www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


lunedì 28 febbraio 2011

Palermo, sciopero dei migranti. Con la testa in Nord Africa

Il primo marzo gli immigrati di tutta Italia incroceranno le braccia. Un evento che in Sicilia viene vissuto in modo particolare, tra le notizie che arrivano dall'altra sponda del mare e la vicenda di Nouredinne Adnane, che pochi giorni fa si è dato fuoco

28 febbraio, 2011

di David Saltuari

Martedì primo marzo, in molte città italiane, i migranti che vivono e lavorano nel nostro paese, scenderanno in piazza per incrociare le braccia. Uno sciopero che vuole dimostrare cosa potrebbe succedere al nostro Paese e alla nostra economia se gli stranieri, per davvero, non ci fossero. L'idea è nata nel 2009 in Francia, ma già dall'anno dopo si è diffusa in molti altri paesi, Italia compresa. La mobilitazione non è organizzata da nessun sindacato o partito, ma i vari comitati cittadini nascono e si coordinano via web attraverso un blog nato apposta. Lo scorso anno si scontrarono con lo scetticismo di molti, riuscendo però a ottenere una grande attenzione e un buon seguito. Quest'anno cercano di bissare. E gli occhi di molti saranno puntati sul primo marzo di Palermo, una delle città più vicine, non solo geograficamente, alle proteste che stanno rivoluzionando il Nord Africa, perché è da qui che veniva Nouredinne Adnane, il ragazzo al quale le manifestazioni di tutta Italia saranno dedicate.

"Il nostro primo marzo è iniziato il 19 febbraio, quando è morto Noureddine." spiega Tindara Ignazzitto, una delle organizzatrici del primo marzo palermitano. Nouredinne Adnane era un ambulante, con regolare licenza, 27enne di origine marocchine. Lo scorso 11 febbraio, per protestare contro i soprusi che avrebbe subito da alcuni vigili, si è dato fuoco: è morto dopo una settimana di agonia. Una storia che a Palermo ha fatto particolarmente male. Qui, spiegano tutti, la comunità nordafricana è molto più antica dell'immigrazione storica in Italia. Qui c'è la più grande comunità tunisina del Paese. Qui pescatori italiani e nordafricani vanno da sempre per mare insieme e l'arabo fa ormai parte della lingua e del cibo. Il confine tra arabo e siciliano è spesso qualcosa di indefinibile. "Quello che è successo a Nouredinne colpisce proprio per questo" continua la Ignazzitto. Come se fosse a rischio un equilibrio storico "quest'anno si avverte un crescere della consapevolezza delle comunità straniere. Abbiamo ricevuto molte più adesioni rispetto all'anno scorso. E penso che quest'anno in piazza ci saranno più stranieri che italiani".

Certo, quello che accade sulle coste del Nord Africa spinge anche molti a una maggiore voglia di partecipare. "Questo sciopero permette agli stranieri di sentirsi finalmente protagonisti" racconta Abraha Yodit, altra organizzatrice del primo marzo palermitano. Una rivolta, quella nordafricana, che viene vissuta dai migranti siciliani con un misto di speranza e paura. "Qui in Sicilia sentiamo la pressione più che da altre parti" spiega Tindara Ignazzitto, "sappiamo che ci sarà un'ondata di persone nuove, molti hanno paura di una guerra tra poveri". Da parte di molti c'è anche la consapevolezza che, se dovessero sbarcare nuovi immigrati, la Sicilia sarà solo terra di passaggio. "Chi arriverà finirà in centri periferici, dove c'è poco contatto con la popolazione locale" spiega Reda Beradi, di origini marocchine ma ormai pienamente italiano. "Chi viene qui punta ad andare al nord e in Europa. Qui non ci sono grandi prospettive. Lo sanno anche quelli che arrivano".

Ma per molti potrebbe diventare l'occasione per un viaggio in direzione contraria. "Anche chi è qui in Italia da quarant'anni sogna sempre di tornare a casa - spiega Abraha Yodit - La scusa per non partire sono sempre le condizioni che si rischiano di trovare. Ora però le cose potrebbero cambiare". Decidere dove costruire la propria identità però è tutt'altro che facile. Lo sa Bassan, nato in Italia da genitori tunisini, tornato nella terra origine da bambino, cresciuto lì per poi rivenire in Italia e, a diciotto anni, ottenere la cittadinanza. Oggi è uno dei tanti nuovi italiani, sospesi tra due mondi. "Il mio cuore è diviso in due" spiega, raccontando come si sente nel vedere quello che accade a Tunisi e alla sua vita in Italia. Lì ci sono affetti, origini e legami, ma lui ha deciso che la sua vita è qui. Ma alla fine non si tratta di uno strappo così drastico. "In fondo Sicilia e Africa sono vicine - spiega ridendo - posso sempre viaggiare e stare un po' qui e un po' lì".





Questo video è stato pubblicato su Fortresseurope.blogspot.com
 
 

venerdì 25 febbraio 2011

1° marzo, Palermo: Il Diritto allo Studio come Diritto alla Cittadinanza e all'inclusione

Facoltà di Lettere e Filosofia
Scuola di Lingua italiana per Stranieri
presentano



Martedì 1° marzo 2011 alle ore 10
alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo

verrà proiettato il film “Una Scuola Italiana” a cui seguirà una tavola rotonda sul tema "Diritto allo studio come diritto alla cittadinanza e all'inclusione": è il contributo che la Facoltà di Lettere e Filosofia e la Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo daranno al Primo Marzo 2011 - Sciopero dei Migranti, che anche quest'anno in molte città italiane ed europee, vedrà scendere in piazza italiani e stranieri uniti per i diritti di tutti.

Alla proiezione del film “Una scuola italiana”, prodotto da Asinitas Onlus e vincitore del premio “Avanti” al Festival di Torino 2010, seguirà una tavola rotonda in cui avranno spazio le voci di

ragazze e ragazzi di origine straniera
che hanno frequentato o frequentano la scuola in Italia

e gli interventi di:

Rachid Berradi
atleta palermitano di origine marocchina


Bijù Furaha Nzirirane
Mediatrice culturale Sportello Stranieri del COT
Università di Palermo

Giuseppe Burgio
Università di Palermo

Mari D’Agostino
Scuola di Lingua italiana per Stranieri
Università di Palermo

Fatima Del Castillo
D. D. De Gasperi

Maurizio Gentile
Direzione Scolastica Regionale

Mario Giacomarra
Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia

L’intento è di invitare ad una riflessione sulla situazione nelle scuole del nostro territorio rispetto alla presenza di alunni con cittadinanza non italiana, così come l’obiettivo del Primo Marzo 2011, conosciuto anche come la Giornata senza di noi, è (di)mostrare provocatoriamente che esiste un'Italia in cui la mixité è un dato di fatto, come nelle scuole di ogni ordine e grado, ai cui banchi siedono, accanto agli italiani, bambini e ragazzi di origine straniera spesso nati e cresciuti in Italia e che parlano la nostra lingua meglio dei loro coetanei italiani.

All’interno dell'Ateneo di Palermo, impegnato da anni in un forte processo di internazionalizzazione della sua offerta formativa, è progressivamente cresciuta l’importanza della Scuola di Lingua italiana per Stranieri, nata qualche anno fa in seno al Dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche, e che oggi accoglie ogni mese centinaia di studenti provenienti da ogni parte del mondo.

Oltre ai corsi di italiano come lingua seconda rivolti ad adulti stranieri di ogni nazionalità ed estrazione culturale e sociale - siano essi iscritti ad UniPA, partecipanti a progetti di mobilità internazionale; badanti, ragazze alla pari o lavoratori residenti stabilmente a Palermo - la Scuola offre un Master di I livello in Didattica dell'italiano come lingua non materna. Organizza inoltre un seminario di formazione permanente per insegnanti in servizio e operatori del volontariato (“La lingua come luogo d’incontro”) e seminari di perfezionamento per docenti di italiano come lingua straniera all'estero.


* Il film UNA SCUOLA ITALIANA si snoda all’interno della Carlo Pisacane nel quartiere di Tor Pignattara/Marranella a Roma, una “scuola/scandalo” perché gli alunni di origine straniera arrivano a superare l’80%. Con le associazioni impegnate al suo interno, la scuola Pisacane è stata per anni simbolo dell’integrazione tra le diverse comunità, attivando felici occasioni di incontro e di scambio e percorsi di reciproca conoscenza. Da qualche anno però i valori sembrano essersi rovesciati: quello che prima appariva come auspicabile è diventato qualcosa da nascondere, rifuggire se non perseguire con politiche mirate. L’Altro, lo straniero, va respinto, si dice: “non ci permette di educare i nostri figli secondo le nostre tradizioni, abbassa la qualità dei nostri contesti di vita, usurpa le nostre risorse”. La riflessione pedagogica di chi ci lavora, il disarmante calore che vi si respira all’interno, ma soprattutto gli sguardi e l’amicizia dei bambini che la frequentano, la collocano invece immediatamente dentro la migliore tradizione pedagogica italiana lasciandoci solo una domanda:

FINO A QUANDO VORREMMO CONSIDERARE QUESTI BAMBINI STRANIERI?

SCARICA LA LOCANDINA DELL'EVENTO

*****************




On The Move, Utopia e Bartleby danno appuntamento martedì alle 8.00 davanti all’Ipsia Fioravanti di via Don Minzoni, Bologna, frequentato per l’80% da studenti migranti, minacciato di essere chiuso o spostato fuori città.

25 febbraio 2011 - 13:45
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Il comunicato del Laboratorio OnTheMove

IL PRIMO MARZO SCIOPERIAMO ANCHE NOI STUDENTI
NON FACCIAMOCI TRATTARE COME GLI ULTIMI DELLA CLASSE!
Per info e adesioni: laboratorio.onthemove@gmail.com






15 marzo, Palermo: Inaugurazione dello Sportello Legale per i Diritti dei Migranti EMIR

INAUGURAZIONE dello Sportello Legale per i Diritti dei Migranti
Martedì 15 Marzo h 17.30

Presso il nuovo SPAZIO 49 del Bar Libreria Garibaldi, Via A. Paternostro 49 (di fronte il Bar), si INAUGURA lo Sportello Legale per i Diritti dei Migranti (a cura dell’Associazione EMIR). Lo Sportello offrirà, gratuitamente, a tutti i migranti e soggetti svantaggiati, l’assistenza necessaria per le pratiche di agibilità igienico-sanitaria, permessi di soggiorno, contratti di lavoro o di locazione, diritto all’assistenza sanitaria ecc.

Lo Sportello prevede inoltre, in tempi brevi, anche l’ausilio di uno staff medico che si occuperà di consulenze ed eventuale invio alle strutture preposte di quanti, migranti, regolari o meno, e cittadini in genere, hanno difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie.

NON RENDIAMO VANO IL SACRIFICIO DI NOUREDDINE:
E' in corso una raccolta dei fondi, al Bar ed alla Libreria Garibaldi, necessari alla realizzazione di una lapide alla memoria di Adnane Noureddine,vittima del razzismo di chi sa essere forte con i deboli e debole coni forti.
PER NON DIMENTICARE





mercoledì 23 febbraio 2011

Primo Marzo 2011 a Palermo: tutte le iniziative in programma

I file originali (stampabili) anche in formato .pdf
possono essere richiesti a
primomarzo2010palermo@gmail.com

COMITATO PROMOTORE DEL PRIMO MARZO 2011 PALERMO

Tindara (3397458087) & Yodit (3398140232)


Primo Marzo 2011 - Lo sciopero dei migranti - Una giornata senza di noiPer una Palermo Unita contro il Razzismo IstituzionaleIN ITALIA LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI?

...

La Bossi-Fini costringe ad essere clandestini prima di poter divenire regolari, le sanatorie sono solo per pochi fortunati, i figli di immigrati che crescono qui non hanno diritto ad essere cittadini, la burocrazia per i permessi di soggiorno fa vivere gli stranieri nella precarietà e sotto ricatto, i politici italiani fanno accordi con crudeli dittatori e, con i respingimenti, riconsegnano nelle mani dei torturatori uomini, donne e bambini che avrebbero diritto d’asilo, agenti e funzionari negligenti o che abusano del loro potere
umiliano la dignità dei migranti.

I DIRITTI NON HANNO COLORE!

Noureddine Adnane, è nato in Marocco, da diversi anni viveva e lavorava legalmente a Palermo, è morto il 19 febbraio 2011 a 27 anni.
L’umiliazione e lo sdegno possono bruciare più forte del fuoco. Questa giornata è dedicata a lui anche nelle altre piazze italiane
http://primomarzo2010.blogspot.com/2011/02/il-primo-marzo-in-memoria-di-noureddine.html


PROGRAMMA PRIMO MARZO 2011 A PALERMO


27 FEBBRAIO

ore 17.00 – piazza Verdi (Teatro Massimo)

Spettacoli interculturali e microfono aperto



28 FEBBRAIO

Mattina – In diverse scuole della Città

Incontri nelle scuole tra mediatori culturali e studenti
sul tema dell’immigrazione



1° MARZO

Mattina – In diverse scuole della Città

Incontri nelle scuole tra mediatori culturali e studenti
sul tema dell’immigrazione



ORE 10.00

Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula Magna, viale delle Scienze

Il diritto allo studio come diritto alla cittadinanza e all’inclusione

Tavola rotonda e proiezione del film “Una scuola Italiana”



ORE 15.00

Dipartimento Politica, Diritto e Società, Piazza Bologni n. 8

“Ancora migranti tra accoglienza e detenzione”

ASGI - Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione



ORE 17.00

Da Porta Felice a Piazza Bologni

CORTEO



ORE 21.00

Santa Chiara a Ballarò

LA NOTTE NERA

festa, cibo e musica nel cuore della città multietnica






 
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Comunicato della Comunità marocchina - 19 febbraio 2011

Ciao Noureddine… La tua Palermo ti ha visto morire nel silenzio… ma vivrai nel nostro ricordo…

.... Oggi abbiamo versato lacrime... gocce che hanno riempito il vaso che contiene tutta la nostra voglia di cittadinanza Palermitana... questa città è la nostra unica motivazione che ci consola nel stare lontano da un ambiente familiare... In 25 anni senza che l'amministrazione se ne fosse accorta è la nostra città... è difficile pensare o immaginare il nostro legame con Palermo... ma nel disaggio e nel ricatto delle leggi italiane sull'immigrazione, nell'abbandono da parte delle amministrazioni locali, nella negazione del diritto di rappresentanza sociale e politica, nella mancanza di una democrazia partecipata, nella esclusione dalla produzione culturale, nella negazione continua dei diritti della dignità dell'uomo, nella mancanza di riconoscenza della nostra sfera spirituale... nell'assenza di spazi per celebrazioni ed eventi culturali... Noi abbiamo scelto di vivere qui... abbiamo scelto di contribuire al tessuto economico ed urbano della città... abbiamo valorizzato il centro storico in anni che veniva considerato un luogo inaccessibile.

Noi migranti non ci lasceremo convincere che questo luogo incantato possa essere solo di chi per caso, per circostanze, o per volontà divina, per diritto vi sia nato e cresciuto... perchè Palermo è la città madre dei nostri figli, dei nostri fratelli, dei nostri amici... questa è la città che vorremmo che i turisti ed i "forestieri" potessero conoscere... Le nostre lacrime non sono lacrime di dolore ma di commozione ed emozione perchè la morte di Noureddine ci ha svegliato la coscienza di cittadini... di cercare la coesione sociale per il bene comune... di sentirci uniti... come palermitani e come migranti ...

Ringraziamo le forze politiche e sociali più presenti con noi in questo dolore, perchè sono la sintesi dell'efficienza dell'impegno civile e politico a Palermo, una città dove siamo sicuri che ci deve essere futuro per tutti... anzi dove C'é FUTURO…                         Reda Berradi





lunedì 21 febbraio 2011

Primo Marzo Palermo e Primo Marzo nazionale dedicano lo sciopero degli Stranieri del Primo Marzo 2011 a Noureddine Adnane



MOVIMENTO PRIMO MARZO COMITATO DI PALERMO, 19 FEBBRAIO 2011

“Palermo non è mai stata ne mai sarà una città razzista”

(il Presidente del Senato, Renato Schifani)


C’è una piazza a Palermo a pochi metri dai Quattro Canti, il centro esatto della città, che i palermitani conoscono come Piazza della Vergogna. La Fontana Pretoria collocata al centro della piazza sul finire del 1500, già a partire dal XVIII secolo fu considerata la rappresentazione della municipalità corrotta e, anche a causa della nudità delle sue statue, i palermitani cominciarono a chiamarla la Piazza della Vergogna. Oggi pomeriggio, 19 febbraio 2011, erano in tanti a gridare Vergogna! sfilando in corteo fino a Palazzo delle Aquile, sede del Municipio di Palermo posta proprio su uno dei lati della piazza.


La manifestazione era stata indetta qualche giorno fa dalla comunità marocchina insieme a varie organizzazioni sindacali e del privato sociale e ad alcuni gruppi politici, in occasione di un incontro avvenuto in una delle sale dello stesso palazzo municipale. Insieme ad una fiaccolata-preghiera svoltasi ieri davanti al reparto Grandi Ustionati dell’Ospedale Civico e a una raccolta fondi, il corteo di oggi doveva essere l’espressione della solidarietà a Noureddine Adnane, ambulante marocchino di 27 anni che si è dato fuoco con della benzina nel posto in cui di solito vendeva la sua merce e davanti agli occhi degli agenti di Polizia Municipale che lo stavano sottoponendo all’ennesimo controllo: pare il quinto nell’arco di una settimana.

Noureddine aveva un regolare permesso di soggiorno e una regolare licenza di ambulante, ed era conosciuto come Franco nella zona della Cittadella universitaria in cui esecitava il suo umile mestiere di ambulante. Stamattina però Noureddine ci ha lasciato per sempre e nessuno potrà mai risarcire la sua famiglia per i danni materiali e morali subìti nell’esercizio del suo regolare lavoro di commerciante grazie al quale aiutava la moglie, una figlioletta e i fratelli minori che vivono in Marocco.

Noureddine era stanco dei continui controlli a cui la Polizia Municipale di Palermo lo sottoponeva evidentemente troppo spesso. Anche se l’ipotesi di reato non è ancora nota, la Procura di Palermo aveva aperto un’inchiesta già all’indomani del tragico atto del giovane marocchino. Gli avvocati che difendono la famiglia affermano di avere una serie di elementi che fanno pensare che “l’intervento dei vigili urbani non sia un episodio occasionale e isolato”.

Il Comitato Primo Marzo di Palermo desidera esprimere la sua solidarietà alla famiglia di Noureddine condividendo il suo dolore e facendo appello a tutte le forze del Paese affinché aiutino la comunità civile della nostra città a far emergere in tempi rapidi la verità su questo e su altri simili atti di sopruso e di razzismo istituzionale ai danni di nostri concittadini di origine straniera da parte di chi dovrebbe, al contrario, garantirne i diritti e la dignità nel lavoro.

Tindara Ignazzitto - Yodit Abraha


COMUNICATO DELLA COMUNITA’ MAROCCHINA DEL PRIMO MARZO DI PALERMO - 19 FEBBRAIO 2011

“Palermo, una città dove siamo sicuri che ci deve essere futuro per tutti...
anzi dove C'é FUTURO...”

(Reda Berradi, comunità marocchina e Primo Marzo Palermo)

Ciao Noureddine… La tua Palermo ti ha visto morire nel silenzio… ma vivrai nel nostro ricordo…


.... Oggi abbiamo versato lacrime... gocce che hanno riempito il vaso che contiene tutta la nostra voglia di cittadinanza Palermitana... questa città è la nostra unica motivazione che ci consola nel stare lontano da un ambiente familiare... In 25 anni senza che l'amministrazione se ne fosse accorta è la nostra città... è difficile pensare o immaginare il nostro legame con Palermo... ma nel disaggio e nel ricatto delle leggi italiane sull'immigrazione, nell'abbandono da parte delle amministrazioni locali, nella negazione del diritto di rappresentanza sociale e politica, nella mancanza di una democrazia partecipata, nella esclusione dalla produzione culturale, nella negazione continua dei diritti della dignità dell'uomo, nella mancanza di riconoscenza della nostra sfera spirituale... nell'assenza di spazi per celebrazioni ed eventi culturali... Noi abbiamo scelto di vivere qui... abbiamo scelto di contribuire al tessuto economico ed urbano della città... abbiamo valorizzato il centro storico in anni che veniva considerato un luogo inaccessibile.


Noi migranti non ci lasceremo convincere che questo luogo incantato possa essere solo di chi per caso, per circostanze, o per volontà divina, per diritto vi sia nato e cresciuto... perchè Palermo è la città madre dei nostri figli, dei nostri fratelli, dei nostri amici... questa è la città che vorremmo che i turisti ed i "forestieri" potessero conoscere... Le nostre lacrime non sono lacrime di dolore ma di commozione ed emozione perchè la morte di Noureddine ci ha svegliato la coscienza di cittadini... di cercare la coesione sociale per il bene comune... di sentirci uniti... come palermitani e come migranti ...


Ringraziamo le forze politiche e sociali più presenti con noi in questo dolore, perchè sono la sintesi dell'efficienza dell'impegno civile e politico a Palermo, una città dove siamo sicuri che ci deve essere futuro per tutti... anzi dove C'é FUTURO…














domenica 20 febbraio 2011

19 febbraio 2011, Palermo: In memoria di Noureddine Adnane

L A  B A L L A T A  D I  R I V A



N O I  S I A M O  I  F I G L I  D E L L A  S A B B I A ,


D E L  S O L E  E  D E I  F I O R I ,


S I A M O  I  F I G L I  D E L  M A R E .


N O I  R A G A Z Z I  D A I  M I L L E  S O G N I  S P E Z Z A T I ,


I N F R A N T I  E  T R A D I T I ,


C O L  C U O R E  T E N E R O

E  C O N  G L I  O C C H I  A S C I U T T I  E  B R U N I ,



N O I  D A L L A  C H I OM A  C O L O R  P E C E ,


S I A M O  V E N U T I  A  B A L L A R E

N E L L E  V O S T R E  P I A Z Z E  L U M I N O S E ,



N E L L E  V O S T R E  C A S E .


S I A M O  V E N U T I  A  B A L L A R E  P E R  I  V O S T R I  O C C H I


S T A N C H I  E  I M M O B I L I  C OM E  S P E C C H I .


S I A M O  I  B A M B I N I  N A T I  D A  G O C C E  D ’ A C Q U A


D I  F I U M E  I N  S E C C A


C H E  F I N O  A  I E R I  S C O R R E V A  L E N T O .


S I A M O  S P I G H E  D I  G R A N O  P I E N E  E  F O R T I


S I A M O  V E N U T I  A  C A N T A R V I

L E  N O S T R E  C A N Z O N I  D ’ A M O R E .



C A N Z O N I  D O L C I  C OM E  M A N D O R L E  E  M I E L E .


L E  C A N T E R E M O  A D  A L T A  V O C E


F I N C H È  T O C C H E R E M O  I  V O S T R I  C U O R I


P E R  P O I  C A N T A R L E  P I A N O ,  P I A N O


A S S I EM E , N E L L E  V O S T R E  C A S E ,


N E L L E  V O S T R E  P I A Z Z E ,


N E L L E  V O S T R E  C I T T À .


D A G H M O U M I  A B D E L  K A D E R  ( MA R O C C O )
 
 
* Questa poesia è stata inserita nella spettacolo di Teatro Giornale (Teatro dell'Oppresso) realizzato come lavoro finale del Laboratorio "Anime Migranti" promosso dal CISS Cooperazione Internazionale Sud Sud e condotto da Sergio Di Vita presso il Centro Santa Chiara di Palermo e andato in scena il 20 febbraio 2011.
Lo spettacolo è stato dedicato a Noureddine Adnane, morto a Palermo il 19 febbraio 2011 perché si era dato fuoco l'11 febbraio 2011 davanti agli agenti della Polizia Municipale di Palermo che lo stavano sottoponendo all'ennesimo controllo. Noureddine Adnane, originario del Marocco, abitava e lavorava a Palermo da circa 10 anni, aveva regolare permesso di soggiorno e regolare licenza di vendita ambulante.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Noureddine Adnane
 
 
 

sabato 19 febbraio 2011

21 febbraio, Catania: Giornata internazionale della Lingua madre

L’Associazione Amici del Bangladesh (Banglades Samaj Kallan Samiti) di via Auteri 38- 95121 Catania, in collaborazione con la Rete Antirazzista Catanese e la Facoltà di Lingue- Università di Catania, vi invitano a partecipare a

21 Febbraio
Giornata Internazionale
della Lingua Madre


La Giornata Internazionale della Lingua Madre venne istituita dall’UNESCO nel 1999 per esprimere la necessità di una politica linguistica mondiale basata sul dialogo tra culture, sul multilinguismo e sulla tutela delle lingue minoritarie.

La data del 21 febbraio intende celebrare i caduti nelle sollevazioni popolari avvenute nel 1952 nell’allora Pakistan Orientale, odierno Bangladesh, in difesa della lingua madre. Il bengali, la seconda lingua più parlata nel sub continente indiano, classificata tra le prime cinque o sei lingue più parlate al mondo, ha ottenuto il riconoscimento ufficiale solo nel 1956.

Delle oltre 6700 lingue parlate nel mondo più di 200 si sono estinte nelle ultime tre generazioni mentre altre 2500 rischiano di scomparire a breve.

A seguito del preoccupante fenomeno della sparizione delle lingue nasce l’esigenza di proteggere l’insieme delle lingue mondiali, perché ogni lingua rappresenta il più potente strumento di conservazione del patrimonio materiale e immateriale di ogni cultura.

Da diversi anni la comunità bangladese celebra il momento commemorativo a Roma non solo in ricordo della lingua madre, ma per la convivenza pacifica tra i popoli e le culture che coabitano nella società italiana.

Lunedì 21 Febbraio
Giornata Internazionale della
Lingua Madre Bangla

L’inizio della Festa si terrà a Catania dalle ore 9 in via Zurria presso la struttura comunale. Dalle ore 20 alle 24 presso l’Auditorium dell’ex Monastero dei Benedettini (piazza Dante) musica, cucina, immagini, danze.

Bangladesh Samaj Kallan Samiti

Il Presidente Harun Or Rashid
Il segretario Islam Shahidul



giovedì 17 febbraio 2011

20 febbraio, Palermo: Spettacolo di Teatro Giornale/Teatro dell'Oppresso Anime Migranti

Cooperazione Internazionale Sud Sud

ti invita allo spettacolo


Anime Migranti


Domenica 20 febbraio 2011

ore 18.00, Centro Santa Chiara


P.zza Santa Chiara 11 - Palermo

dedicato a Noureddine Adnane



La ricchezza e il viaggio delle “Anime Migranti” raccontati con una performance di Teatro Giornale *.

Seguiranno un momento di animazione teatrale con il libero coinvolgimento del pubblico e un aperitivo offerto da Francisca Assouan dalla Costa d’Avorio e Monouj da Mauritius e accompagnato dalla musica e danza del gruppo mauriziano ‘Clancy’.

Lo spettacolo è il prodotto finale del laboratorio teatrale "Anime Migranti", realizzato nell'ambito del progetto CISS "Il labirinto", il cui obiettivo è stato creare un gruppo che, attraverso lo strumento del teatro dell’oppresso*, potesse dialogare sull’esperienza del viaggio e della migrazione attraverso gli occhi e il quotidiano dei suoi partecipanti.

Il laboratorio "Anime Migranti", condotto da Sergio Di Vita presso il Centro Santa Chiara di Palermo, ha coinvolto ragazzi e ragazze italiani e stranieri che, incontrandosi settimanalmente, hanno deciso di mettersi in gioco attraverso una serie di giochi/esercizi e la sperimentazione di diverse tecniche di Teatro dell'Oppresso, come il Teatro Immagine, il Teatro Forum e il Teatro Giornale. Alla fine ne è nato uno spettacolo vario e ricco dove ognuno ha messo del proprio!

Chi viaggia senza incontrare l'altro, non viaggia, si sposta
Alexandra David-Néel


Per ulteriori informazioni:
Claudia Cassina
CISS – Cooperazione Internazionale Sud Sud
via G. Marconi 2/A - Palermo
Tel 091 6262694

Iniziativa realizzata all’interno del progetto ‘Il labirinto’ finanziato dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ai sensi della lett. d) o lett. f) della L.383/2000 – Direttiva annualità 2008”

____________________________


* Il Teatro dell'Oppresso è una metodologia sorta negli anni '60 in Brasile, ad opera di Augusto Boal, accanto al lavoro di alfabetizzazione-coscientizzazione di Paulo Freire. È uno strumento potente e versatile per l'analisi e la trasformazione della realtà, basato sull'osservazione e lo studio dell'oppressione in tutte le sue forme, interiori ed esteriori, relazionali, microsociali, macrosociali; e sulla convinzione sperimentata che tutto l'essere umano, quando è nella sua interezza, pensa e di conseguenza agisce meglio di quando pretende di pensare soltanto con una piccola parte di sé, cioè con l'emisfero sinistro del cervello, dimenticando l'altro emisfero, le gambe, il collo, l'emozione, lo sguardo, il movimento interiore che si traduce in movimento esteriore, e viceversa, l'attenzione completa all'altro da me, l'ascolto-osservazione, l'empatia che si trasforma in sim-patia, dunque sentire e pensare collettivamente etc.



Studenti, lavoratori, precari: di nuovo in piazza il Primo marzo 2011 - Siamo tutti egiziani, siamo tutti tunisini

Indisponibili al ricatto!

Stiamo vivendo in un’epoca che ci chiama ad agire e a prendere parola ogni giorno. Ad indignarsi sì, non solo per le notti di Arcore, ma perché c’è la crisi e stiamo continuando a pagarla noi migranti, noi studenti, noi precari. La stiamo pagando con le nostre vite, messe sotto ricatto dal modello Marchionne, private di dignità da finte soluzioni come la sanatoria truffa o il decreto flussi, triste gratta e vinci della povertà rinominato click-day.

Lo scorso anno la giornata del primo marzo ha lanciato innanzitutto un monito: una giornata senza di noi. Il noi ora si moltiplica e cambia di segno, diventa proposta di alternativa, costruzione di una possibilità di uscita dalla crisi, insieme. Lo scorso anno i migranti di Rosarno si erano da poco ribellati dandoci una lezione di dignità e di possibilità. Abbiamo raccolto quella lezione, abbiamo ascoltato le loro storie, trasformatesi in unico coro: per il diritto alla vita, alla salute, al reddito, alla formazione. Per il diritto al nostro futuro.

Quest’anno vuole essere una giornata nel solco delle tante mobilitazioni che stanno attraversando il paese, nelle quali già è accaduto che si ritrovassero migranti e donne italiane, studenti e operai metalmeccanici, precari e seconde generazioni di bambini privati di diritti. Bambini che, purtroppo, come accade a Roma, sono ridotti in cenere, senza neanche suscitare stupore ma rimpalli infiniti di giustificazioni inaccettabili tra il sindaco Alemanno e il ministro Maroni. Morti cui si rimedia con la riproposizione del cosiddetto “Piano Nomadi” che produce nuovi sgomberi e nuova miseria.

Quest’anno vuole essere una giornata che guarda alla forza e alla determinazione che ci stanno insegnando gli egiziani e i tunisini, affermando il diritto di vivere degnamente nei propri paesi, perché stanchi di vivere in paesi impoveriti da regimi autoritari o di avere come unica alternativa quella di immettersi nella spirale infernale della migrazione verso la “ricca Europa”.

Spirale che molto spesso conduce alla morte e non alla vita, non apre possibilità ma segna la fine di ogni sogno possibile. Chiusura di possibilità messa in atto come prova di forza verso tutti coloro che vogliono cambiare la propria condizione di vita, lottare per migliorarla. Come un copione tristemente noto, Maroni agita nuovamente lo spettro delle invasioni barbariche, per gestire l’ “emergenza” di coloro che stanno sbarcando nel nostro paese nella speranza di accorciare la distanza tra la loro vita presente e i diritti fondamentali di ogni uomo e donna.

E ancora una volta si susseguono gli anatemi contro i presunti terroristi, gli speronamenti delle barche, la presa in ostaggio dei giovani che scelgono il viaggio alle condizioni di vita prodotte da regimi che il nostro paese ha appoggiato e deifeso. Inutili e scontati i riferimenti, in principio divertenti, a lungo andare amari, alle relazioni del nostro presidente con Mubarak.

Il primo marzo sarà un’occasione per tornare in piazza, per affermare il diritto di restare dove si è scelto di vivere, per il diritto a non migrare forzatamente, per ribadire la nostra indisponibilità. L’indisponibilità dei ricercatori a fuggire, degli operai ad accettare l’annullamento di fatto del diritto del lavoro, dei migranti ad essere cacciati e perseguitati nei paesi di origine e di arrivo. L’indisponibilità a essere clandestini e sfruttati.

Il primo marzo sarà un’occasione per dichiarare di essere sì tutti stranieri, ma davanti all’orrore quotidiano e globale del ricatto e della violenza. Sarà un’altra occasione per affermare la nostra voglia di vita e per dire che i nostri diritti ce li costruiamo, ora, tutti insieme.

Sarà infine un’altra occasione per unirsi al grido di coloro che chiedono l’esercizio di un diritto fondamentale, il diritto di sciopero, di sottrarsi alla barbarie, di bloccare gli ingranaggi.

Vogliamo lo sciopero generale subito! Non uno sciopero etnico o di categoria, ma il diritto a scioperare sempre, ovunque, fino ad ottenere condizioni di vita degne, all’altezza del tempo presente e che permettano a tutti di affrontare la crisi senza esserne schiacciati.

Vogliamo costruire norme condivise di cittadinanza, ribaltando il mandato selettivo e discriminatorio dell’accordo d’integrazione firmato Maroni, costruendo relazioni e confronto oltre la strumentale e retorica imposizione dell’omologazione linguistica e culturale, mettendo in ridicolo le leggi truffa che ci impongono percorsi di regolarizzazione a ostacoli nei quali la nostra vita dovrebbe diventare solo il premio di una lotteria qualunque.

Il primo marzo a Roma saremo in piazza, tutti insieme, studenti italiani e stranieri, precari nel lavoro e nella vita, lavoratori italiani e migranti costretti a vivere negli interstizi del lavoro nero della metropoli, senza garanzie e con la paura di non farcela.

Organizziamoci!

Contro la crisi abbiamo questo dalla nostra parte: il dovere di conquistare il nostro futuro!

Prime adesioni: Esc-Infomigrante, Strike-Yo Migro, Action Migranti, Officine culturali INsensINverso, Horus/Astra 19, Anomalia Sapienza, Point Break studentato occupato


[ lunedì 14 febbraio 2011 ]

Fonte: Melting Pot Europa
 
 
 

SE NON ORA QUANDO? Sbarchi - L’emergenza sono questo governo ed il suo Ministro dell’Interno: è una emergenza democratica

di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo

Mai come in questa occasione abbiamo visto i professionisti dell’insicurezza diffondere false paure e giocare con le cifre, per terrorizzare ancora una volta l’opinione pubblica, spostando sulla xenofobia e sulle politiche di respingimento l’attenzione degli italiani.

Dobbiamo avere paura di chi parla di 80.000 arrivi di immigrati senza avere uno straccio di prova, se non qualche relazione fasulla dei soliti servizi segreti sempre pronti a servire il padrone al momento più opportuno. Da quattro giorni non arriva più nessuno a Lampedusa, e gli arrivi di Egiziani nella Sicilia sud orientale, tra Ragusa e Siracusa, come gli sbarchi tenuti nascosti di profughi afgani nel Salento corrispondono alla normalità di questi ultimi anni.

Dobbiamo avere paura di chi vorrebbe armare le pattuglie di Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne, spingendo l’Unione Europea a modificare il mandato dei mezzi impiegati nelle operazioni di controllo in acque internazionali, fino alle operazioni di respingimento collettivo, come quelle sperimentate dall’Italia nel 2009 verso la Libia, operazioni per le quali il nostro paese è sotto accusa davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Dobbiamo avere paura della guardia di finanza che permette ai suoi agenti che si spari contro i migranti giuntia poche miglia dalle nostre coste, nel tentativo di respingerli o inseguirli poco importa, mettendo a rischio la vita delle persone, soltanto per arrestare gli scafisti. Non è credibile che mezzi assai lenti come quelli che trasportano i migranti possano "speronare" mezzi assai più veloci ed agili come le motovedette militari. La verità è un altra. Nel tentativo di impedire la rotta dei barconi dei clandestini, i mezzi militari tagliano loro la rotta, sistematicamente, mettendo a grave rischio la vita delle persone che sono su mezzi lenti e stracarichi, che possono essere rovesciati anche da un onda più forte provocata dai mezzi militari.

Le persone - anche se migranti irregolari - che si trovano in acque internazionali devono essere condotte in un place of safety (porto sicuro), e quelle che sono in acque nazionali devono essere accompagnate a terra per l’idebtificazione personale, e per la eventuale ammissione alle procedure di protezione internazionale.

Dobbiamo avere paura di chi sta seminando il panico tra la popolazione, individuando i siti più stravaganti per ipotetiche cittadelle dell’accoglienza, mentre non è riuscito a mantenere in funzione il sistema nazionale per l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati (SPRAR). E tutto questo agitando sempre lo spauracchio di un invasione "biblica", quando gli sbarchi si sono praticamente ridotti ai livelli degli anni precedenti, e solo un decimo dei migranti irregolari che entra in Italia vi entra attraversando il mare.

Dobbiamo avere paura di chi sta abbandonando Lampedusa ad un destino da campo di concentramento, che coinvolge l’intero paese e il destino dei suoi abitanti. Una polveriera prodotta prima dall’ostinata volontà di Maroni di non aprire il centro di accoglienza, e poi dal blocco, negli ultimi giorni dei trasferimenti verso i centri di accoglienza in altre regioni italiane Dobbiamo avere paura di chi, al governo, con la sua inerzia dolosa o con ll’attivazione delle procedure di espulsione, sta lavorando giorno per giorno per fare esplodere a Lampedusa o nei CIE italiani, rivolte che poi permetteranno una criminalizzazione generalizzata di tutti i migranti arrivati in questi giorni dalla Tunisia.

Dobbiamo avere paura di governanti che invocano l’intervento dell’Europa e non sono capaci di attuare quelle direttive comunitarie, come la direttiva 2008/115/CE sui rimpatri, il cui termine di attuazione è già scaduto, e quella del 2009, altrettanto importante, sulle sanzioni ai datori di lavoro in nero, che contengono standard di garanzia più elevati rispetto alla legge Bossi-Fini che nessuna forza politica ha ancora seriamente inteso abrogare. Dobbiamo avere paura di chi vede nelle decisioni della giurisprudenza e della Corte Costituzionale un intralcio per le politiche espulsive più bieche che cancellano i diritti fondamentali delle persone. Gli attacchi su questo terreno alla Corte Costituzionale sono frutto di un disegno eversivo del governo nei confronti dei controlli di legalità praticati dalla magistratura. dobbiamo avere paura, ma non resteremo certo immobili di fronte a questo scempio dello stato di diritto, della legalità costituzionale e dei diritti fondamentali della persona.

Dalla denuncia all’accoglienza, dall’interposizione fisica all’assistenza legale, è il momento per chi vuole difendere la propria e l’altrui dignità, di spiegare il massimo delle energie e dell’impegno. Anche in questo caso si potrebbe dire, se non ora quando?

[ giovedì 17 febbraio 2011 ]




mercoledì 16 febbraio 2011

La Rosarno spagnola

Come nelle campagne di Rosarno o in quelle di Castel Volturno. Lo stesso avviene nella Costa del Sol, in Spagna, dietro il litorale di Málaga, una delle zone turistiche più importanti del paese.

In questo documentario


del Guardian Salad Slaves “gli schiavi dell’insalata” sono mostrate le condizioni di lavoro dei braccianti africani e dell’Europa dell’Est che raccolgono verdura destinata alla grande distribuzione dei mercati inglese, tedesco e olandese.

Un’industria di oltre due miliardi di euro all’anno, un agrobusiness che ha trasformato l’economia della provincia, un tempo la più povera della Spagna.

Lontani dagli alberghi scintillanti di Malaga, i braccianti parlano del sistema di caporalato e di come vivono dentro le baracche, le chabolas, senza luce, né acqua corrente, spesso costruite con gli stessi materiali delle serre.

Ciò che colpisce è la totale segregazione”, commenta la giornalista Felicity Lawrence. “Mentre sulla spiaggia i turisti bianchi prendono il sole, i neri restano nascosti nelle campagne e sanno di non essere i benvenuti in città”.

Le organizzazioni religiose e alcuni attivisti sindacali, ex braccianti, sono gli unici ad assistere i migranti intrappolati in questa situazione di sfruttamento, perché sono senza documenti e non possono tornare a casa fino a che non hanno abbastanza denaro.




18 febbraio e 19 febbraio, Palermo: Iniziative di solidarietà per Nourredine Adnane

Una luce per Nourredine

PREGHIERA COMUNE

VENERDI’ 18 FEBBRAIO - ORE 18.00

Piazzale antistante reparto - Centro ustioni / Chirurgia plastica
Ospedale Civico Palermo

Nourredine Adnane, 27 anni, venditore ambulante a Palermo, si è dato fuoco venerdì 11 febbraio 2011 dopo l'ennesimo controllo dei Vigili Urbani con relativo sequestro della merce. Le sue condizioni sono disperate: attualmente è ricoverato al reparto grandi ustionati dell'ospedale civico, con bruciature di terzo grado sull'80% del corpo. A Palermo vivono il padre e due fratelli di Adnane; in Marocco contavano su di lui la moglie di 21 anni e la figlia di 3 anni, oltre alla madre rimasta in patria con i suoi 5 fratelli più piccoli.

BASTA REPRESSIONE
BASTA RAZZISMO
BASTA LEGGI INGIUSTE


MANIFESTAZIONE

SABATO 19 FEBBRAIO - ORE 16.00

PIAZZA POLITEAMA

Vogliamo dare un segno concreto della nostra solidarietà a Nourredine Adnane e alla sua famiglia, e abbiamo deciso di dare inizio a una sottoscrizione, una raccolta fondi che consenta di far fronte alle necessità immediate sue e della sua famiglia, e contribuisca alle spese sanitarie per le cure. Invitiamo tutti coloro che non si sono riconosciuti nella insensibile applicazione delle regole in una città senza regole a dare il loro contributo, con un versamento sul conto intestato a Cooperazione Internazionale Sud Sud

IBAN: IT42 H030 3204 6050 1000 0001 629
CREDEM - Agenzia 6 - via Damiani Almeyda 42 - Palermo

Utilizziamo questo conto esclusivamente per Nourredine Adnane, in modo che tutta la raccolta sia tracciabile e trasparente; vi invitiamo quindi a non fare donazioni in contanti, ma soltanto bonifici



martedì 15 febbraio 2011

Corsi di italiano per stranieri ed educazione civica utili a richiedere il permesso di soggiorno CE di lunga durata


SCUOLA DI LINGUA ITALIANA PER STRANIERI
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PALERMO


Dal 9 dicembre 2010, per poter richiedere il Permesso di soggiorno CE di lunga durata (ex Carta di soggiorno) è necessario superare un test di lingua, da cui è esentato lo straniero già in possesso di un titolo di studio o che abbia una certificazione linguistica riconosciuta o un certificato di frequenza ad un corso di lingua italiana presso i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti o presso un’università italiana.

Questo nuovo pre-requisito rischia di trasformarsi in un ulteriore ostacolo anche per chi risiede da tempo in Italia. Il Decreto non prevede tra l'altro una preparazione al test, perché come si legge all'art. 7 del Decreto: “...dall'attuazione delle disposizioni del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

La Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Ateneo palermitano, proseguendo il proprio impegno affinchè la conoscenza della lingua italiana non sia una barriera all'inclusione, organizza, in sinergia con le associazioni di volontariato presenti sul territorio, corsi di lingua ed educazione civica rivolti a stranieri adulti che vogliano raggiungere un livello finale corrispondente al livello A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue. Alla fine dei corsi è possibile richiedere un Certificato di frequenza utile ai partecipanti per dimostrare la propria conoscenza della lingua.

I corsi prevedono la frequenza di una singola lezione settimanale combinata allo studio autonomo guidato dai docenti. Per partecipare ai corsi non sono necessari requisiti particolari.

Gli iscritti potranno partecipare ai prossimi esami CILS di Certificazione di Italiano come Lingua straniera dell'Università per Stranieri di Siena che si terranno a Palermo il 9 giugno e il 2 dicembre 2011.

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI: scuolaitalianostranieri@unipa.it

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Scuola di Lingua Italiana per Stranieri

Master in Didattica dell'Italiano Lingua Seconda e Straniera

Università degli Studi di Palermo

Piazza Sant'Antonino n° 1

90134 - Palermo

Tel. +3909123869601

Fax +3909123860708