partecipanti
16.30 - 17.30 Presentazione del progetto ALCE, del ricettario e della Fiera del benessere tra le culture
16.30 - 17.30 Laboratorio ludico di educazione alimentare per bambini dai 6 ai 10 anni *
17.30 - 19.00 Presentazione e degustazione dei piatti cucinati durante i laboratori e Live Cuisine


* I laboratori hanno posti limitati.

Per iscriversi si prega di contattare la segreteria organizzativa del CESIE: +39 091 616 42 24 entro il 22 Novembre. L'organizzazione dell'evento è a cura delle donne che hanno partecipato al progetto ALCE.
** L'ingresso al PALAB è riservato ai soci

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.appetiteforlearning.eu o contattare soad.ibrahim@cesie.org


28 novembre, Palermo: Scuola gratuita di italiano per stranieri della Officina Creativa Interculturale


Cari amici e care amiche,
vi comunichiamo con piacere che
il 28 novembre, alle ore 18
ripartirà la
SCUOLA DI ITALIANO

PER STRANIERI
DELLA CASA-OFFICINA

in via Cuba 46
(traversa di Corso Calatafimi,
a pochi metri dal cinema Marconi)

La scuola di italiano sarà ogni
martedì e giovedì,
dalle 18 alle 19.30

Il corso sarà tenuto da

un gruppo di insegnanti volontari,
che sostengono il progetto e condividono il percorso di apprendimento/insegnamento.
La scuola è GRATUITA,
prevede soltanto la quota sociale di 5 euro.

Vi invitiamo a partecipare numerosi e
a diffondere l'iniziativa in città,
per sostenere un progetto del Centro educativo interculturale "Casa-Officina"
nato da impegno e semi di speranza.



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sabato 16 novembre 2013

18 novembre, Palermo: Sicilia e Cina, andata e ritorno. Contatti, confronti e progetti


Lunedì 18 novembre
ore 16
ex-convento di Sant’Antonino
Piazza Sant’Antonino 1

Sicilia e Cina, andata e ritorno. Contatti, confronti e progetti

L'Università di Palermo presenta Ming Qing Studies 2013

Ad aprire l'incontro Pasquale Assennato, Prorettore all'internazionalizzazione, a cui seguiranno i saluti di Mario Giacomarra, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, di Laura Auteri, Direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche, di Enrica Cancelliere, Presidente del Corso di laurea in Lingue e Mediazione Linguistica e di Enza Cilia, Dirigente della Regione Sicilia, Fondazione Prospero Intorcetta Cultura Aperta.

Gli interventi saranno invece di:

- Paolo Santangelo, Ming Qing Studies, una pubblicazione ormai consolidata negli studi sull’Asia Orientale

- Renata Vinci, Le descrizioni della Sicilia nei testi geografici e nei diari di viaggio cinesi dalle prime menzioni fino all’epoca Qing

- Yang Lin, L'immaginario della Cina nei reportage di viaggio degli scrittori italiani (1955-1980)

- Giusi Tamburello, Andata/1976 - Ritorno/2006. La storia di un cerchio

- Mari D’Agostino,Vincenzo Pinello, Università di Palermo - Università degli Studi Internazionali di Sichuan (Chongqing) Lavori in corso .

All'evento parteciperanno anche gli studenti cinesi in soggiorno di studio a Palermo e gli studenti italiani in soggiorno di studio a Chongqing.

18 novembre-11 dicembre, Palermo: Il cinema ungherese si presenta a Palermo

Tra il 18 novembre e l’11 dicembre 2013, presso i Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo verranno proiettati 4 film a ingresso gratuito.

Lunedì 18 novembre 2013
Ore 17.30 proiezione del film "L'eredità di Eszter" e successivo dibattito del regista József Sípos con gli allievi del II anno di corso del Centro Sperimentale di Cinematografia. 

Mercoledì 11 dicembre 2013
Ore 16.00 proiezione del film "Il Cavallo di Torino" e successivo incontro degli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia con il regista Béla Tarr.

La rassegna è stata organizzata dal Consolato Onorario di Ungheria in Palermo, in collaborazione con la città di Palermo, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema – sede Sicilia e con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri d’Ungheria, nell’ambito dell’Anno Culturale Ungheria-Italia 2013. 

Nell’ambito della rassegna verranno proiettati 4 film pluripremiati ai festival internazionali, che rappresentano la produzione cinematografica ungherese più recente. Tutti i film saranno proiettati in lingua originale, con sottotitoli in italiano (eccetto "L’Eredità di Eszter" in italiano).

Lunedì 18 novembre,alle ore 17.30 è in programma al CSC la proiezione di "L’Eredità" di Eszter di József Sípos (2008), basato sull’omonimo romanzo di Sándor Márai (tradotto in oltre 30 lingue ed edito in Italia da Adelphi). Il film racconta l'insolita storia di Eszter, alla vigilia della seconda guerra mondiale, che eredita la tenuta di famiglia, conquistando una breve serenità destinata a essere bruscamente interrotta quando, a distanza di 20 anni, torna l'unico uomo che abbia mai amato e che però l'ha sempre ingannata. Alla proiezione sarà presente il regista. 

Il Festival continua domenica 24 novembre, alle ore 18, con la proiezione alla sala Vittorio De Seta (sempre ai Cantieri) di "Kaméleon" di Krisztina Goda (2008) sulla storia di Zsolt Kovács, un truffatore professionista che sceglie come vittime soprattutto donne disilluse e che seduce per arrivare ai loro soldi. Capace di assumere le più svariate personalità, Zsolt inizia a lavorare in uno studio di psicologi. Lì incontra Hanna che sarebbe la vittima ideale se non ci si mettesse di mezzo l'amore.

Domenica 1 dicembre 2013, alle ore 18, verrà proiettato al De Seta il "Final cut – Ladies and Gentlemen di György Pálfi", un’opera di mash up visivo dedicata al cinema, che racconta la storia d’amore universale tra un uomo e una donna tramite gli spezzoni dei film con protagonisti Brad Pitt, Marcello Mastroianni, Woody Allen, Greta Garbo, Brigitte Bardot e Charlie Chaplin. L’effetto del film è come se tutti questi attori famosi recitassero insieme. L'eccentrico regista ungherese György Pálfi ha lavorato per più di tre anni al banco di montaggio.

La rassegna si chiude al CSC mercoledì 11 dicembre, alle ore 16 con la proiezione de "Il cavallo di Torino" di Béla Tarr, (2011, 149’) regista cinematografico ungherese (n. Pécs 1955), che fin dagli esordi ha conquistato l’interesse della critica internazionale per il suo stile volto a promuovere l’idea di un cinema specchio della crisi comunicativa che affligge l’umanità. Riflesso stilistico di un'insanabile solitudine, lenti carrelli e lunghi piani-sequenza osservano nei suoi film i protagonisti muoversi in un'estrema dilatazione temporale. Tarr, con questo suo ultimo film, sembra voler chiudere un percorso iniziato con il monumentale Sátántangó (1994) e proseguito con Werckmeister harmóniák; opera cupa e visionaria dove protagoniste sono figure esemplari di un’esistenza che scivola nell’oblio lentamente. Il film ha ottenuto l’Orso d’argento al Festival del cinema di Berlino. Alla proiezione sarà presente il regista. 

Il cinema ungherese ha visto una rinascita produttiva negli anni ‘90, dopo le difficoltà e l'ombrello sovietico della guerra fredda. La costituzione di nuove società di produzione, gli aiuti statali e il passaggio da un'economia pianificata a una società consumistica, hanno permesso una rinascita creativa con pochi eguali nell'Europa Centrale. Autori come Márta Mészáros, István Szabó, Béla Tarr o Miklós Jancsó, István Gaál hanno continuato a girare lasciando al contempo spazio ai giovani enfants terribles come György Pálfi, Benedek Fliegauf, Kornél Mundruczó, Szabolcs Hajdú e János Szász, che con il suo ultimo film The notebook ha vinto il Festival di Karlovy Vari e veleggia verso una probabile candidatura agli Oscar. Una cinematografia che riflette ancora molto sul suo recente passato, sapendo però cogliere sia le influenze del cinema occidentale, sia le contraddizioni sempre più pressanti della moderna società ungherese.


venerdì 15 novembre 2013

19 novembre, Palermo: Palermo non TRATTA: combattere insieme nuove schiavitù e nuove mafie


L’Amministrazione Comunale della Città di Palermo
in collaborazione con
Ufficio Scolastico Regionale Sicilia
Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth” 
organizzano 

PALERMO NON TRATTA
Combattere insieme nuove schiavitù e nuove mafie
Azioni di sensibilizzazione e informazione per la città

Martedì 19 Novembre 2013 – ore 9.30
Aula Consiliare Comune di Palermo
Palazzo delle Aquile

Evento su Facebook

La giornata antitratta, inserita nella campagna di sensibilizzazione per la costruzione di una società interculturale, promuove una cultura della legalità in contrapposizione alle nuove forme di schiavitù gestite dalle mafie internazionali.

Si rivolge alle scuole, per attivare, nei giovani, un percorso di informazione e di formazione alla lotta alla tratta, ai giornalisti perché si facciano essi stessi promotori, nei confronti dell’opinione pubblica, e a tutte le realtà che lavorano, in vari modi e forme, con i cittadini stranieri contro l'esclusione, la marginalizzazione sociale, il razzismo e la discriminazione e contro tutte le nuove forme di schiavitù.

PROGRAMMA

Coordina e modera l’incontro:
Tindara Ignazzitto
Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth” di Palermo

Le Istituzioni contro le nuove mafie emergenti a Palermo
Saluti e introduzione dei lavori di
Leoluca Orlando
Sindaco della Città di Palermo

Presentazione della campagna di sensibilizzazione
del Comune di Palermo
Giusto Catania
Assessore Partecipazione, Decentramento, Migrazione
Agnese Ciulla
Assessore Cittadinanza Sociale, Pari opportunità
Adam Darawsha
Presidente della “Consulta delle Culture”

I volti dalle strade di Palermo
Reverendo Vivian Wiwoloku
Presidente dell’associazione “Il Pellegrino della Terra”
Portavoce del Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth” di Palermo

Le testimonianze degli operatori delle unità di strada di Palermo
Unità di Strada BETANIA
Unità di strada del Centro Salesiano Santa Chiara / CARITAS di Palermo

La scuola NON tratta... Perchè?
Barbara Evola
Assessore alle Politiche educative
Maria Luisa Altomonte
Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale

Presentazione della sezione “Il valore della differenza di genere"
del sito web USR Sicilia
Bernardo Moschella
Ufficio Scolastico Regionale

Presentazione del DVD e del progetto didattico-formativo
Trattando di tratta... La scuola NON tratta
Stella Bertuglia
Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth”
Roberto Tripodi e Margherita Santangelo
Dirigenti scolastici dell’I.I.S.S. “A. Volta” di Palermo

Interventi di giornalisti siciliani
Riccardo Arena
Presidente del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia
Silvana Polizzi
Giornalista del Tg3 Rai - Sicilia
Serena Termini
Giornalista dell’Agenzia Redattore Sociale
Elvira Terranova
Responsabile della redazione siciliana dell'Agenzia Adnkronos

Qui è possibile scaricare il PROGRAMMA in formato pdf


19 novembre, Palermo: La colonia Trinacria in Paraguay

Martedì 19 novembre alle ore 17.00   

PRESENTAZIONE DEL VOLUME  

La colonia Trinacria en Paraguay
(1897 - 1908)

A cura di Marcello Saija

Introduce
Giovanna Minardi

Instituto Cervantes Palermo
Via Argenteria Nuova, 33

Ingresso libero



Il volume di Marcello Saija focalizza il suo raggio di indagine su una peculiare e poco conosciuta realtà italiana nell’America del Sud. Infatti, nonostante la ricca letteratura storiografica concernente il flusso migratorio italiano in Argentina, in Brasile, in Cile e in Venezuela, mancavano ricerche esaustive su comunità, per così dire, minori, in quanto a dimensioni, come quella in Paraguay, ma sicuramente significative per quanto riguarda il contributo che gli italiani seppero dare allo sviluppo economico e alla vita culturale anche in Stati dell’America Latina dove la loro presenza non risultò particolarmente considerevole in termini quantitativi.

Il libro di Saija si presenta come uno studio agile e accurato, con una introduzione che ripercorre in chiave diacronica le tappe principali della costruzione della Colonia Trinacria, nel cuore del Paraguay, e le imprese del suo principale ideatore, Giuseppe De Stefano Paternò. In appendice è collocata una vasta genealogia di dati biografici e fotografie di singoli individui e famiglie siciliane che erano partiti per l’impresa colonizzatrice e dettero vita all’insediamento paraguaiano.

Instituto Cervantes Palermo
Chiesa di Santa Eulalia dei Catalani
Via Argenteria Nuova, 33
90133 Palermo
Italia
Tel.: 39 091 888 95 60
Fax: 39 091 888 95 38
cultpal@cervantes.es


lunedì 11 novembre 2013

Petizione: Analfabetismo. Paralisi e cura per l'Italia



Appello rivolto a

- al Ministro dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza 
- al Ministro dell’Integrazione Cècile Kyenge 
e per conoscenza: 
- alle autorità italiane ed europee che hanno responsabilità nell’ambito dell’alfabetizzazione degli 
adulti 
- alle persone, comunità e organizzazioni interessate alla tutela dei diritti umani 

Premessa 

Esiste in Italia un problema quasi sempre ignorato, che costituisce una reale paralisi per la vita del paese. 
L’intento di questo appello è quello di far emergere questo problema, indicare alcune delle sofferenze e delle disfunzioni che può comportare sia per i singoli individui che per l’intera collettività e indicare alcune proposte urgenti di intervento. 

Far emergere il problema 

L’8 ottobre 2013 è stata pubblicata l’indagine PIAAC1 (Programme for the International Assessment of Adult Competencies), promossa dall’OCSE con l’obiettivo di rilevare le competenze alfanumeriche degli adulti tra i 16 e i 65 anni. I paesi coinvolti sono stati 24 e in Italia è stata realizzata da ISFOL su incarico del Ministero del Lavoro. 157.000 le persone che hanno effettuato il test nei diversi paesi, 260 i comuni italiani coinvolti, 4500 gli italiani testati.
Su 24 paesi l’Italia è ultima nelle competenze alfabetiche (literacy) e penultima in quelle matematiche (numeracy). L’allarme è da codice rosso al pronto soccorso. Leggere i dati di questo paese paralizzato, analizzare le fratture che le radiografie delle competenze fondamentali per la vita ed il lavoro mostrano è indispensabile per procedere alla diagnosi dei problemi e per stabilire gli interventi politici di terapia e di cura.
I test graduati individuano 5 livelli di competenze (che diventano 6 se si considera la fascia di coloro che non raggiungono il primo livello). La capacità di saper leggere e scrivere (alfabetizzazione strumentale) è necessaria ma a volte non sufficiente per saper effettuare alcuni compiti di lettura e scrittura che frequentemente la vita quotidiana richiede (alfabetizzazione funzionale). Ecco alcuni esempi di compiti presenti nelle prove: seguire le istruzioni riportate su un foglietto illustrativo, leggere l'orario dei voli all'aeroporto, leggere le informazioni di un'etichetta di un prodotto alimentare; leggere una mappa. 

[...]

Il 5,6% è al di sotto del livello 1(below level 1). Si tratta di persone che non hanno superato un facile test di screening iniziale, nel quale era necessario fare una somma, reperire un numero di telefono scritto su un volantino informativo, trovare il prezzo di un prodotto su una targhetta ecc. Chi non ha superato questa prova non ha ricevuto il test completo, ma semplici prove per individuare la comprensione di un testo scritto (reading components). Un esempio di esercizio: un’immagine (ad esempio un fiore) sotto la quale occorre scegliere la parola giusta tra le 4 parole proposte: spalla, nuvola, fiore, bandiera.
Questo è il dato peggiore: 3.000.000 di italiani non superano o non raggiungono la soglia della singola parola. Se sommiamo i dati degli italiani che si collocano tra l’analfabetismo totale e il livello 2 otteniamo che circa il 70% della popolazione italiana tra i 16 e i 65 anni si colloca al di sotto del livello 3. Il livello 3 è considerato il minimo indispensabile per vivere e lavorare nel XXI secolo. L’allarme di questa indagine ci dice che il 70% degli italiani non ha le competenze sufficienti per vivere e lavorare nella società attuale

[...]

A livello istituzionale la voce “adulti analfabeti” quali risorse riceve in Italia? Quanti insegnanti, quali e quanti percorsi, quante ore, quante classi, quale ricerca, quale formazione, quali materiali didattici? Manca una letteratura sui livelli, sui tempi e sulle problematiche di chi si trova a dover imparare l’italiano come L2 a partire da una situazione di analfabetismo.

Proposte di intervento urgenti 

Come ha sempre sostenuto Paulo Freire, il tema dell’ alfabetizzazione non è neutro e chiede un’opzione politica molto chiara, poiché “dare la parola a chi non ne ha il dominio” significa fare una scelta che realizza il diritto di tutti ad una vita dignitosa. La paralisi di una parte del corpo sociale è paralisi di tutto il corpo, decidere di dare priorità alla cura è scegliere la cosa migliore per tutti e per ciascuno.
Solamente pochi anni fa i disturbi specifici di apprendimento (DSA) non erano riconosciuti; le persone con questi disturbi non erano tutelate e non avevano diritto a strumenti compensativi. Dopo un percorso faticoso siamo giunti ad una situazione nella quale la legge interviene stabilendo chi certifica e a quali strumenti, supporti, semplificazioni, tempi gli studenti hanno diritto. Crediamo che sia necessario avviare un processo simile nei confronti delle problematiche connesse all’analfabetismo. La civiltà di un paese si misura dal modo in cui tratta i soggetti più deboli: un modo non occasionale, ma scelto consapevolmente come legge che tutela la debolezza e come comportamento spontaneo diffuso, frutto di un’educazione e di una cultura solidali
 
Chiediamo quindi al Governo italiano, e in particolare: 
al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza 
al Ministro dell’Integrazione Cècile Kyenge 
i seguenti impegni nell’ambito dell’istruzione degli adulti



domenica 10 novembre 2013

31 dicembre. Italia: IX° Concorso Lingua Madre. Scadenza termini presentazione opere

Regione Piemonte
Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura
indicono il IX°


 Il Concorso letterario nazionale Lingua Madre, ideato da Daniela Finocchi, prende spunto dall’iniziativa sviluppata da Regione Piemonte e Salone Internazionale del Libro di Torino da cui trae il nome, e si avvale del Patrocinio del Ministro per l’Integrazione, della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e di Pubblicità Progresso-Fondazione per la Comunicazione Sociale.

Il Concorso è diretto a tutte le donne straniere, anche di seconda o terza generazione, residenti in Italia che, utilizzando la nuova lingua d’arrivo (cioè l’italiano), vogliano approfondire il rapporto tra identità, radici e il mondo “altro”. Il Concorso vuole essere un esempio significativo delle interazioni che stanno ridisegnando la mappa culturale del nuovo millennio e testimoniare la ricchezza, la tensione conoscitiva ed espressiva delle donne provenienti da “altri” Paesi. Una sezione speciale è dedicata alle donne italiane che vogliano farsi tramite di queste culture diverse, raccontando storie di donne straniere che hanno conosciuto, amato, incontrato e che hanno saputo trasmettere loro “altre” identità.

Le opere selezionate saranno pubblicate in un libro che verrà presentato nell’edizione 2014 del Salone Internazionale del Libro di Torino.

Per Informazioni:
Concorso letterario nazionale Lingua Madre
CASELLA POSTALE 427
Via Alfieri, 10 – 10121 Torino Centro
anche su Facebook e Twitter
Sviluppo progetto e Ufficio stampa
Daniela Finocchi
Via Coazze 28 – 10138 Torino
tel/fax 011 447 62 83

GLI ELABORATI DOVRANNO PERVENIRE ENTRO IL 31 DICEMBRE 2013 a:
Concorso letterario nazionale Lingua Madre
CASELLA POSTALE 427
Via Alfieri, 10 – 10121 Torino Centro

10 novembre, Palermo: Consulta delle culture. Eletti il presidente, il vicepresidente e i cinque consiglieri


Adham Darawsha, 33 anni, palestinese, laureato a Palermo in Medicina, è il presidente della Consulta delle Culture, quarta istituzione della città di Palermo e organo consultivo e propositivo per le scelte di Governo dell’Amministrazione. Ad eleggere Darawsha oggi, nella sede di Palazzo Cefalà sede ufficiale della Consulta, i 21 consiglieri eletti lo scorso 20 ottobre.
L'assemblea ha eletto a vicepresidente Sumi Dalia Aktar, 22 anni, esponente dell'Asia centro meridionale, (Bangladesh). I cinque consiglieri eletti per la gestione dell'Ufficio di presidenza sono Edna Minion (Filippine), Nesrine Abdia (Tunisia), Osei Alexandre Minkah (Ghana), Rajendra Bitrayya (Mauritius) e Sofia Elizabeth Quinonez (Ecuador). Darawsha e Aktar sono stati eletti rispettivamente con 14 e 11 voti.

Buon lavoro alla Consulta!

******************


Art. 2
Funzioni della Consulta
La Consulta svolge le seguenti funzioni:
a) promuove ed incentiva le opportunità per la realizzazione di percorsi interculturali nella Città di Palermo con riferimento: alla tutela dei diritti, all’integrazione culturale, all'istruzione, alla salute, all'inserimento nel mondo del lavoro, ai servizi sociali. Negli stessi ambiti, raccoglie informazioni ed effettua ricerche sia direttamente, sia avvalendosi delle banche dati dell’Amministrazione Comunale;
b) promuove iniziative:
- per favorire la conoscenza da parte degli stranieri e degli apolidi delle normative che disciplinano il soggiorno, la residenza, l’occupazione lavorativa, l’assistenza sociale e sanitaria, l’istruzione, la formazione professionale, il trasporto e la fruizione dei servizi pubblici;
- per favorire l'incontro ed il dialogo fra portatori di differenti culture, nella prospettiva di una società interculturale;
- per prevenire o rimuovere ogni forma di discriminazione e di xenofobia;
c) collabora con il Comune nel fornire il necessario supporto agli stranieri, singoli ed associati fra loro, per consentire l'effettivo esercizio di tutte le forme di partecipazione o di accesso ai documenti previsti dalle leggi e dai regolamenti per i cittadini residenti;
d) fornisce alle associazioni di stranieri la propria consulenza per redigere e sviluppare progetti di carattere culturale, sociale, economico;
e) promuove e sostiene iniziative volte sia al rispetto e alla valorizzazione dei caratteri culturali, linguistici e storici degli stranieri e degli apolidi, che a favorire, da parte loro, la conoscenza di quelli della popolazione locale.
f) esprime pareri negli ambiti sopraindicati obbligatori e non vincolanti sugli atti relativi di competenza degli organi del Comune e contribuisce ad avanzare proposte per il Governo della Città.

Art. 3
Compiti e modalità per la consultazione e presentazione delle proposte
1. La Consulta è organo consultivo e propositivo per le scelte di Governo dell’Amministrazione; alla stessa può presentare, per il tramite dei propri organismi, pareri e proposte sulle attività e/o provvedimenti che abbiamo incidenza sulle condizioni degli stranieri a Palermo.
2. La Consulta può, inoltre, approvare proposte/mozioni da presentare alla Giunta o al Consiglio, da formulare per iscritto ed in lingua italiana, che devono:
a) essere inerenti le funzioni citate all’art. 2;
b) indicare le finalità che si intendono perseguire;
c) precisare le eventuali risorse economiche necessarie.
3. La Giunta o il Consiglio, in relazione alle rispettive competenze, sono tenute ad esaminare le suddette proposte entro un congruo termine e comunque non oltre 60 giorni dalla presentazione; le stesse proposte se accolte anche in parte, saranno trasmesse agli uffici competenti per la formalizzazione degli adempimenti amministrativi.
4. Il Consiglio Comunale, attraverso il proprio Presidente, invita il Presidente della Consulta ad esprimersi su tematiche attinenti alle funzioni di cui all’art. 2 poste all’ordine del giorno del Consiglio Comunale stesso.
5. Il Consiglio Comunale individua al proprio interno tre componenti che saranno partecipi dei lavori della Consulta; mentre la Giunta, per le stesse finalità, ne individua al proprio interno due.
I componenti del Consiglio Comunale e quelli della Giunta che faranno parte della Consulta non avranno diritto di voto e la loro presenza non sarà computata al fine del raggiungimento del numero legale.

[...]

Art. 10
Composizione e durata in carica
1. L’Ufficio di Presidenza è costituito dal Presidente, dal Vice Presidente e dai cinque Consiglieri che abbiano ottenuto il maggior numero di preferenze nelle votazioni in cui sono stati eletti il Presidente ed il Vice Presidente, ed appartenenti ad Aree diverse rispetto ad essi
In caso di parità, è eletto il candidato che sia, in progressivo subordine, di altra Nazione, sesso e maggiore età.

Art. 13
Durata in carica e scioglimento della Consulta
1. La durata in carica della Consulta, salvo quanto previsto all’art. 26, coincide con il mandato amministrativo del Sindaco.
2. Il Sindaco uscente indice le elezioni per il rinnovo della Consulta che potranno svolgersi nel periodo che intercorre tra il 90° giorno prima del rinnovo del Consiglio comunale e successivamente entro e non oltre il 45° giorno del rinnovo sopra citato.
3. Per i lavori della Consulta l’Amministrazione individua i locali di proprietà comunale e le attrezzature necessarie.
4. L’intervento dei componenti degli organi collegiali della Consulta alle relative sessioni è a titolo gratuito.
5. Il Sindaco può procedere allo scioglimento della Consulta nei seguenti casi:
a) qualora metà dei componenti risulti decaduta o dimissionaria;
8
b) in casi eccezionali, su motivata deliberazione approvata dal Consiglio Comunale con la maggioranza assoluta dei componenti, per gravi violazione da parte della Consulta del presente regolamento o per infiltrazione mafiosa o per altri gravi reati.
6. In caso di scioglimento, la nuova elezione deve svolgersi entro i 6 mesi successivi.

Naufragio dell’11 ottobre - L’Italia sapeva e non è intervenuta

Fabrizio Gatti dalle pagine dell’Espresso denuncia i ritardi: omissione di soccorso. 268 morti, almeno 60 i bambini annegati.

Solo pochi giorni fa il Premier Letta da Dublino lanciava il suo monito: "sull’immigrazione l’Italia fa la sua parte, ma non è sufficiente, ora tocca all’Europa".

Sarebbe sufficiente una lettura neppure troppo attenta del parere sui CIE espresso dal Comitato Nazionale per la Bioetica commissionato proprio dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per far risultare l’affermazione del Primo Ministro un tantino azzardata, ma ecco che a pochi giorni da quelle frasi lanciate con tanta sicurezza dal premier con le "palle d’acciaio", emerge la verità su quale sia la parte che gioca l’Italia nello scacchiere delle politiche di controllo dell’immigrazione europee.

La denuncia viene dalla penna di Fabbrizio Gatti che, sulle pagine dell’Espresso, propone la ricostruzione dei fatti dell’11 ottobre scorso attraverso le testimonianze di alcuni dei sopravvissuti.

A pochi giorni dalla strage del 3 ottobre infatti, un’altra barca con a bordo quasi 500 persone in fuga dalla Siria, 150 dei quali bambini, entrave nelle acque di nessuno, quelle in cui si gioca l’ormai decennale rimpallo di responsabilità tra Italia e Malta. In 268 persero la vita, almeno 60 i bambini annegati.

Secondo Mohanad Jammo, primario dell’Unità di terapia intensiva e anestesia dell’Ibn Roshd Hospita in Siria, "nella notte precedente al naufragio le raffiche di mitra sparate da una motovedetta libica avevano forato lo scafo che, alle 17.10, si è rovesciato ed è affondato. Un elicottero ha raggiunto il punto alle 17.30, sei ore e mezzo dopo la prima chiamata di emergenza. La prima nave militare maltese alle 17.51. Quelle due ore perse avrebbero permesso all’elicottero di arrivare alle 15.30, alla nave militare alle 15.51. E ai soccorritori partiti da Lampedusa, su un veloce pattugliatore della Guardia di Finanza, di essere operativi già poco dopo le 13 e non dopo le 18.30. Ci sarebbe stato insomma tutto il tempo per concludere il trasferimento dei passeggeri e metterli in salvo."

Così però non è andata. La puntale ricostruzione dei testimoni racconta di una serie di telefonate satellitari alla Guardia Costiera italiana in cui veniva lanciato l’SOS dal natante che imbarcava acqua, senza però che seguisse alcuna operazione di salvataggio. Solo dopo molte ore, una voce dall’altro capo del telefono avrebbe invitato i naufraghi a rivolgersi alle autorità maltesi.

Di seguito un estratto dall’articolo dell’Espresso. Di fatto la denuncia di un omicidio plurimo.

Il dottor Jammo spiega: «Ho chiamato il numero italiano prima delle 11 del mattino. Ha risposto una donna. Mi ha detto in inglese: dammi esattamente la posizione. Le ho dato le coordinate geografiche. Le ho detto: “Per favore, siamo su una barca in mezzo al mare, siamo tutti siriani, molti di noi sono medici, siamo in pericolo di vita, la barca sta affondando”. Se hanno una registrazione, sentiranno esattamente queste parole: “Stiamo andando verso la morte, abbiamo più di cento bambini con noi. Per favore, per favore, aiutateci, per favore”».

Per un’ora e mezzo non accade nulla: «Richiamo il numero, sono circa le 12.30. Ripeto chi sono. È la stessa donna. Mi risponde: “ok, ok, ok” e chiude. Ma non succede nulla. Nessuno ci richiama. Richiamo io dopo mezz’ora. Ormai è l’una del pomeriggio. La donna mi mette in attesa e dopo un po’ risponde un uomo. Mi dice: “Guardate, siete in un’area sotto la responsabilità delle forze maltesi”. Dovete chiamare la Marina maltese. L’ho supplicato: “Per favore, stiamo per morire”. E lui: “Per favore, potete chiamare le forze maltesi, adesso vi do il numero...”. Dalla mappa vedevamo che Lampedusa era a soli 100, 110 chilometri. Malta ad almeno 230 chilometri. Per questo avevamo chiamato gli italiani».

Il dottor Jammo aggiunge che l’uomo non gli ha detto il nome, il grado o il ruolo: «Ma per colpa della centrale di soccorso italiana abbiamo perso due ore fondamentali. Era rimasto davvero poco tempo per noi. È l’una e comincio a chiamare e richiamare i maltesi. Alle tre del pomeriggio mi assicurano che in 45 minuti sarebbero arrivati. Alle quattro mi dicono: “Ok, siamo sicuri della vostra posizione, ma abbiamo ancora bisogno di un’ora e dieci minuti per raggiungervi”. Dieci minuti dopo le cinque tutti i nostri bambini sono annegati e non è arrivato nessuno».


[ Melting Pot 9 novembre 2013 ]

Storia di Robiel, morto annegato, scappato dall’Eritrea con un sacchetto di plastica pieno di sogni

Storia di Robiel, morto annegato, scappato dall’Eritrea con un sacchetto di plastica pieno di sogni
November 9, 2013, di Cornelia I. Toelgyes


8 novembre 2013 - Buongiorno a tutti. Mi chiamo Robiel, anzi, mi chiamavo così. Ora sono morto, annegato, vicino a Calais, in Francia. Vi voglio raccontare la mia storia. Sono nato 25 anni fa in Eritrea. Ho un fratello ed una sorella, io sono il maggiore dei tre.  Mia sorella ha 21 anni; ora vive in Israele. Era stata rapita, l’avevano portata nel Sinai, torturata e tutto il resto. Mamma ha pagato, l’hanno liberata. Ora lei sta bene.  Il mio fratellino, invece, rischia di diventare cieco ad un occhio per via di uno stupido incidente.  E’ anche per questo che ero scappato dall’Eritrea. Volevo aiutarlo, volevo guadagnare un po’ di soldi per poterlo fare operare, oltre che per quel terribile servizio militare.

Insomma me ne sono andato, scappato. Ho messo tutti i miei ricordi in un sacchetto di plastica e sono arrivato in Libia. Lì mi hanno messo in prigione per un po’. Una cosa terribile, ci picchiavano, poco o niente cibo, umiliazioni di tutti generi. Poi, non mi è sembrato vero, mi hanno liberato. Sono corso al primo porto, ho trovato uno scafista. Mi ha detto :”Tieniti pronto, fra qualche giorno si parte”. Ero felice come non mai. Ho iniziato a sognare. Durante la traversata ho conosciuto una ragazza etiope. Ci siamo innamorati. Sì, vi rendete conto, mi sono anche innamorato. Insieme abbiamo fatto tanti progetti mentre ci tenevamo per mano durante quel lungo viaggio in mare.

Un po’ di paura  c’era, ma si divide anche la paura, non solo i sogni.  Poi i centri di accoglienza, che di accoglienza hanno solo il nome. Pazienza.  Il tempo lì non passava mai. Finalmente erano pronti i documenti. Ho chiamato mia cugina che vive al nord. Mi ha accolto insieme alla sua famiglia. La mia ragazza, invece, è andata a Roma, in un altro centro. Ci siamo visti una sola volta nei 5 mesi trascorsi da mia cugina. Ci sentivamo sempre al telefono e insieme si continuava a sognare.corpi dei morti

Un giorno ho deciso di andare in Francia, a trovare degli amici. Mi avevano parlato bene di quel paese. Dopo qualche giorno mi sono spostato a Calais. Di lì potevo andare in Inghilterra, da mio zio, fratello di mamma. Lavora lì da qualche anno. Sì, anche lui era scappato. Il paradiso Eritrea è diventato un inferno. Tutti se ne vanno. Ci sono rimasti solo i vecchi, quelli che avevano combattuto per la libertà. Ora loro e quei pochi giovani rimasti, sono prigionieri nel nostro stesso paese. Vi rendete conto ?

A Calais mi sono tuffato in mare. Era il 9 ottobre scorso, esattamente un mese fa, una brutta sera. Freddo e mare mosso. Mi hanno gettato una corda. Ricordo la disperazione e poi il nulla. Salutate mia mamma. Roberta e Cornelia vi racconteranno il resto della mia storia. So che scopriranno ciò che mi è successo.  Io ho una famiglia, Roberta ed i suoi amici che mi hanno cercato. Molti giovani annegano qui, restano senza nome, la loro tomba è il fondale del mare.  Io sono uno dei tanti, la mia è una storia nella storia, con la differenza che la mia sarà resa pubblica e finalmente il mondo saprà ciò che succede qui.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
twitter @cotoelgyes
(1 – continua)

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Africa Express

sabato 9 novembre 2013

13 novembre, Palermo: Presentazione Dossier Statistico Immigrazione 2013

L'Assessorato Regionale della famiglia
delle Politiche Sociali e del Lavoro

presenta il

Dossier Statistico Immigrazione anno 2013

Palermo, 13 novembre 2013 ore 10.00
Assemblea Regionale Siciliana
piazza del Parlamento I - Sala Gialla




L'Assessorato Regionale della famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro presenta il Dossier Statistico Immigrazione anno 2013, un annuario socio-statistico dedicato al fenomeno dell'immigrazione in Sicilia, nel quale vengono riportati i dati provenienti dai comuni siciliani e quelli della Prefettura per avere una fotografia sullo stato attuale di tale situazione.

Interverranno, fra gli altri:

Giovanni Ardizzone, Presidente Assemblea Regionale Siciliana
Giuseppe Di Giacomo, Presidente VI Commissione legislativa
Ester Bonafede, Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro
Antonella Bullara, Dirigente generale dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali
Francesca Cannizzo - Prefetto di Palermo
Olga Marotti - UNAR
Maddalena Ruoppolo - UNAR
Ugo Melchionda - IOM
Abdelkarim Hannachi - IDOS
Angela Maria Peruca - LegaCoop Sociali Sicilia
Giuseppe Verde - professore Università di Palermo

Durante la giornata sarà possibile ritirare gratuitamente copia del Dossier Statistico Immigrati 2013.
Per maggiori informazioni https://dossierimmigrazione.eventbrite.it/


11 novembre, Roma: L'Eritrea si racconta


L'ERITREA CHE SI RACCONTA

Il coordinamento Eritrea democratica invita a una serata  di riflessione a partire dai fatti di Lampedusa. Interventi di Ribka Sibhatu e Amer Adem, responsabili cultura e informazione del coordinamento.

Interverranno -  in collegamento skype

Giusi Nicolini, sindaca di Lampedusa

Alganesh Feseha, presidente ong Gandhi

Rappresentanti del I municipio e della Rete Donne per la Pace, della Casa Internazionale delle donne

Musica e lettura di poesie


Teatro Valle, via del Teatro Valle
Lunedi 11 novembre dalle ore 19

Segreteria Casa Internazionale delle Donne
Via della Lungara, 19 - 00165 Roma
Tel. 0668401720 Fax 0668401726
www.casainternazionaledelledonne.org

mercoledì 6 novembre 2013

9 novembre, Palermo: Tirocini e insegnanti volontari in didattica dell'italiano a stranieri


Comunichiamo che i due progetti del Centro educativo interculturale
"Casa-Officina"
la Scuola di italiano per stranieri e
la Casa del drago
stanno per ricominciare e stiamo cercando tirocinanti e volontari
per l'insegnamento della didattica dell'italiano per stranieri.

La Scuola di italiano per stranieri della Casa-Officina, in via Cuba 46, sarà aperta ogni martedì e ogni giovedì, dalle 18.00 alle 19.30, a partire dal 28 novembre. L'obiettivo principale del progetto è creare un percorso di apprendimento dell'italiano come lingua seconda, che valorizzi contesti plurilingue e che costruisca relazioni di riconoscimento reciproco. I corsi sono rivolti a migranti adulti e coinvolgono tre gruppi di studenti, con diverse competenze in lingua italiana L2.

La Casa del Drago, progetto promosso dalla Casa-Officina e ospitato presso la scuola "F.Ferrara" in Piazza Magione 1, sarà aperta tre volte a settimana, in orario pomeridiano, a partire dal mese di novembre. L'obiettivo principale del progetto è creare percorsi educativi e occasioni di incontro e scambio con i migranti cinesi della città. Il corso di italiano L2 è rivolto a ragazzi di nazionalità cinese della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Nel caso in cui siate interessati a partecipare ai progetti come insegnanti volontari (Scuola di italiano per straneiri) o tirocinanti (Casa del drago), scrivete una email con il curriculum e una breve presentazione con le motivazioni della partecipazione, specificando in quale dei due progetti intendete essere coinvolti entro il 9 novembre, al'indirizzo officreaintercultura@gmail.com.

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