www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


venerdì 27 settembre 2013

27 settembre, Palermo: Anti-tratta. Una rosa per Loveth e un palloncino rosa per Favour


Una memoria di amore

Il 27 settembre alle ore 15.00 nel cortile Barcellona, ad angolo con via Filippo Juvara e, a seguire, all’ingresso della Favorita nel Parco adiacente viale Rocca, il Sindaco di Palermo scoprirà due targhe, in ricordo delle due giovani ragazze nigeriane, Favour e Loveth, vittime della tratta.  

Favour, una ragazza di appena 20 anni, a dicembre 2011, mentre stava coronando il sogno della sua vita sposando il suo amore con il quale aveva cominciato a convivere, è stata travolta dalla violenza omicida di un cliente che dopo averla violentata e uccisa ha bruciato il suo corpo gettandolo in una discarica a Misilmeri. Solo due mesi dopo, Loveth, coetanea di Favour, subisce lo stesso tragico destino: viene trovata morta nel centro di Palermo, in via Filippo Juvara, accanto ai cassonetti dell’immondizia. 

Il Coordinamento Antitratta, intitolato proprio a Favour e Loveth e che a partire dalle loro storie ha avviato la sua azione di sensibilizzazione e informazione rivolta alla cittadinanza palermitana, è felice di ricordarle in modo solenne alla presenza del Primo cittadino e della Comunità nigeriana e invita tutta la cittadinanza a partecipare alla posa delle targhe commemorative il 27 settembre. 

Con le due targhe, depositate simbolicamente nei pressi dei luoghi in cui si sono spente le loro giovani vite, vogliamo consegnare una “memoria di amore”.

Un ricordo che porti con sé il segno dell’amore per la vita, la bellezza, la speranza in una vita migliore.  Una “memoria di amore” che la città vuole consegnare anche alle famiglie di Favour Nike Adekunle e Loveth Edward, alla comunità nigeriana e a tutte le donne vittime della violenza e della tratta ad opera di potenti  organizzazioni mafiose internazionali.  

La “memoria di amore” simboleggiata da una rosa per Loveth e da un palloncino rosa per Favour, è il nostro pegno per il futuro, quel futuro che è stato negato alle due giovani donne e che vorremmo consegnare a tutte le donne, come loro, vittime della tratta. 

Coordinamento Antitratta “Favour & Loveth”

mercoledì 25 settembre 2013

20 ottobre, Palermo: Elezioni dei membri della Consulta delle Culture. Intervista all'Assessore Giusto Catania

INTERVISTA ALL’ASSESSORE GIUSTO CATANIA

16 settembre 2013 · by Comunità Urbane Solidali

Ringraziamo l’assessore alla Partecipazione Giusto Catania per averci concesso questa intervista. Come progetto Comunità Urbane Solidali, abbiamo previsto in accordo con il Comune di Palermo il supporto alla costituzione della Consulta delle Comunità Immigrate di Palermo e il nostro padiglione, all’interno del Complesso P. Pisani, sarà una delle sedi. Abbiamo partecipato come osservatori alle discussioni, abbiamo animato, altre discussioni al di fuori degli incontri ufficiali e, adesso che siamo arrivati ad un punto di svolta importante, il 20 ottobre ci saranno le elezioni, siamo andati dall’assessore Catania con l’intenzione di porre alcune domande su quelli che, secondo noi, sono alcuni punti da chiarire rispetto a questo percorso importante.

Per prima cosa, vorremmo chiederLe come mai avete deciso di aprire la consulta delle comunità dei cittadini extracomunitari anche ai cittadini comunitari residenti e comunque non solo a cittadini extracomunitari.

Ci siamo attenuti ad un principio su cui si è fondata buona parte della letteratura negli ultimi anni sulla necessità di connettere i diritti di cittadinanza alla residenza. C’è stata qualche anno fa una grande campagna internazionale promossa dalle organizzazioni sindacali europee per costruire meccanismi di cittadinanza legati alla residenza, quindi prescindendo dalla nazionalità. Io personalmente sono stato al Parlamento Europeo (come eurodeputato del Partito della Rifondazione Comunista dal 2004 al 2009, ndt) il sostenitore della proposta per far sì che la cittadinanza europea si acquisisse attraverso la residenza e non attraverso l’appartenenza a uno dei paesi membri. Ci siamo attenuti a questo elemento fondamentale che è un modo per estendere i diritti e per far determinare i diritti di cittadinanza dalla residenza e non dal passaporto. Per questa ragione abbiamo scelto di far sì che la Consulta fosse rappresentativa delle culture altre presenti a Palermo e che il principio costitutivo fosse determinato dalla residenza, perché per noi a Palermo non esistono stranieri o immigrati, esistono palermitani.
Questo è stato il nostro principio ispiratore, molto più ampio rispetto a quello della Legge Regionale, perché pensiamo sia un modo per favorire l’inclusione.

La legge, però, nasce con l’intento esplicito di dare maggiore visibilità ai cittadini extracomunitari, non temete dunque di non avere rispettato il dettato legislativo, di esserne usciti in qualche modo dai binari ed esporvi ad eventuali contestazioni amministrative?

Noi abbiamo assolutamente rispettato il dettato legislativo perché la Consulta è rappresentativa anche degli extracomunitari. Abbiamo garantito un principio di proporzionalità rispetto ai cittadini che sono presenti a Palermo per cui la rappresentanza è proporzionale alla presenza in città. Il nostro regolamento non solo interpreta la legge ma fa un passo in avanti nell’inclusione di tutti i cittadini. Sarebbe paradossale che il Comune di Palermo venga contestato perché allarga la platea di garanzia: i diritti non sono come una coperta: se la tiri da un lato, non scopri l’altra parte. I diritti sono estendibili.
Ci sembra paradossale che Palermo, in questo momento tra le pochissime città in Sicilia a fare una consulta e allargandone la platea di beneficiari, possa essere contestata sul piano amministrativo. In ogni caso, siamo tranquilli che non succederà anche perché siamo supportati dai pareri degli uffici comunali e mi pare che da questo punto di vista ciò possa essere una garanzia amministrativa.

Qual è il senso della Consulta delle Culture rispetto invece alla Consulta delle Comunità?

La Consulta delle Culture che ha istituito il comune di Palermo ha le stesse identiche prerogative della Consulta delle Comunità prevista per legge. Non c’è una sottrazione. Potevamo chiamarla “Consulta delle Comunità” o “Consulta degli Stranieri”, ma abbiamo scelto il termine “culture” perché basta leggere l’articolo 1 del regolamento che esplicita subito qual è l’obiettivo, ovvero quello di “favorire la costruzione della città interculturale”. Quindi la Consulta contribuisce alla costruzione della città interculturale; per questa ragione noi l’abbiamo chiamata Consulta delle Culture. Ma dal punto di vista politico e dal punto di vista dei poteri, dal punto di vista della rappresentanza, dal punto di vista dell’accezione politica, ha le stesse identiche prerogative che avrebbe avuto se si fosse chiamata “Consulta delle Comunità”.

Se si parla di cultura, pensate sia pertinente l’arbitraria divisione in macro-zone geografiche per la suddivisione dei seggi? All’interno di uno stesso paese ci possono essere culture molto diverse tra loro: non le ritenete difficilmente rappresentabili con questa impostazione?

Questa critica è giusta, però bisognava scegliere un criterio. Anche nel Parlamento italiano non tutti i territori sono rappresentati in maniera coerente. Quindi noi abbiamo pensato di costruire queste macro-aree, aggregando i paesi secondo un criterio geografico. Il criterio può essere definito arbitrario, ma ci sembra il più rispondente all’esigenza di dare una rappresentanza proporzionale ai cittadini delle comunità residenti Palermo. È sempre molto difficile rappresentare tutto e tutti, ci piacerebbe poterlo fare ma non è possibile.

Ma, nel caso di extracomunitari, di rifugiati, a volte una distinzione ulteriore, anche all’interno di uno stesso paese, può essere doverosa. Per esempio, se consideriamo lo Sri Lanka è difficile rappresentare secondo un un’unica area geografica le comunità Cingalesi e Tamil protagoniste di una lunga guerra civile.

La comunità Tamil, la più consistente a Palermo, è tra le più entusiaste di questo regolamento: quando un Tamil diventa cittadino italiano e acquisisce la cittadinanza, perde automaticamente la cittadinanza del suo paese. Eppure i Tamil sono molto orgogliosi della loro identità e provenienza, promuovono proprie scuole e centri culturali. Se noi avessimo fatto la “Consulta degli Stranieri” invece della “Consulta delle Culture” e non avessimo inserito il principio di coinvolgere tutti i residenti, ma solo gli “extracomunitari”, oggi non potremmo avere molti dei loro rappresentanti candidabili alla Consulta.
L’esempio della comunità Tamil è il migliore per dimostrare come questo regolamento e questa modalità di costruzione della Consulta siano utili a dare una rappresentanza reale della città. Il problema non è se sei comunitario o non sei comunitario, ma che tutte le comunità presenti a Palermo abbiano una rappresentanza politica. Dire, ad esempio, che i Rumeni sono rappresentati perché possono votare alle elezioni comunali, è vero teoricamente, ma l’amministrazione comunale non può discutere sul “teoricamente”, vuole invece discutere di problemi reali, di come dare rappresentanza reale e come costruire processi di partecipazione reali di tutti, allora si deve far carico del fatto che i Rumeni non partecipano alla vita politica della città, che i Rumeni non votano alle elezioni, che i Rumeni non hanno rappresentanti nelle istituzioni; quindi l’amministrazione deve favorire un processo di partecipazione non solo per i cittadini extracomunitari ma anche per i cittadini comunitari, considerato, tra l’altro, che i Rumeni sono la terza comunità più grande di Palermo, dopo Tamil e Bangladesh.

Se si parla di culture e di identità plurime, di modi altri rispetto alla cultura occidentale cattolica da rappresentare a Palermo, non sarebbe stato interessante allora coinvolgere le storiche minoranze religiose cittadine come quella valdese?

Obiettivo della Consulta è costruire la città interculturale, cioè favorire la contaminazione tra le culture. Un elemento fondamentale del regolamento che ci piace sottolineare è il fatto che tutti possono votare per tutti. Se, ad esempio, io sono cinese, posso essere votato da tutti, dai tunisini, dai tamil, dai rumeni. Questo, secondo noi, è un modo per costruire un processo interculturale in cui avviene la contaminazione, il confronto, il dialogo tra le culture, tra le religioni, tra i percorsi.
Pensiamo che la cultura della città che verrà fuori debba essere un’altra rispetto alla cultura di partenza, pensiamo che una caratteristica della città sia la capacità di costruire un’identità meticcia, questo è l’obiettivo che ha la Consulta, contribuire alla costruzione della città meticcia.
Noi non abbiamo fatto un’istituzione separata, abbiamo stabilito che il presidente della Consulta partecipa ai lavori del Consiglio Comunale. Inoltre i consiglieri comunali eleggono al proprio interno una delegazione che partecipa ai lavori della Consulta. Anche la Giunta nomina un suo rappresentante che partecipa ai lavori della Consulta. In questo modo la Consulta diventa un anello di congiunzione tra tutte le istituzioni.
Riteniamo di avere fatto un’operazione ambiziosa, e che, avendo studiato gli altri percorsi similari in Italia, questa è l’esperienza più avanzata che ci possa essere in giro per la nazione.

In alcuni degli incontri ufficiali sulla costituzione della Consulta alcuni consiglieri comunali, anche della maggioranza, pur apprezzando la visione alla base della costituzione della Consulta delle Culture, valutavano la possibilità di istituire un’ulteriore Consulta delle Comunità, forse più fedele allo spirito della legge. Le risulta?

Non mi risulta che ci sia un’ulteriore formale proposta. Abbiamo impiegato anni di battaglie politiche e un anno di esperienza amministrativa di questa città per fare la Consulta delle Culture e adesso il 20 ottobre si vota. Già molte comunità si sono attivate, si sta costruendo un percorso di coinvolgimento. Non mi pare che sia utile costruire fare un’altra Consulta degli Stranieri per far eleggere solo gli extracomunitari. Mi pare un modo per non affrontare concretamente la questione. La Consulta delle Culture è legata assolutamente allo spirito politico che guida questa amministrazione. Se qualcuno vuole fare un’altra cosa sta creando a nostro avviso forme di ghettizzazione, il contrario di quello che noi invece pensiamo di fare.

Cosa vi aspettate da questo nuovo organo per la città, a prescindere da quale sia l’amministrazione che governa la città?

Abbiamo costituito la Consulta con un regolamento del Consiglio Comunale, non eravamo obbligati a farlo così, potevamo fare come è stato fatto in passato, con una determinazione del Sindaco, com’è stato fatto in passato: il Sindaco Orlando nel 1998 ha istituito la Consulta, poi Orlando ha smesso di fare il Sindaco ed è finita la Consulta.
Avere fatto un Regolamento di Consiglio Comunale significa avere dato stabilità, indipendentemente dalla amministrazione eletta, a quella che chiamiamo “Quarta Istituzione della città”. Per eventualmente abolirla ci vorrebbe un altro Consiglio Comunale, ma dubitiamo che persino un Consiglio Comunale con la sensibilità politica più lontana dalla nostra si possa svegliare la mattina e dire “cancelliamo la Consulta”. Tra l’altro la Consulta delle Culture ha avuto un voto trasversale in Consiglio Comunale.
Inoltre abbiamo legato l’elezione della Consulta a quella del Consiglio Comunale: quando ci saranno nuove elezioni amministrative sarà eletta anche la nuova Consulta.

Alcune associazioni e alcuni migranti con cui abbiamo avuto la possibilità di parlare hanno ritenuto che la gestione della nascita di questa consulta sia stata poco trasparente e poco realmente partecipativa. Qual è la sua opinione in proposito?

Questa valutazione è assolutamente sbagliata. Abbiamo fatto decine e decine di riunioni sulla Consulta. Una prima riunione ricognitiva è stata organizzata nel luglio 2012 con l’impegno da parte nostra di presentare una prima bozza di regolamento entro la fine dell’anno. Rispettando i tempi dichiarati nel novembre del 2012, presso la sede dell’Assessorato alla Attività Sociali abbiamo indetto un incontro pubblico e presentato la bozza ufficiale del Regolamento, e spiegato tutto l’impianto della Consulta. Dopo quella riunione abbiamo fatto numerose altre riunioni, incontri di approfondimento, di discussione con tutte le comunità. La proposta di dare seggi della Consulta anche ai comunitari è stato proposto a novembre 2012 in quella stessa riunione e non fu mossa alcuna critica su questo punto.

Per la verità il problema dei comunitari fu sollevato, noi eravamo presenti all’incontro presso l’assessorato Attività Sociali e possiamo confermarlo.

Ribadisco in quella sede mai da nessuno. Abbiamo il resoconto e i verbali di quella riunione, nessuno ha posto il tema dei comunitari. L’unico tema posto è stato quello sulla rappresentanza dei nuovi cittadini, cioè di quegli immigrati che acquisiscono la cittadinanza italiana. C’è stato un dibattito su questo.
Gli obiettivi, gli elementi cardine del regolamento erano già chiari nel novembre del 2012, e da quel momento fino al giugno 2013, quando il Consiglio Comunale ha approvato il regolamento, abbiamo fatto numerosissime altre assemblee in cui è stato spiegato l’impianto del Regolamento. Legittimamente qualcuno ha continuato a rimanere delle proprie opinioni, qualcun altro ha cambiato idea. Come è legittima la nostra idea, frutto di una scelta politica che rivendichiamo, realizzata nello spirito della rappresentanza di tutti a partire dal principio della residenza.
Quello che ci ha ispirato è un obiettivo politico preciso, anche filosofico: i diritti di cittadinanza si acquisiscono attraverso la residenza e non attraverso il passaporto. Facciamo un altro esempio: si pensi ai cittadini croati, fino a poche settimane fa erano extracomunitari, improvvisamente ora sono diventati comunitari, cosa facciamo? Una volta eletti li buttiamo fuori dalla Consulta? Possiamo far dipendere il diritto di rappresentanza, il diritto di partecipazione alla vita di una città da decisioni che vengono assunte dagli Stati? Pensiamo invece che sia più corretto che tutti quelli che sono residenti a Palermo possano partecipare alla vita politica della città. È un principio inclusivo.

Comunità Urbane Solidali ha assistito ad alcuni incontri preparatori ed ha condiviso alcune critiche rispetto alle modalità di costruzione della Consulta. Non sarebbe stato più giusto pensare alla Consulta delle “Culture” come punto d’arrivo di un processo partecipato nei prossimi anni, magari accompagnato da riforme della legislazione nazionale in materia di immigrazione, piuttosto che farne – a nostro avviso – un forzato punto di partenza?

Non condividiamo l’idea che se i processi di integrazione sono “complicati”, allora è meglio rinviarli o dilatarli, siamo dell’idea che bisogna fare delle forzature per costruire la città interculturale.
Pensiamo che vanno cambiate la legge Bossi-Fini e le leggi europee sull’immigrazione, pensiamo che le leggi italiane sulla cittadinanza siano arcaiche e pensiamo che l’assenza di una legge nazionale sul Diritto d’Asilo sia grave e dannoso. Pensiamo tutto questo, ma non lo possiamo cambiare come amministrazione comunale. Ci possiamo invece battere per cambiarlo ed è quello che stiamo facendo, ciò che possiamo fare con le leggi attuali è la Consulta, e la facciamo addirittura ampliando lo spettro della rappresentanza.
La nostra adesione al network europeo delle città interculturali non è una medaglia, è un obiettivo politico. Perché la città interculturale si costruisce da un lato con processi naturali di contaminazione delle culture, che esistono, dall’altro lato si costruisce con le politiche: la Consulta delle Culture è una scelta politica in direzione della città interculturale, non per costruire ghetti e barriere tra le culture.
Abbiamo aderito alla campagna nazionale “L’Italia sono anch’io” per cambiare la legge sulla cittadinanza, abbiamo fatto una campagna cittadina per cambiare la legge sulla cittadinanza. Stiamo lavorando perché Palermo ritorni a far parte del circuito SPRAR (Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) per i titolari di protezione internazionale, e stiamo lavorando per dare una sede alla Consulta che sia uno pubblico, a disposizione delle comunità.
Penso che non possiamo fare di più, ma se qualcuno pensa che possiamo fare di più ce lo dica. Non chiedeteci però di fare di meno.

Da quali soggetti sarà gestito questo nascituro spazio pubblico?

Dal Comune direttamente, sarà certamente uno spazio pubblico a disposizione delle comunità e gestito in modo autonomo, ma assolutamente dell’amministrazione comunale.

Gli eletti alla Consulta non rappresenteranno singole comunità organizzate ma macro-aree geografiche, non ritiene che così si rischia di vanificare quei faticosi processi di autorganizzazione e di costruzione di nuove associazioni tra immigrati?

La Consulta ha il compito della rappresentanza politica, non ha il compito della rappresentanza di interessi economici e sociali di determinati “blocchi” che siano associazioni o comunità. La Consulta vuole esclusivamente promuovere le esigenze politiche dei cittadini. Ci dispiace se qualcuno possa pensare che la Consulta possa sottrarre spazio ad associazioni di immigrati, non bisogna percepire la Consulta come un impedimento alle forme di aggregazione autonome degli immigrati. Le associazioni possono continuare a svolgere il proprio ruolo, ma non possono fare quello che fa la Consulta, perché la Consulta fa la rappresentanza politica e questo le associazioni non lo possono fare. Così come la Consulta non può fare l’intermediazione sociale, ma può svolgere una funzione propositiva e consultiva rispetto alle scelte di governo della città.

Gentile Assessore Catania, l’intervista si conclude qui, La ringraziamo per aver risposto a tutte le nostre domande.

Grazie a voi, spero di essere stato esauriente e che tutti i dubbi siano stati fugati.



Comunità Urbane Solidali, Palermo: Newsletter di settembre

La Newsletter
Questi gli argomenti della newsletter#1 di settembre:
1) Consulta delle Culture#1: info e tempi
2) Consulta delle Culture#2: intervista all'Assessore Giusto Catania 
3) Ganesh Chaturthi: le foto della processione di Palermo
4) Memorandum delle iniziative in corso
Collegatevi al nostro sito www.comunitaurbanesolidali.org e visitate la nostra pagina Facebook www.facebook.com/comunita.urbane per restare sempre aggiornati!
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     1) CONSULTA DELLE CULTURE: INFO E TEMPI
Da venerdì 20 settembre e fino a mezzogiorno di domani, giovedì 26 settembre, è possibile presentare, presso l'ufficio elettorale del Comune del Palermo in piazza Giulio Cesare 52, le candidature  per l'elezione della Consulta delle Culture. 
Ogni cittadino straniero, comunitario, extracomunitario o apolide risiedente a Palermo, compiuti i 18 anni e regolarmente soggiornante, può candidarsi utilizzando gli appositi moduli (scaricabili dal sito del comune); ogni candidatura deve essere  sottoscritta da almeno 50 firme di cittadini aventi diritto al voto. Si voterà domenica 20 ottobre dalle ore 8.00 alle ore 20.00
Consultate il nostro sito per scaricare la brochure multilingue.
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     2) CONSULTA DELLE CULTURE: INTERVISTA ALL'ASSESSORE GIUSTO CATANIA
Abbiamo intervistato l'Assessore Giusto Catania sulla Consulta delle Culture. L'intervista completa è disponibile all'interno del nostro sito.
Il progetto Comunità Urbane Solidali intende favorire uno scambio civile di opinioni. Per questo, vi invitiamo ad inviarci lettere e commenti sulla nascente istituzione cittadina all'indirizzo info@comunitaurbanesolidali.org
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     3) GANESH CHATURTHI: LE FOTO DELLA PROCESSIONE DI PALERMO
Comunità Urbane Solidali ha preso parte alla processione della comunità mauriziana tenutasi a Palermo domenica 15 settembre in occasione del Ganesh Chaturthi, la festa indù dedicata alla nascita del dio Ganesh. 
Qualche mese prima di questa festa, artigiani specializzati hanno coatruito, in terracotta, gesso o cartapesta, le statue del dio Ganesh. Queste sono state adorate nelle case dei fedeli per essere dopo qualche giorno immerse nell'acqua del mare o di un fiume o di un lago oppure nelle vasche dei templi, al termine di una lunga processione per le vie della città. 
Visitate il nostro sito per le foto della processione palermitana.
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     4) MEMORANDUM DELLE INIZIATIVE IN CORSO
Teatro dei Popoli, intercultura in scena: è online il bando di partecipazione al festival "Teatro dei Popoli, intercultura in scena",  aperto ad attori, musicisti, danzatori, narratori, performer di origine extra-UE residenti a Palermo e in Sicilia. Inviate le proposte di partecipazione all'indirizzo tdp@comunitaurbanesolidali.orgLa scadenza è stata prorogata al 30 novembre 2013!
* Mappatura dei saperi dei migranti: procede l'iniziativa della mappatura dei saperi dei migranti  nella lavorazione di materiali naturali, sia per allestire dei laboratori aperti a tutti, sia per costruire insieme progetti culturali e lavorativi, incontri, interviste ecc. Questo il link per scoprire come partecipare http://www.comunitaurbanesolidali.org/banca-dei-saperi-migranti-come-fare-per-partecipare/
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* Comunità Urbane Solidali è un progetto d'innovazione sociale per la creazione di nuove reti solidali con e fra le comunità d'immigrati a Palermo.
* Comunità Urbane Solidali è in via G. La Loggia n°5 a Palermo, presso il Padiglione 33 del complesso Pietro Pisani (ex-manicomio).
* Comunità Urbane Solidali , La Cultura delle Comunità per una Comunità di Culture

27 settembre, Palermo: Corteo e appello della Comunità islamica di Palermo

Ogni giorno che trascorre, è un incubo, lo è il tentativo di vedere o sentire i mezzi di comunicazione, mai una tregua, ogni maledetto giorno che passa è un bollettino vero e proprio di guerra, vite umane spente diventano numeri da citare nei telegiornali, in Iraq, in Siria, in Egitto nell'Yemen, in Afghanistan, come nella Tunisia, il Bahrain come in Palestina etc... numeri noti e altri un po' meno.

Stati sovrani in cui è messa a forte prova la propria sovranità, con il rischio di frammentazione irreversibile.
È vero, sembrerebbe "almeno si spera" tramontata l'ipotesi di guerra criminale alla Siria, ma la vita del popolo siriano è ancora a rischio, l'integrità dello stato è ancora a rischio, ciò che è avvenuto, con chiara responsabilità occidentale, in Libia come in Iraq, rischia di espandersi come un cancro alla Siria e all'Egitto, ciò ci richiama a un dovere morale ed etico di non abbassare la guardia, e di proseguire l'impegno PER LA VITA, PER LA PACE e CONTRO LE GUERRE.

Scriviamo insieme una nuova pagina d'impegno collettivo in cui facciamo parte tutti di un unico schieramento che è per la vita, valore supremo che va oltre ogni schieramento.

Partecipa anche tu, aderisci a quest'appello della comunità islamica a Palermo, dacci una mano perché quest'evento diventi condiviso anche oltre la città di Palermo.

Vieni a Piazza Politeama, Venerdì 27 Settembre prossimo alle ore 16.00.

من أجل الحيـــاة
من أجل الســــلام
وضــــد الحـــــــــرب

كل يوم يمر ككابوس, كما هو كابوس كل محاولة لرؤية أو سماع وسائل الإعلام،لا مكان لاي هدنة، كل يوم هو لعنة ابدية مليئة بمنشايرحرب حقيقية، حيث تصبح الحياة  أرقاما  مملة حين يتم ذكرها في نشرات الأخبار، في العراق، سوريا، مصر، اليمن، أفغانستان، كما هو الحال في تونس, والبحرين وفلسطين الخ ... أرقام معروفة والبعض الآخر لا يذكر حتى في النشرات الاخبارية.
. دول ذوات سيادة مستقلة  يتم وضعها تحت محك الاختبار, مع خطر في التشرذم لا رجعة فيه
كان صحيحا، فإنه يبدو "على الاقل نأمل" أنه تم حجب خطــر إمكانية الحرب المجرمة على سوريا، ولكن حياة الشعب السوري لا تزال في خطر، وسلامة الدولة لا تزال في خطر، ما  حدث في ليبيا كما في العراق، يظهر بوضوح مسؤولية الدول الغربية في شرذمة الدولتين، وأحتمالية أن ينتشر مثل السرطان في سورية ومصر، وهذا يدعونا الى  واجب أخلاقي وانساني   ومذهبي  على أن نبقى يقظين ونواصل جهودنا من أجل الحياة، من أجل السلام وضد الحرب 
لنكتب معا صفحة جديدة من النضال والجهد الجماعي حيث نكون كلنا من جانب واحد هو من أجل للحياة، كقيمة عليا تتجاوز كل الاحتيازات .
، يجب عليك الانضمام إلى هذه الدعوةالموجهة منكل الجاليات الإسلامية في باليرمو، مد يدك بالمساعدة لأن هذا الحدث لديه كل الموؤهلات ليصبح مشتركا حتى خارج مدينة باليرمو.
27 شــارك معنـــا يوم الجمعة القادم سبتمبر
في ساحة البوليتياما
الساعة 16.00    


lunedì 23 settembre 2013

L'America latina e i documentari sulla musica vincono al Sole Luna Festival 2013

L'AMERICA LATINA
E I DOCUMENTARI SULLA MUSICA
VINCONO AL SOLE LUNA FESTIVAL 2013

Un documentario sulla vita degli anziani in una casa di riposo, nell'ultima stazione che precede il loro ultimo viaggio. Ritratti di una quotidianità sempre uguale e di una nostalgia incolmabile per un passato che non c'è più. "La Última Estación", film dei cileni Catalina Vergara e Cristian Soto, ha conquistato la giuria internazionale dell'ottava edizione del Sole Luna Festival, conclusasi lunedì sera con la premiazione del miglior film in concorso e l'assegnazione di altri premi e menzioni speciali.
"Film coraggioso e intenso – scrive la giuria nelle sue motivazioni, - capace di esprimere cinematograficamente il senso della vecchiaia, dell'abbandono e dell'attesa della morte, senza paura dei vuoti e del confronto con i corpi in decadimento. La giuria vuole premiare i due filmmaker cileni per l'altissimo livello del lavoro svolto, dalla regia alla fotografia al montaggio."
Ma ha anche trionfato la musica in questa ottava edizione del concorso, con il documentario "Rockman" del più giovane regista in gara, Mattia Epifani, che si è aggiudicato due premi (miglior montaggio e miglio film per la categoria In Med.doc della giuria di studenti del liceo Einstein) e che narra la storia del padre fondatore dei Sud Soud Sisterm, Militant P – Piero Longo, delle lotte politiche e sociali attraverso la controcultura musicale.
"Violins in Wartime" di Yael Katzir, documentario che testimonia, attraverso la storia di un liutaio con il figlio al fronte, quale sia il potere della musica e del violino in tempo di guerra, ha invece vinto il premio come miglior documentario per la categoria Out Med.doc assegnato dalla giura composta dagli operatori dell'Unità Operativa "Albatros" del Policlinico Giaccone di Palermo.
Per la prima volta Sole Luna Festiva ha scelto di affiancare alla giura internazionale altre due giurie cittadine a dimostrazione di come ormai il festival internazionale di documentari abbia successo e riconoscimento anche da parte dei più giovani. Ognuna delle due giurie ha assegnato due premi: miglior documentario In Med.doc e miglior documentario Out Med.doc.
Doppio riconoscimento per "I Sign I live" di Anja Hiddinga e Jascha Blume che ha conquistato il premio delle due giurie cittadine come miglio documentario Out Med.doc. Il lavoro narra, con una prospettiva coraggiosa e orgogliosa, la realtà dei non udenti.
Oltre ai premi dalla giuria internazionale, la menzione speciale "Sole Luna – Un ponte tra le culture" è stata assegnata dalla presidente del Festival Lucia Venturato e dal direttore scientifico Gabriella D'Agostino ad "Hungry Minds" di Beatrix Schwem, premiata per l'occasione dal Sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Presente anche il rettore dell'Ateneo palermitano Roberto Lagalla, che ne ha approfittato per congratularsi con Sole Luna Festival per il lavoro che, ormai da anni, svolge con tenacia nella città di Palermo.
Al miglior film in concorso, scelto dalla giuria internazionale composta da Fariborz Kamkari, Giona A. Nazzaro, Maria Cristina Papetti, Michela Occhipinti, Emma Rossi Landi e presieduta da Alessandro Rais, va un premio di tremila euro offerto da Enel Green Power.
Sempre Enel Green Power, insieme a Sole Luna Festival, ha premiato il giovane regista Andrea Mura per la seconda edizione del concorso "Nuove Energie" dedicato agli studenti dei Centri Sperimentali di Cinematografia. Il vincitore realizzerà un documentario su un progetto di interesse dell'azienda.
La serata si è conclusa con la proiezione speciale di "Bring the sun home" realizzato dai vincitori della prima edizione del concorso per giovani talenti, Chiara Andrich e Giovanni Pellegrini. Grazie al premio vinto lo scorso anno hanno potuto realizzare un documentario su donne analfabete cilene e peruviane che diventano "ingegneri solari", per imparare ad installare pannelli solari e per poter portare la luce nei propri villaggi rurali.

Di seguito gli altri premi assegnati dalla giuria internazionale: 
- Miglior Film sezione In Med: Tea or Electricity, di Jerome Le Maire, documentario che racconta la storia di impianti per la produzione dell'energia elettrica in un piccolo villaggio marocchino.
- Menzione Speciale In Med: Sunflower Seeds di Antonis Tolakis che narra la storia di un gruppo di bambini sopravvissuti per le strade di Atene e che cercano di vivere vendendo semi di girasole nei parchi suburbani della città.
- Miglior film sezione Out Med: Cinema Jenin di Marcus Vetter che mostra al pubblico l'iniziativa ambiziosa di riaprire un cinema della città di Jenin, in passato il più grande della Palestina, in una società adesso sorda.
- Miglior film sezione Latino – America: Girl From The South di José Luis García. Protagonisti di questo documentario sono la fine delle passioni giovanili e il collasso delle illusioni adolescenziali che guidano la ricerca di un regista, affascinato dalla memoria di un giovane attivista coreano.
- Miglior Regia: Soldier on the Roof, di Esther Hertog, documenta la vita di 800 coloni ebrei estremisti in mezzo a una popolazione palestinese di oltre 120.000.
- Miglior Fotografia: Tokio Waka, di John Haptas e Kristine Samuelson, film che si concentra sul difficile rapporto tra gli esseri umani e il mondo naturale dentro una cornice costituita da un'immensa popolazione di corvi.
- Film più innovativo: A story for the Modlins, di Sergio Oksman, un film bizzarro e originale con una struttura registica estremamente efficace nella sua semplicità e coerenza.
- Premio del pubblico: La Boda, di Marina Seresesky, racconto di una madre emigrata, lontana chilometri dal matrimonio della figlia.



venerdì 20 settembre 2013

21 settembre, Firenze: Assemblea antirazzista e APPELLO PER LA COSTRUZIONE DI UN PERCORSO PER UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO IL RAZZISMO


Assemblea Nazionale

Immigrazione/Antirazzismo a Firenze

sabato 21 settembre 2013

dalle 10.00 alle 17.00

presso il Dopo lavoro ferroviario in Via Alamanni, 4/A

Firenze


APPELLO PER LA COSTRUZIONE DI UN PERCORSO

PER UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO IL RAZZISMO

E PER I DIRITTI DEI E DELLE MIGRANTI


Negli ultimi anni l'aggravarsi di una crisi economica di cui non si intravede la fine ha fatto crescere le contraddizioni e il disagio sociale. Le discriminazioni e la mancanza di diritti sono sempre più evidenti e contestualmente sono aumentate le manifestazioni di razzismo, sia a livello istituzionale che nella società.
Per questo, il 6 luglio associazioni, esponenti di partiti, organizzazioni sindacali e singole persone si sono riuniti in un'assemblea per discutere ed elaborare una proposta di piattaforma in grado di tenere conto e di valorizzare le numerose esperienze di lotta e di vertenzialità maturate in questi anni nei territori. L'obiettivo – ambizioso ma necessario – è di coinvolgere tutte le soggettività democratiche e tutti i cittadini e le cittadine nella costruzione di un percorso comune di mobilitazione per la convocazione di una manifestazione nazionale – contro il razzismo e per i diritti dei e delle migranti - che possa stimolare, favorire e sostenere lo sviluppo della coscienza civile e di difesa dei diritti per tutti/e sul territorio.
La proposta che facciamo è una proposta aperta, non intende e non può essere esaustiva ma vuole essere uno stimolo per favorire percorsi di convergenza, perché crediamo sia necessario unire le forze per dare una prospettiva alla difesa dei diritti dei e delle migranti e contrastare ogni forma di razzismo e discriminazione.
Non si tratta solo di diritti dei e delle migranti, ma di una prospettiva di diritti per tutta la società, da costruire insieme a partire dalle seguenti parole chiave, qui sviluppate solo parzialmente e in forma sintetica come base di discussione:
 
Razzismo 
 
Diritti
Chiediamo l'immediato riconoscimento della cittadinanza italiana per i bambini e le bambine nati/e o cresciuti/e in Italia e, una modifica complessiva della legge che faciliti l'ottenimento della cittadinanza, semplificando l'iter burocratico e superando le restrizioni esistenti. Chiediamo il diritto di voto attivo e passivo nelle elezioni amministrative per i e le migranti residenti in Italia. Chiediamo il diritto alla casa e l'abolizione delle restrizioni nei requisiti per l'abitabilità, che va riconosciuta a pieno titolo in tutte le  strutture. Chiediamo il pieno diritto alla salute come diritto soggettivo e di eguale fruibilità.

Lavoro
Rivendichiamo il diritto al lavoro previsto dalla costituzione e parità di diritti nei posti di lavoro, superando le discriminazioni, valorizzando le competenze e il know-how dei migranti, a partire dal riconoscimento dei titoli di studio. Chiediamo la regolarizzazione di tutti e tutte coloro che vivono e lavorano in questo paese. Chiediamo l'abolizione del contratto di soggiorno che altro non è che uno strumento di ricatto e di maggiore precarietà per i/le migranti. Va combattuto lo sfruttamento tramite il lavoro nero e le tante forme di precarietà legali e semi-legali diffuse in particolare nel lavoro agricolo, nel settore della logistica, nell'edilizia, nel turismo e nel lavoro domestico, dando risposte concrete alle tante lotte che si sono susseguite negli ultimi anni, a partire da quelle in seguito alle sanatorie, che hanno generato solo truffe, ingiustizie e soprusi.

Asilo
Serve una legge che garantisca un vero sistema di accoglienza con strutture, risorse e strumenti adeguati e che rimuova gli ostacoli e i limiti nella procedura per l'ottenimento dell'asilo attraverso l'introduzione di una legge che prenda spunto dalla legislazione avanzata esistente in altri paesi europei in materia di protezione internazionale. Per il superamento dei vincoli imposti dalla Convenzione di Dublino e per l'introduzione dell'asilo europeo.
 
Libertà di circolazione e Politica di ingresso
Chiediamo l'abrogazione della legge Bossi-Fini, del cosiddetto "pacchetto sicurezza" e di tutte le norme punitive dei e delle migranti contenute in quel decreto e l'introduzione di norme che consentano l'ingresso legale in questo paese, superando la logica dei flussi, nella quale si stanno invece introducendo ulteriori restrizioni. Contro la politica dei respingimenti e gli accordi bilaterali in materia.

Luoghi di reclusione
I CIE, nei quali le condizioni di detenzione sono ulteriormente peggiorate, vanno chiusi. Denunciamo anche la situazione nei tanti altri luoghi in cui i e le migranti vengono reclusi. Pensiamo ad esempio agli aeroporti, ai posti di frontiera, ecc.
 
Memoria e identità
Affinché le identità non si cristallizzino in forme escludenti ma si arricchiscano delle identità plurali, multiformi e meticce che oggi popolano l'Italia. Affinché la memoria delle ingiustizie originate dal razzismo, da politiche discriminatorie e dalla negazione dell'identità di interi popoli non venga cancellata, ma sia la base per uno sguardo non indulgente sul passato e per la costruzione di un futuro basato sul rispetto reciproco, la parità di diritti e la giustizia sociale.
Proponiamo di avviare da subito una discussione che consenta di organizzare delle assemblee o iniziative a livello cittadino nella seconda settimana di settembre. In queste sedi locali si potranno sviluppare ed articolare meglio i temi proposti in vista di un nuovo appuntamento nazionale per sabato 21 settembre a Firenze, con l'obiettivo di convocare una manifestazione nazionale entrò la prima quindicina di novembre.
Dalla discussione è emerso che le importanti iniziative già convocate, come la manifestazione del 28 settembre a Brescia e la manifestazione nazionale per il diritto all'abitare del 19 ottobre, vanno valorizzate come appuntamenti importanti su cui convergere nell'ambito di un percorso complessivo di mobilitazione e di lotta da costruire insieme.

ASSEMBLEA DEL 6 LUGLIO 2013 presso la Sala DLF di Firenze

Per informazioni ed adesioni al percorso: assembleantirazzista6luglio@gmail.com

Hanno partecipato all'assemblea rappresentanti delle seguenti organizzazioni ed associazioni: Prendiamo la parola, Naga (Milano), Rete antirazzista di Firenze, Forum Migrazione PD, Centro sociale Casa Loca (Milano), Ass. Ya Basta (Milano), Action (Milano), Rete G2, Ass. Sopra i ponti (Bologna), Ass. Nazione Rom, Casa internazionale delle donne , Cesdi (Centro Servizi Donne Immigrate), Conapi , Studio 3R,  SEL Livorno, Le radici e le ali (Milano), Asso pace Palestina, Partito della Rifondazione Comunista, Ambulatorio Medico Popolare (Milano), Ci siamo anche noi (Pavia), Socialismo rivoluzionario (Firenze), Il pettirosso (Terni), Informa stranieri (Perugia), Ass. Giù le frontiere,  Primo marzo (Firenze), Comboniani, Convergenza delle Culture (Milano), Comitato Stop razzismo (Prato), UNIFI, Rete dei diritti dei senza voce (Bolzano), Senza confini (Roma), Cospe, Alpiandes (Milano), Libertà e partecipazione (Prato), TILT, SEL dipartimento nazionale immigrazione, Ass. Nuovi orizzonti latini, Forum nuovi cittadini di campo bisenzio, Rete antidiscriminazione Umbria, El Mastba, CGIL,  Alba, Diritti per tutti (Brescia), Laicità e Diriti,  Arci, Corriere immigrazione, Racmi, Pontes dei Tunisi in Italia, Centro Inter. Prov Mantova, Todo Cambia (Milano), Immigrazione ed omosessualità (Milano), Lunaria (Roma)

20 settembre, Palermo: Parole. musica, poesia, video, danza, incontri per la Pace al Centro CEDIAL (ASP Palermo)

Iniziativa per la Giornata Internazionale della Pace a Palermo

canti balli, poesie e i video della campagna

"Peace for People 2013"


fanno parte del nutrito programma


giovedì 19 settembre 2013

21 settembre, Palermo: Peace Day: Festa Arcobaleno alla Guadagna

21 Settembre Peace Day
Festa Arcobaleno alla Guadagna
A cura del
Comitato cittadino per la Nonviolenza,
la Pace, i Diritti Umani
Associazioni promotrici del comitato
A.P.A. – H.R.Y.O. – M.I.R.

Potrete seguire l'evento su Facebook al seguente link: https://www.facebook.com/events/193932757441743/?ref=14

Il Centro Arcobaleno è in via Villagrazia 40 Palermo ( mappa google: http://goo.gl/maps/w1bIa ).

Programma della Giornata:
Dalle Ore 15:00
Riciclo creativo
Danza orientale
Danze popolari
Aikido
Esibizione di Capoeira
Animazione Bambini
Degustazione prodotti tipici a cura delle mamme del quartiere

Si invitano tutte le realtà che intendano dare il proprio contributo
all'iniziativa a segnalare la propria adesione inviando una e-mail a
Cell: 3485644084

Nel 1981, l'Assemblea Generale di Nazioni unite ha stabilito il giorno Internazionale di Pace (IDP). Era in 2001, che il GA ha modificato la risoluzione (A/RES/55/282) e settembre designato 21 come la data annuale del Giorno Internazionale di Pace L'intento della risoluzione è che il mondo intero osservi un giorno di "pace e non violenza". Tutte le persone e le organizzazioni sono state invitate a commemorare il giorno in modo appropriato

Un piccolo gruppo che rappresenta una ampia varietà di tradizioni religiose e spirituali si è impegnato a lavorare con altri individui e gruppi con lo stesso intentp per una "Veglia del Giorno Internazionale di Pace" con il seguente obiettivo: "Incoraggiare la pratica di una veglia mondiale di 24 ore per la pace e la non violenza del Giorno Internazionale di Pace il giorno domenica 21 settembre 2007 in ogni luogo di culto e di pratica spirituale, da parte di tutti i gruppi ed individui religiosi e spirituali, e da parte di tutti gli uomini, donne e bambini che cercano la pace nel mondo."

Questa veglia globale di 24 ore vuole dimostrare il potere della preghiera e di altre pratiche spirituali nel promuovere la pace ed evitare i conflitti violenti. Queste veglie spirituali in tutto il mondo aiuteranno anche ad innalzare consapevolezza pubblica del Giorno Internazionale di Pace e sosterranno direttamente lo stabilimento di una pace. Gli individui ed i gruppi sono invitati a sostenere quest'iniziativa mondiale impegnandosi a tenere una veglia di 24 ore il 21 settembre 2007.

Elezioni della Consulta delle Culture: Presentazione candidature dal 20 al 26 settembre

Da venerdì 20 settembre fino a mezzogiorno di Giovedì 26 settembre si potranno presentare, presso l'ufficio elettorale del Comune di Palermo in piazza Giulio Cesare 52, le candidature per l'elezione della Consulta delle Culture.

Ogni cittadino straniero, comunitario, extracomunitario o apolide risiedente a Palermo, compiuti i 18 anni e regolarmente soggiornante può candidarsi utilizzando gli appositi moduli (scaricabili dal sito del comune), ogni candidatura deve essere sottoscritta da almeno 50 firme di cittadini aventi diritto al voto.

'L'elezione della Consulta delle culture è una grande occasione per le comunità presenti a Palermo di avere finalmente una rappresentanza politica democraticamente eletta - afferma l'Assessore alla Partecipazione Giusto Catania - la Consulta sarà uno strumento di democrazia e contribuirà alla costruzione della città interculturale.
In questi giorni abbiamo avuto la sensazione che a Palermo stia cambiando qualcosa e che l'elezione della consulta stia producendo un rinnovato protagonismo da parte dei tanti cittadini portatori di culture diverse.'

'La consulta delle culture stabilisce il principio che a Palermo non ci sono stranieri - sottolinea il sindaco Leoluca Orlando - tutti coloro i quali sono residenti in città possono godere dei diritti connessi alla cittadinanza, non solo formalmente. La Consulta delle culture è la quarta istituzione della città e contribuirà al rafforzamento della candidatura di Palermo a capitale europea della cultura.

Tutti gli aventi diritto, 18.348 cittadini (9.357 femmine e 8.991 maschi), riceveranno a casa, almeno una settimana prima del voto, il certificato elettorale che dovranno presentare al seggio. Qualora il certificato elettorale non dovesse essere recapitato potrà essere ritirato a Piazza Giulio Cesare anche il giorno delle elezioni.

Si voterà Domenica 20 ottobre dalle ore 8.00 alle ore 20.00 presso i seguenti plessi scolastici:

I circoscrizione: scuola Valverde (via Valverde,1)

scuola Madre Teresa di Calcutta (via Maqueda, 53)

II circoscrizione: scuola Amari (via G. F. Ingrassia, 33)

III circoscrizione: scuola F. P. Perez (piazza F. P. Perez, 1)

IV circoscrizione: scuola Montegrappa (via Gustavo Roccella, 37)

V circoscrizione: scuola De Amicis (via Nazario Sauro, 11)

VI circoscrizione: scuola Collodi (via Briuccia, 89)

VII circoscrizione: scuola S. Domenico Savio (viale della Resurrezione, 1)

VIII circoscrizione: scuola Archimede (piazza Castelnuovo, 40)

scuola Marconi (via Antonino Di Giorgio, 4)



Vengono eletti 21 membri ciascuno in rappresentanza di tutti i cittadini immigrati.

Si può votare un candidato anche non appartenente alla propria area geografica di appartenenza.

Al fine di garantire la rappresentatività, la ripartizione dei posti a rappresentante in Consulta viene definita per aree geografiche e nazionalità (in proporzione alle presenze sul territorio secondo i dati elaborati dall'ufficio statistica del comune sui residenti al 31/12/2011).

Al fine di agevolare la rappresentanza di genere nelle aree geografiche per le quali sono previsti più di un componente, saranno proclamati eletti il primo uomo e la prima donna di diversa nazionalità che hanno avuti più voti.

AREE GEOGRAFICHE E COMPONENTI PER OGNI AREA:

Asia Centro Meridionale (7 componenti): Sri Lanka (ex Ceylon); Bangladesh; India; Pakistan; Afghanistan; Bhutan; Nepal; Kazakistan.

Asia Orientale e Asia Occidentale (2 componenti): Filippine; Repubblica Popolare Cinese; Giappone; Myanmar (ex Birmania); Vietnam; Thailandia; Indonesia; Repubblica della Corea (Corea del sud); Repubblica Popolare Democratica della Corea (Corea del nord); Malaysia; Singapore. - Repubblica Islamica dell'Iran; Georgia; Giordania; Iraq; Libano; Israele; Siria; Territori dell'Autonomia Palestinese.

Africa Settentrionale (3 componenti): Tunisia; Marocco; Sudan; Algeria; Egitto; Libia.

Africa Occidentale (2 componenti): Ghana; Costa d'Avorio; Nigeria; Capo Verde; Liberia; Senegal; Togo; Benin (ex Dahomey); Guinea; Burkina Faso; Sierra Leone; Mauritania; Mali; Gambia; Niger; Guinea Bissau.

Africa Orientale e Africa Centro Meridionale (1 componente): Mauritius; Eritrea; Etiopia; Somalia; Madagascar; Seychelles; Tanzania; Kenya; Zimbabwe (ex Rhodesia); Zambia; Mozambico; Ruanda - Repubblica Democratica del Congo (ex Sudafrica); Camerun; Guinea Equatoriale; Gabon; Angola; Repubblica del Congo.

Paesi membri del Consiglio d'Europa (5 componenti): Albania, Andorra, Armenia, Austria, Azerbaijan, Bosnia-Erzegovina, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Malta, Moldova, Monaco, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Repubblica Ceca, Russia, San Marino, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria, ivi inclusa: Bielorussia (che è stata sospesa dal C.d.E. nel 1997) e Israele (che gode dello status di osservatore presso l'Assemblea).

Americhe ed Oceania (1 componente): Stati Uniti d'America; Canada. - Ecuador; Perù; Brasile; Colombia; Cuba; Messico; Argentina; Repubblica Dominicana; Venezuela; Cile; Honduras; Uruguay; Guatemala; Bolivia; Panama; Paraguay; El Salvador; Haiti. - Australia.


Nuove Cittadine - Cosachiedi: Nuovo progetto di video partecipativo ZaLab


 english version below
IN PRIMO PIANO
NUOVE CITTADINE, la nuova Scheggia di Za
Italia, 2013 - 8', di Sara Zavarise
Halima è una ragazza italo-marocchina che sta facendo una ricerca sulla percezione della violenza nelle donne marocchine in Italia. Si trova a contatto con donne che hanno subito violenza dal proprio partner e sfruttamento al lavoro.
"Le donne immigrate in Italia non si sentono cittadine, non conoscono la Costituzione italiana" afferma una sua collega. Una strada per rendere le donne immigrate più consapevoli e quindi meno soggette a violenza fisica e morale è quella di supportarle nel percorso di integrazione attraverso politiche di accoglienza specifiche e dedicate. Le seconde generazioni hanno un ruolo fondamentale di mediazione.
 Leggi

#COSACHIEDI
Se le discriminazioni di genere riguardano le donne in generale, le donne migranti subiscono discriminazioni multiple: in quanto donne, in quanto migranti e in quanto maggiormente escluse dalla vita sociale. Per questo DIFFERENZA DONNA e ZALAB hanno realizzato insieme il video "Nuove Cittadine" e lanciano congiuntamente l'azione di comunicazione #COSACHIEDI.
Cosa chiedi alle istituzioni? cosa pensi serva per migliorare l'integrazione delle donne migranti in Italia e per ridurre i fenomeni di violenza?
Diccelo con una foto o un video. Porteremo le tue richieste alle istituzioni di riferimento in rappresentanza delle istanze della società civile italiana!. Leggi


VIDEO PARTECIPATIVO
Il racconto del reale
Prosegue l'impegno di Zalab nel percorso Regards2Banelieue con il proprio segmento laboratoriale IL RACCONTO DEL REALE.
il 22 giugno scorso sono state presentate a Padova le produzioni internazionali di Regards2Banelieue: Noi siamo il Sale, The Pak, e What's Europe.
A ottobre 2013 vedranno la luce 5 brevi film documentari prodotti dai partecipanti al laboratorio.
Leggi
 E INOLTRE
 La Prima Scuola: procede la raccolta fondi per progetti nelle scuole primarie
A due settimane dal lancio del progetto, il blog si è arricchito di tanti contenuti e contributi, e la raccolta fondi ha raggiunto oltre 2200 euro di donazioni. E' già un grande risultato, ma siamo ancora lontani dagli obiettivi che ci siamo prefissi. Perché l'iniziativa abbia successo, è importante che arrivi alle tante persone che hanno a cuore la scuola pubblica e il futuro dei nostri bambini.
Leggi

L'ultimo Pastore ottiene nuovi riconoscimenti
Il documentario l'Ultimo pastore di Marco Bonfanti, distribuito da Zalab, ha ricevuto nuovi importanti riconoscimenti: ha vinto il "Premio Blankina" alla Mostra Internazionale del Cinema Indipendente Leggi
PROIEZIONI
Carmine, voci da un quartiere e Le Voragini di San Berillo 28/09/13 - Roma, Cinema Palazzo, iniziativa "Lotte Spaziali"
Il sangue verde
 10/09/13 - Perugia, Festival Tutti nello stesso piatto
L'ultimo pastore
 22/09/13 - Bra (CN), Centro G.Arpino ore 20.30 (sarà presente Marco Bonfanti)
 23/09/13 - Sesto S.Giovanni (MI), Cinema Rondinella ore 21.15 (sarà presente Marco Bonfanti)
 2/10/13 - Brescia, Cinema Nuovo Eden ore 21 (sarà presente Marco Bonfanti)
 11/10/13 - Padova, Multisala Pio X ore 21 (sarà presente Marco Bonfanti)
Mare chiuso
 7-21/09/13 - sul Mar Baltico a bordo della nave Lovis, che effettuerà un tour dedicato alla migrazione attraverso l'oceano ed effettuerà 3 tappe in 3 porti in cui sarà proiettato Mare Chiuso
english version
 
ZaLab's newletter - September 2013
NEWS
YES, SHE CAN! new ZaBit
Halima is a young Italian/Moroccan woman who is carrying out a research on the perception of violence in Moroccan women in Italy. She comes in contact with women who are victims of violence by their own partner as well as of work exploitation.
"Immigrated women in Italy do not feel as citizens, they know nothing about the Italian Constitution" says one of her colleagues. A way to make immigrated women more conscious and therefore less subject to physical and moral violence is to support them in the migration process through welcoming and integrating policies. Second generations have a crucial role in the mediation process.
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#COSACHIEDI
DIFFERENZA DONNA and ZALAB released together the video "Nuove Cittadine" simultaneously launching the communication campaign #COSACHIEDI..
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PARTICIPATORY VIDEO
Il Racconto del reale
Zalab actively contributes to the project Regards2Banelieue with its own laboratory-segment IL RACCONTO DEL REALE.
On June 22nd the International productions of Regards2Banelieue have been presented in Padua, notably "Noi siamo il Sale", "The Pak", and "What's Europe".
In September / October 2013 five films produced by members of the laboratory will be released, notably "Fermate", "Gli orti di Dueville", "La Regola", "Nessuno mi piange" and "Sogni". Read more

 INTERNATIONAL SCREENINGS
September 7-21 - Closed Sea will be screened on the Baltic See, on board the ship Lovis, who's tour is dedicated to migration through the ocean, and who will stop in 3 main ports.

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