www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


mercoledì 29 febbraio 2012

ll 1° marzo 2012 torna lo sciopero degli stranieri "Primo Marzo- Un giorno senza di noi" organizzato dalla Rete Primo Marzo, in tantissime città italiane

ll 1° marzo 2012 torna lo sciopero degli stranieri
"Primo Marzo- Un giorno senza di noi"
organizzato dalla Rete Primo Marzo

Tutti in piazza contro la legge Bossi-Fini. Contro il razzismo istituzionale. Per una regolarizzazione slegata dal lavoro. Per la chiusura immediata dei C.I.E.

LO SCIOPERO. Bolzano: piazza della mostra presidio con mostra fotografica ore 14.00-19.00; Milano: presidio e interventi in piazza Duomo ore 17.30-19.30; Lecco: presidio e interventi in piazza Diaz ore 18.00; Reggio Emilia: presidio piazza Prampolini ore 10.00-13.00, nei giorni 2 e 3 marzo volantinaggio e sensibilizzazione sulla sanatoria truffa ore 10.00-13.00 in piazza Prampolini.
 Bologna: Moveparade con Coordinamento Migranti e On the move, generazioni in movimento corteo da piazza dell’Unità ore 9.00; Campagna di sensibilizzazione L'Italia sono anch'io e LasciateCIEntrare ore 10.00–12.00; presidio in piazza Maggiore ore 16.00 microfono aperto; concerto Hip Hop ore 19.30; Padova: iniziativa davanti alla Prefettura; Imola: presidio e interventi piazza Caduti della libertà presidio ore 17.30 e a seguire assemblea pubblica via Morelli, sala Aurora, ore18.30; Udine: Comune ore 15.00, convegno “Immigrazione e diritti di cittadinanza”; Firenze: corteo da piazza Santissima annunziata ore 16.00 con arriva in piazza Santa Maria Novella e comizio conclusivo; Roma: iniziativa sulla comunicazione con Italiadue le generazioni in onda e Compagnia delle lettere, diretta Radio Popolare Network, 103.3 Mhz dalle ore 18.30 al Brancaleone; Napoli: corteo da piazza Garibaldi a piazza Pleibiscito ore 9.00; Campobasso: presidio in piazza municipio ore 18.00 e ore 20.00, via Muricchio, sala Alphaville, proiezione del film “Benvenuti in Italia”; Bari: presidio e manifestazione piazza Umberto, ore 16.30-19.30; Oristano: iniziativa dedicata a Rossella Urru in piazza Roma ore 16.00-17.30 e ore 18 al centro servizi culturali proiezione del film di Fred Kuwornu "18 IUS SOLI-Il diritto a essere italiani”; Palermo: dip. G.Mosca, piazza Bologni 8, aula Sturzo ore 10.00 convegno “ La tutela dei migranti contro le discriminazioni”; Vittoria: aula consiliare del Comune ore 17.30 convegno cittadinanza, legalità, sviluppo: l’immigrazione al tempo della crisi”; Corleone: (28 febbraio) aula consiliare, piazza Garibaldi, ore 12.00 convegno “Corleone: da terra di emigrazione a città di accoglienza”; Termini imprese: (29 febbraio) ore 10.30, sala conferenze ex padri riformati, piazza Sant’Antonio, convegno “immigrazione: l’inclusione è sicurezza”; Alcamo: (2 marzo) piazza Cullo, collegio dei gesuiti ore 10.00: “immigrazione, cittadinanza e cooperazione: la Sicilia al centro del mediterraneo”; Montevarchi: Ginestra fabbrica della conoscenza, ore 18.00 via della Ginestra 21; Agrigento: manifestazione a Porta di Ponte ( altezza villetta "N.Gallo"), ore 18.00 - 20.00.

MODALITÀ PER UNA PIAZZA COLORATA IN GIALLO:

Copripassaporto
Il colore di riferimento di Primo marzo è tradizionalmente il giallo, scelto per la sua neutralità politica e perché è considerato il colore del cambiamento. Ogni piazza italiana, a seconda delle modalità scelte dai gruppi locali, sarà riempita di foulard, spille, nastri e palloncini gialli; bandiere per chi è costretto al lavoro in casa come badanti o collaboratrici domestiche. Sono inoltre previsti eventi a tema, interventi di migranti e flash-mob in cui simbolicamente si taglierà un lungo nastro giallo indicando così la rottura dei confini e l’abbattimento delle frontiere. Nelle scuole s’invitano i ragazzi ad indossare indumenti gialli. Vi invitiamo, quindi, a usare già da oggi un braccialettino o un nastrino di questo colore come segno di riconoscimento.

Il Copripassaporto: quest’anno in ogni piazza italiana verrà distribuito un copripassaporto la cui stampa, scaricabile da internet, riporterà il primo e l’ultimo articolo della Carta mondiale dei migranti di Gorèe www.wcm-cmm.org. 

 


Per informazioni:
ufficio stampa 342 7265787
primo.marzo.ufficio.stampa@gmail.com

di Rete Primo Marzo

1 marzo, Palermo: Convegno "La tutela dei migranti contro le discriminazioni"



Fulvio Vassallo Paleologo, Univ. di Palermo
Profili costituzionali ed internazionali del prin­ci­pio di uguaglianza e del divieto di discriminazioni

Gaetano Pasqualino, avvocato
Lineamenti normativi in materia di divieti di discriminazioni

Daniele Papa, avvocato
La discriminazione degli stranieri nell'accesso ai rapporti di lavoro

Giorgio Bisagna, avvocato
Discriminazioni in materia di iscrizione anagrafica dei cittadini stranieri e poteri di controllo della polizia locale

Angelo Raneli, avvocato
Profili discriminatori dell’«emergenza nomadi» in Italia

Clelia Bartoli, Università di Palermo
Razzismo istituzionale e responsabilità di sistema

Ci saranno inoltre interventi di diverse associazioni, tra cui:

Tindara Ignazzitto, Rete Primo Marzo e associazione “Giù le frontiere”
Il Primo Marzo 2012 contro il razzismo istituzionale e la precarietà

Alberto Biondo, Laici Missionari Comboniani
L'Osservatorio contro le discriminazioni razziali «Noureddine Adnane»

CISS – Cooperazione Internazionale Sud Sud
Una proposta di coordinamento anti-tratta. La prospettiva della cooperazione internazionale

L'Arca (Federazione Associazioni e Comu­ni­tà Immigrate) e Asantesana onlus

Gli studenti della Facoltà di Giurisprudenza che partecipano al convegno hanno diritto a 1 CFU previo superamento di un esame orale.


martedì 28 febbraio 2012

10-24 marzo, Palermo: Mostra fotografica "Sketches of Mali" di Ettore Lo Bianco


Dal 10 al 24 marzo
alla Libreria Macaione - Spazio Cultura
Via Marchese di Villabianca 102
Mostra fotografica
Sketches of Mali
 di Ettore Lo Bianco

Vernissage il 10 marzo
alle ore 19.30


mercoledì 22 febbraio 2012

Discriminazioni e violenze: Italia bocciata dall’Europa

February 21, 2012 

 

Questa mattina la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri), un organo di monitoraggio indipendente istituito dal Consiglio d’Europa, ha diffuso un allarmante rapporto sull’Italia. Il rapporto concentra la sua attenzione sul persistere di razzismo e xenofobia, ma non dimentica le discriminazioni per orientamento sessuale, e rileva una crescita del “ricorso a discorsi di stampo razzista in politica” e della diffusione di pregiudizi. E’ un paese che boccheggia tra “pene meno severe per i reati di incitamento all’odio” e “scarsità di denunce”.

Ecri ricorda l’attenzione delle istituzioni europee alla lotta a ogni discriminazione, anche per orientamento sessuale, e alla promozione dei diritti di tutti. Gli stessi diritti che difende il nostro dettato Costituzionale “che implica la rimozione di fatto delle limitazioni all’uguaglianza ed il perseguimento dell’obiettivo ultimo della “piena” autodeterminazione dell’individuo”.

Arcigay, richiamandosi proprio alla Costituzione, rivendica l’approvazione di leggi contro discriminazioni e omofobia e per la promozione dei diritti-doveri delle famiglie composte da persone dello stesso sesso, unisce idealmente la sua voce a quella che emerge dalle raccomandazioni dell’ente.

Tra queste, quelle urgenti come “valutare l’efficacia delle attuali disposizioni penali in materia di incitamento all’odio e di rafforzarle” anche a riguardo della tutela della comunità omosessuale e trans e la richiesta al Governo di “accrescere il ruolo dell’UNAR, in particolare estendendone formalmente i poteri, in modo che la legislazione pertinente copra chiaramente non solo la discriminazione basata sull’origine etnica e la razza, ma anche quella fondata sul colore, la lingua, la religione, la nazionalità e l’origine nazionale” e orientamento sessuale.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

Fonte: laltrapagina



domenica 19 febbraio 2012

1-2 marzo, Palermo: Corso di formazione "Diritti migranti: percorsi formativi per una cultura della salute"

DIRITTI MIGRANTI
Percorsi formativi per una cultura di salute

Corso di formazione per operatori sociali e sanitari
 
Policlinico "P.Giaccone" - Palermo 1-2 marzo 2012
Per info: mkmonti@hotmail.com - cell 347 1580224




sabato 18 febbraio 2012

Appello per un incontro a Catania fra le realtà antirazziste sul lavoro migrante nelle campagne meridionali

In vista del 1 marzo 2012

Dal 2006 interveniamo a Cassibile per denunciare la piaga del caporalato nel siracusano durante la stagione della raccolta delle patate (aprile/giugno); come ogni anno le istituzioni attrezzano tendopoli per "accogliere" 100/150 migranti (su una presenza di 700/1000) durante l'emergenza, naturalmente l'accoglienza viene garantita solo ai "regolari" e nessuno si pone il problema della verifica dell'assunzione regolare nel lavoro; due anni fa lanciammo la campagna delle patate solidali attraverso alcuni GAS per disincentivare le ditte che non mettono in regolare i lavoratori, ma per avere un minimo d'incidenza sarebbe necessario un coordinamento strutturato fra l'associazionismo siracusano e siciliano. Consideriamo grave l'indifferenza locale che ha rimosso l'eroica lotta dei braccianti siracusani, che riuscì a debellare le piaghe delle gabbie salariali e del caporalato e che costò la vita ad Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia il 2/12/1968 ad Avola, a pochi Km da Cassibile.

Dopo le rivolte negli anni scorsi dei migranti a Castelvolturno ed a Rosarno e la significativa esperienza nell'estate scorsa a Nardò, nel Meridione si stanno esprimendo incoraggianti livelli d'autorganizzazione dei migranti e pensiamo che le reti solidali e l'associazionismo antirazzista possano sostenere questi percorsi promuovendo lo scambio d'esperienze ed il coordinamento delle iniziative.

Proponiamo un primo incontro a Catania domenica 26/2 dalle ore 11 in via Coppola 6 (c/o piazza teatro Massimo, angolo via di Sangiuliano) nella sede di Officina Rebelde.

Per organizzare l'incontro del 26 e le iniziative per il 1 marzo indiciamo una riunione mercoledì 22 alle ore 19 in sede, via Caltanissetta 4.

Rete Antirazzista Catanese – 3803266160alfteresa@libero.it
 
 

CIE e CARA istruzioni per l`uso. Trapani 20 febbraio

Workshop gratuito per giornalisti
CIE e CARA istruzioni per l`uso. Trapani 20 febbraio
terrelibere.org terrediconfine - autore dell"articolo Raffaella Cosentino
Proseguono gli incontri di formazione per giornalisti "CIE e CARA – Istruzioni per l'uso ?" a cura della campagna LasciateCIEntrare in collaborazione con la Federazione nazionale della stampa italiana e l`Ordine nazionale dei Giornalisti. Prossimo appuntamento a Trapani il 20 febbraio.
Dopo il successo della campagna con la rimozione del divieto di accesso alla stampa a tutti i centri per migranti, dal dicembre 2011 i giornalisti possono di nuovo chiedere l`autorizzazione ai prefetti per visitare i centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) e i centri di identificazione e di espulsione (Cie), che sono invece dei luoghi di detenzione amministrativa.

LasciateCIEntrare
CIE e CARA – Istruzioni per l`uso
Incontro di formazione ed approfondimento con i giornalisti
Trapani – lunedì 20 febbraio 2012 – ore 10.00
Presso : Il Caffè Sotto il Mare - Circolo Arci, Via Libertà 78 - Trapani

Programma del workshop

INTRODUZIONE E SALUTI
10,00 Accoglienza e registrazione
10,15 Saluto di apertura da parte di Mariza D`Anna – Segretaria provinciale Associazione Stampa Sicilia
10,30 Raffaella Cosentino – campagna LasciateCIEntrare - Brevi cenni della campagna realizzata nel 2011, la mobilitazione, l`abrogazione della Circolare n. 1305, lo sviluppo della fase di informazione e sensibilizzazione in Italia e la rete a livelo europeo

FORMAZIONE
10,45 Prof. Fulvio Vassallo Paleologo – giurista ASGI e docente di Diritto di asilo all`Università di Palermo – Normativa in tema di espulsione e detenzione amministrativa (testo unico, regolamento di attuazione, Cedu e direttive); Normativa in tema di diritto di asilo, protezione e Art. 18; Diritti Umani inviolabili e casi si inespellibilità; informazioni sui singoli centri e sulle realtà che lavorano sul territorio, enti gestori e regolamenti
11,30 Stefano Galieni, giornalista di Liberazione - testimonianza sul Cie Serraino Vulpitta
12,00 Valeria Bertolino- operatrice umanitaria
12,30 Domande e chiusura dei lavori

venerdì 17 febbraio 2012

1 marzo 2012, Italia: Un giorno senza di noi, senza operai, braccianti, infermieri, muratori, imprenditori, colf e badanti. È lo sciopero degli immigrati.

La Repubblica, 15-02-2012 

VLADIMIRO POLCHI

ROMA - Un giorno senza di noi, senza operai, braccianti, infermieri, muratori, imprenditori, colf e badanti. È lo sciopero degli immigrati. Riparte il passaparola su internet: il terzo appuntamento è fissato per il prossimo primo marzo. "Nel 2010 e 2011 - si legge nell'appello del comitato promotore 1  - in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro la legge Bossi-Fini. La data del primo marzo è diventata così un punto di riferimento importante e anche quest'anno vogliamo che sia un giorno di mobilitazione".

Gli "scioperi" del 2010 e 2011. Più che di sciopero si dovrebbe parlare di "mobilitazione". Le esperienze dei due anni passati ne sono la riprova: salvo parziali astensioni dal lavoro in alcune fabbriche del Centro-Nord (soprattutto in Emilia-Romagna), lo sciopero, in senso tecnico, degli immigrati non ha funzionato. Perché? Tanti i motivi: primo, i sindacati non hanno voluto, né potuto, indire uno sciopero su base etnica; secondo, i lavoratori stranieri sono facilmente ricattabili dai datori di lavoro (difficile pensare allo sciopero di un bracciante) e lavorano in molti casi in nero; terzo, gli immigrati sono spesso divisi e non un corpo omogeneo capace di muoversi compatto. Ma l'iniziativa (soprattutto nel 2010) non è stata un flop: decine di manifestazioni locali e buona visibilità mediatica della protesta.

E ora il tam tam sulla rete riparte.

Dopo i fatti di Firenze. "La mobilitazione - scrivono i promotori del Primo marzo - questo anno è ancora più importante dopo l'uccisione a Firenze di Samb Modou e Diop Mor. È ora di fare chiarezza e dire che il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere.  È così nel contratto di soggiorno per lavoro e nella presenza dei Cie. È stato così nella sanatoria truffa del 2009 e nella logica dei flussi. È così per i figli dei migranti che, compiuti 18 anni, devono sottostare alle impossibili regole di un permesso di soggiorno per studio, o diventare subito braccia da sfruttare con un permesso per lavoro".

Le richieste. Diverse le richieste con le quali il primo marzo si scenderà in piazza: "Per l'abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro e la chiusura di tutti i Cie in Italia e in Europa; per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia; per dire no al permesso a punti e a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno; per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno".


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1 marzo 2012: Appello per una mobilitazione nazionale contro il razzismo istituzionale e la precarietà
 
Il primo marzo del 2010 e 2011 in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro il razzismo istituzionale della legge Bossi-Fini, mentre in decine di piazze si sono avuti presidi, cortei e iniziative. Lo hanno fatto autonomamente, trovando il supporto di tanti lavoratori e lavoratrici e di tante RSU. 

Migliaia di persone hanno manifestato con i migranti, mostrando che anche nella crisi si può lottare insieme per i diritti di tutti. La data del primo marzo è diventata così un punto di riferimento importante: anche quest’anno vogliamo che sia un giorno di mobilitazione e sperimentazione di nuove forme di lotta.
 


Questo è ancora più importante dopo i pogrom di Rom come quello di Torino e l’uccisione a Firenze di Samb Modou e Diop Mor. Un omicidio razzista che ha visto una grande reazione il 17 dicembre, guidata da migliaia di migranti scesi in strada a Firenze. E’ ora di fare chiarezza e dire che il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere.
 

È così nel contratto di soggiorno per lavoro e nella presenza dei CIE (ex-CPT).
E’ stato così nella sanatoria truffa del 2009 e nella logica dei flussi.
E’ stato così nella creazione dell’emergenza profughi dopo le rivoluzioni in Nord Africa e nel mancato riconoscimento di fatto del diritto d’asilo.
È così per i figli dei migranti che, compiuti 18 anni, devono sottostare alle impossibili regole di un permesso di soggiorno per studio, o diventare subito braccia da sfruttare con un permesso per lavoro.
E’ così nel principio di un permesso di soggiorno “a punti” e nella tassa sul permesso di soggiorno, che vorrebbe scaricare sul salario dei migranti il costo di queste politiche. I migranti pagano le tasse e i costi della crisi come tutti gli altri lavoratori e lavoratrici e la nuova tassa andrà a sommarsi a tutto questo, a quanto già oggi costa rinnovare il permesso e ai 30 euro che si devono inspiegabilmente pagare alle Poste.
 


Se non si punta a cambiare radicalmente questo stato di cose che produce gerarchie e clandestinità, denunciare il razzismo diventa un gesto ipocrita.
La condizione migrante non è separata da quella di tutti gli altri, ma con la sua specificità mostra tendenze e dinamiche che ci coinvolgono tutti, in particolare sul terreno del lavoro. D’altro canto la condizione dei migranti è diversa da quella di tutti gli altri, perché solo per i migranti la precarietà e la crisi economica possono portare alla detenzione amministrativa e mette a rischio il permesso di soggiorno. Fuori da ogni retorica della solidarietà, quindi, riconosciamo che la clandestinità politica dei migranti e il razzismo istituzionale hanno reso tutti più insicuri. Per questo vogliamo scendere nuovamente in piazza assieme e allargare la mobilitazione contro una precarietà sempre
più diffusa.
 

Le lotte portate avanti dai migranti in questi anni hanno insegnato che non ci possono essere miglioramenti reali senza il protagonismo diretto. Lo sciopero del primo marzo ha fatto vedere in più che è possibile scioperare al di fuori delle logiche tradizionali, che la lotta sui posti di lavoro può unire là dove le leggi e la precarietà dividono.
 

Nella crisi economica e di fronte a leggi che producono razzismo e divisioni, vogliamo rilanciare un movimento che porti a cambiare questo stato di cose. Per questo lanciamo una mobilitazione diffusa su tutto il territorio, con iniziative articolate in base alle diverse possibilità e capacità, che non si esaurisca nella data del primo marzo, nello spirito della Carta dei Migranti approvata a Gorée (Senegal) e sulla base di alcuni principi condivisi:
 

· Per l’abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro e la chiusura di tutti i CIE in Italia e in Europa;
· Per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia;
· No al permesso a punti e a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno;
· Per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno, senza truffe e senza produrre altre gerarchie, per il riconoscimento di fatto del diritto d’asilo senza ritardi, lungaggini e discrezionalità;
· Contro la precarietà, e per un welfare non basato sullo sfruttamento e l’esclusione di alcuni;
· Per costruire insieme uno sciopero di tipo nuovo ancora più grande, capace di unire e cambiare questo stato di cose.
 

Per adesioni: primomarzo2010comitati@gmail.com


1° marzo 2012: è iniziata la mobilitazione nazionale che porterà il 1 marzo allo "sciopero dei migranti"

"Il Primo Marzo a Palermo
comincia con il ricordo di
Favour e Loveth."
Tindara Ignazzitto
Fiaccolata a Palermo 
il 16 febbraio 2012
(Foto di Sergio Di Vita)
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Di seguito un articolo sul Primo Marzo pubblicato su Il Manifesto

L’iniziativa era partita dalla Francia, e loro riportavano in Italia un sentire che non partiva dalla politica ma che la politica investiva: quello di vivere, con le proprie esperienze quotidiane, i propri sentimenti, la propria vita, in una realtà “meticcia”. Sui posti di lavoro, a casa, a scuola, nelle strade, nei luoghi di evasione e infine anche in quelli di impegno politico. La provocazione dello “sciopero” – a cui pure un giorno sarebbe bello arrivare, ma che come “applicazione pratica” trova da sempre grandi obiezioni nelle stesse rappresentanze sindacali, a partire da principi giusti (i lavoratori stranieri sono come tutti gli altri, non va creata né rivendicata differenza sui posti di lavoro), ma infine  anche “conservatori”, palle al piede che impediscono di osare quel salto in più, che invece sarebbe necessario – non è mai stata messa effettivamente in campo.

Il 1 marzo è diventato un giorno di presenza, di voce, ma anche – sempre di più  nonostante siano sparite le vaste eco che hanno accompagnato il primo anno – la capacità di fare un punto politico. Non è un caso che sarà il 1 marzo la giornata in cui si dirà che va tolta la “patente al razzismo”, con un richiamo esplicito alla riforma della “patente a punti” in salsa maroniana. Uno scandalo vero: la visione distorta, punitiva e maccheronica dei rapporti tra lo Stato e i migranti fatta legge. Ma è anche una giornata che sopravvive, nonostante tutto, con l’intento di offrire un occasione per riconoscersi. E’ bello che l’appello, che copio qui sotto, inviti tutti a indossare sin da subito un nastro giallo o qualcosa di simile. Facciamolo.

VIA LA PATENTE AL RAZZISMO: I PUNTI SONO FINITI

Il primo marzo del 2010 e 2011 in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro il razzismo istituzionale della legge Bossi-Fini avviando così un protagonismo diretto sui temi politici nodali per la nostra società, dimostrando come si possa lottare insieme per i diritti di tutti.

Il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere: uno stato di cose che produce gerarchie e clandestinità.

La condizione migrante, infatti, non è separata da quella italiana, ma con la sua specificità mostra tendenze e dinamiche che coinvolgono tutti, in particolare sul terreno del lavoro. Ma al contempo è diversa perché solo per i migranti precarietà e crisi economica possono portare a una detenzione amministrativa che mette a rischio il permesso di soggiorno e le scelte di vita relative a un processo migratorio costruito in anni di lavoro, impegno, rimessa in discussione dei propri parametri culturali e modi di vita.

Nella crisi economica e di fronte a leggi che producono razzismo e divisioni, vogliamo rilanciare un movimento che porti a cambiare questo stato di cose. Così, anche quest’anno per il primo Marzo, richiamiamo a una mobilitazione diffusa su tutto il territorio nazionale nello spirito della Carta dei Migranti approvata a Gorée (Senegal), sulla base di principi condivisi che difendono la libera circolazione delle persone e l’esercizio di una piena cittadinanza fondata sulla residenza e non sulla nazionalità. In tal senso intendiamo avviare un percorso che non si esaurisca nella data del primo marzo, ma unisca le persone in un filo giallo sovranazionale, cancellando le frontiere culturali che ancora ci limitano. Ciò è ancora più importante in Italia dopo i pogrom di Rom come quello di Torino e l’omicidio razzista a Firenze di Samb Modou e Diop Mor, che ha visto una grande reazione il 17 dicembre.

·     Per l’abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro e la chiusura di tutti i CIE in Italia e in Europa;

·     Per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia;

·     No al permesso a punti e a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno;

·     Per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno, senza truffe e senza produrre altre gerarchie, per il riconoscimento di fatto del diritto d’asilo senza ritardi, lungaggini e discrezionalità;

·     Contro la precarietà, e per un welfare non basato sullo sfruttamento e l’esclusione di alcuni;

·     Per costruire insieme uno sciopero di tipo nuovo ancora più grande, capace di unire e cambiare questo stato di cose.


Per informazioni a stampa, radio e tv

Telefono ufficio stampa: 342 7265787

Per interviste, inviare e-mail di richiesta all’ufficio stampa
poi chiamare: 366 5044328


Gruppo nazionale su Facebook 


Modalità di piazza:

Il colore di riferimento di Primo marzo è tradizionalmente il giallo, scelto per la sua neutralità politica e perché è considerato il colore del cambiamento.

Ogni piazza italiana, a seconda delle modalità scelte dai gruppi locali, sarà riempita di foulard, spille, nastri, palloncini gialli e le bandiere per chi è costretto al lavoro in casa, come badanti o collaboratrici domestiche. Sono inoltre previsti eventi a tema, interventi di migranti e flash-mob in cui simbolicamente si taglierà un lungo nastro giallo indicando così la rottura dei confini e l’abbattimento delle frontiere. Nelle scuole s’invitano i ragazzi ad indossare indumenti gialli.

Vi invitiamo, quindi, a usare già da oggi un braccialettino o un nastrino di questo colore come segno di riconoscimento.


In molte città italiane sono attivi comitati locali che lanceranno a breve i numerosi eventi sul territorio.

E’ il terzo anno che una variegata realtà di persone – singole, associazioni, coordinamenti, uomini, donne, grandi, piccole – danno vita a questa giornata. Che è stata un po’ un’anomalia nel panorama dell’antirazzismo italiano – da cui ha avuto sicuramente l’appoggio – però si è contraddistinta per modalità e parole nuove. Le donne che iniziarono tre anni fa a parlare – a partire da Facebook – della possiblità di indire un giorno di sciopero dei migranti in Italia erano un gruppo di amiche italiane e straniere.
Per info e contatti con il gruppo di Palermo
primomarzo2010palermo@gmail.com  3397458087



giovedì 16 febbraio 2012

16 febbraio, Palermo: Fiaccolata in Memoria di Favour e Loveth. Comunicato


Il Coordinamento “Favour - Lowet” vi invita a partecipare e diffondere!
FIACCOLATA IN MEMORIA DI FAVOUR e LOVETH
Giovedì 16 Febbraio
alle ore 17.00 
concentramento in Piazza G. Verdi
di fronte il Teatro Massimo

Invitiamo tutti/e i/le cittadini/e a partecipare a una fiaccolata in memoria di due giovani donne nigeriane, Favour e Loveth, vittime di una violenza brutale. 
Per chiedere giustizia e promuovere un’azione di radicale lotta contro lo sfruttamento della prostituzione e la tratta.
Per difendere i diritti fondamentali di tutte coloro le quali ne sono vittime.
La nostra città è stata colpita da due tragici eventi, rispetto ai quali la società civile non può restare in silenzio! Come non posso restare in silenzio i media e le istituzioni.

Il 20 dicembre scorso è scomparsa Favour Nike Adekunle, giovane donna nigeriana il cui cadavere è stato ritrovato il 22 dicembre presso le campagne di Misilmeri. Domenica 5 gennaio, invece, in via Filippo Juvara, è stato ritrovato il corpo senza vita di Loveth Edward, giovane ventiduenne nigeriana.
Sui due casi si sta indagando, ma forte è la paura, lo sgomento e la rabbia della comunità nigeriana, che chiede giustizia e sicurezza.
A questo bisogno e a questa richiesta rispondiamo con la nostra presenza e partecipazione, chiedendo che le indagini procedano velocemente, che giustizia venga fatta e che vengano rispettate e protette tutte le donne e gli uomini nei loro diritti umani fondamentali.

La manifestazione è promossa dal “Coordinamento Favour – Loveth” *, recentemente costituito per: richiedere giustizia dinnanzi alle istituzioni ed autorità competenti per la scomparsa di Favour Nike Adekunle e Loveth Edward; denunciare pubblicamente i diritti violati delle donne sottoposte a condizione di sfruttamento, ponendo al centro la dignità della persona; costruire una rete di lavoro e studio per portare avanti percorsi di prevenzione e riflessione sul fenomeno della tratta.


Per informazioni:
Segreteria Coordinamento
c/o CISS, Via Marconi, 2/A Palermo 90141
Tel: 091/6262694

* Aderiscono al Coordinamento: ACLI, Azione Cattolica, Centro Impastato, Centro per lo Sviluppo Creativo “Danilo Dolci”, CESIE, CGIL Sportello Immigrazione, CISS, Comitato 1 Marzo, Comunità Nigeriana di Palermo, Csoa ex karcere - Studentato Autogestito Anomalia, Di.A.Ri.A,Forum Antirazzista, Gruppo Teatro Totem, Laboratorio Zeta – Sportello COBAS, Le Onde, Mezzocielo, Laici Missionari Comboniani, LVIA, Parrocchia Sant’Antonino, Pellegrino della Terra , Progetto Maddalena, Santa Chiara, UDIPALERMO


martedì 14 febbraio 2012

16 febbraio, Palermo: Fiaccolata in memoria di Favour e Loveth

Vi invitiamo a partecipare!
FIACCOLATA IN MEMORIA DI FAVOUR e LOVETH
Giovedì 16 Febbraio
alle ore 17.00 
concentramento in Piazza G. Verdi
di fronte il Teatro Massimo

Invitiamo tutti i cittadini a prendere parte a una fiaccolata in memoria delle giovani donne nigeriane Favour e Loveth, vittime di una violenza brutale.  
Per chiedere giustizia e promuovere un’azione di radicale lotta contro lo sfruttamento della prostituzione e la tratta. Per difendere i diritti fondamentali di tutte coloro le quali ne sono vittime.

La manifestazione, dal Teatro Massimo raggiungerà il Tribunale, per poi dirigersi verso la vicina Via Filippo Juvara, dove è stato ritrovato il corpo senza vita di una delle due giovani.


La manifestazione è promossa dal “Coordinamento Favour – Loveth”*, recentemente costituito per: richiedere giustizia dinnanzi alle istituzioni ed autorità competenti per la scomparsa di Favour Nike Adekunle e Loveth Edward; denunciare pubblicamente i diritti violati delle donne sottoposte a condizione di sfruttamento, ponendo al centro la dignità della persona; costruire una rete di lavoro e studio per portare avanti percorsi di prevenzione e riflessione sul fenomeno della tratta.


Per informazioni:
Segreteria Coordinamento
c/o CISS, Via Marconi, 2/A Palermo 90141
Tel: 091/6262694


Aderiscono al Coordinamento

ACLI, Azione Cattolica, Centro Impastato, Centro per lo Sviluppo Creativo Danilo Dolci” CESIE, CGIL Sportello Immigrazione, CISS, Comitato 1 Marzo, Comunità Nigeriana di Palermo, D.I.A.R.I.A Forum Antirazzista, Gruppo Teatro Totem, Info-Out, Laboratorio Zeta – Sportello COBAS, Le Onde, Mezzocielo, Laici Missionari Comboniani, LVIA, Parrocchia Sant’Antonino, Pellegrino della Terra, Progetto Maddalena, Santa Chiara, UDIPALERMO


Febbraio-giugno 2012, Palermo: Laboratorio di Arte urbana per giovani italiani e stranieri






Il laboratorio nasce nell’ambito del progetto FEI  (fondo europeo integrazione) dei cittadini provenienti dai paesi terzi “La città oltre lo sguardo” che vede il comune di Palermo come capofila e la cooperativa NO Colors come uno dei 6 partner privati del terzo settore palermitano.


L'obiettivo prioritario dell'intervento è quello di promuovere l’integrazione tra giovani adulti, italiani e stranieri, attraverso l’utilizzo di linguaggi artistici (saranno usati materiali di riutilizzo, di grafici pittorici ecc.). L’idea di base è che il laboratorio di arte possa diventare uno spazio fisico, reale e simbolico, dove le differenze culturali, etniche, e religiose diventano risorsa di scambio e crescita collettiva degli utenti e della cittadinanza tutta.

Il laboratorio di arte urbana si articola in una serie di interventi alcuni svolti all’interno del centro aggregativo, altri direttamente sul territorio. Si cercherà di coinvolgere anche la popolazione residente nel quartiere, nella progettazione e realizzazione dell’intervento e nel mantenimento e difesa dello spazio, contribuendo a sviluppare il sentimento di appartenenza alla città.

Tempistica attività: è stata ipotizzata una calendarizzazione del laboratorio mantenendo una cadenza di quattro incontri al mese della durata di 3,5 ore nel periodo compreso tra febbraio e giugno 2012. Nello specifico, il laboratorio si svolgerà il martedì pomeriggio dalle 15,30 alle 18.30.

PER CHI
Giovani stranieri e non dai 18 ai 25 anni

CON CHI
Il laboratorio sarà guidato da
Vanni QUADRIO, arte terapeuta e psicologo
Adriana FALANGA, psicologa e arterapeuta in formazione

DOVE
Il laboratorio si svolgerà presso il centro aggregativo NO COLORS  vicolo San Carlo 44-50 (zona piazza Rivoluzione, accanto Locanda Caritas)

Mese di febbraio:
Socializzazione dei partecipanti e creazione del gruppo
Introduzione alle tecniche pittoriche e creazione delle scenografie per l’evento del 1° marzo

Mese di marzo
Sperimentazione tecniche grafiche e creazione del personaggio individuale

Mese di aprile
Creazione di uno spazio condiviso attraverso l’utilizzo di tecniche grafiche e pittoriche

Mesi di maggio e giugno
Progettazione e realizzazione di un’istallazione di arte ambientale in side specifici


BUONA INTEGRAZIONE A TUTTI !

Soc. Coop. NO COLORS s.c.s.
via Mariano Stabile, 261- 90141 PALERMO
tel/fax 091 6122215 - partita iva: 05809340820