www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


mercoledì 30 giugno 2010

Il razzismo comincia dalle parole "normali": il razzismo "democratico". Intervista a Giuseppe Faso



Cos’è il razzismo democratico?

È quello che spesso non sa di essere tale, anche se è diffuso nella società e incoraggiato dalle istituzioni. Di solito è segnalato dalla frase: “Non sono razzista, ma...”.

Incoraggiato dalle istituzioni?

Sì, c’è un razzismo dei cosiddetti “antirazzisti” che è ancora più grave di quello consapevole - perché spesso tocca a queste persone prendere decisioni sugli stranieri.

Per esempio?

Si fanno delle discriminazioni in base alle appartenenze geografiche che vengono “naturalizzate”.

Cioè trasformate in caratteristiche innate?

Sì. Così nelle scuole si dice di un bimbo: “Non va bene a matematica nonostante sia cinese”. Come se nell’essenza delle persone di origine cinese ci fosse una predisposizione alla matematica e una difficoltà a imparare l’italiano. È il caso più ingenuo: ce ne sono di cruenti.

Cruenti?

Dopo due stupri, a Roma, l’allora sindaco Walter Veltroni, del Pd, disse: “La matrice è la stessa”. Parlava del fatto che in due episodi c’erano sospettati romeni (diversi) e faceva risalire alla comune origine romena il delitto. Questo è razzismo.

Intende il fatto di ragionare per categorie e non per individui?

Tendiamo spesso a pensare per categorie anche quando non ci sono: esperimenti psicologici hanno dimostrato che se dici a una persona che appartiene a un determinato gruppo, questa trova elementi in comune con gli altri appartenenti ad esso - anche se il gruppo è stato estratto a sorte. Il problema è che chi interviene nel dibattito pubblico non tiene conto di queste tendenze.

Con chi ce l’ha?

Con politici, giornalisti, commentatori: dovrebbero avere un surplus di responsabilità, perché condizionano il modo in cui pensano gli altri. E sono tanto più pericolosi quanto più sono democratici.

Perché?

È più facile difendersi da uno che dice “cacciamoli via”, che da chi dice “bisogna combattere i pregiudizi razziali, ma nel rispetto delle leggi”, come scrisse l’attuale governatore della Toscana in campagna elettorale. Cosa c’entra? Mettere in connessione le due cose significa dare per scontato che se hai a che fare con stranieri, ci sono persone che violano la legge. È subdolo: fa passare i contenuti di discriminazione in un discorso che sembra neutro.

Lei critica anche il modo in cui vengono gestite le consulte degli stranieri...

Non tutte: critico quelle in cui si fa votare gli stranieri per provenienza. Nel momento in cui si decide di dare voce - simbolicamente, perché non hanno potere decisionale - agli immigrati, si fanno esprimere a gruppi: gli asiatici, gli africani, i sudamericani. Questo è tribalismo: nostro, non degli immigrati.

Cioè?

Si antepone la provenienza geografica al diritto di scelta individuale. Come se gli stranieri fossero organizzati in tribù, come se gli indiani, solo perché stanno in Asia, pensassero uguale ai cinesi. E i cinesi ricchi come quelli poveri. Vuol dire che cresce la tendenza a far dipendere le posizioni personali da quelle delle comunità: stiamo diventando più conformisti. È evidente nelle parole.

Che c’entrano le parole?

Tacito diceva: “Quando vogliamo far accettare un atto degno di biasimo, cambiamo le parole”. Anche noi ci siamo visti cambiare le parole, con nuovi significati positivi o negativi. Prima nessuno diceva “badante”. Da quando Umberto Bossi e la Lega sono andati in tv a parlare di badanti, lo diciamo tutti.

Qual è la parola che secondo lei meglio racchiude il “razzismo democratico”?

“Degrado”. Le misure “anti-degrado”, oggi, sono quelle contro writer, lavavetri, prostitute, mendicanti, rom, per garantire la “sicurezza” dei cittadini. Fino agli anni ‘80 però il degrado era solo quello dei muri e delle case a rischio crollo: il significato originario, da dizionario, del termine.

E dove sta il razzismo, qui?

Lo spostamento di senso ha diffuso la paura nei confronti degli immigrati: attribuisce loro un senso di minaccia. È passata l’idea che la mia incolumità è a rischio se qualcuno scrive sui muri o si prostituisce. E che i sindaci di questo debbano occuparsi.

Un altro termine che lei non ama è “disperati”.

Gli immigrati che arrivano sulle navi non sono disperati. Sono pieni di speranza: hanno progetti, voglia di migliorare la loro vita. George Orwell, in 1984, scriveva che un regime autoritario passa anche attraverso la sostituzione del vecchio linguaggio con una nuova lingua. Che toglie umanità a determinate categorie di persone e ci impedisce di essere solidali con loro.

Che conseguenze ha tutto questo sui ragazzini italiani figli di immigrati?

Una signora romena mi ha raccontato, che dopo l’ennensimo “allarme romeni” suo figlio non voleva più andare a scuola: i compagni continuavano a dire che i romeni sono tutti delinquenti. Il risultato è che i ragazzi di seconda generazione sono costretti ad abbandonare la loro identità per farsi accettare. A cancellare la memoria dei loro genitori.

Elena Tebano elena.tebano@rcs.it

29 giugno 2010

Fonte: city.corriere.it e www.facebook.com/notes/cristina-sebastiani/intervista-a-giuseppe-faso-autore-di-lessico-del-razzismo-democratico/404378550950

***
Giuseppe Faso è insegnante di italiano e latino al liceo, pugliese emigrato in Toscana, collabora con l'associazione Africa Insieme, è fondatore della Rete Antirazzista e dirige il Centro Interculturale Empolese-Valdelsa. "Lessico nel razzismo democratico" Ed. Derive e Approdi, esce nel 2008 in prima edizione e nel 2010 in seconda edizione.


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Accordo di integrazione: ecco alcune indicazioni per capire se si ha il livello A2 richiesto

A tutti gli immigrati verrà presto chiesto un livello A2. Il test per capire se lo avete già raggiunto

Roma – 29 giugno 2010 – Per gli stranieri che non parlano italiano diventerà sempre più difficile rimanere regolarmente in Italia. La conoscenza della lingua è prevista dall’accordo di integrazione che dovrà essere firmato da tutti i nuovi arrivati, ma è anche tra i requisiti per la carta di soggiorno e compare nelle varie proposte di riforma della cittadinanza.

In tutti i casi non si chiede una padronanza da accademico della Crusca, ma un livello A2, standard europeo abbastanza elementare che probabilmente molti hanno già raggiunto. Qui si seguito pubblichiamo un piccolo test di autovalutazione ricavato dal Quadro comune europeo di riferimento per le lingue: se rispondete sempre sì, il vostro italiano è sufficiente.

Ascolto. Riesci a capire espressioni e parole di uso frequente su ciò che ti riguarda (informazioni su di te, sulla tua famiglia, gli acquisti, l’ambiente circostante e il lavoro)? Riesci ad afferrare l’essenziale di messaggi e annunci brevi, semplici e chiari?

Lettura. Riesci a leggere testi molto brevi e semplici e a trovare informazioni specifiche e prevedibili in materiale di uso quotidiano come pubblicità, programmi, menù e orari? Riesci a capire lettere personali semplici e brevi?

Conversazioni. Riesci a comunicare affrontando compiti semplici e di routine che richiedano solo uno scambio semplice e diretto di informazioni su argomenti e attività consuete? Riesci a partecipare a brevi conversazioni, anche se di solito non capisci abbastanza per riuscire a sostenere la conversazione?

Produzione orale. Riesci ad usare una serie di espressioni e frasi per descrivere con parole semplici la tua famiglia ed altre persone, le tue condizioni di vita, la carriera scolastica e il tuo lavoro attuale o il più recente?

Produzione scritta. Riesci a prendere semplici appunti e a scrivere brevi messaggi su argomenti riguardanti bisogni immediati? Riesci a scrivere una lettera personale molto semplice, per esempio per ringraziare qualcuno?

Elvio Pasca


____________________

Esempio di prova d'esame del livello A2 - Modulo Adulti della CILS (Certificazione di Italiano come Lingua Straniera) dell'Università per Stranieri di Siena. L'esame può essere sostenuto presso la Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo.



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martedì 29 giugno 2010

10-17 luglio, Cecina (Livorno): Meeting Internazionale Antirazzista. Anche da Palermo una delegazione ARCI

MEETING INTERNAZIONALE ANTIRAZZISTA

10 -17 Luglio - Marina di Cecina (Livorno)

organizzato da Arci Toscana e dalla Regione Toscana

con la partecipaizone, tra gli altri, di

Stefano Benni, Ascanio Celestini, Dario Vergassola, Giobbe Covatta, Casa del Vento, Bobo Rondelli, Rossana Campo, Jonathan Coe

Inoltre università sul diritto d'asilo, università estiva antirazzista, laboratori, assemblee, seminari, workshop, concerti, proiezioni e tanto altro.

Il programma provvisorio della manifestazione è scaricabile qui

Info su costi e prenotazioni: http://www.meeting.arcitoscana.it/

Una delegazione dell'Arci di Palermo si sta organizzando per partire.

Per informazioni, contattate Costanza Chirivino: cochirivino@hotmail.it

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3 luglio, Palermo: Galleria S.A.C.S. Sportello per l'arte contemporanea della Sicilia

Riso, museo d'arte contemporanea della Sicilia

presenta

Galleria S.A.C.S.
Sportello per l'arte contemporanea della Sicilia

opening sabato 3 luglio 2010 ore 19

La Galleria S.A.C.S sarà inaugurata con una video installazione di Gabriella Ciancimino "If iu fil homsik, tink in Dailect: RITRATTO IN NERO DI SEPPIA"

A seguire Massimo Minini presenta il libro "Pizzini/Sentences" edito da Mousse Publishing.

Al termine aperitivo offerto da Orestiadi Vini.

Riso, museo d'arte della Sicilia
Palazzo Riso
Corso Vittorio Emanuele 365
sacs@palazzoriso.it
091.320532 int.23

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29 giugno, Palermo: Doppia presentazione Community di Addiopizzo e Volume "Da Addiopizzo a LiberoFuturo"

Martedì 29 giugno alle ore 18.30, presso il Kursaal Kalhesa (corso Umberto I, Palermo), siete invitati a un aperitivo pizzo-free per una doppia presentazione...

La Community di Addiopizzo
Addiopizzo Community è un'associazione culturale figlia del Comitato Addiopizzo che si propone di mettere in relazione tutte le realtà sociali sparse sull'intero territorio nazionale, favorendo la nascita di una vera e propria community, dando voce, grazie alle nuove tecnologie, a una generazione giovane ma pronta ad assumersi le responsabilità, sognatrice ma attiva e concreta, combattiva ma piena di gioiosa vitalità. L'obiettivo è quello di dar voce all'Altra Italia, quella spesso lontana dai media, ma che lavora dal basso, quotidianamente, per un Paese migliore.

Per maggiori informazioni, clicca qui

l volume di Fausto Gristina e Cinzia Ferrara
Da Addiopizzo a LiberoFuturo
Fausto Gristina e Cinzia Ferrara, entrambi grafici e docenti di comunicazione visiva, ricostruiscono il percorso di crescita del Comitato Addiopizzo sino alla nascita di LiberoFuturo, prima associazione antiracket palermitana, attraverso lo scorrere di alcuni dei lavori realizzati per promuovere le azioni delle due associazioni.

Per maggiori informazioni, clicca qui

Non mancate!

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venerdì 25 giugno 2010

L'italia vista dai bambini immigrati. Intervista a Giuseppe Caliceti sul suo libro Italiani, per esempio

"Quanti alunni stranieri avrò conosciuto in questi venticinque anni di scuola? Duecento? Quattrocento? Di più? Non so, ma ho sempre cercato di accogliere tutti e di ascoltarli con attenzione, clandestini compresi. Ho cercato di rispettare i loro silenzi finché, in modo inaspettato, è scattata in loro la voglia di raccontarsi e rileggere, a volte anche in modo fantastico, la propria esperienza. Hanno aiutato me e tanti alunni italiani a guardare con occhi nuovi al complesso fenomeno dell’immigrazione e ai problemi a esso connessi, mettendo spesso in discussione le nostre presunte superiorità e certezze."



Giuseppe Caliceti

Giuseppe Caliceti insegna nelle scuole elementari di Reggio Emilia. In Italiani per esempio ha raccolto le storie, le riflessioni, le confidenze di alunni non italiani incontrati negli ultimi vent'anni di scuola. Ne viene fuori un ritratto inedito dell'Italia di oggi e degli italiani.


Qui di seguito proponiamo una serie di definizioni - tratte dal libro - che i bambini immigrati hanno dato ad alcune parole-chiave del nostro mondo.

Abbronzato
Non è vero che io in estate non mi sdraio e non prendo il sole, anche io prendo il sole. Anche se sono già con la pelle nera, io lo voglio prendere e infatti lo prendo. Anche mia madre, anche mio padre, ma non in Italia, in Africa. Infatti in Italia mio padre non ha tempo perché deve sempre lavorare. In Africa però lo prendeva e infatti era più nero di adesso. Era abbronzato. In Italia invece lui ha la pelle meno nera.
(Tamu, 10 anni, Burkina Faso)

Albanesi
Gli italiani sono un po’ più scuri rispetto ai polacchi, agli svizzeri. Sono bassi, simpatici, allegri, sempre alla moda. Gli italiani assomigliano agli albanesi. (Vera, 9 anni, Albania)

Arroganti
Certe volte degli italiani, non dico tutti, sono un pochino arroganti. Cioè si sentono superiori, vogliono avere sempre ragione, si sentono i padroni del mondo solo perché i loro parenti sono italiani.
(Dinkar, 11 anni, Sri Lanka)

Chiesa
In Italia c’è libertà di religione ma quasi tutti vanno a pregare in chiesa.
(Samir, 11 anni, Marocco)

Contaminato
Quando un bambino nasce la madre trasmette i colori: se lei ha la pelle nera nasci nero, se lei ha la pelle bianca nasci bianco, se invece la mamma ha la pelle nera e il padre la pelle bianca nasci contaminato, ma non vuol dire essere inferiore, perché tutti siamo uguali.
(Omar, 9 anni, Marocco)

Democrazia
Democrazia è quando si sente alla tv che si picchiano per la democrazia.
(Sheela, 9 anni, Sri Lanka)

Dittatura
La dittatura sono delle persone che lavorano tutte in una ditta.
(Sheela, 9 anni, Sri Lanka)

Euro
È una marca di soldi tutti uguali che ogni cento anni cambia nome, per esempio in Italia prima di un euro c’erano i dollari.
(Samir, 9 anni, Marocco)

Giornali
Un mio amico italiano di questa scuola, che non dico il nome, lui dice sempre che lui non va mai ai ristoranti cinesi perché i cinesi mangiano i gatti. Io dico che non è vero e lui dice che a lui lo ha detto sua mamma, perché sua mamma aveva letto sopra un giornale italiano e sopra quel giornale c’era scritto così. Io non so proprio che giornali ci sono in Italia!
(Tong, 10 anni, Cina)

GrandeFratello
In Italia tanta gente guarda un programma della tv dove ci sono dei ragazzi e delle ragazze che sono chiusi in una casa per tanto tempo e mangiano e dormono insieme e si innamorano. È come una prigione, però tutti li guardano.
(Sheela, 10 anni, Sri Lanka)

Immigrati 1
Io sono nata in Italia, a Montecchio, però mia mamma e mio papà sono albanesi e anche io allora sono albanese. Io ho fatto l’asilo qui, la scuola qui. Io vorrei chiedere al maestro due cose. La prima cosa è questa: io sono italiana o albanese o tutti e due? La seconda: ma io sono immigrata o no?(Vera, 11 anni, Albania)

Italia Politica
In Italia ci sono due re: un re è Berlusconi, l’altro re è il Papa. Berlusconi comanda l’Italia, il Papa comanda gli italiani.
(Lili, 9 anni, Cina)

Lega Nord
Loro sono persone italiane che il capo è un italiano. Lui alla tv parla un po’ male perché è malato, ha la faccia storta. Loro vogliono mandare via dall’Italia tutti gli uomini, le donne e i bambini non italiani. Oppure anche quelli come me che sono nata in Italia ma i miei genitori e dei miei fratelli e sorelle grandi no. Loro sono contro tutti tranne loro. Loro si chiamano Lega Nord e sono contro il Sud, l’Ovest e l’Est.
(Naima, 11 anni, Marocco)

Mangiare
Un’altra differenza è il mangiare. Buddha dice: “Non mangiare mucca!”. Allah dice: “Non mangiare maiale!”. Gesù invece dice: “Mangia tutto!”.
(Amir, 11 anni, Marocco)

Montone
In Marocco in gennaio c’è la festa del montone, invece in Italia non mi sembra che si festeggia nessun animale. Perché? Non vi piace nessun animale?(Naima, 7 anni, Marocco)

Più
Secondo me in Italia le donne lavorano di più dei mariti. Come in Africa.
(Ada, 6 anni, Camerun)

Razzismo
In alcuni paesi dell’Italia secondo me ci sono le strade un po’ sporche, poi c’è anche un po’ di razzismo: lo sporco nei paesi più poveri, il razzismo nei paesi più ricchi.
(Damian, 10 anni, Romania)

Razzista
Io voglio dire al maestro che non voglio stare col banco vicino a lui tutto il mese perché io ho i miei amici preferiti. Io lo so che noi dobbiamo abituarci a stare con tutti, ma io posso avere le mie preferenze, no? Oppure non le posso avere? Non posso avere neanche un migliore amico? Io preferisco non stare col banco vicino a lui non perché è cinese, ma perché ci sono già stato tutto il mese scorso e lui sputa, calcia, mi fa cadere le matite, mi dà i pizzicotti. Anche se lui era italiano io non ci volevo stare. Poi io sono tunisino anche io, perciò in Italia posso essere razzista se lui è cinese? Non credo, perché siamo tutti e due stranieri.
(Alì, 10 anni, Tunisia)

Vicino
Qui in Italia gli italiani sono molti, ma vicino a casa mia non ne vedo nessuno.(Iruwa, 6 anni, Costa d’Avorio)

Yak
Lo yak è un animale asiatico che può essere alto circa 6000 metri. Però si chiama così anche una barca molto grande per i ricchi.
(Kuma, 10 anni, Senegal)

Zucca
Io non capisco bene perché tanti bambini italiani prendono una zucca per Halloween se Halloween è una festa americana e non italiana. Allora perché non fanno anche la festa del Ramadan? Solo Halloween? Solo perché a scuola noi impariamo inglese?
(Milena, 10 anni, Albania)

Ascolta l'intervista a Giuseppe Caliceti sul sito di Feltrinelli

Fonte: Feltrinellieditore.it

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giovedì 24 giugno 2010

25-27 giugno, Palermo: Le Comunità immigrate a Palermo. Rassegna interculturale dei Colori e dei Sapori



Da venerdì 25 a domenica 27 giugno a Palazzo Mirto, a Palermo

Tre giorni dedicati ai sapori ed ai colori delle comunità immigrate residenti a Palermo. Da venerdì 25 a domenica 27 giugno, Palazzo Mirto ospiterà una rassegna interculturale che avrà per protagonisti i piatti tipici, le danze, le musiche ed i costumi degli stranieri che hanno scelto di vivere nel capoluogo siciliano.
La manifestazione intende mettere in risalto il tema dell’incontro delle culture che la città ha, ora snobbato, ora affidato alla sola attività dei soggetti operanti del Terzo settore.
Il cibo, la musica e l’arte sono stati scelti, dunque, per il loro potere attrattivo e aggregativo, quali linguaggi capaci di superare differenze e diffidenze tra comunità straniere e comunità locale.

La rassegna si aprirà venerdì 25 giugno, alle ore 18.30. Alle 18.45 verrà inaugurata la mostra fotografica “Colori in rete”, curata dal Ciss e dalle stesse comunità immigrate. La serata si concluderà con un cocktail.

La giornata di sabato 26 giugno si aprirà alle ore 18.15 con l’intervento dei mediatori culturali e delle associazioni del Terzo settore. Quindi, andrà in scena il recital “Contaminazioni e poesia” e si proseguirà con la rassegna video sui temi dell’intercultura, curata del Ciss. Infine, si darà spazio alla degustazione dei sapori tipici del Mediterraneo.

La giornata conclusiva, domenica 27 giugno, sarà dedicata alle danze, ai colori ed ai suoni delle varie etnie presenti alla rassegna ed alla degustazione dei piatti tipici preparati dalle comunità immigrate.

La manifestazione è promossa dall’Associazione culturale “Sociale News”, dal quotidiano online Medeu.it, dal blog Forza Palermo ed dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali. L’evento, inoltre, è realizzato in collaborazione con C.I.S.S. (Cooperazione Internazionale Sud Sud) e Ce.S.I.E. (Centro Studi e Iniziative Europeo), con il Centro Studi e Documentazione sulle Migrazioni del Comune di Palermo, con l’Associazione “ViaRoma” e con il Movimento “Per Palermo”. In fase di ideazione, oltre al contributo di associazioni, dei movimenti civici e di alcuni imprenditori palermitani, il progetto ha visto l’adesione e l’impegno dell’assessore regionale ai Beni Culturali, Gaetano Armao, e del consigliere comunale di Palermo, Elio Ficarra, i quali hanno voluto condividere il progetto, riconoscendovi elementi indispensabili e utili per avviare un percorso di conoscenza e di reciprocità tra le culture che vivono e lavorano in città.

Alla manifestazione hanno aderito le seguenti comunità:

Mauritius, Tamil, Eritrea, Senegal, Tunisia, Costa d'Avorio e Nigeria

Programma della Manifestazione


Venerdì 25 Giugno Ore 18,30 – ore 21,00 - Palazzo Mirto

h.18,30 Inaugurazione ed apertura della manifestazione
h. 18,45 Mostra Fotografica “Colori in rete”
(a cura del C.I.S.S. e delle comunità)
h.20,00 Cocktail

Sabato 26 Giugno Ore 18,15 – ore 21,00 - Palazzo Mirto

h. 18,15 La mediazione culturale: interventi delle associazioni
h. 18,45 Letteratura interculturale:
Recital “Contaminazioni e poesia”
h. 19,30 Rassegna video sui temi dell’intercultura
(a cura del CISS)
h. 20,15 Degustazione: Sapori dolci del Mediterraneo

Domenica 27 Giugno Ore 18,30 – ore 22,00 - Palazzo Mirto

h.18,30-19,30 Suoni, danze e colori multietnici
h.19,30 -21,30 Degustazione piatti tipici delle comunità immigrate di Palermo

Fonte: Medeu.it

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26 giugno, Palermo: Spettacolo teatrale sulle migrazioni "Deserto d'Acqua"

Sabato 26 giugno 2010 ore 21.00
Biblioteca delle Balate, Via delle Balate 4
Quartiere Albergheria, Palermo

Deserto d'acqua

Produzione: Teatro Atlante

di: Emilio Ajovalasit

Con: Emilio Ajovalasit, Clara Burgio, Preziosa Salatino

Ingresso: Libero

Info: 333 6273406 - http://www.teatroatlante.com/

In occasione delle Giornate per l'inclusione sociale Teatro Atlante ha scelto di presentare lo spettacolo "Deserto d'acqua" presso la Biblioteca delle Balate, nel quartiere Albergheria a Palermo. La scelta del luogo non è casuale, l'Albergheria è tutt'ora un luogo in cui l'esclusione sociale è sotto gli occhi di tutti. La biblioteca delle Balate è un isola felice, che offre tramite i suoi volontari servizi culturali rviolti alla popolazione del quartiere. Teatro Atlante partecipa attivamente alle attività della biblioteca realizzando Laboratori e spettacoli teatrali.

Note sullo spettacolo:


Il progetto dello spettacolo nasce dalla necessità di indagare il tema delle migrazioni da un punto divista inusuale: quello di chi oggi sta da questa parte del mare, la nostra.

In un luogo e un tempo indefinito, i personaggi che appaiono sulla scena vestono davanti agli occhi dello spettatore i loro panni. Forse guardie di confine, forse altro, con una divisa addosso aspettano davanti al mare: una frontiera d’acqua sempre deserta. Eppure capita a volte che qualcuno attraverso l’acqua arrivi. L’Altro, colui che arriverà dal confine imperscrutabile, potrebbe essere chiunque.

Così dalle parole e dalle azioni dei protagonisti emergono, frammentate, le storie di chi è già arrivato e quelle di chi non arriverà mai.

“Deserto d’Acqua” vuole parlare di storie reali senza essere cronaca, con la convinzione che il tema dell’accoglienza del diverso non riguarda semplicemente un fenomeno transitorio, ma interroga qualcosa di più profondo che coinvolge la stessa natura umana. Quella che viene raccontata è una storia ispirata al romanzo di Buzzati “Il deserto dei Tartari”, dove l’attesa del nemico in un luogo di frontiera diventa specchio di un’intera esistenza. Lo spettacolo racconta anche un viaggio, non solo quello che compiono gli stranieri per attraversare il confine ma anche quello dei tre personaggi che li attendono, indagando in questo modo la particolare condizione di quegli uomini che si trovano- per ruolo, scelta o necessità- ad accogliere altri uomini.

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26 e 27 giugno, Palermo: Sciopero dei Telespettatori


Il 26 e 27 giugno torna per l’undicesimo anno consecutivo lo

Sciopero dei Telespettatori
Porta con te il telecomando
e presentalo in biglietteria
avrai diritto al biglietto ridotto!



Un invito a spegnere il televisore per due giorni e a dedicarsi a programmi alternativi: riscoprire la città, visitare mostre e musei, andare al cinema o a teatro, partecipare a concerti ed eventi.



La Gam aderisce .... fallo anche tu!

Per avere maggiori informazioni visita il sito http://www.sciopero.tv/

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Giugno-dicembre 2010: Opportunità di formazione professionale a Palermo

Operatore Socio Assistenziale per minori, inabili ed anziani (qualifica OSA)
900 ore; pomeridiano
Locandina
Modulo di iscrizione


Esperto in tecniche d'intervento e aiuto alla persona: Mobbing, Stalking e Bullismo
900 ore
Locandina
Modulo di iscrizione


Esperto in psicologia giuridica e criminologia
900 ore
Locandina
Modulo di iscrizione


Operatore amministrativo addetto segreteria
900 ore
Locandina
Modulo di iscrizione


Aggiornamento competenze linguistiche: inglese
150 ore
Locandina
Modulo di iscrizione


Aggiornamento competenze linguistiche: arabo
150 ore
Locandina
Modulo di iscrizione

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10 agosto, Palermo: Scadenza Concorso Cortometraggi "Sogni e riscatto" su Lotta alla mafia, Disagio giovanile, Emarginazione, Arte, Ambiente

Ecco un concorso aperto ai cortometraggi di denuncia sociale. I temi sono l’emarginazione, il disagio giovanile e ogni forma di razzismo

Diffuso il bando per "Sogni e riscatto" allo Zen
di FABIO VENTO

Volontari dell'associazione "Ragazzi di Strada"




















Denunciare problemi sociali del nostro paese come l'emarginazione, il razzismo, la latenza delle istituzioni, in una prospettiva più o meno lontana di riscatto: questo è ciò che associazioni, istituti scolastici, cooperative sociali, gruppi informali e singoli videomakers sono chiamati a fare, e lo strumento è quello del linguaggio audiovisivo.

Parte la terza edizione del concorso di cortometraggi “Sogni e riscatto” promosso dall’associazione “Ragazzi di Strada” e dall'Istituto Comprensivo “Leonardo Sciascia”, due realtà attive nel quartiere “San Filippo Neri – Zen”.

Da oggi è possibile partecipare al bando di concorso ( reperibile al link http://ragazzidistrada.myblog.it/files/bando2010.pdf ).

Termine ultimo per l'invio dei cortometraggi, la cui durata dovrà andare da un minimo di 8 a un massimo di 20 minuti, è martedì 10 agosto.

Le categorie in concorso sono le seguenti: "lotta alla mafia", "disagio giovanile" (bullismo, dispersione scolastica, droga, alcool), "emarginazione" (immigrati, periferie, povertà), "arte" (fatti che rivelano l'incapacità di valorizzare il patrimonio artistico e culturale), "ambiente" (non dev'essere semplice critica o denuncia, ma la proposta di soluzioni alternative).

Dieci dei corti inviati verranno mostrati al pubblico nel corso di una serata che si svolgerà nel mese di settembre. Tre di questi saranno selezionati per la valutazione finale. Una Giuria Tecnica (composta da studiosi, esperti di settore e professionisti nel settore audiovisivo) segnalerà un'opera vincitrice per ciascuna delle sezioni, ed è prevista anche una premiazione dalla Giuria Popolare.

Il primo premio vincerà passaggi radiotelevisivi in emittenti nazionali e locali, la pubblicizzazione su siti locali e nazionali e un premio economico da definire.

L'associazione "Ragazzi di Strada", nata nel 2003 su iniziativa di ragazzi del quartiere “San Filippo Neri – Zen”, lotta per aiutare i giovani del luogo ad acquisire gli strumenti necessari per far crescere e realizzare le proprie potenzialità e aspirazioni. Ha promosso negli anni varie iniziative sociali e culturali per combattere la dispersione scolastica.

Fonte: Balarm.it
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26 giugno, Roma: Giornata Internazionale a sostegno delle vittime di tortura. In scena "Lampedusa mon amour, ovvero la barca dei supplizi"



Giornata Internazionale a sostegno delle vittime di tortura
Spettacolo teatrale CIR “Lampedusa Mon amour...”
26 giugno ore 21.00
Teatro Argentina Roma
Regia di Nube Sandoval e Bernardo Rey
(ingresso libero)

il CIR porta in scena un gruppo di 14 rifugiati coinvolti nelle attività del laboratorio di riabilitazione psico-sociale con lo spettacolo teatrale “Lampedusa Mon amour…” liberamente ispirato alla tragedia di Eschilo
“Le Supplici”.

Lo spettacolo è stato costruito all'interno del laboratorio durato 5 mesi
portato avanti da Nube Sandoval e Bernardo Rey
registi e formatori.

____________________________
 
6 giugno 2010 - Lo scorso 29 aprile, la Commissaria Europea agli Affari Interni Cecilia Malmström si è recata a Roma in visita ufficiale. Per questa occasione, il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno ha chiesto al CIR di organizzare una visita della Commissaria al Laboratorio Teatrale di Riabilitazione psico-sociale, che quest’anno il CIR realizza nell’ambito del progetto “Servizi per la riabilitazione delle Vittime di Tortura e per rifugiati altamente vulnerabili”, finanziato dal Ministero dell’Interno attraverso il Fondo Europeo Rifugiati- FER.

Il laboratorio si svolge con incontri trisettimanali su un suggestivo barcone ormeggiato sul Tevere. Nell’attività di laboratorio teatrale sono coinvolti 12 richiedenti asilo/rifugiati sopravvissuti a tortura, presi in carico a “tutto tondo” dal progetto CIR.

La Commissaria Malmström durante la sua visita al ”barcone” del laboratorio, insieme al suo staff, ad alcuni membri della delegazione Italiana presso la Commissione Europea e al vice-Prefetto Sandra Sarti, ha assistito ad alcuni momenti significativi del lavoro di gruppo, intrattenendosi singolarmente con i vari partecipanti. Alcuni rifugiati hanno preso la parola per sottolineare l’importanza di iniziative di supporto come quelle rese possibili dal Fondo FER e la Commissaria si è congedata dal gruppo ribadendo l’impegno Europeo nel garantire protezione a chi è costretto a fuggire dal proprio paese a causa di gravi persecuzioni.

Come le altre persone inserite nel progetto infatti, i 12 ragazzi
e si avvalgono al contempo anche degli altri servizi e percorsi previsti e messi a disposizione in ambito sociale, legale, medico e psicologico, in linea con lo spirito e il senso di fondo del progetto, che non prescinde mai dalla consapevolezza che un corretto intervento con persone sopravvissute a tortura deve agire su vari piani e mirare a ricomporre quella frammentazione identitaria che è proprio una delle conseguenze più caratteristiche della tortura.

Quest’anno il gruppo, sotto la guida esperta di Nube Sandoval e Bernardo Rey, sta lavorando su un testo di Eschilo: “ Le supplici”, utilizzando appieno il potente e attualissimo messaggio contenuto nella tragedia sul tema dell’asilo, dell’accoglienza, della protezione. Il prodotto finale del laboratorio, con il titolo “ Lampedusa mon amour, ovvero la barca dei supplizi” sarà portato in scena al Teatro Argentina, il prossimo 26 giugno, in occasione della Giornata Internazionale a sostegno delle vittime di tortura.

Per la Galleria fotografica: si ringrazia: Elena Montani, Settore Affari Politici- Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Credit foto: Rappresentanza in Italia della Commissione europea

GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA DELLA VISITA DELLA COMMISSARIA UE MALMSTROM AL LABORATORIO TEATRALE DEL CIR A ROMA

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29 giugno, Palermo: Incontro sui primi risultati del progetto DEVOTED Development of Trainers in Education

Il CE.S.I.E è lieto di invitare educatori ed operatori sociali locali a partecipare ad un incontro internazionale che coinvolge operatori sociali ed educatori di 4 paesi europei (Germania, Gran Bretagna, Italia, Romania e Olanda).

Per l’occasione verranno mostrati e condivisi i primi risultati del progetto – DEVOTED Development of Trainers in Education; si creerà un momento di sperimentazione e di condivisione di esperienza e attività nel campo dell’educazione non formale per giovani ed adulti.



L’incontro avverrà giorno 29 giugno ore 16.30 presso la nostra nuova sede in Via Roma, 94 ed è aperto a tutti gli educatori e gli operatori sociali interessati.

DEVOTED - Development of Trainers in Education (Grundtvig Multilateral)- ovvero Sviluppo di Trainer nell’educazione/istruzione è un progetto Grundvig Multilateral che ha l’obiettivo di migliorare la condivisione di buone pratiche ed esperienze nel campo dell’educazione non formale.

Gli obiettivi del partenariato e del progetto si focalizzano sul miglioramento e la promozione di:

- Competenze creative e di ICT
- Competenze sociali e di cittadinanza
- Dialogo interculturale, pari opportunità e diversità

relativamente a giovani ed adulti che rischiano l’abbandono scolastico e/o l’emarginazione sociale.

Per maggiori informazioni contattate sarah.beal@cesie.org

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19-25 luglio, Lampedusa: A-l'Altro Lampedusainfestival. Festival delle migrazioni e del recupero della storia orale "L'incontro con l'altro"


Festival delle migrazioni e del recupero della storia orale

“L’incontro con l’Altro”

Un festival di film e video a Lampedusa
II edizione - dal 19 al 25 luglio 2010


Lampedusainfestival
Via Mazzini 44/46
92010 Lampedusa (AG)

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10-31 luglio, Palermo: Corso di Educazione ai Diritti umani

Corso di educazione ai diritti umani

Il CEIPES sta organizzando un corso di Educazione ai Diritti Umani per il mese di Luglio 2010.
Il corso si realizza all'interno delle attività del CEDU - Centro di Educazione ai Diritti Umani.

Il corso sarà suddiviso in 4 incontri, una a settimana, ogni sabato mattina dalle ore 9.30 alle 14.00.
Le giornate saranno: 10-17-24-31 Luglio

Il corso prevede un numero minimo di 10-15 partecipanti.

I temi delle diverse giornate saranno:

10/07 – Introduzione e presentazioni + Aspettative e motivazioni + Diritti umani

17/07 – Educazione ai Diritti Umani + Compass e attività da realizzare con i giovani

24/07 – Ruolo, competenze e metodologie del formatore/facilitatore nel e per l’EDU + Attività da realizzare con i giovani

31/07 – Sessione da con partecipanti + Progetti per il futuro

La quota di iscrizione è di € 60.

Per ulteriori informazioni potete scrivere all'email afonso@ceipes.org

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5-9 luglio, Palermo: Summer School su Migranti, Diritti umani e Democrazia

Terza Edizione della SUMMER SCHOOL

MIGRANTI, DIRITTI UMANI E DEMOCRAZIA
MIGRANTS HUMAN RIGHTS AND DEMOCRACY

Palermo, 5-9 luglio 2010
Viale delle Scienze edificio n. 19 - Aula seminari B

La III edizione della Summer School è attivata dal Dipartimento ETHOS, con la partecipazione di: Fondazione Banco di Sicilia, Amnesty International Sicilia, CESVOP, Ubuntu Centro Internazionale delle Culture, Associazione Come una marea e Associazione Itaca.

Il Corso ha la durata di una settimana.

Sono previsti workshops e la proposizione di casi pratici. Ai partecipanti saranno forniti materiali didattici e casi di studio da risolvere sulla base della discussione svolta durante le lezioni.

La domanda di ammissione alla Summer School, indirizzata al Direttore della Summer School, Prof. Aurelio Angelini, redatta su apposito modulo debitamente compilato, deve essere presentata mediante consegna a mano o per posta con raccomandata A/R, al Dipartimento Ethos), via Pascoli n. 6 – 90145 Palermo, unitamente alla ricevuta di pagamento della quota di iscrizione (150,00 euro) entro e non oltre il 30 giugno 2010 (ore 13).
Per le domande inviate per posta farà fede il timbro postale di spedizione. Sulla busta occorre indicare la dicitura “Partecipazione Summer School Migranti, Diritti Umani e Democrazia”.

Il responsabile amministrativo del Corso è il dott. P. Iudicello, presso il Dipartimento, Tel. 091/ 23907012 o 091/23897013, Fax 091/23860804, airo.maria@tin.it oppure edigiovanni@unipa.it


PROGRAMMA DEL CORSO

Lunedì 5 luglio

9.00 - Accreditamento
9.30 - Apertura dei lavori e Saluti
Roberto Lagalla rettore dell’Università di Palermo
Piero Di Giovanni direttore del dipartimento ETHOS
10.00 Presentazione della terza edizione della Summer
Aurelio Angelini direttore Summer School
10.30 - Territorio, microimpresa e servizi per migranti: una mappatura GIS della città di Palermo
Elisabetta Di Giovanni Università degli Studi di Palermo
Michele Ippolito Università di Friburgo
16.00 Workshop camp c/o Amnesty International
Trainer Vito Campo

Martedì 6 luglio
9.00 - Sfruttamento lavorativo e prassi discriminatorie nei confronti degli immigrati
Fulvio Vassallo Paleologo Università degli Studi di Palermo
16.00 Workshop camp c/o Centro Internazionale delle Culture
Trainer Claudio Arestivo

Mercoledì 7 luglio
9.00 - I diritti costituzionali del cittadino straniero
Daniele Papa ASGI
16.00 Workshop camp c/o Cesvop
Trainer Ferdinando Siringo

Giovedì 8 luglio
9.00 - Diritti linguistici, politiche educative e percorsi di formazione universitaria: il progetto “Imparare con gli alunni stranieri”
Mari D’Agostino Università degli Studi di Palermo, direttore della "Scuola di Lingua italiana per stranieri"
11.00 Catering multietnico e microimpresa al femminile Workshop camp c/o Agriturismo azienda agricola Il Tancrè
Trainer Associazione Come una marea

Venerdì 9 luglio
9.00 Comunicazione, consumi ed identità: processi di influenzamento nella società della postcrescita
Vincenzo Russo Università IULM di Milano
11.00 Interventi conclusivi
12.30 Verifica finale e consegna attestati

Documenti relativi/Programma/Modulo di iscrizione



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martedì 22 giugno 2010

23 giugno, Palermo: Human Rights in the Streets. Cine-Festival sui Diritti umani



Mercoledì 23 Giugno dalle ore 21:00 H.R.Y.O. - Human Rights Youth Organization, in collaborazione con Left, organizzano una serata all'insegna del relax, del divertimento, ma anche dell'impegno sociale.

Durante la serata, infatti, si svolgerà "Human Rights In the Streets", un cine-festival sui diritti umani: proiezioni di foto e video, dibattito aperto a tutti, mostre fotografiche a tema, performance musicali e, naturalmente, la possibilità di visitare gli stand delle associazioni partecipanti.

TEMA DELLA SERATA: Diritti Umani

Un nuovo momento ricco di iniziative per affrontare le problematiche della quotidiana realtà palermitana.

Il Cine - festival sui Diritti Umani è organizzato all’interno del progetto “Human Rights In The Streets”, realizzato nell’ambito del programma Gioventù in Azione (Programma Comunitario per l’educazione non-formale e la mobilità giovanile).

Prendono parte all'evento le associazioni

A.P.A., Addio Pizzo, Al Janub, Arcigay Palermo, Articolo 3 Palermo, C.E.I.P.E.S., C.E.S.I.E., C.I.S.S., Centro Danilo Dolci, Centro Ewam, Centro Muni Gyana Palermo, Centro Sangye Cioeling, Cittadini Invisibili? No, grazie!, Fuori dal Coro, I.U.P., Kepos, Kronos, Lettere Aperte, Libera Terra, Liberi Tutti, Life and Life, M.D.U. Movimento degli Universitari, M.I.R., Mani Tese, Meditamondi, Muovi Palermo, Narramondi, Photofficine, Rita Atria, Saltatempo, Stanze al Genio, Stran(ier)o Ma Vero, Ubuntu

Per maggiori informazioni è possibile telefonare ai numeri
3485644084 / 3385421643

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sabato 19 giugno 2010

20 giugno, Palermo-Venezia-Ancona-Bari: Indietro non si torna. Evento congiunto contro i respingimenti, per il diritto d'asilo in Italia, Grecia ed Europa


20 Giugno 2010

Giornata Internazionale del Rifugiato


Giornata di lotta in difesa del diritto d’asilo e contro tutti i respingimenti.
Manifestazioni congiunte nei porti dell’Adriatico
e in quelli di Igoumenitsa e Patrasso in Grecia.

A Palermo manifestazione di sostegno per la campagna di mobilitazione
Laboratorio Zeta, via Boito, 7 - Domenica 20 giugno ore 19.00




Da tutta Italia, raggiungiamo Venezia, Ancona o Bari, i luoghi da cui migliaia di persone vengono respinte indietro senza neanche chiedere loro il nome, l’età, il paese di provenienza, il motivo della loro partenza.

Da maggio del 2009, con i respingimenti dei migranti verso la Libia, ha avuto inizio una delle pratiche più violente e lesive della dignità umana che le istituzioni italiane abbiano mai messo in atto. Migliaia di persone tra cui donne in stato di gravidanza e bambini, sono state ricacciate verso le prigioni libiche, gli stupri e le deportazioni nel deserto. Si tratta per la maggior parte, come dimostrano le statistiche delle Nazioni Unite, di persone in fuga da guerra, persecuzione e violenza generalizzata. Profughi che avrebbero il diritto, secondo le convenzioni internazionali, le leggi comunitarie, la Costituzione Italiana, di raggiungere un luogo dove chiedere e ottenere asilo.

Era inevitabile che nella dichiarata "guerra all’immigrazione clandestina" il diritto d’asilo venisse travolto, ostacolato, strumentalizzato, banalizzato, svuotato e calpestato. È stato soprattutto attraverso la spettacolarizzazione della frontiera di Lampedusa, sfruttando un’ansia da “invasione” provocata e poi “curata” con la brutalità dei respingimenti nel Mediterraneo, che si sono legittimate le ulteriori restrizioni dei diritti dei migranti e il recente pacchetto sicurezza con l’introduzione del “reato di immigrazione clandestina”.

Mentre le nuove leggi non hanno fatto altro che alimentare l’irregolarità forzata dei migranti in Italia, la loro precarietà e il loro sfruttamento sul mercato del lavoro, è stato materialmente impedito l’accesso al territorio alle persone più fragili e più difficilmente "clandestinizzabili": i potenziali rifugiati. Nonostante i respingimenti siano stati condannati del Consiglio d’Europa e alcuni funzionari del Ministero dell’Interno siano stati rinviati a giudizio, tutto questo continua ad avvenire.

La vera frontiera a Sud dell’Italia è diventata la costa libica, un luogo irraggiungibile e sottratto a qualsiasi tipo di controllo democratico.

Esiste un’altra frontiera italiana, però, molto più vicina e meno spettacolarizzata, dove “respingimenti” altrettanto illegali e violenti vengono attuati ogni giorno nel silenzio: dai porti di Venezia, Ancona, Bari e Brindisi, la polizia di frontiera respinge ogni anno migliaia di profughi afghani, curdi, somali, eritrei, sudanesi, palestinesi, che cercano, nascondendosi dentro o sotto i TIR in partenza dai porti di Igoumenitsa e di Patrasso, di fuggire dalla Grecia, paese dove l’asilo non esiste (0,03% delle richieste accolte) e che riserva ai migranti un trattamento paragonabile a quello libico.

L’Italia ne ha respinti 3.148 nel solo 2009. Tra di loro moltissimi minorenni e bambini ora rinchiusi nelle carceri greche o rimandati in Turchia e da lì, molto spesso, nei loro paesi d’origine in mezzo alla guerra. Tutto questo accade nelle nostre città, ogni giorno, anche in questo momento, dentro i nostri porti ormai militarizzati, sulle navi di linea che prendiamo per andare in vacanza.

In Grecia, nonostante la situazione drammatica in cui versa il paese, associazioni e movimenti continuano a sostenere la battaglia dei rifugiati e ci invitano a condividerla.

Indietro non si torna per chi sta cercando di arrivare, ma anche per chi è già qui e può perdere il diritto di restare da un momento all’altro perdendo il lavoro e il permesso di soggiorno.

Indietro non si torna per chi il diritto di restare ce l’ha ancora, ma ogni giorno deve sopportare il razzismo e i veleni di una società alla deriva.

Indietro non si torna anche e soprattutto adesso, che la “Crisi” viene utilizzata come ricatto individuale e collettivo per impedirci di combattere per ciò in cui crediamo, per non farci parlare di diritti e di dignità, di solidarietà e di opposizione alla guerra.

Indietro non si torna perché - lo dimostra la Grecia, dove la vita delle persone non vale nulla, dove i profughi non vengono accolti, dove i bambini vengono segregati e abbandonati al loro destino - allora tutto il peggio può succedere.

Per questo l’associazione Kinisi di Patrasso e il Solidarity Group di Igoumenitsa stanno ripartendo del diritto di asilo per parlare dei diritti di tutti e il 20 giugno ci chiedono di essere con loro, da una sponda all’altra della “frontiera” per liberarla, per riprendercela, per farla scomparire. Perché abbiamo un’altra idea di Europa e di Mondo.

20 giugno 2010: le città italiane Venezia, Ancona, Bari rispondono all’appello delle associazioni greche e sono pronte ad accogliere grandi manifestazioni plurali e condivise che si stringano intorno ai porti guardando l’altra sponda dove, ad Igoumenitsa e Patrasso, altri faranno sentire la loro voce. Tutti insieme, contro tutti i respingimenti, per il diritto d’asilo in Italia, in Grecia, in Europa.

Scarica e diffondi il video
"Indietro non si torna"


sui respingimenti tra la Grecia e l’Italia

20 giugno – Laboratorio Zeta, via Boito, 7 – ore 19

Testimonianze di rifugiati/e

Segue grigliata a contributo libero

FORUM ANTIRAZZISTA PALERMO


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venerdì 18 giugno 2010

Carta di soggiorno, a dicembre il test di italiano

Un esame di lingua italiana sarà necessario dal 9 dicembre 2010 per tutti gli stranieri che vogliono ottenere un permesso di soggiorno CE – la carta di soggiorno insomma – utile a rimanere in Italia a tempo indeterminato. Per superare il test e ottenere il documento, i cittadini stranieri dovranno arrivare all’80% delle risposte esatte: solo così chi non è madrelingua dimostrerà di capire le espressioni che gli italiani usano più di frequente in situazioni abituali.

Il criterio di valutazione si riferisce allo standard europeo di conoscenza linguistica A2: in sostanza un livello base, frasi ed espressioni che si usano al supermercato, all’ufficio postale, al bar. “Buongiorno, grazie, panino” tanto per capirsi.

Avere tra le mani la carta di soggiorno senza vincoli di tempo, però, non è semplice. Oltre alle capacità linguistiche, infatti, il candidato dovrà dimostrare di avere un permesso di soggiorno valido di lunga durata e di essere regolarmente in Italia da cinque anni. Solo con questi requisiti si potrà inviare la richiesta alla Prefettura competente, che dovrà rispondere entro 60 giorni indicando ora, giorno e luogo della prova.

Nessun problema, invece, per gli stranieri che hanno ottenuto un certificato di conoscenza linguistica da uno degli enti riconosciuti dai ministeri degli Esteri o dell’Istruzione: per loro niente prova. Stesso discorso anche per chi ha gravi problemi di apprendimento linguistico, certificati da un medico, per chi si è diplomato in una scuola media o superiore italiana, per gli studenti di un master o di un dottorato, per i figli di immigrati con meno di 14 anni e per i traduttori, gli interpreti, i dirigenti, i professori universitari e i giornalisti di testate straniere in Italia.

di LS (16 giugno 2010)

Fonte: Mixa, gli italiani nuovi

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23 e 24 giugno, Palermo: Corso di formazione su percorsi di prevenzione, diagnosi e continuità terapeutica dell’infezione da HIV/AIDS e delle co-infezioni in gruppi socialmente ed economicamente svantaggiati

L'INMP ha il piacere di invitare al corso di formazione relativo al

Progetto "Studio socio-sanitario sperimentale per facilitare i percorsi di prevenzione, diagnosi e continuità terapeutica dell’infezione da HIV/AIDS e delle co-infezioni in gruppi socialmente ed economicamente svantaggiati".

Il Progetto, il cui obiettivo generale è quello di favorire l’accesso ai percorsi di prevenzione, diagnosi, cura e follow-up dell’infezione da HIV/AIDS e delle altre infezioni opportunistiche e/o co-infezioni da parte delle popolazioni a maggior rischio di esclusione sociale, è coordinato a livello nazionale dall’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e il contrasto delle malattie della Povertà e attuato dalla Associazioni della Consulta per la lotta contro l’AIDS del Ministero della Salute in sinergia con gli assessorati alla salute e alle politiche sociali di un campione di 11 Regioni.


Il corso si svolge in 9 sedi in tutta Italia.

Il corso di Palermo si terrà presso la scuola infermieri dell’Ospedale Civico i giorni 23 e 24 giugno. [da questo link è possibile scaricare il modulo di scrizione]

Il corso si avvarrà di lezioni frontali di approfondimento di contenuti specifici, di lavori di gruppo, di case-study e di gruppi di microprogettazione.

Una volta terminato, verrà richiesto ai partecipanti di sperimentare nel proprio ambito l’attivazione e l’implementazione della rete e di azioni rivolte a tradurre nel concreto gli obiettivi prefissi. Tale microprogettazione verrà monitorata e sarà oggetto di riflessione in successivi incontri.

OBIETTIVI DEL CORSO


• Approfondire le conoscenze relative alla terapia HAART e a strategie che favoriscano la compliance;


• Ampliare le competenze riguardo la fruibilità/esigibilità dei diritti delle popolazioni vulnerabili;


• Rafforzare le conoscenze riguardo la metodologia di interventi e progetti in rete;


• Facilitare l’elaborazione e la pratica di logiche e metodologie d’intervento multidisciplinari


SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
progettazioneformazione@gmail.com
tel.338 8312005

Il corso è realizzato in collaborazione con Arcigay Palermo ed ANLAIDS

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