www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


mercoledì 17 aprile 2013

23-24 aprile, Palermo: Ciclo di lezioni del Professor Abbas Ali Shameli














Università degli Studi di Palermo – Facoltà di Lettere e Filosofia
Dipartimento di Scienze Umanistiche
Cattedra di Storia dei Paesi Arabi - Cattedra di Lingua e Letteratura araba



Palermo, 23 e 24 aprile 2013
Ciclo di lezioni del professor
 Abbas Ali Shameli
Ph.D McGill University – Montreal, Quebec - CANADA
The Imam Khomeini Institute for Education and Research, Qum
IRAN 

• La shî‘ah nel Corano (con particolare riguardo ai concetti di imamato e di mistica presso gli sciiti);
• Gnosticismo e filosofia nell'Islam;
• Islam e democrazia.

Le lezioni si terranno in Aula Seminari (23 aprile, ore 14-17)
e in Aula Magna (24 aprile, ore 12-15).

Tutti gli studenti sono invitati a partecipare, in particolare gli studenti dell'area degli studi arabo-islamici.

Viale delle Scienze Ed. 12 – 90128 PALERMO
Tel. 091 / 23899203 Fax. 091 / 23860663
dipartimento.scienzeumanistiche@unipa.it


mercoledì 10 aprile 2013

12 aprile, Palermo: Convegno sulla Tratta in Sicilia. Un messaggio di Isoke Aikpitanyi con Claudio Magnabosco


Carissime e carissimi tutte/i,
Carissima Suor Valeria,

In occasione del vostro incontro [il Convegno sulla Tratta che si terrà a Palermo il 12 aprile e di cui si allega il programma, n.d.r.] sento il bisogno di rivolgermi a tutte/i voi con alcune considerazioni e proposte.

La rete antitratta nazionale creata per dare attuazione agli articoli 13 e 18 della Bossi-Fini, da un po' di tempo è in crisi; non è un caso che contemporaneamente al vostro incontro, altri incontri si svolgano in Piemonte e in Friuli - Venezia Giulia e che una rilevazione nazionale sia in corso, voluta dalla Caritas nazionale.

La crisi ha determinato il taglio di moltissimi interventi sociali, anche di quelli sulla tratta e molti servizi o sono stati chiusi o sono in attesa di fondi per riaprire.

Mi fa molto strano esser io ad indicarvi questo problema, perché dal 2000 la mia rete opera in modo autofinanziato e autogestito e, in particolare per le ragazze nigeriane, afferma con chiarezza che la Bossi - Fini è stata non solo un fallimento umanitario, ma il principale ostacolo per l'uscita dalla tratta di tante ragazze.

Per questo sento il dovere morale, nei confronti di queste ragazze, di chiedervi dati e numeri sui risultati che sono stati ottenuti nelle diverse regioni, contrastando la tratta: quante ragazze sono state avvicinate, quante ragazze hanno beneficiato di servizi e prestazioni varie, quante ragazze hanno presentato denuncia ai sensi del'articolo 18, quante ragazze hanno ottenuto documenti e assistenza e inserimento lavorativo dopo la denuncia, dove sono oggi queste ragazze e come mai un numero sempre maggiore di ragazze è in strada con un permesso di soggiorno in tasca?

E, domanda chiave: quante ragazze sono uscite davvero dalla tratta? Badate, non dalla clandestinità, ma dalla tratta!

Chiedo queste cose a nome delle vittime della tratta che cercano una via di uscita: a loro nome perché ho costituito con loro l'unica associazione esistente in Italia e in Europa per rappresentarle.

Ci dobbiamo tutti, reciprocamente, una totale onestà.

Vedete io non credo che, come leggo nel vostro programma, dobbiamo chiederci - ad esempio - che cosa fare per aiutare le forze dell'ordine. Le Forze dell'Ordine, come gli enti accreditati contro la tratta sono SERVIZI, sono al servizio dei cittadini, e noi che organizziamo cittadine e cittadini, dobbiamo chieder loro in che modo ci assicurano i servizi che noi cittadini riteniamo opportuni, non il contrario.

Guardata bene la realtà: c'è bisogno di un rovesciamento totale dell'ottica con la quale si guarda al problema della tratta. Siamo all'assurdo che le richieste, le decisioni, le politiche sono decise da comitati nei quali ha voce, non secondaria, il Comitato per i diritti delle prostitute mentre NON hanno voce le vittime della tratta. Non è un caso se, ormai, si sta affermando in Italia, la discussione sulla necessità di regolare, riconoscere, tutelare la prostituzione, addirittura con l'idea che questo sarà utile alle vittime della tratta.

Torno ai dati e ai risultati.

Temo che i risultati siano stati pochi e, di conseguenza, invece di guardare alle difficoltà oggettive o agli errori di percorso, si preferisca cambiar nome alle beneficiarie dei servizi che non sono più chiamate vittime della tratta, ma prostitute.

Il Coordinamento antitratta palermitano sta facendo una battaglia contro questa impostazione che penalizza le beneficiarie di servizi e che diffonde tra la popolazione l'idea sbagliata che si tratta di donne che i problemi se li sono andati a cercare.

Credo, allora, sia indispensabile poterci confrontare sui numeri veri e sui risultati veri.

Ma credo anche sia arrivato il momento di affidare alle vittime della tratta che ce l'hanno fatta e si sono sottratte ai trafficanti, il compito di sostenere altre ragazze che nella tratta ci sono ancora: e allora chiedo a voi e a tutti, di progettare un piano nazionale di formazione di ex vittime della tratta con l'intento di progettare insieme a loro nuovi servizi e nuove modalità di intervento sul problema della tratta.

Chiedo si parta con un progetto che formi subito dieci operatrici pari, con un corso di almeno sei mesi durante i quali le ragazze partecipanti ricevano uno stipendio e siano poi inserite nelle attività operative dei servizi.

Chiedo si valutino i risultati delle esperienze esistenti di servizi e modalità di accoglienza autogestiti e autofinanziati fino ad oggi gestiti da ex vittime, da sole.

Chiedo inoltre si facciamo le dovute pressioni affinché le vittime della tratta organizzate diventino parte attiva nei tavoli nazionali e regionali dove si prendono le decisioni sul contrasto alla tratta.

Da anni mi tocca il compito di girare l'Italia e raccontare la mia storia dolorosa, che è poi la storia di tante; tutti mi ascoltano, ma poi fanno interventi a modo loro e quel che dico io non conta più... importa solo che altri intendono lenire le mie sofferenze che rappresentano le sofferenze di tutte le vittime della tratta e, in particolare, delle nigeriane, e così noi vittime ed ex vittime non siamo mai protagoniste, ma siamo sempre oggetto di interventi che altri realizzano - dicono - "per noi", mentre i risultati dicono che noi dobbiamo adattarci o ai protocolli dei trafficanti o a quelli dei servizi, senza mai poter ottenere quel che ci serve davvero.

Scusate la franchezza, ma non faccio polemiche, vi porto solo il grido di sofferenza di tante.

Leggo dal programma che avete un maschio che porta la sua testimonianza come cliente; molto bene; leggo che si chiama Claudio come il mio Claudio, il primo in Italia ad aver affrontato pubblicamente il problema dei clienti e ad aver agito per avvicinarli, sensibilizzarli, organizzarli in gruppi di auto - aiuto.

Vi chiedo, allora di partire dalla testimonianza che ascolterete per lanciare un grande progetto che riguardi proprio i clienti; se non fosse mancato troppo presto, probabilmente quel progetto noi lo avremmo realizzato con don Benzi che mentre tuonava contro i clienti, a noi scriveva di volerli incontrare, assolutamente, di voler far qualcosa di concreto che non fosse solo scatenare la Polizia contro i maschi italiani. Bene, fatelo voi questo progetto sui / per / con i clienti, senza paura.

Spero che leggerete questa mia come un contributo ai vostri lavori, ma anche alla discussione interna al coordinamento. Per questo ne invio copia ad alcune/i del Coordinamento stesso, auspicando lo divulghino.

Con affetto e stima
Isoke Aikpitanyi
con Claudio Magnabosco



venerdì 5 aprile 2013

8 aprile, Palermo: Giornata internazionale rom e sinti

L' 8 aprile del 1971 si tenne a Londra il Primo Congresso Internazionale del Popolo Rom con la costituzione della prima associazione mondiale dei Rom che fu poi riconosciuta dalle Nazioni Unite nel 1979. Da quella data l'8 aprile di ogni anno ricorre la Giornata Internazionale dei Rom. Per festeggiare la ricorrenza, Idea Rom - sezione di Palermo, vi invita a passare una serata assieme.

Dove: Laboratorio Zeta, via Boito

Ore 20 Introduzione e interventi.

A seguire

Cena Rom Solidale
Menu:
Picinta,
Sermale,
Jania,
Rovania (dolce)

A seguire

Proiezione film "Gatto bianco, gatto nero" (durata 135 min)

Gatto nero, gatto bianco è un film del 1998, diretto dal regista serbo-bosniaco Emir Kusturica. È un affresco grottesco sull'edonismo e l'allegria della popolazione gitana, "il solo popolo che non cambia mai e che sfiora quella che noi chiamiamo civiltà senza lasciarsene contaminare" (E. Kusturica).

 ______________________
Manuela Casamento
Presidente Idea Rom sezione di Palermo
cell 329/4668967

Idea Rom - sezione di Palermo
cell 380/7632274


5 aprile, Palermo: Le figlie di Mami Wata per la rassegna "Il suono e le parole"

venerdì 5 aprile ore 21.30
a Palermo
al MOB in via Raffaello, 2

per 

la quarta giornata della rassegna  

Il suono e le parole –  V edizione
poesia, teatro e documentari

si proietta

ISOKE E LE FIGLIE DI MAMI WATA

Mami Wata è una divinità dell'universo voodoo. Moltissime ragazze nigeriane, vittime della tratta in Europa e in Italia, hanno giurato a Mami Wata che obbediranno in tutto e per tutto alla maman e a chi le porta in Europa. Il rito di Mami Wata è presentato nel documentario di Al Jazeera "Nigerian connection", nel documentario di Channel 4 "Nigeria, sex,lies and black magic" e nel film "Le figlie di Mama Wata". Isoke è l'autrice del libro di prossima uscita "Le figlie di Mami Wata".

"Le figlie di Mami Wata" di Giuseppe Carrisi (64 min). Attraverso la storia di Isoke Aikpitanyi, riuscita a uscire dalla tratta, si racconta il fenomeno del traffico di ragazze nigeriane dal loro Paese in Italia a scopo di sfruttamento sessuale. Il film è ambientato a Benin City, definita la "fabbrica italiana di prostitute" e in diverse realtà italiane dove le vittime finiscono sulla strada. Isoke Aikpitanyi, già autrice del libro "Le ragazze di Benin City" è anche ideatrice dell'omonimo progetto che intende aiutare tutte quelle ragazze che vogliono uscire dalla tratta.

Il suono e le parole - V
organizzata dal Gruppo Teatro Totem
con la collaborazione del MOB Studio di Palermo

Per saperne di più è consultabile il sito www.gruppoteatrototem.it

il  Gruppo Teatro Totem

Gruppo Teatro Totem
via Amerigo Conti amm.glio n.30/b
90146 - Palermo