www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


martedì 30 novembre 2010

15 insegnanti di italiano in Georgia

Comune di Palermo - SETTORE SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI U.O. Affari Generali - “CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULLE MIGRAZIONI”
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it

(newsletter realizzata grazie al progetto “Osservatorio giuridico-legislativo sulle migrazioni”)

Il programma “Teach and learn with Georgia”, destinato alla diffusione delle lingue straniere nel paese caucasico, per la prima volta è esteso ad una lingua diversa dall’inglese, e si apre all’insegnamento della lingua italiana che sta guadagnando interesse in Georgia come testimoniano il numero crescente di iscritti ai corsi della sede di Tblisi della “società Dante Alighieri”, il successo delle scuole italiane Tsikari di Tblisi e Bitumi.

Adesso il governo georgiano ha dato il via libera, dal gennaio 2011, all’insegnamento della lingua italiana nelle scuole elementari e medie.

Cosa fare per proporre la propria candidatura?

Inoltrare la domanda entro il 31 dicembre 2010 attraverso il sito http://www.tlg.gov.ge/

Requisito necessario per l’accoglimento delle candidature sarà una conoscenza adeguata e documentata della lingua inglese.

Agli insegnanti italiani selezionati verranno offerti le spese di viaggio, alloggio presso famiglie selezionate dal Ministero per l’Educazione della Georgia, una assicurazione sanitaria e un rimborso spese.

L’Ambasciata italiana a Tblisi assisterà il Ministero per l’educazione, nella selezione dei candidati.

Per consultare la notizia: Ambasciata d’Italia a Tblisi

18 e 29 dicembre, Trapani: Incontro-Dibattito e Corteo per l'anniversario della strage del "Serraino Vulpitta"

Nella notte tra il 28 ed il 29 dicembre del 1999, a Trapani, all’interno del centro di permanenza temporanea per extracomunitari “Serraino Vulpitta”, dopo un tentativo di fuga duramente sedato dalle forze dell’ordine, dodici immigrati vennero rinchiusi in una cella, bloccata dall’esterno con una sbarra di ferro. Uno di loro diede fuoco ai materassi nel tentativo di farsi aprire la porta. Fu l’inferno. Nel rogo morirono subito, bruciati vivi, tre immigrati tunisini; altri tre moriranno nei mesi successivi in ospedale a causa delle gravissime ustioni riportate.

Il processo iniziato nel 2001, a carico dell’ex Prefetto di Trapani Leonardo Cerenzia, imputato di omicidio colposo plurimo, si è poi concluso con l’assoluzione, confermata nel 2005 da una sentenza della Corte di Appello di Palermo Malgrado il processo avesse consentito l’individuazione di ritardi ed omissioni gravi che avevano determinato il tragico bilancio di morti, questa strage è rimasta impunita.

Una successiva sentenza del Tribunale civile di Palermo ha riconosciuto la responsabilità dello stato per i danni morali e patrimoniali subiti da due immigrati sopravvissuti al rogo. La decisione del giudice civile, però, non ha condotto all’accertamento di alcuna responsabilità personale.

Lo stato ha pagato i danni subiti dai sopravvissuti, ma per la morte di RABAH, NASHREDDINE, JAMAL, RAMSI, LOFTI e NASIM non c’è nessun colpevole.

A distanza di undici anni dal rogo è ormai prossima l’apertura di un nuovo centro di detenzione, denominato oggi centro di identificazione ed espulsione (CIE), in contrada Milo alla periferia di Trapani, con la capienza di oltre duecento posti. All’interno di esso vi dovrebbe essere una sezione femminile ed anche un centro di accoglienza per richiedenti asilo.

Una struttura inutile e violenta, situata alla periferia di Trapani, caratterizzata da una serie di “blocchi” di cemento, che ha già divorato ingenti risorse economiche per la sua realizzazione, e che ancora ne divorerà per la sua gestione. Così come è successo per il ”Serraino Vulpitta”: i costi della sua gestione e delle sue innumerevoli e continue ristrutturazioni, a fronte delle carenze igieniche, di inadeguatezza strutturale, di scarsa vivibilità per chi vi è trattenuto e per chi vi lavora, denunciati più volte, anche da Medici senza Frontiere, sono stati in questi anni altissimi, al di fuori di ogni controllo.

L’anniversario della strage del “Serraino Vulpitta” non è mai stata una manifestazione rituale; ma quest’anno si carica di significati particolari, perché la verità su quanto successo undici anni fa non è stata ancora fatta; perché malgrado le tensioni e le violenze che hanno continuato a caratterizzare i centri di detenzione amministrativa in tutta Italia, ed in particolare a Trapani e malgrado i costi proibitivi, la scarsa efficacia che hanno dimostrato, per quanto riguarda l’accompagnamento effettivo dei migranti in frontiera, malgrado le continue violazioni dei diritti fondamentali delle persone che vi sono rinchiuse, si sta procedendo ad una ulteriore moltiplicazione di queste strutture disumane. Oggi denunciamo ancora, oltre l’introduzione del reato di immigrazione clandestina, la truffa della regolarizzazione negata ai lavoratori in Italia da anni, che hanno persino pagato i contributi previdenziali, ed ai quali oggi si propone, come unica alternativa all’espulsione, lo sfruttamento e la criminalizzazione.

Chiediamo di riprendere le visite delle associazioni indipendenti e le ispezioni dei parlamentari in tutti i CIE, soprattutto in quelle strutture che, come il Serraino Vulpitta, avrebbero dovuto essere chiuse da anni, come richiedeva la relazione finale della Commissione ministeriale “De Mistura” che nel 2007 aveva accertato gravi irregolarità.

Chiediamo la regolarizzazione degli immigrati, la riapertura dei canali di ingresso legale e la chiusura dei centri di detenzione amministrativa, anche in vista della prossima entrata in vigore della normativa comunitaria che impone di procedere al rimpatrio volontario prima di porre in essere le pratiche amministrative di rimpatrio forzato. Per tutte queste motivazioni vi invitiamo a partecipare alle manifestazioni che a Trapani ricorderanno la “Strage del Serraino Vulpitta”.


Comitato "29 dicembre 1999"


18 Dicembre 2010 - incontro-dibattito
29 Dicembre 2010 - corteo piazza Vittorio Emanuele

Orari e luoghi saranno comunicati in seguito, con le successive adesioni

------------------------

Primi firmatari

Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo
Stefano Galieni, Giornalista, Roma
Valeria Bertolino, Operatrice sociale, Trapani
Michela Nuzzo, Operatrice sociale, Trapani
Vincenzo Morfino, Operatore sociale, Trapani
Fausta Ferruzza, Forum antirazzista di Palermo
Alfonso Di Stefano, Cobas Catania
Barbara Crivelli, Cgil Catania
Annamaria Rivera, Università di Bari
Marco Paggi, avvocato, A.S.G.I., Padova
Alessandra Ballerini, Avvocato, Genova
Federica Sossi, Università di Bergamo
Pietro Milazzo, CGIL Sicilia
Paolo Ferrero, Federazione della Sinistra
Judith Gleitze, Borderline Europe
Giovanna Grisafi, Social Help Cgil Agrigento
Alessandro Dal Lago, Università di Genova
Salvatore Palidda, Università di Genova
Federico Rahola, Università di Genova
Gabriella Petti,Università di Genova
Nicola Grigion, Progetto Melting Pot Europa
Ugo Mattei, Università di Torino
Elisabetta Grande, Università Piemonte Orientale
Alessandra Sciurba, Progetto Melting Pot Europa
Mario Guarino, Avvocato, Fds, Palermo
Anna Bucca, ARCI,Sicilia
Filippo Miraglia, ARCI Immigrazione,Roma
Gianfranco Schiavone, ASGI, Trieste
Salvatore Agueci, Associazione Italia-Tunisia, Trapani
Nazarena Zorzella, Avvocato, ASGI, Bologna
Marcello Maneri, Università di Milano
Mimma Grillo, Forum antirazzista, Palermo
Giuseppe Mosconi, Università di Padova
Renato Franzitta, Cobas, Palermo
Paolo Cuttitta, Università di Palermo
Emilio Santoro, Università di Firenze

Le successive adesioni potranno essere inviate per mail a: fulvassa@tin.it




lunedì 29 novembre 2010

30 novembre, Palermo: Dove sei? Primo di una serie di incontri per parlare della soggettività umana

DOVE SEI?

UN CICLO DI INCONTRI
PER PARLARE DELLA SOGGETTIVITÀ UMANA

PRIMO APPUNTAMENTO CON GIOVANNI SALONIA
PSICOTERAPEUTA - PER PARLARE DEL CORPO

30 novembre 2010, Sala conferenze Galleria d’arte moderna, ore 17,00

Dove sei? È un ciclo di conferenze che affronta i grandi snodi della soggettività umana. In un tempo post-moderno, come il nostro, fortemente segnato dall’attenzione alla singola soggettività – complessa, frantumata, contraddittoria – risulta necessario fermarsi a parlarne e non è cosa semplice.

Sono tante le fonti e le componenti che costituiscono la nostra personale soggettività da considerare per capire chi siamo, dove vogliamo andare, per prenderne coscienza e guadagnare non solo nei termini di una rinnovata consapevolezza personale, ma anche nei termini di una capacità di azione e direzione di se stessi.

La riflessione, se pur condotta dai precisi punti di vista disciplinari propri di ogni esperto, sarà attraversata dalla prospettiva antropologica, laddove è possibile rintracciare le grandi categorie dell’umano che riguardano le singole esistenze personali. E stimolerà giovani e meno giovani a ri-guardare anche le opere d’arte esposte nelle sale di un museo.

Nei prossimi appuntamenti, nel 2011, altri esperti ci parleranno di: Anima, Cuore, Ragione, Coscienza.

Ingresso gratuito

Info 091.8431606

Galleria d’Arte Moderna di Palermo
Via Sant'Anna, 21 - 90133 PALERMO
(info 091.8431605 mar - ven 9.30-18.30)

UFFICIO STAMPA
ANTONIO GERBINO - ROSANNA PISCIONE
TEL. 091 8431605 - FAX 091 8889894
press@galleriadartemodernapalermo.it
http://www.galleriadartemodernapalermo.it/

2 dicembre, Palermo: Criminalità, sfruttamento e diritti negati: la controstoria del lavoro migrante del sud d'Italia. Proiezione de "Il Sangue Verde"



LAVORO VERO, NO LAVORO NERO!

Giovedì 2 dicembre, 18.30 - 23.30
Facoltà di Scienze Politiche
Via Maqueda 324
Criminalità, sfruttamento e diritti negati:
la controstoria del lavoro migrante del sud d'Italia


Intervengono:
Antonello ManganoFulvio Vassallo PaleologoCobas antirazzista-Sportello migrantiForum antirazzista Palermo
L
aboratorio Z
Sarà presentato in anteprima il libro:
"Voi li chiamate clandestini"
di Laura Galesi e Antonello Mangano
Edizioni Manifestolibri
Ore 20:00
Aperitivo sociale

Ore 21:30
Proiezione documentario:
"IL SANGUE VERDE" di A. Segre

Prodotto da ZaLab

La voce dei braccianti africani, che hanno manifestato a Rosarno, contro lo sfruttamento e la discriminazione. 7 volti, 7 storie e un'unica dignità.

COLLETTIVO 20 LUGLIO boxautogestito@libero.it
COBAS ANTIRAZZISTA-SPORTELLO MIGRANTI cobasantirazzista@libero.it



1 dicembre, Palermo: Storie morbide. Filastrocche in polacco. Per bambini dai sei mesi ai due anni, con le mamme e i papà

Mercoledì 1 dicembre alle ore 10,30

“Storie morbide”
narrazioni e suoni dal mondo

per i piccoli dai 6 mesi ai 2 anni con le mamme e i papà

Ingresso libero.

L'incontro si terrà presso la casa-officina in Piazza Zisa, 17

Per informazioni: 3297439670

--

Associazione di promozione sociale
"Officina Creativa Interculturale"
Piazza Zisa, 17 90135 Palermo
3296653514 - 3297439670


1 dicembre, Palermo: Presentazione del libro "La Mafia spiegata ai Ragazzi"

Il Comitato Addio Pizzo e il comitato Addiopizzo junior il giorno 1 dicembre, alle ore 17:00 presso il Kursal Kalesa in Via Foro Umberto n. 21 Palermo, vi invitano alla presentazione dei libri:

“La mafia spiegata ai ragazzi”
di Antonio Nicaso, giornalista e scrittore

e

”La Malapianta” di Nicola Gratteri, Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Reggio Calabria e di Antonio Nicaso

SARANNO PRESENTI GLI AUTORI

ASGI - Rom: Dalla Commissione europea al tribunale di Milano. Contro la discriminazione dei rom e l'emergenza nomadi in Italia

25 Novembre 2010

Dalla Commissione europea al tribunale di Milano: contro la discriminazione dei rom e l’emergenza nomadi in ItaliaIl 19 novembre Open Society Justice Initiative ha notificato alla Commissione europea un memorandum redatto in collaborazione con alcune ONG italiane in cui si sollecita la Commissione a verificare la compatibilità col diritto dell'Unione europea delle misure di emergenza che, dal giugno 2008, colpiscono rom e sinti in Italia. Il memorandum documenta infatti come il “Decreto emergenza nomadi” abbia istituzionalizzato le discriminazioni nei confronti dei rom, violando tra l’altro il loro diritto alla protezione dei dati personali e alla libertà di movimento e producendo numerosi effetti collaterali quali sfratti e discontinuità scolastica.

Per evitare ulteriori discriminazioni, OSJI sollecita la Commissione europea a dichiarare chiaramente che le misure italiane riguardanti i rom violano il diritto dell'Unione europea. La Commissione dovrebbe inoltre considerare l’avvio di procedure d'infrazione contro l'Italia.

Oltre all’iniziativa di livello europeo, giovedi 25 novembre andrà a udienza presso il Tribunale Civile di Milano un procedimento antidiscriminazione riguardante ancora il “decreto emergenza nomadi”, “Omerovic e altri c. Italia”. L'Open Society Justice Initiative è intervenuta a sostegno dei ricorrenti e degli avvocati locali chiedendo al giudice italiano un rinvio alla Corte di giustizia dell'Unione europea in base agli argomenti giuridici invocati nel memorandum.

Per oltre due anni, le comunità rom e sinti sono state stigmatizzate dalle autorità italiane, violando il loro diritto alla protezione dei dati personali, alla parità di trattamento e alla libertà di movimento. Il decreto emergenza nomadi ha infatti condotto a un censimento di tutte le comunità rom e alla creazione di varie banche dati etniche nelle regioni “colpite dall’emergenza nomadi”. Durante l'emergenza, la stigmatizzazione della comunitò rom, i controlli di polizia e gli sfratti improvvisi sono aumentati notevolmente, raggiungendo i 209 nella sola città di Milano per il solo 2010. Un recente disegno di legge del governo, inoltre, è stato espressamente concepito per facilitare le espulsioni dei rom dall’Italia, espulsioni già effettuate sotto forma di “contratti di rimpatrio” da alcuni comuni come Pisa, in Toscana.

Il memorandum per la Commissione presenta le prove di come centinaia di rom siano stati schedati in un’apposita banca dati e quindi perseguiti o sfrattati, e in alcuni casi anche rimpatriati. Molti dei loro figli non hanno potuto andare a scuola a causa dello “stato di emergenza” e dei conseguenti frequenti sfratti.

Gli argomenti sollevati da Justice Initiative si concentrano su come la raccolta di dati personali sensibili dei soli rom e sinti durante il censimento ponga l'Italia in violazione della direttiva comunitaria sulla protezione dei dati personali (95/46/EC). Il coinvolgimento intimidatorio e illegale della polizia e di militari e la partecipazione forzata al censimento ignorano i diritti fondamentali al rispetto della vita privata e domestica.

L’attuazione del decreto di emergenza individua nei rom e sinti una minoranza etnica pericolosa traducendosi in una palese discriminazione che oltretutto ha dato luogo a veri e propri trattamenti degradanti. I contratti di rimpatrio destinati ai soli rom rumeni, infine, violano sia le norme contro la discriminazione sia i principi di libertà di movimento.

Dettagli sul caso Omerovic e sul memorandum inviato alla Commissione europea sono disponibili online.

Per ulteriori informazioni o una versione italiana del memorandum:

Costanza Hermanin, +39 392 4807212
chermanin@justiceinitiative.org

mercoledì 24 novembre 2010

26 novembre, Palermo: Spettacolo con Henry E. Olama (Camerun)

venerdì 26 novembre ore 21

ZETALAB via A. Boito 7



Narramondi - Apriti Cuore - Sotto Traccia - Zetalab

presentano

Spettacolo con Henri Olama Oyié


Ingresso 10€



25 novembre, Palermo: Incontro-dibattito sul concetto di Cooperazione e sulle strette relazioni economiche tra il Nord e il Sud del mondo

Il 25 Novembre alle ore 18.00 presso la Bottega di Libera Palermo (piazza Castelnuovo 13, Palermo)

  • Incontro-dibattito sul concetto di cooperazione e sulle strette relazioni economiche tra il nord e il sud del mondo, con uno spazio dedicato ad una testimonianza dal Madagascar per il ciclo di iniziative sul concetto di cooperazione e sviluppo curato dall'associazione "Simposio" e con la collaborazione di "Libera Palermo - associazioni, nomi e numeri contro le mafie".
Per tutto il programma visita il nostro sito


***************************************

Inoltre segnialiamo

  • Siamo tutti la famiglia Maniaci. In Piazza con Telejato

Il 28 Novembre alle ore 10:00 appuntamento al Palazzo dei Carmelitani per poi scendere in Piazza a Partinico e dirigersi presso la sede di Telejato, per dire ai mafiosi locali che Pino Maniaci e la sua famiglia non sono soli.


  • Radici nel futuro, Carovana della Memoria
L'Istituto Alcide Cervi di Gattatico (RE) con Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie organizza Sabato 27 novembre alle ore 9.30 a Portella della Ginestra (PA) "Radici nel futuro, Carovana della Memoria", un gemellaggio di cultura antifascista e antimafia sociale come fatto di memoria e resistenza...


  • L'Etica Libera la Bellezza
Un'opera d'arte può uccidere? Senza la cultura si può morire? Un buon testo di letteratura o un bel quadro di pittura, ce lo hanno ricordato recentemente Saviano e Benigni, possono fare male, tanto male, a mafiosi e criminali accaniti. Un libro o un bel quadro, diciamocelo apertamente, possono senz'altro sconfiggere la cultura dell'indifferenza, del pregiudizio, del sopruso...


26-28 novembre, Palermo: Manifestazione "La Sicilia abbraccia il Giappone"

Manifestazione
“La Sicilia abbraccia il Giappone"
4° Edizione

Palermo, Circolo Ufficiali, 26, 27 e 28 novembre 2010

Inaugurazione giorno 26 novembre 2010 ore 16.30

26 novembre 2010 alle ore 10.00, presso i locali del Biotos,
in via XII gennaio
si terrà una conferenza stampa
con la partecipazione dei 23 artisti giapponesi

L’Associazione Culturale Sicilia-Giappone, anche quest’anno, realizzerà, nell’ambito delle proprie attività culturali, una manifestazione di Arte e Cultura Giapponese che vedrà la partecipazione di 23 Maestri giapponesi, provenienti da Tokyo e Kyoto, esperti in arti e cerimonie tradizionali giapponesi.

Sarà presente il Maestro Nagamasa Nanjo di Kyoto, discendente da un’antica famiglia di attori del teatro Noh, il quale oltre ad esibirsi in rappresentazioni teatrali (shimai-no) e nella danza Naghinata,darà dimostrazione di come si realizzano le famosissime maschere del teatro Noh (Nohmen), veri e propri volti scolpiti. Attualmente il maestro Nanjo è uno dei più famosi e rinomati scultori di maschere teatrali in Giappone.

Sarà presente anche la Sig.ra Mitsuko Oyabu, Maestra di Ikebana, la Sig.ra Toshie Nishimura, Maestra di Sado (cerimonia del tè) e di Kitsuke (vestizione del Kimono) Kazuko Miyaji, con le Signore Setsuko Matsui, Setsuko Yoshinaga e Kazuko Kitamura.

Si esibiranno anche la Maestra di Shodo (calligrafia) Keiko Shimatani, la Maestra di Sado (cerimonia del tè) Hiroko Nagatsuka con le Signore Kuniko Tokoro e Mai Tokoro.

Conosceremo anche l’antica arte marziale dello Iaido, risalente al XVI secolo, con i maestri Tokoro e Konno. Lo Iaido significa “via dell’unione di sé” ed il fine è quello di realizzare l’armonia dell’individuo con se stesso e con l’universo. Verrà anche un maestro nell’arte della medicina tradizionale (Kikoh), Sig.Toshihiro Isobe il quale riesce a curare con l’energia che promana dalle mani.

Vi saranno anche dimostrazioni di Shodo (calligrafia) e Nihongo (lingua giapponese) con Mikiko Toshima.

Vi sarà, inoltre, una dimostrazione di Origami a cura della Maestra Hiroko Niki, un’esposizione di oggetti tradizionali giapponesi a cura delle Signore Reiko Suzuki, Mieko Shikata e del Sig. Masaya Yoshino.

All’interno della manifestazione, inoltre, vi saranno spazi dedicati alla mostra fotografica di Hisashi Itoh, fotografo di fama internazionale, dal titolo “Maiko a Kyoto” ed alla esposizione di poster su “Hiroshima e Nagasaki”, donati alla Ns. Associazione dal Museo della Pace di Hiroshima.

L’evento verrà realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia e dell’Istituto di Cultura Giapponese in Roma e sarà presente all’inaugurazione lo stesso ambasciatore del Giappone in Italia, S.E Ando.

Il giorno dell’inaugurazione (26.11.2010 ore 16.30 presso il Circolo Ufficiali) saranno presenti, inoltre, il Presidente dell’Assemblea regionale Siciliana, Il Presidente della Provincia regionale di Palermo.

Associazione Culturale Sicilia Giappone

Il Presidente

Avv. Giuseppe Cannizzo - Cell. 3451217097


2-9 maggio, Castelvetrano (TP): Workshop "Women and Work"

Il Ceipes è lieto di annunciare la realizzazione, dal 2 al 9 Maggio 2011 a Castelvetrano (TP), di un workshop dal titolo “Women and Work”.

Quest’attività si inserisce nel quadro d’azione delineato dall’ LLP e del suo sotto-programma Grundtvig.

L’obiettivo del workshop è quello di migliorare le conoscenze e le abilità delle donne in aree rilevanti per poter raggiungere un risultato di maggior successo nel mercato del lavoro.

Le principali attività saranno volte a:

  • Comprendere le questioni relative alla condizione femminile, attraverso la prospettiva dei diritti umani;
  • Attirare l’attenzione e far riflettere intorno agli stereotipi presenti sulle donne nella nostra società;
  • Conoscere l’attivismo delle donne nella storia, al fine di confrontare il coinvolgimento delle donne nella società attuale e in quella passata;
  • Condividere la cultura dei diversi paesi europei attraverso l’esperienza professionale delle donne;
  • Fornire conoscenze e competenze circa la gestione del tempo, la gestione dei conflitti, l’organizzazione lavorativa, i colloqui, la preparazione di un CV in formato europeo e la leadership.
  • Incontrare donne dalla vita professionale di successo provenienti dalla realtà locale.
Durante il workshop si avrà inoltre la possibilità di condividere differenti esperienze in base al contesto storico, economico, e sociale dei paesi di provenienza.

L’approccio utilizzato sarà di tipo pratico: attraverso differenti giochi di ruolo, gruppi di lavoro, attività di simulazione ed esercizi, vogliamo infatti dare alle donne la possibilità di mettere in pratica quanto appreso.

Parteciperanno al workshop 10 paesi europei: Bulgaria, Croazia, Portogallo, Grecia, Slovacchia, Romania, Portogallo, Estonia, Spagna e Lettonia.

Al termine delle attività ogni partecipante riceverà un certificato Europass nel quale verranno elencate tutte le competenze sviluppate durante il workshop.

Il Ceipes è alla ricerca di donne in età compresa fra i 18 e i 45 anni, che non abbiano completato il loro percorso educativo e non abbiano quindi conseguito le qualifiche e competenze necessarie ad essere competitive nel mercato del lavoro, nonché a tutte coloro che siano interessate ad essere maggiormente informate sulle questioni inerenti al ruolo della donna.

Per inoltrare la propria candidatura, compilare l'Application Form in allegato e inviarla entro il 10 Dicembre all'email afonso@ceipes.org

Per ulteriori informazioni scrivere all'email afonso@ceipes.org

Grazie!



sabato 20 novembre 2010

21 novembre, Palermo: Festa di Compleanno della Ludoteca Spazio-Gioco Il Giardino di Madre Teresa

... Un anno ... trecentosessantacinque giorni...

Da quando è iniziata questa scommessa... tra alti e bassi ... con gioia ma anche con fatica, con entusiasmo... ma tra mille difficoltà ... con tanta perseveranza ci siamo riusciti!

L'abbiamo portata e la stiamo portando avanti... grazie anche a voi ed al vostro contributo ...

Vi invitiamo a festeggiare con noi ... questa domenica... il nostro primo compleanno :-)

Vi aspettiamo!

Rosita Marchese (3881149057)







29 novembre, Bologna: 1° Convegno APIDIS Albo Professionale Italiano dei Docenti di Italiano a Stranieri

APIDIS

ALBO PROFESSIONALE ITALIANO DEI DOCENTI DI ITALIANO A STRANIERI

1° CONVEGNO APIDIS

Insegnare Italiano come lingua seconda:
riconoscere e valorizzare la figura professionale dei docenti specialisti
Bologna,

29 novembre 2010

Sala Polivalente dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna

Ore 9,00 - 13,00

Scarica il programma




L’APIDIS è un’associazione di docenti esperti e specialisti di italiano come lingua seconda. Si rivolge sia a coloro che già insegnano questa disciplina sia a coloro che desiderano insegnarla, nel settore pubblico e/o in quello privato (scuola, università, centri di formazione professionale, associazioni, scuole private, ecc.).

Mission
L’APIDIS si propone di:

a) istituire, gestire e tenere aggiornato l’Albo professionale dei docenti di italiano a stranieri;

b) promuovere azioni finalizzate al riconoscimento giuridico della professione;

c) avanzare proposte per regolamentare nel mercato del lavoro la professione di “docente di italiano a stranieri”;

d) garantire la qualità delle attività svolte dai propri iscritti.

Si prevede che il prossimo anno scolastico gli alunni con cittadinanza non italiana nella scuola saranno circa un milione (11%). A fronte di questo dato non esiste ancora una classe di concorso in italiano come L2. Tutte le attività di integrazione linguistica (e sociale) vengono effettuate con progetti estemporanei, i cui risultati non sempre sono positivi.

Noi chiediamo che la disciplina Italiano come L2 venga regolamentata e resa autonoma, e che sia possibile reclutare i docenti direttamente dall'Albo professionale, strumento che fissa uno standard di competenze per l'insegnamento e garantisce la professionalità dei propri iscritti, in un'ottica di efficacia, efficienza e qualità del servizio.L'integrazione passa anche per la qualità dell'insegnamento e la qualità si ottiene con la competenza e la professionalità dei docenti!

Chi può far parte dell’APIDIS?
Chi è in possesso di un Master in didattica dell’italiano a stranieri oppure del diploma di Specializzazione in didattica dell’ITA a stranieri oppure di una Certificazione in didattica dell'italiano a stranieri + un congruo numero di ore di esperienza professionale documentata può fare richiesta di iscrizione.
L'elenco dettagliato dei requisiti è elencato nella sezione "iscrizioni" del sito.


L’ALBO è riconosciuto giuridicamente?
Al momento no, ma l’intenzione è far sì che venga riconosciuto.

C'è una cassa di previdenza?
Non c'è cassa di previdenza. Per ora l’obiettivo è un altro. In futuro ci si può pensare.

Da quanto tempo esiste l’APIDIS?
L’APIDIS si è costituita a maggio 2008.

Qual è la quota per l'iscrizione?
La quota di iscrizione per l'anno 2010 è di € 40,00.

Quali sono le altre aree di intervento dell'APIDIS?
- predisposizione del codice di deontologia professionale;
- formazione rivolta ai propri iscritti e formazione rivolta a soggetti esterni;
- istituzione sui territori di CENTRI APIDIS;
- consulenza legale;
- pubblicazione del bollettino e attività editoriale.

Progetto di video-documentazione e archiviazione sulla migrazione - Mnemoteca

Premesse

Una fra le cause dell'intolleranza e delle sue conseguenze risiede nella mancata conoscenza dell'altro: delle sue esperienze di vita e del suo patrimonio interiore.

Nella vita quotidiana si riscontra sempre più la difficoltà ad ascoltare e a ricordare le storie, registrare immagini, scorci, toni di voce e parole che vanno sistematicamente perduti.

Finalità

Attraverso il racconto e la registrazione l'emozione può divenire ricchezza di comunicazione attraverso la ricerca di un ascolto capace di memoria dove ricordare vuol dire congiungere emozioni lasciandosi colpire e attraversare dalle parole dell'altro. Poiché il ricordo crea altri ricordi si costruirà una “storia” della migrazione al fine di testimoniarne le sue caratteristiche di continuità e mondialità.

Metodologia

Incontri dove singolarmente o in gruppo ognuno racconta un'esperienza, passata o attuale, legata ad uno stato emotivo e condivisibile con la società di cui fa parte.

Supporto

Il progetto richiede la partecipazione di enti e associazioni impegnate nel campo della migrazione al fine di:

• avere contatti e mediare con i migranti disposti a collaborare attraverso:

• interviste/testimonianze (con la possibilità anche di non mostrare il volto e/o di non far riconoscere la voce);

• partecipazione a incontri laboratoriali finalizzati alla registrazione di narrazioni autorappresentative (parlare di sé attraverso il racconto di storie ed esperienza vissute);

• avere contatti con gruppi già costituti ai quali proporre, parallelamente al lavoro svolto e senza voler sovrapporre o unire i percorsi, di effettuare video-testimonianze sul percorso che si sta seguendo (oltre che sulle eventuali esperienze di vita) al fine di testimoniare la partecipazione attiva alla vita sociale (artistica, lavorativa, assistenziale, politica, etc etc).

Prodotti finali

Attraverso il progetto saranno realizzati:

• un video fatto di testimonianze
• finalizzato a collegare tra di loro le storie di coloro che si sono messi in viaggio per diverse ragioni (lavoro, miseria, libertà, famiglia, voglia di cambiare)
• fruibile OnLine e su suporto Dvd, e sarà caratterizzato da collegamenti tematici tra le video-dichiarazioni registrate che permetteranno all'utente di spostarsi da una testimonianza all'altra (tutto ciò attraverso l'utilizzo del programma "Korsakow system" finalizzato alla costruzione di narrative non lineari; qui alcuni esempi

http://planetgalata.com/korsakow/en/
http://www.1000stories.com/

• una mnemoteca di testimonianze sulla migrazione per:
• costruire una memoria collettiva/universale migrante (importanza di identificare similitudini e differenze tra le migrazioni che da millenni caratterizzano la popolazione di tutta la terra);
• realizzare un archivio video liberamente fruibile ed utilizzabile per mostre, ricerche e altri progetti;
• diffondere una memoria collettiva migrante (connettere tale video-archivio ad altri lavori simili in altre zone).

Responsabile del progetto

Fabrizio De Bartolomei

Videomaker che da anni si occupa di documentazione territoriale e antropologica, laboratori sull'audiovisivo nelle scuole (sito personale e video: http://www.visualdrome.net/).

Attualmente é impegnato nel progetto “AltroLab” presso il Centro di Accoglienza “Oasie del viandante” a S. Cristina Gela – Piana degli Albanesi (Palermo).

www.visualdrome.net/altrolab/index.html

Contatti
cell.: 3284258851
info@visualdrome.net
skype: visualdrome

Guarda il Video CARILLON
www.visualdrome.net/altrolab/page2/page1/page1.html


Verso Primo Marzo 2011, sulle ali di un racconto



Lo scorso anno, grazie a un tam tam partito da FaceBook, siamo riusciti a colorare l’Italia di giallo e a fare scendere in piazza oltre 300mila persone per dire NO al razzismo e alle politiche di esclusione, SI a un’Italia multiculturale e arcobaleno.

Autoctoni, immigrati, seconde generazioni: abbiamo scelto di lavorare e manifestare insieme per superare la contrapposizione tra italiani e stranieri, tra “noi” e “loro”: questo schema rigido che fa il gioco di chi punta a dividere e separare per calpestare più facilmente i diritti. E la mixité, d’altra parte, è stato uno dei nostri principali punti di forza.

Nell’anno che verrà vogliamo fare ancora di più e ancora meglio! E pensando al 1° marzo 2011 (che non è così lontano), in collaborazione con la casa editrice Compagnia delle Lettere, nata dall’esperienza Mangrovie e con una forte vocazione alla letteratura migrante, invitiamo scrittori e giornalisti, professionisti o dilettanti, italiani e stranieri a inviarci dei brevi testi sul concetto di mixité e sulla necessità di andare oltre le parole che dividono per trovarne altre, nuove, che uniscano.

Questi testi saranno selezionati e raccolti in un volume che vedrà la luce alla vigilia del 1° marzo 2011.

Istruzioni

- i testi dovranno essere spediti in formato digitale a
primomarzo2011@gmail.com entro il 31/12 2010;

- dovranno essere lunghi al massimo 10 cartelle;

- ogni autore deve allegare una breve bio e un recapito email e telefonico.

Il testo si intende ceduto a titolo gratuito e solo per questa pubblicazione, i diritti rimangono dell’autore.

Il ricavato dei diritti d’autore andrà a finanziare il lavoro del comitato Primo Marzo.

Compagnia delle Lettere Srl - Via Merulana 215 - 00185 Roma



5-26 novembre, Palermo: Manifestazione "La città aperta: intercultura e identità a Palermo"


(4 Novembre 2010) - Nove seminari per parlare di intercultura, di diritti dei migranti e di dialogo interreligioso; un laboratorio di musica e poi la cucina etnica unita ai colori ed ai suoni delle comunità immigrate residenti in città.

È un cartellone ricco di appuntamenti quello de “La Città Aperta: intercultura e identità a Palermo”, in programma a Palermo fino al 26 novembre.

La manifestazione intende promuovere l’incontro tra le diverse culture e tradizioni presenti in città ed è organizzata dall’Associazione culturale Sociale News, dal portale Medeu.it, dal blog Forza Palermo.com, con il sostegno dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, e realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Extra, con l’IPSSAR “Pietro Piazza”, con la Libreria Universitas, con l’Istituto San Giuseppe delle Figlie della Croce, con lo Studio legale Raneli e con l’associazione Fare Mondi.

Venerdì 5 novembre, in programma un seminario sul tema “Spazi urbani e vitali”, curato dall’associazione “Fare Mondi”, presso la Libreria Universitas (Corso Tukory 140).

Si proseguirà, martedì 9, con un seminario dal titolo “Immigrazione e percezione sociale: il punto di vista dei giovani”, che si terrà all’IPSSAR “Pietro Piazza” (Corso dei Mille 181, alle ore 15.30), a cura dell’associazione “Extra”, costituita a Palermo nel 1996 e composta da donne immigrate e mediatori interculturali.

Il giorno successivo, mercoledì 10 novembre, sempre alle ore 15.30, l’istituto scolastico ospiterà un seminario sul tema “Identità e alterità nel processo interculturale”.

Due seminari (giovedì 11 e martedì 16 novembre) saranno dedicati al tema della condizione giuridica dello straniero, della disciplina dell’ingresso e dei permessi di soggiorno nell’ordinamento italiano. I seminari saranno tenuti dallo Studio legale Raneli, specializzato in diritto dell’immigrazione.

Ci sarà spazio anche per la musica. Il programma di intercultura prevede infatti un laboratorio di percussioni rivolto agli studenti dell’IPSSAR “Pietro Piazza”, che si esibiranno nel corso della serata conclusiva.

Il 18 novembre sarà la volta dei sapori, dei colori e delle danze della comunità mauriziana presente nel capoluogo siciliano. Si chiuderà venerdì 26 novembre, con il saggio musicale degli studenti dell’IPSSAR e la degustazione dei piatti tradizionali preparati da alcune delle comunità immigrate presenti in città.

La manifestazione si inserisce nel programma di intercultura dal titolo “Colori, parole e sapori in rete”, organizzata lo scorso mese di giugno nell’elegante scenario di Palazzo Mirto. La rassegna è stata ideata per conoscere da vicino le culture immigrate, attraverso un percorso itinerante di incontri, laboratori, reportage e attività formative, capaci di coinvolgere in modo paritetico le diverse comunità e creare uno spazio interculturale attivo in città.

Foto, video e programma sono presenti sul sito ufficiale della manifestazione: http://www.saporiecolori.forzapalermo.com/


Adattato da: Redazione Medeu.it

05/11/2010

**********************************************


PROGRAMMA

In-Formazione “La Città Aperta: intercultura e identità a Palermo”

28 Ottobre, h.17.45, Istituto San Giuseppe – C.so Tukory, 204 - Palermo


“Il dialogo interreligioso: identità e ospitalità a Palermo’’ Abdoulaye Ba (mediatore culturale), Michelangelo Nasca (docente di Teologia Dogmatica), Samira Zalteni (mediatrice culturale, Assoc. Donne Extra).


5 Novembre, h. 18.00, LIBRERIA UNIVERSITAS, c.so Tukory, 140 - Palermo “L’Intercultura a Palermo: Spazi urbani e spazi vitali” (Arch. Davide Leone, Assoc. Fare Mondi).


9 Novembre, h. 15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “Immigrazione e percezione sociale: il punto di vista dei giovani” Samira Zalteni (mediatrice culturale, Assoc. Donne Extra).


10 Novembre, h. 15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “Identità e alterità nel processo interculturale” (Yodit Abraha, mediatrice culturale, Assoc. Donne Extra).


11 Novembre, h. 18.00, LIBRERIA UNIVERSITAS, c.so Tukory, 140 – Palermo "Immigrazione e condizione giuridica dello straniero". (Avv. Angelo Raneli, esperto diritto migrazioni - Dott. Luca Insalaco, giornalista).


15 Novembre, h. 15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “La realtà migratoria in Sicilia” (Nathera Ahmad, mediatore culturale).


16 Novembre, h. 15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo "La disciplina dell'ingresso e del soggiorno in Italia. Tipologia e casistica". (Avv. Angelo Raneli - Dott. Luca Insalaco).


17 Novembre, h.15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “La negoziazione interculturale come risorsa” (Nadege Candeh, mediatrice culturale, Assoc. Donne Extra).


23 Novembre, h. 15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “L’Attività di mediazione nel sistema dei servizi agli immigrati” (Samira Zalteni, mediatrice culturale, Assoc. Donne Extra).


EVENTI


18 Novembre, h. 17.30, Istituto San Giuseppe – C.so Tukory, 204 - Palermo “Colori&Sapori” (Degustazione piatti tipici e sfilata e balli tradizionali della comunità Mauriziana di Palermo).


26 Novembre, h. 17.00, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “Colori, Ritmo&Sapori’’ (Report conclusivo del progetto, saggio di percussioni a cura degli studenti dell’IPSSAR Pietro Piazza, Degustazione piatti tipici a cura delle comunità immigrate).

“Colori e percussioni” - Laboratorio Musicale a cura di Gattuso Musica - Palermo

Ufficio Stampa e info: Associazione culturale SocialeNews Palermo, redazione@medeu.it, 338 8503443 - 3932366437







Luoghi comuni sui migranti in Italia: Mandiamoli a casa, il film


Perché non è soltanto che
“un altro mondo è possibile”:
un altro mondo c’è già,
basta aprire gli occhi.


COS’E’ «MANDIAMOLI A CASA», I LUOGHI COMUNIÈ un documento che sfata in modo concreto e diretto i luoghi comuni sull’immigrazione: un luogo comune, un insieme di dati che lo smentiscono; un altro luogo comune, e altri dati. Il documento nasce da un’idea di Andrea Civati ed è stato scritto con la collaborazione di Giuseppe Civati, Ilda Curti, Ernesto Ruffini, Francesca Terzoni e Roberto Tricarico.Il testo lo potete scaricare da civati.it. Il libro che è nato da questo lavoro, invece, è pubblicato da Melampo e può essere prenotato qui: andiamooltre.it


COS’E’ QUESTO VIDEOE' un video che fa da contraltare al documento trasformando i numeri in persone vere, che camminano per le strade di San Salvario e che raccontano un quartiere, una città e un paese molto diversi da quelli dei luoghi comuni.Il video nasce da un’idea di Sara Marconi e Francesco Mele ed è stato realizzato da Federico Tonozzi di Shantimedia con la collaborazione per la fotografia di Augusto Montaruli.Racconta la storia di tre donne egiziane che vivono a Torino – e attraverso di loro racconta di scuola e di lavoro, di moschea e di socialità: di vita, insomma.




MANDIAMOLI A CASA i luoghi comuni from testardo on Vimeo.

Contro un’esistenza a punti, lettera aperta della Rete delle Scuole di Italiano per Migranti di Bologna contro l’Accordo di Integrazione e la certificazione della competenza linguistica: "Non contestiamo l’utilità dell’apprendimento della lingua italiana, ma siamo contrari ad un disegno che lo pone come requisito per l’accesso ai diritti."

Contro un’esistenza a punti: Lettera aperta a insegnanti e scuole di italiano per migranti

Firma on-line la lettera aperta

Melting Pot sottoscrive la lettera aperta della Rete delle Scuole di Italiano per Migranti di Bologna contro l’Accordo di Integrazione e la certificazione della competenza linguistica.

Nei prossimi mesi sarà approvato il Regolamento attuativo per il rilascio del permesso di soggiorno a punti, mentre dal 9 dicembre 2010 sarà in vigore il decreto legislativo che prevede la certificazione della conoscenza della lingua italiana pari al livello europeo A2 ai fini dell’ottenimento del Permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Si tratta di due disposizioni contenute nella legge 94/2009 che collegano il permesso di soggiorno ad una nuova sfera di doveri e condizioni, che andranno a complicare ulteriormente l’accesso al soggiorno regolare ed ai relativi diritti, con il risultato che chi non riuscirà ad adeguarsi agli standard linguistici e di comportamento fissati dall’Accordo di Integrazione sarà mantenuto nell’irregolarità.

Il tentativo dichiarato è quello di promuovere un’integrazione selettiva che mantenga nella precarietà i migranti, bloccando l’ascesa verso diritti e status giuridici definiti.

Contro questi provvedimenti pubblichiamo il documento della Rete delle Scuole di Italiano per Migranti di Bologna che rifiuta ogni strumentalizzazione della lingua italiana e della conoscenza, invitando tutti a sottoscriverlo.

Per approfondire:



Piano per l’integrazione nella sicurezza. Identità e Incontro di Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero dell’Interno, Ministero della Formazione e della Ricerca



Contro un’esistenza a punti
Lettera aperta a insegnanti e scuole di italiano per migranti

Firma on-line la lettera aperta

E’ iniziato quest’estate l’iter per l’approvazione dell’Accordo di Integrazione previsto dal Pacchetto Sicurezza, che introduce un sistema di prove e crediti ai fini dell’ottenimento del permesso di soggiorno.

L’Accordo sperimenta un nuovo ed ulteriore vincolo al diritto di soggiorno dei migranti sul territorio italiano, subordinandolo al raggiungimento di competenze ed obiettivi in ogni ambito dell’esistenza, dalla conoscenza della lingua italiana al raggiungimento di standard abitativi, dalla conoscenza di non meglio chiarite "regole del vivere civile" fino all’iscrizione al servizio sanitario. Ogni atto compiuto dal cittadino straniero - da una semplice infrazione amministrativa all’ottenimento di un titolo di studio, passando per la stipula di un contratto d’affitto o un mutuo - sarà sottoposto a verifica e successivamente premiato o sanzionato attraverso un sistema di punti con cui verrà misurato il suo grado di integrazione e di conseguenza la sua possibilità di esercitare i propri diritti (che, per inciso, si mantengono sempre inferiori a quelli dei cittadini italiani).

Dalla lettura dello schema del decreto emerge la volontà di incentivare e favorire comportamenti virtuosi le cui condizioni sono nella realtà e nella quotidianità assolutamente utopiche, quando non espressamente ostacolate dalla normativa stessa.

Citiamo a titolo di esempio le enormi difficoltà che un migrante incontra nello stipulare un contratto di affitto (6 crediti) in un mercato immobiliare dove le discriminazioni etniche sono all’ordine del giorno.

Oppure quando è in possesso della sola ricevuta di richiesta del permesso o, ancora, di fronte ai costi esorbitanti degli affitti, che lo costringono a condividere un appartamento subaffittandolo ad altri.

Tutto ciò nel pieno di una crisi lavorativa che forza le famiglie alla morosità e le pone a rischio di sfratto.

Ad essere premiata è anche la scelta del medico di base (4 crediti), ignorando la condizione di marginalità, ghettizzazione e disinformazione in cui sono tenuti i lavoratori migranti. Si pensi solamente allo stato di isolamento ed abbandono dei lavoratori in nero nelle campagne del sud. La loro salute è di fatto affidata a ONG come Medici Senza Frontiere che normalmente garantiscono le cure mediche in contesti di guerra ed in paesi in via di sviluppo.

Ulteriori punti vengono poi attribuiti ai titoli di studio conseguiti in Italia, senza considerare che una larga parte dei migranti ha già una formazione qualificata, con diplomi e specializzazioni che il nostro sistema considera carta straccia. In più non si favorisce l’accesso all’istruzione superiore, che resta un lusso per chi non ha solide reti di appoggio familiari, dal momento che borse di studio ed altri incentivi sono insufficienti.

Tra le velleità, le astrattezze, le ipocrisie e le incoerenze che animano tutto il provvedimento non ci stupisce di trovare tra i requisiti per ottenere il permesso di soggiorno anche la competenza linguistica: il migrante ha due anni di tempo per raggiungere un livello di certificazione A2 ed ottenere così 20 crediti.

In caso di mancata certificazione il permesso di soggiorno è dapprima prorogato di un anno e poi revocato.

A partire da dicembre la stessa certificazione A2 sarà vincolante per l’ottenimento del permesso per soggiornanti di lungo periodo, un documento a tempo indeterminato che riconosce ai migranti maggiori diritti e welfare, liberandoli dall’incubo di ritornare all’irregolarità se perdono il lavoro.

È evidente che non contestiamo l’utilità dell’apprendimento della lingua italiana, ma siamo contrari ad un disegno che lo pone come requisito per l’accesso ai diritti.

Come insegnanti delle scuole di italiano auto-organizzate abbiamo sempre considerato la conoscenza della lingua uno strumento di autonomia e crescita personale, un mezzo indispensabile per interagire con il mondo circostante, per dar forma ai desideri e per esprimere la propria coscienza critica.

Abbiamo sempre preso le distanze da un modello di insegnamento che prevede la trasmissione unidirezionale di nozioni, convenzioni e concetti formali, che non tiene conto di quanto l’apprendimento sia un percorso lungo e accidentato, sottoposto ad infinite variabili - differenze di genere, relativi livelli di scolarizzazione ed enciclopedia pregressi, modalità e tempi di studio, condizioni quotidiane soggettive di vita e di lavoro - e che tratta l’alunno come un soggetto da educare mediante il trasferimento meccanico e acritico di conoscenze e valori da riattivare attraverso test di competenza ed esami di certificazione.

Invece è solo un processo di conoscenza reciproca e non unilaterale che aiuta a sconfiggere i sentimenti di diffidenza ed i pregiudizi agitati anche nelle linee guida previste dal Piano per l’Integrazione nella sicurezza stilato dal Governo, così come la paura che "le diverse tradizioni e culture di provenienza entrino in collisione con il nostro assetto valoriale". Il timore che culture e tradizioni diverse possano collidere con, e avere il sopravvento su una presunta "cultura italiana" è la cifra che da anni caratterizza il dibattito politico ufficiale in materia di immigrazione. Noi non condividiamo questo timore, perché interpretiamo il confronto quotidiano con culture e tradizioni diverse come stimolo e necessità per costruire insieme la società di oggi e di domani e perché crediamo che a interagire siano sempre persone, la cui soggettività non è riducibile a totalizzanti categorie sovraindividuali di cui esse sarebbero rappresentanti o esponenti.

Trasformare quindi l’apprendimento dell’italiano in un vincolo propedeutico ai diritti delle persone - oggi tutti ancorati al permesso di soggiorno - da un lato sconvolge l’idea da noi praticata di conoscenza della lingua e dall’altro crea un odioso legame di causalità con il reato di clandestinità, che riteniamo illegittimo e a cui ci opponiamo aprendo le nostre scuole anche a chi non ha il permesso di soggiorno. Stabilire una soglia universale di conoscenza della lingua al di sotto della quale gli individui restano o tornano "clandestini" strumentalizza pericolosamente il processo di acquisizione della lingua, stravolge e nega in partenza ogni ipotesi di integrazione e crescita individuale e collettiva.

Per tutto questo riteniamo che il modello proposto con l’Accordo di Integrazione sia fallimentare. E non solo nel porsi come incentivo all’apprendimento della lingua italiana, ma anche laddove si pone come dispositivo per divulgare la "cultura civica e della conoscenza della vita civile in Italia" (da 6 a 12 crediti).

Di fatto, con l’Accordo di Integrazione, lo Stato si deresponsabilizza rispetto ai suoi doveri di assicurare le condizioni indispensabili affinché tutti i migranti possano raggiungere standard soddisfacenti di qualità della vita, sostituendo la propria funzione di agente di promozione dei percorsi di integrazione con quella di soggetto di sanzionamento disciplinare. Basta pensare alla costante riduzione, verso l’azzeramento, di ogni risorsa utile all’alfabetizzazione ed alla mediazione linguistica e culturale nelle scuole di ogni ordine e grado (vedi riforma Gelmini), nei Centri Territoriali Permanenti e negli enti locali, alla mancanza di un coerente programma di formazione rivolto agli operatori delle amministrazioni pubbliche, in primis Questura e Prefettura, sulle problematiche migratorie, su doveri, diritti e procedure formali su cui troppo spesso si riscontra una scarsa conoscenza da parte dei soggetti "competenti" e una difformità di giudizio a seconda della città in cui ci si trova.

È difficile sintetizzare le tante considerazioni scaturite dalla lettura dell’Accordo di Integrazione e dal "Piano per l’integrazione nella sicurezza. Identità e Incontro" stilato dal Governo. Identità, cultura, integrazione, legalità, sicurezza sono temi troppo importanti e delicati per essere strumentalizzati al fine di ottenere consenso su politiche razziste e repressive nei confronti dei migranti e per celarne i tragici effetti in termini umani, sociali e di violazione dei diritti.

Per questo motivo invitiamo associazioni, insegnanti, operatori ed educatori a partecipare ad un confronto aperto su questo provvedimento, che forse non costringerà necessariamente le scuole a cambiare la loro funzione ed organizzazione ma modificherà comunque il rapporto dei migranti con la conoscenza e con tutti gli "operatori del sapere" sul territorio, a partire dalle scuole pubbliche fino alle scuole di italiano per migranti delle associazioni. Rigettiamo ogni ipotesi di trasformazione dei centri del sapere, dell’incontro e della condivisione in centri per il controllo e l’accertamento di competenze funzionali al mantenimento di diritti raggiunti attraverso sacrifici e pagando prezzi altissimi.

Invitiamo a sottoscrivere questa lettera aperta che vuole avviare un dibattito sui principi, le conseguenze, le modalità di applicazione dell’Accordo di Integrazione e siamo disponibili ad organizzare un incontro di discussione tra tutti gli interessati.

Rete Scuole di Italiano per Migranti di Bologna
(Aprimondo-Centro Poggeschi, Associazione Ya Basta! Bologna, Scuola SIM XM24, Famiglie Insieme, Scuola By Piedi-Chiesa Evangelica Metodista, Scuola Alfabeti Colorati)


Fonte: Melting Pot