www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


sabato 28 febbraio 2009

Seminario sull'interculturalità, Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo





http://www.lettere.unipa.it/?agenda=1&d=11&m=3&y=2009

Cervantes: ciclo di film Mujeres en la Cresta de la Ola



L'Instituto Cervantes organizza nella sua sede, una rassegna cinematografica dedicata alla nuova generazione di donne registe, le cui opere fanno parte del miglior cinema spagnolo degli ultimi anni.

Dal 2 al 25 marzo ore 19.00.
V.O. con sottotitoli in italiano.

El Alquimista impaciente
Dir. Patricia Ferreira, 2002. 110 min.
02/03/2009 19:00 h.
El cadáver de un hombre desnudo y atado a una cama aparece en un motel de carretera. El sargento Rubén Bevilacqua y su compañera, la guardia Virginia Chamorro, reciben la orden de investigar la muerte, asunto especialmente delicado porque se trata de un ingeniero de una central nuclear y se han desatado las especulaciones tremendistas en la prensa.
Il cadavere di un uomo nudo e legato si trova sul letto di una pensio ne in periferia. Il sergente Rubén Bevilacqua e la sua collega, la vigile Virginia Chamorro, cominceranno una ricerca molto delicata perché si tratta di un ingegnere di una centrale nucleare. Vila e Chamorro vengono a sapere che Trinidad Soler, l'ucciso, era un uomo comune, con una famiglia normale.

Te doy mis ojos
Dir. Icíar Bollaín, 2003. 106 min.
03/03/2009 19:00 h.
Una noche de invierno, una mujer, Pilar, sale huyendo de su casa. Lleva consigo apenas cuatro cosas y a su hijo, Juan. Antonio no tarda en ir a buscarla. Pilar es su sol, dice, y además, ¿le ha dado sus ojos¿... A lo largo de la película, los personajes irán reescribiendo ese libro de familia en el que está escrito quién es quién y qué se espera que haga pero en el que todos los conceptos están equivocados y donde dice hogar se lee infierno, donde dice amor hay dolor y quien promete protección produce terror.
Toledo: una notte d'inverno, una donna, Pilar, scappa di casa insieme al figlio. Il marito, Antonio, la cerca per riportarla indietro. Pilar ha paura.Icíar Bollaín firma il primo film spagnolo che affronta il difficile tema della violenza domestica.

La vida secreta de las palabras
Dir. Isabel Coixet, 2005. 122 min.
04/03/2009 19:00 h.
En un lugar aislado en medio del mar: una plataforma petrolífera, donde sólo trabajan hombres, ha ocurrido un accidente. Una mujer solitaria y misteriosa que intenta olvidar su pasado es llevada a la plataforma para que cuide de un hombre que se ha quedado ciego temporalmente.
Un luogo isolato in mezzo al mare; una piattaforma petrolifera, dove lavorano solo uomini; un incidente; una donna solitaria e misteriosa, che prova a dimenticare il suo passato, viene portata sulla piattaforma per curare un uomo che è rimasto cieco temporaneamente...

Cosas que nunca te dije
Dir.Isabel Coixet, 1996. 93 min.
09/03/2009 19.00 h.
Ann vive en una ciudad del medio oeste americano. Su novio se ha ido a Europa por trabajo. Don es un voluntario del ''Teléfono de la Esperanza'' y está obsesionado por la felicidad de los demás. Una tarde, volviendo del trabajo, Ann recibe una llamada de su novio que ha decidido dejarla. Desesperada, intenta suicidarse bebiendo un bote de esmalte de uñas.
Ann abita in una città del Midwest americano. Il suo ragazzo è stato trasferito in Europa. Don fa il volontario nella "Hope Line" ed è ossessionato dalla felicità degli altri. Un pomeriggio, tornando dal lavoro Ann riceve una telefonata dal suo ragazzo che ha deciso di lasciarla. Disperata, tenta il suicidio bevendo un flacone di smalto per le unghie.

Flores de otro mundo
Dir. Icíar Bollaín, 1999. 105 min.
11/03/2009 19:00 h.
Patricia es una mujer dominicana que busca una casa y una seguridad económica que en Madrid no consigue encontrar. Milady, nacida en La Habana, tiene veinte años y el mundo por delante. Marirrosi, de Bilbao, tiene trabajo y casa pero se siente muy sola. La misma soledad que condividen Alfonso, Damián y Carmelo, hombres de Santa Eulalia, un país sin mujeres con las que casarse y sin futuro. Una fiesta para solteros es la ocasión ideal para encontrarse y el inicio de esta historia agridulce
Patricia, immigrata dominicana, cerca una casa e la sicurezza economica che la sua illegalità a Madrid non le permette di raggiungere. Milady, nata a L'Avana, ha vent´anni ed il mondo davanti a lei. Marirrosi, di Bilbao, ha lavoro e casa ma si sente molto sola. La stessa solitudine che condividono Alfonso, Damián e Carmelo, uomini di Santa Eulalia, un paese senza donne da sposare né futuro. Una festa per single crea l'occasione per l´incontro e da inizio a questa storia agrodolce.

Héctor
Dir: Gracia Querejeta, 2004.107 min.
16/03/2009 19:00 h.
Héctor, un adolescente de 16 años, ha perdido a su madre. Su tía Tere se hace cargo del joven. De vivir en una céntrica casa con jardín se traslada a un pequeño piso en un barrio a las afueras. Héctor trata de comprender la nueva realidad que se muestra ante sus ojos. Una forma de vida muy distinta a la suya pero que, poco a poco, sentirá muy próxima. Todo cambia con la llegada de Martín, el padre de Héctor.
L'adolescente Héctor, in seguito alla morte della madre, si trasferisce a casa della zia Tere che vive in una zona periferica della cittá. Il ragazzo cerca di capire la nuova realtá che lo circonda.L'arrivo improvviso del padre cambierá , ancora una volta, lo scenario della sua vita.

Se quien eres
Dir. Patricia Ferrerira, 1999. 100 min.
18/03/2009 19:00 h.
Cuando Paloma, una joven psiquiatra enamorada de su trabajo,llega a ocupar su plaza en un hospital remoto en Galicia, encuentra a un paciente muy especial. Se trata de Mario, un hombre a la vez inquietante y seductor, que padece una extraña enfermedad: el síndrome de Korsakof, una alteración de la memoria que supone un caso de estudio apasionante para la joven doctora.
Paloma, é una giovane psichiatra che lavora in un ospedale sperduto in Galicia. Lì trova Mario, un uomo inquietante e seduttore, che soffre una strana malattia: la sindrome di Korsakof, che provoca un alterazione della memoria. La giovane dottoressa si appassiona allo studio del caso. Ma la memoria persa di Mario nasconde un passato.

Poniente
Dir, Chus Gutíerrez, 2002. 96 min.
23/03/2009 19:00
Lucía, una joven maestra que vive en Madrid, regresa a su tierra con su hija Clara tras la muerte de su padre. Allí se reencuentra con el pueblo de su infancia, "La Isla". Al lado de su mundo delimitado por el mar y el constante soplar del viento, Lucía descubre otro universo, el del plástico. Entre esta mezcla de universos vive un mundo pluriétnico fruto de sucesivas migraciones
Lucía, una giovane maestra che vive a Madrid, in seguito alla morte del padre ritorna nella sua terra d'origine con la figlia. Nell'isola, circondata dal mare e dal vento, ritrova il paese della sua infanzia, e scopre un altro universo.

La doble vida del Faquir
Dir. Dir.Elisabeth Cabeza y Esteve Riambau, 2005. 95 min
25/0372009 19:00
La buhardilla de un colegio construido a finales del siglo XIX en Sant Julià de Vilatorta aloja un viejo proyector cinematográfico que vuelve a funcionar para proyectar una película rodada allí mismo en 1937: Imitando al faquir.
In una vecchia scuola del XIX secolo a Sant Julià de Vilatorta, si nasconde un vecchio proiettore cinematografico che viene rimesso in funzione in occasione della proiezione di un film che era stato realizzato nel 1937, dal titolo "Imitando il fachiro".


Instituto Cervantes Palermo
Via Argentería Nuova, 33
Telf: 0918889560

Goethe-Institut: talent show per imparare il tedesco



Dal 2 al 12 marzo gli alunni di cinque scuole italiane partecipano a un seminario per diventare musicisti e cantanti, i migliori vincono un soggiorno nella Popakademie di Mannheim e incidono un disco.

Roma, 26 febbraio 2009 - Vocal coach, band coaching, sono termini che passando dalla televisione dei talent show sono entrati nel vocabolario quotidiano dei teenager. Sono termini che implicano lo studio della musica e del canto, affiancato da professionisti del mestiere che insegnano agli aspiranti artisti a stare su un palco. Con il ciclo di seminari “A scuola di rock”, il Goethe-Institut porta nella scuola italiana un progetto didattico pensato insieme alla prestigiosa Popakademie del Baden-Württemberg (http://www.popakademie.de/ ). Si tratta di un’iniziativa lanciata l’anno scorso in Francia e che, grazie al successo ottenuto tra i ragazzi e sui media, ora arriva anche in Italia, Spagna e Portogallo.

A partire dal 2 e fino al 12 marzo, professionisti della musica della Popakademie, per l’appunto dei veri band coach, metteranno in scena degli spettacoli in cui gli studenti attraverso musica e canzoni si divertiranno anche con la lingua tedesca. Durante i seminari si formeranno delle band, che impareranno a comporre testi e musica, e che potranno dare prova della loro bravura con uno spettacolo finale. Le scuole che partecipano al programma sono cinque, da Trieste a Palermo, e tutte appartenenti alla rete di scuole PASCH. PASCH "Scuole: Partner del futuro" è un progetto di collaborazione internazionale tra scuole, al quale partecipano venti istituti scolastici italiani, rigorosamente selezionati. Per questa rete di scuole, almeno mille in tutto il mondo, il Ministero degli Affari Esteri tedesco ha stanziato 45 milioni di Euro. Tutti gli istituti scolastici appartenenti al Pasch, gli insegnanti e gli alunni, possono collaborare gli uni con gli altri e accedere a una serie di iniziative comuni.

Tornando al progetto del Goethe-Institut con la Popakademie, la tournée nelle scuole in Italia sarà l’occasione per selezionare una band che, insieme alle migliori scelte in Spagna e Portogallo, andrà direttamente in Germania, a Mannheim, dove ha sede l’accademia della musica. Qui la band potrà partecipare a un seminario e incidere un proprio disco.

Queste le date della tournée

02.03.09
Liceo Ginnasio Statale “Francesco Petrarca” – Trieste
04.03.09
Istituto Tecnico Statale per il Turismo “Artemisia Gentileschi” - Milano
06.03.09
Liceo Statale Linguistico Pedagogico-Sociale “Giovanni Pascoli” - Firenze
09.03.09
Istituto Tecnico Statale “Vincenzo Arangio Ruiz” – Concerto e workshop nel Goethe-Institut di Roma
11. e 12.03.09
Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo” - Palermo

Gli organizzatori del progetto sono sicuri di riuscire a tirare fuori tutti i talenti musicali tra gli alunni di tedesco degli istituti italiani. Nelle scuole PASCH in Francia, sono già nati complessi musicali e repertori di canzoni rock, pop e hip hop cantate in tedesco e accompagnate dagli alunni stessi. Adesso tocca all’Italia, e chissà che tra i nostri ragazzi non ci siano i cugini dei Tokio Hotel!

Riepilogo del progetto

Premesse: la musica e l’organizzazione di un concerto facilitano la comunicazione nella lingua straniera – il rock come mezzo di comunicazione produce un ambiente di apprendimento rilassato e dà una forte motivazione ai ragazzi, il fare musica promuove l’integrazione e la tolleranza.

I docenti del seminario sono tutti appartenenti alla Popakademie, hanno studiato musica e pedagogia, parlano solo in tedesco ma hanno il “tono“ giusto con cui rivolgersi ai ragazzi, comunicano su un piano comune, quello musicale.

Obiettivo del progetto è far nascere nuove associazioni emozionali verso la lingua tedesca, dare agli studenti un fine comune sul quale lavorare: creare una band e cantare in tedesco.

Risultato sarà l’introduzione di nuovo materiale didattico nelle lezioni: il testo musicale e il suo componimento. Gli alunni e gli insegnanti, dopo il workshop, continueranno ad avere un’assistenza online, un tutor che li consiglierà sul lavoro svolto in classe. Le band che comporranno durante l’anno scolastico almeno tre canzoni, potranno partecipare a un campus estivo presso la Popakademie.

Il workshop si divide in più aree tematiche, a seconda degli interessi e della conoscenza del tedesco dei partecipanti: lezioni di ritmo, di canto, di musica e di componimento (testi e musica). Tutto quello che solitamente si studia in un’accademia del rock.


Solo per la stampa
I giornalisti interessati possono partecipare al seminario e al concerto che si terrà
il 9 marzo nell’Auditorium del Goethe-Institut di Roma, in via Savoia 15.

Orari dei seminari: dalle 10.00 alle 12.00, dalle 13.00 alle 15.00

Orario del concerto: dalle 16.30 alle 17.30
Pranzo a buffet dalle 12.00 alle 13.00

Per partecipare
Ufficio Stampa Goethe-Institut Rom
Elisa Costa
Goethe-Institut Rom
Via Savoia, 15
00198 Roma
Tel.: 06 84400566
Mob. 345.2909875
Fax: 06 8411628
ufficiostampa@rom.goethe.org


Programma Culturale
Goethe-Institut Palermo

Cantieri Culturali alla Zisa
Via Paolo Gili, 4
90138 Palermo
Tel. +39 091 6528680
Fax +39 091 6528676

martedì 24 febbraio 2009

Laboratorio di analisi e proposta "GovernareINsicurezza"


Laboratorio di analisi e proposta sulle politiche di sicurezza in Italia

Per discutere sulle leggi su sicurezza e immigrazione varate o in via di definizione



Venerdì 27 febbraio ore 15.30

Dipartimento di Studi su Politica Diritto e Società “G. Mosca”

Università degli Studi di Palermo

Piazza Bologni 8, aula 26



Aperto al contributo di tutti



Tema del primo incontro

Decreto antistupro e l'esercito delle ronde

lunedì 23 febbraio 2009

IUP: venerdì 27 febbraio, cena bangla a scopo benefico "5000 Bangla"




I
UP Intercultural Unity Point
è un’Associazione di Promozione Sociale che nasce nel 2007, con il principale obiettivo di promuovere il dialogo e l’intercultura tra i popoli.



Alla base del nostro impegno c’è la volontà di capillarizzare, a livello sia nazionale che internazionale, una vera e propria rete interculturale di solidarietà.



La cooperazione internazionale è la missione che IUP mira a diffondere progressivamente per il sostegno ai paesi in via di sviluppo.

Venerdì 27 febbraio IUP, in memoria della “Giornata Internazionale della lingua Madre” istituita dall’UNESCO, organizza un evento culturale a fine benefico intitolato

5000 BANGLA
Venerdì 27 febbraio 2009
Cortile Patania
via Patania 34
(zona Massimo, alle spalle della Posta Centrale)
alle h. 21.00


con cena a buffet di cucina tipica bangladese, proiezioni video ed ascolto di musica folcloristica.

In attesa di gradito riscontro, si fa presente che la cena etnica a scopo benefico ha un costo sociale che parte da Euro 15,00 e che ci è utile conoscere, entro giorno 25 febbraio, il numero dei partecipanti attraverso prenotazione telefonica o contatto e-mail .

Cordiali saluti.

Arif Hossain
Presidente

Info & prenotazioni:
Tel:0915500237
Fax:0917487275
Cell: 3888958174 - 3283540117 - 3348702275

info@iuporganization.org

Tetto al numero di alunni stranieri nelle scuole e classi ponte

Tetto al numero di alunni stranieri? Classi ponte? Metropoli lo ha chiesto ai presidi di alcune delle scuole più multietniche d'Italia.
Ernesto Passante è direttore didattico del 18esimo comprensivo Veronetta-Porto. "Sulle quote -- dice -- non ho pregiudiziali, ma dietro alla parola "stranieri" non ci sono bisogni uniformi. A un ragazzino cinese serve più tempo, rispetto a un moldavo, per colmare il gap linguistico". Quanto ai patti tra scuole, "non hanno senso se non coinvolgono i Comuni. Poi non conosco una scuola che accoglierebbe stranieri "in più". Sarebbe già molto che ognuna accogliesse i "suoi", anziché accampare scuse per respingere chi arriva in corso d'anno". Classi ponte? "Un'ipotesi che quasi non merita risposta: mira a far credere che gli studenti stranieri siano stupidi. E' un'iniziativa strumentale: li si vuole fuori e basta". "Il "tetto" potrebbe essere un'idea di buon senso, ma da solo è illogico e trasmette un messaggio diesclusione", afferma Michele Falco, dirigente del comprensivo di Calcinato, nel bresciano. "Gli stranieri vivono nelle zone industriali o nei centri storici. Come si fa a dirgli che i loro figli non possono andare alla scuola più vicina? Almeno bisognerebbe garantire un servizio di trasporti gratuito". Anche sulle classi ponte Falco ha le idee chiare: "Rischiano di creare separazione. Meglio i laboratori di lingua". "I bambini che superano il tetto che fine fanno? Li caricano su un pullman e li spediscono in altre scuole?", si chiede Maria Amigoni, dirigente del comprensivo n. 11 nel quartiere San Donato. "La vicinanza della scuola, oltre ad essere comoda, è importante per le amicizie, e poi il trasporto costa". Amigoni è contraria anche alle classi ponte: "Non hanno senso, l'italiano si impara stando con i coetanei o potenziando i corsi pomeridiani". E per arginare la fuga degli italiani, assemblee con i genitori per dimostrare che la scuolamultietnica funziona. "Pensare a una classe ponte per me è assurdo, sono per i curricula interculturali -- afferma Gelsomina Viscione, preside della elementare Salvatori di Fermo (77 studenti stranieri, 47 italiani -- . Con una concentrazione così alta la didattica diventa un pilastro. Studiamo percorsi tarati sulle diverse competenze dei bimbi. Dividiamo la classe in gruppi, scegliamo un alunno che funga da tutor, con la supervisione dei docenti". La Salvatori non ha subito una fuga di italiani: "Ogni plesso è servito dall'autobus; nessuno ha mai fatto crociate". Nella Sandro Pertini di Martinsicuro, in ogni classe ci sono 6 bimbi stranieri. "Da tre anni -- spiega la preside Leonilde Maloni -- seguiamo un protocollo per una distribuzione equa. Credo che una classe per funzionare debba essere disomogenea per etnia, stato sociale, conoscenze e modo di interiorizzare le regole". I bimbi di recente immigrazione possono seguire laboratori di italiano,"ma pensare a classi isolate mi farebbe orrore". Alla Lessona di Porta palazzo gli stranieri sono il 60-70%. Ma per la preside Giulia Guglielmini, "l'idea di un tetto è poco efficace. E anche la soluzione dei "patti fra scuole" si scontra con un principio democratico: i genitori hanno libertà di scelta, per rifiutare un'iscrizione valgono solo criteri oggettivi. E credo che nemmeno le classi ponte siano una risposta: meglio che l'alunno stia in classe il più possibile". Abbandono degli italiani? "Non da noi". "Da quattro anni, grazie all'intraprendenza dei Comuni, abbiamo intese territoriali per un'equa distribuzione degli studenti -- dice Alessandra Barbaresi, preside del 2ï¾° circolo di Arzignano -- . In Comune abbiamo il 18% di stranieri: grazie a un sistema di pulmini e a un lavoro con i genitori nessuna scuola ha mai superato la media. I figli di immigrati devono stare con gli altri, ma per farlo servono docenti e risorse". Per AlessandraSalvati, che coordina l'accoglienza degli stranieri nel comprensivo Marco Polo, "è complesso accogliere chi arriva dal Paese d'origine, ma è molto diverso seguire un ragazzo cresciuto qui. Se un "tetto" per i non italofoni può essere utile, non ha senso distinguere sulla base della cittadinanza". La Marco Polo lavora in rete con le scuole vicine per la distribuzione degli alunni stranieri, ma "per il resto l'inserimento in classe è la strada più efficace se affiancata da laboratori linguistici". Per Bonifacio De Vido, preside del comprensivo di Susegana, "quando si supera il 30% si ha un calo dell'apprendimento e una seria difficoltà con le famiglie. Quanto alle classi ponte, è necessario dare spazio allo studio dell'italiano, ma senza isolare i bambini". "I nostri "stranieri" -- ribatte Orazio Colosio, preside ad Asolo -- sono soprattutto di seconda generazione. Per questo vorrei capire bene di separarli vorrei capire di chi si parla, ancheperché isolandoli si rischia che non imparino nulla. Il punto vero è avere più risorse". Al "Narcisi" di Milano gli stranieri sono il 70%, ma perlopiù nati e cresciuti in Italia. "Chi arriva da fuori -- spiega la preside Chiara Conti -- per la prima settimana studia italiano. Noi osserviamo, poi decidiamo dove inserirlo. Dopodiché continua il labratorio di lingua per due ore, per il resto va a lezione coi compagni". Quanto all'ipotesi di un tetto, Conti si limita a osservare che "soprattutto chi va alle elementari dovrebbe avere la scuola vicino a casa".
(22 febbraio 2009)
Edscuola.it/stranieri.html rubrica specializzata della rivista on line Edscuola. Reg. Trib. Lecce n. 662 del 01.07.1997 - ISSN 1973-252X - Dir. resp. Dario Cillo. Per proporre testi da recensire, articoli, recensioni, news, info, convegni e incontri scrivere alla redazione stranieri.edscuola@yahoo.it

domenica 22 febbraio 2009

Alunni dallo strano cognome oppure dalla faccia troppo scura...

Porsi il problema del concentramento di alunni di passaporto straniero nelle scuole è senza dubbio legittimo. Ma per il sociologo Maurizio Ambrosini, direttore della rivista Mondi migranti e docente di Sociologia delle migrazioni all'università di Milano, "il tetto di presenze proposto dalla Lega per questi studenti risponde più a un discorso di tipo etnico che pedagogico". Secondo Ambrosini, "quello che si vuole evitare in realtà è la vicinanza di troppi alunni dallo strano cognome oppure dalla faccia troppo scura, mentre non è stato affrontato seriamente il problema dell'apprendimento dell'italiano, che secondo alcuni rallenterebbe le classi". Per Ambrosini c'è un problema a monte della creazione di classi d'inserimento e di tetti percentuali: a scrivere le proposte sono essenzialmente politici, non esperti in materia. "Tant'è - continua - che nessuno pone il problema delle risorse per migliorare la situazione. Ad esempio non si parla delfatto che ad esempio nella Provincia di Milano, negli ultimi dieci anni, il rapporto tra facilitatori linguistici come i meditatori culturali e alunni stranieri è passato da un facilitatore ogni 50 studenti ad uno ogni 500". Infine, secondo il sociologo, "sarebbe doverosa una distinzione interna agli stessi alunni stranieri, tra chi è nato in Italia o comunque qui è cresciuto e chi invece è giunto nel Paese da poco. Perché è fondamentale sapere ad esempio che la maggior parte dei minori di origine immigrata è nata qui: per loro il problema della lingua italiana si risolve senza troppi interventi".
p.b.v.
22 febbraio 2009

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Allievi di lingua non italiana nelle scuole: il modello integrato funziona meglio di quello separato

Le classi d'inserimento non sono la soluzione migliore. Anche secondo esperti europei. "Nel libro verde dell'Unione europea del 2008 sui modelli di istruzione - dice la pedagogista Graziella Favaro del Centro Come di Milano - si afferma che il modello che funziona meglio è quello integrato, stare insieme nelle stesse classi con in più moduli intensivi di lingua, e non il sistema separato". Per l'esperta non sono quindi le classi parallele, con una condivisione solo di attività come educazione fisica e i laboratori d'arte, a rappresentare un aiuto per i figli di immigrati neo-arrivati nel Paese. "Secondo i linguisti - spiega - l'italiano per comunicare si impara a continuo contatto con i coetanei, altrimenti i tempi di apprendimento si allungano". Mentre "il secondo obiettivo, l'italiano per studiare, si raggiunge attraverso la condivisione dei percorsi didattici. Ricordiamo che una buona parte degli alunni stranieri ha competenze inlogica-matematica e discipline scientifiche, paragonabili a quelle dei compagni autoctoni, e in certi casi perfino superiori. Come nel caso di alcuni alunni provenienti dall'Asia o dall'Europa dell'Est". Insomma, conclude la pedagogista, "una classe formata da soli stranieri, che raggruppa alunni di età e preparazione differenti con l'obiettivo dell'apprendimento della nuova lingua, non propone a questi alunni i contenuti curricolari presentati nel frattempo ai compagni di banco. Rischia quindi di bloccare il loro apprendimento scolastico e di demotivarli, mentre invece si impara l'italiano anche studiando la matematica, la geografia, le scienze".

Paula Baudet Vivanco

22 febbraio 2009

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giovedì 19 febbraio 2009

Politiche di integrazione, rassegna stampa

Elena Donazzan (Regione Veneto): "Quote e classi di accesso, parte della soluzione al problema dell’integrazione degli studenti stranieri."

VICENZA - “Le quote e le classi di accesso sono una parte della soluzione al problema dell’integrazione degli studenti stranieri”. Riassume così Elena Donazzan, assessore regionale del Veanto all’istruzione, formazione e lavoro, quanto emerso dall’incontro che si è tenuto oggi ad Arzignano (Vicenza), nella Direzione didattica statale del secondo Circolo alla presenza di tutti i dirigenti scolastici delle scuole primaria e secondaria di primo e secondo grado. L’assessore Donazzan aveva chiesto una giornata di lavoro nel territorio con la più alta densità di studenti stranieri del Veneto, anche alla luce del fatto che sta predisponendo il Libro Verde sull’Istruzione che avrà, tra i temi da affrontare quello dell’integrazione. “E’ stato un incontro franco e operativo- commenta Donazzan - fuori dal politicamente corretto e dagli schieramenti ideologici. Ho apprezzato la praticità e la concretezza degli insegnanti nell’evidenziare i problemi legati ad una presenza massiccia di studenti stranieri, alla conoscenza della lingua italiana, alle difficoltà del multi-culturalismo, ma anche ai problemi legati al nomadismo scolastico e alla preoccupazione che alcune scuole diventino dei veri e propri ghetti”. “Ho riconosciuto - prosegue l’assessore regionale - l’ottimo lavoro dell’amministrazione comunale di Arzignano, in stretto contatto con la locale Direzione scolastica, nel gestire l’equilibrio tra italiani e stranieri nella definizione della composizione delle classi, una concreta attuazione della proposta da me fatta in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico sulle quote da prevedere per ogni singola classe”. L’assessore Donazzan ha comunicato che chiederà al Ministero dell’Istruzione di sperimentare un nuovo approccio alla gestione della didattica e del territorio dell’Ovest vicentino e che è già attivo un Coordinamento che potrà essere di riferimento ad altre analoghe realtà. “E’ la scuola - conclude Donazzan - che forma la coscienza di un popolo, ed è nella scuola che deve partire l’integrazione di una società la cui multi-etnicità e multi-culturalità rappresentano un problema enorme”. ( Inform )


Mai più materne con stranieri che superano gli italiani

Scuole, quote per gli immigrati

Partirà tutto dalla scuola Carlo Pisacane, in VI Municipio, la stessa che nel giro di ventiquattr'ore ha rischiato di diventare la prima scuola frequentata interamente da bambini immigrati e che oggi, invece, farà da modello all'intera città. L'accordo siglato l'altra notte dall'assessore alla Scuola, Laura Marsilio, dal direttore regionale scolastico, Raffaele Sanzio, i dirigenti del VI Municipio e i dirigenti scolastici delle scuole del Municipio, farà da apripista per garantire, finalmente, un'equa distribuzione dei piccoli alunni stranieri nelle scuole comunali e statali. Nel particolare, per quanto riguarda l'istituto Pisacane, frequentato da 170 alunni extracomunitari su 180, l'accordo mette «in rete» tutte le scuole del Municipio che si sono impegnate «ad accogliere con riserva le iscrizioni di alunni fuori zona e di definire, al temine delle iscrizioni stesse, la presenza di alunni di famiglie italiane accanto a quelli di famiglie straniere, con l'obiettivo, da raggiungere nel medio termine - si legge nel testo - l'equilibrio di rapporto tra alunni italiani e alunni stranieri». Per questo, l'assessorato capitolino metterà in campo «azioni di orientamento alle famiglie sulla scelta della scuola e garantirà l'eventuale trasporto scolastico per quegli alunni che accettino, in funzione del riequilibrio, di frequentare scuole non di zona». Lo stesso schema di accordo verrà riproposto anche per le scuole «ghetto» del I Municipio, del II, del VII, del XX e ovunque ci sia necessità di riportare il giusto equilibrio tra le diverse nazionalità, unica garanzia di quell'integrazione sociale e culturale in alcune casi completamente vanificata dal cambiare nome al presepe per chiamarlo villaggio globale, inserendovi donne in burqa al posto dei re Magi e minareti sullo sfondo e utilizzando manifesti antisionisti per fare i cappellini di carta per i bambini, come dimostrato ieri dalle mamme della scuola Pisacane davanti alle telecamere di Studio Aperto.


Scaffale Interculturale presso la Biblioteca Civica di Sanremo

Sanremo - L'Associazione Mappamondo, in collaborazione con la Biblioteca Civica di Sanremo e il Cespim di Imperia propone uno Scaffale Interculturale per permettere ai cittadini italiani e stranieri di approfondire i temi dell'Intercultura.
L'Associazione Mappamondo, in collaborazione con la Biblioteca Civica di Sanremo e il Cespim di Imperia propone uno Scaffale Interculturale per permettere ai cittadini italiani e stranieri di approfondire i temi dell'Intercultura, conoscere meglio leLeggi e la Lingua Italiana, avvicinarsi a letterature di altri Paesi. Lo scaffale, situato nei locali della Biblioteca Civica di Via Carli 1 a Sanremo, è rivolto: a cittadini stranieri che desiderano apprendere la lingua italiana e familiarizzare con la cultura italiana; a stranieri bisognosi di informazioni su diritti e doveri dei cittadini residenti in Italia (testi normativi); a cittadini italiani che vogliono approfondire le tematiche dell'immigrazione e dell'intercultura; a operatori sociali, del mondo della scuola e dei servizi pubblici che necessitano documentarsi sui temi dell'intercultura e dei diritti di cittadinanza.
Nello scaffale si possono trovare Grammatiche e Testi di Lingua e Dizionari, Saggistica sui temi dell'Interculturalità, politiche di integrazione, rapporti sullo stato dell'immigrazione in Italia, materiale di orientamento sui diritti di cittadinanza e sul territorio, materiale generale per una prima informazione sulle altre culture, supporti per la didattica in contesti multiculturali, bibliografia enarrativa straniera in lingua italiana e nelle lingue originali.
La progettazione dello scaffale conclude il PROGETTO "INTERCULTURALMENTE" avviato nell'anno 2005 che aveva visto la realizzazione di un importante convegno sul tema dell'immigrazione a Sanremo ed era proseguito con un corso di formazione per docenti e operatori sociali ed una rassegna cinematografica.
Il Progetto era stato sostenuto dall'allora Assessorato alla Solidarietà e Assistenza Sociale del Comune retto dal prof. Ivalid e dalla Segreteria Tecnica di Zona 2 Sanremese coordinata dal Dottor Genduso.
Così come grandi biblioteche di altre città, ad esempio la Biblioteca Berio di Genova, anche Sanremo si è dotata di uno Scaffale che risponde alle esigenze di una società in movimento e che si arricchisce dell'apporto di tante e diverse culture.
L'Associazione Mappamondo desidera ringraziare in particolare la Dottoressa Paola Forneris, responsabile della Biblioteca Civica, e della Dottoressa Daniela Filippi, per la loro disponibilità e per aver accolto con entusiasmo il progetto e aver permesso la sua concreta realizzazione.
L'auspicio è che il materiale a disposizione venga accolto come un'opportunità per tutti i cittadini, italiani e stranieri, e venga in futuro potenziato dalle Istituzioni.



Edscuola.it/stranieri.html rubrica specializzata della rivista on line Edscuola

Reg. Trib. Lecce n. 662 del 01.07.1997 - ISSN 1973-252X - Dir. resp. Dario Cillo.

Per proporre testi da recensire, articoli, recensioni, news, info, convegni e incontri scrivere alla redazione
stranieri.edscuola@yahoo.it

mercoledì 18 febbraio 2009

Comitato per la sicurezza civica a Palermo: domani 19 febbraio 2009 il prossimo incontro

I provvedimenti sulla sicurezza varati dal governo negli ultimi mesi, e le prassi di polizia che ne hanno anticipato i contenuti, stanno colpendo gravemente le garanzie democratiche sulle quali si fonda lo stato di diritto, con un grave attacco alla libertà di manifestazione, ai diritti di rappresentanza politica, all’autonomia della magistratura.
E’ sotto attacco anche la libertà di informazione con i nuovi limiti alle attività dei giornalisti e alle comunicazioni via internet, non solo con la minaccia di ritorsioni legali, ma anche con strumenti di controllo occulto sempre più penetranti.
In un momento in cui i provvedimenti e i tagli di fondi varati dal governo nazionale colpiscono intere categorie di lavoratori e studenti, compromettendo qualsiasi prospettiva di parità di diritti tra ricchi e poveri, tra cittadini ed immigrati, le occasioni di protesta sociale diventano sempre più numerose, e sono sempre più frequenti gli interventi repressivi da parte delle forze di polizia. Si è giunti al punto che un prefetto può imporre ai partecipanti ad un sit in regolarmente organizzato, di non attraversare una strada, di non sostare su un lato della strada, di non appendere cartelloni sul cancello di cinta di un edificio pubblico. A Roma si è giunti al sequestro di striscioni nel corso di una manifestazione pubblica regolarmente autorizzata.
Non si tratta solo dei writers e dei senza tetto, nuovi obiettivi privilegiati delle politiche di controllo e di criminalizzazione praticate dal governo, o dei migranti irregolari, soggetti ormai considerati tradizionalmente come “nemici interni”. Soprattutto dopo l’approvazione dei provvedimenti in materia di sicurezza, ma anche rispolverando vecchie norme del periodo fascista, come è avvenuto a Palermo con l’ ”avviso orale” consegnato a Pietro Milazzo, sono innumerevoli i casi di cittadini che potrebbero essere destinatari di misure di polizia solo per avere partecipato ad iniziative di protesta sociale: così rischiamo tutti di essere dichiarati “socialmente pericolosi”.
Di fronte a questi gravi rischi, occorre accrescere gli strumenti di autodifesa civica, di difesa legale e di controinformazione con la costituzione di un COMITATO che si batta per una radicale modifica dei paradigmi e delle pratiche amministrative sui quali si fonda l’attuale concetto di SICUREZZA, proponendo di allargare e non comprimere le attuali sfere dei diritti e delle libertà, individuali e collettive, di battersi per i diritti fondamentali di tutte e di tutti, contro l’impostazione sicuritaria e di controllo sociale che sembra dilagare in questo momento. Siete tutti invitati a promuovere e sostenere la nascita e le iniziative di questo Comitato, sostanzialmente ad adesione individuale perché vuole riunire sensibilità politiche, sociali e culturali diverse.
Il prossimo incontro del Comitato per la sicurezza civica, a Palermo, si svolgerà giovedì 19 febbraio 2009 alle ore 16 presso il Dipartimento studi su politica, diritto e società, a Piazza Bologni 7, piano terra.

Fulvio Vassallo Paleologo


sabato 14 febbraio 2009

Progetto Giovani: corso gratuito di lingua italiana per stranieri (150 ore)







ITALIANO

Corso di lingua italiana per stranieri
Progetto finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con il fondo per l'inclusione sociale degli immigrati

Corsi gratuiti di lingua e cultura italiana per cittadini stranieri finalizzati all’acquisizione di competenze linguistiche, storico culturali e civico-giuridiche.
I corsi avranno luogo a Palermo e ad Agrigento.
Durata: 150 ore
I corsi verranno realizzati la sera, per non più di 3 giorni a settimana.
Destinatari: adulti stranieri (uomini e donne) di lingua araba regolarmente soggiornanti in Sicilia.
Le attività saranno supportate dai mediatori culturali.
Al termine del percorso formativo i partecipanti che avranno seguito almeno il 70% delle ore di corso riceveranno un attestato di frequenza, rilasciato dall’ente proponente.

Iscrizioni entro il 27 febbraio
.

Associazione Progetto Giovani

Palermo
: Via Quarto dei Mille, 6
Tel : 091 6251144

Agrigento
: Via Regione Siciliana, 132

info@progettogiovani.it






FRANCESE

Cours de langue italienne pour les etrangers
Projet financé par le Ministère Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali dans le fonds pour l'insertion sociale des immigrants

L’Association Progetto Giovani organise des cours gratuits de langue et culture italienne pour les citoyens étrangers dont l’objectif est d’acquérir des compétences linguistiques, historiques, culturelles, civiques et juridiques.
Les cours auront lieu à Palerme et à Agrigente.
Durée: 150 heures.
Les cours auront lieu le soir pas plus que trois jours par semaine.
Destinataires: des adultes étrangers (hommes et femmes) dont la langue mère est l’arabe et qui séjournent régulièrement en Sicile.
Les activités seront coordonnées par des médiateurs culturels.
A la fin du parcours de formation, les participants qui auront suivi au moins le 70% du total des heures du cours, recevront une attestation de fréquence qui leur sera délivrée par l’organisme organisateur.

Les inscriptions sont ouvertes jusqu’au 27 février.

Associazione Progetto Giovani

Palermo
: Via Quarto dei Mille, 6
Tel : 091 6251144

Agrigento
: Via Regione Siciliana, 132

info@progettogiovani.it


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Alla Vicaria: "palermo is cool" a cura di Emma Dante



sabato 21 e domenica 22 febbraio 2009 ore 21.30
palermo is cool
performance a cura di emma dante
con italia carroccio, massimo vinti, valentina chiribella, lidia miceli, onofrio zummo, claudia benassi

Una performance grottesca sulla città e i suoi personaggi, dall’ambulante all’assessore, dal barista al chirurgo, dal tifoso all’automobilista, dal turista al parcheggiatore, dalla professoressa allo studente.
Una carrellata su Palermo che prende spunto dall’attualità e denuncia con ironia problemi di sempre, nuovi e futuri.
Voci disparate che testimoniano, ognuna dal proprio punto di vista, l’atavica insoddisfazione e rassegnazione o la falsa illusione di una città all’avanguardia, sfatando o confermando, di volta in volta, l’immagine classica della “sicilianità”.
Palermo è la città più cool d’Italia ed anche la città più inquinata, la città con più disoccupazione, la città più indebitata…

ingresso 7 euro

Prenotazioni +39 3351420111 (ORE14 - 19)

la vicaria
direzione artistica emma dante
via polito 5c palermo

Al Festival di Sanremo anche una canzone sull’immigrazione

News ed eventi

10 febbraio 2009

Pubblicati i brani in concorso: “L’opportunità”, dedicata all’immigrazione, verrà proposta dal trio Pupo, Paolo Belli e Youssou N’Dour

Il titolo è L’opportunità e si capisce subito che quest’anno, al Festival della canzone italiana di San Remo, si parlerà di immigrazione in modo diverso da come siamo abituati dai media.
Ieri sono stati resi noti i brani che partecipano al concorso di quest’anno (in programma tra due settimane) e la sorpresa, secondo gli addetti ai lavori, è il brano proposto dal trio Pupo, Paolo Belli e Youssou N’Dour, destinato “ad entrare nel cuore degli italiani”.
Una canzone che parla di accoglienza, rispetto e tolleranza verso gli stranieri e i diversi. Il testo lo ripete più volte: “Vivere l’essere diversi come un’opportunità / benvenuto amico e anche a chi / non ha una casa, né un Paese ma solo offese”.
L’idea del brano per Sanremo è venuta a Enzo Ghinazzi, in arte Pupo. “Quando mi hanno eletto presidente dell’Associazione Nazionale cantanti - ha rivelato l’autore a Famiglia Cristiana - ho pensato che dovevamo inventarci qualcosa che andasse oltre le esibizioni calcistiche con la nostra Nazionale. Avevo questo brano, sono andato da Mogol, ne ho parlato con Gianni Morandi, Enrico Ruggeri, Luca Barbarossa e Paolo Belli. Visto il dibattito sull’immigrazione, ci sembrava l’anno giusto per portare a Sanremo questa canzone”.“Quando ho sentito il pezzo ho detto subito di sì a Pupo», aggiunge Belli, «perché in maniera semplice e leggera riesce a dire cose enormi: che il diverso e lo straniero vanno sempre visti come un’opportunità, mai come un pericolo. L’accoglienza e l’integrazione non solo sono possibili, ma ti rendono grande, danno un senso alla tua vita”.

(Al. Col.)

Fonte: http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/2009/febbraio/10_1.html

venerdì 13 febbraio 2009

Riflessioni sulla Repubblica Popolare Cinese

A Scienze Politiche riflessioni sulla Repubblica Popolare Cinese a trent’anni dalla riforma denghista
Nell’ambito della Scuola internazionale di Studi avanzati “Winter School”, domani sabato 14 febbraio 2009, si svolgerà un incontro di studio sul tema: “Dalla periferia al centro: la Cina nel 2009 - Riflessioni sulla Repubblica Popolare Cinese a trent’anni dalla riforma denghista”. L’iniziativa organizzata dalla facoltà di Scienze Politiche e dal Dipartimento di Studi Europei e della integrazione internazionale (D.E.M.S.), in collaborazione con facoltà di Scienze della Formazione, della facoltà di Lettere e Filosofia si terrà a partire dalle 9.30 nell’aula “Paolo Borsellino” della facoltà di Scienze Politiche in via Maqueda, 324 a Palermo.


Programma

ore 9.30 - Saluti: Roberto Lagalla, rettore dell’Università di Palermo, Salvo Andò, rettore dell’Università Kore di Enna, Salvatore Lombardo, presidente della Regione Sicilia, Giovanni Avanti, presidente della Provincia di Palermo, Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, Roberto Helg. presidente della Camera di Commercio di Palermo, Andrea Romano, preside della facoltà di Scienze Politiche di Messina, Giuseppe Vecchio, preside della facoltà di Scienze Politiche di Catania, Vincenzo Guarrasi, preside della facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo, Michele Cometa, preside della facoltà di Scienze della Formazione di Palermo.
Chair: Massimiliano Guderzo, docente di Storia delle Relazioni Internazionali, Università di Firenze;

ore 10.30 - Introduzione - Antonelllo Miranda, preside della facoltà di Scienze Politiche di Palermo;

ore 10.40 - La politica economica della Cina alle soglie del 2009 Wang Dashu, docente di Economia, Peking University - Antonio Cognata, docente di Economia Politica, Università di Palermo;

ore 11 - Le relazioni Internazionali della RPC Zhang Qingmin, docente di Relazioni Internazionali, Peking University - Francesca Longo, Prof. di Relazioni Internazionali e Politiche dell’U.E., Università di Catania;
Coffee break;

ore 12 Problemi interni e politica estera della RPC Kate Westgarth, China Co-ordination Team, Foreign Office United Kingdom - Carla Monteleone, docente di Relazioni Internazionali, Università di Palermo;

ore 12.20 - Le sfide future del sistema politico cinese Zhang - Jian, Prof. di Istituzioni Politiche, Peking University - Claudio Riolo, docente di Scienza Politica, Università di Palermo;

ore 12.40 - Globalizzazione e diritti nella Cina Moderna - Fabio Licata, GIP, Procura di Palermo;

ore 12.50 – Conclusioni. Enrico Fardella, Co-director, School of Advanced Studies on Contemporary China - Post Doc, Peking University - Università di Firenze.

lunedì 9 febbraio 2009

Alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Palermo, corso libero su “Diritto di asilo e status costituzionale dello straniero"

Nel secondo semestre dell'anno accademico in corso 2008/2009 si svolgerà presso la facoltà di Giurisprudenza di Palermo un corso libero su “Diritto di asilo e status costituzionale dello straniero”. “L’insegnamento – spiega il titolare del corso Fulvio Vassallo Paleologo – si propone di offrire agli studenti di Giurisprudenza, ed al pubblico che comunque sia interessato a seguire le lezioni, una formazione integrata che superi il tradizionale approccio repressivo che caratterizza questa materia, nella prospettiva della coesistenza e della inclusione dei migranti in una società ormai irreversibilmente multietnica”.
In questa direzione verrà ricostruito il sistema delle fonti interne e comunitarie del diritto delle migrazioni, saranno individuati i casi giurisprudenziali più importanti e saranno oggetto di riflessione le prassi amministrative applicate nei confronti dei migranti, al momento del loro ingresso e nelle fasi di successivo soggiorno nel territorio nazionale, con una particolare attenzione nei confronti dei diritti fondamentali della persona e della tutela civile antidiscriminatoria.
Le lezioni si svolgeranno nel secondo ciclo, presso i locali della facoltà siti in via Maqueda 172 con inizio nel mese di marzo 2009.
Il corso sarà aperto a studenti di altre facoltà che intendano ottenere il riconoscimento dei crediti formativi nell’ambito del piano di studio approvato.
Per ulteriori informazioni sullo svolgimento del corso e sui materiali di lavoro si potrà contattare il docente all’indirizzo fulviovassallo@tiscali.it

Fonte: Ateneo News, n. 13 del 9 Febbraio 2009

domenica 8 febbraio 2009

Mazara: conferita la cittadinanza onoraria a Prem Rawat, Ambasciatore di Pace nel mondo



Mazara del Vallo si conferma Città dell’Integrazione e Porta di Pace del Mediterraneo.
Si è svolta il 5 febbraio 2009, nell’aula consiliare di Mazara del Vallo, la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a Prem Rawat “Ambasciatore di Pace nel Mondo”.
La cerimonia, alla quale hanno preso parte autorevoli rappresentanti delle Istituzioni, delegazioni di scolaresche e cittadini, è stata introdotta dal Presidente del Consiglio Comunale Francesco Crocchiolo e conclusa dal Sindaco Giorgio Macaddino.
Prem Rawat, rispondendo alle domande di una delegazione di studenti, ha ringraziato tutta la cittadinanza mazarese per la calorosa accoglienza ed ha espresso il suo originale punto di vista sui temi della pace e sulla centralità dell’individuo.
La visita ufficiale di Prem Rawat a Mazara del Vallo è proseguita al cine teatro Rivoli, con la conferenza “Pace – diritto dell’Uomo e della Dignità Umana”, introdotta dall’Assessore alle Politiche Sociali Caterina Agate. Il Sindaco Giorgio Macaddino ha espresso il più sentito ringraziamento della Comunità mazarese all’Associazione Percorsi ed a Prem Rawat “per la straordinaria occasione di riflessione sui temi della Pace in una Città che da anni è testimonianza concreta di integrazione e pacifica convivenza tra culture, religioni e popoli diversi”.
L’intervento di Prem Rawat, dinanzi ad una platea attenta ed appassionata, ha concluso la straordinaria giornata.
Nel corso della conferenza è stato proiettato un breve video-documentario inerente le attività della Prem Rawat Foundation, organizzazione impegnata in numerose iniziative umanitarie anche in collaborazione con altri importanti organismi internazionali.
La conferenza, organizzata dal Comune di Mazara del Vallo e dall’Associazione Percorsi di Roma, ha ottenuto i patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Giustizia, Presidenza della Regione Siciliana, Ars, Fondazione Federico II. Messaggi di apprezzamento per l’iniziativa sono stati inviati dal Presidente della Repubblica e dal Presidente del Senato.


Comunicato stampa n. 16 del 06 Febbraio 2009 del Comune di Mazara del Vallo

sabato 7 febbraio 2009

A spasso con Mohamed per capire la difficile vita degli immigrati

Lo chiameremo Mohamed. Proviene da uno dei paesi del Nordafrica ed è in Italia dal 1987. Al suo arrivo, poco più che un ragazzo, senza neppure tanti sforzi trovò casa, lavoro, donne. Oggi è Cittadino Italiano, con la sua pelle color caffellatte, la nostalgia per la sua terra e il suo bagaglio di vita tra qui e altrove.

E’ Musulmano, Mohamed, ed è convinto che il Dio Misericordioso, il Più Grande al quale, immancabilmente, nel giorno di Venerdì rivolge lodi e preghiere non ha nulla a che vedere con i bombaroli col turbante, che alimentano odio e seminano discordia, lutti, dolore e morte.

Vive a Milano, separato da una moglie italiana ed è padre di due figli adolescenti. Ha una impresa tutta sua che gli dà soddisfazione e decoro, ma rischia di fallire.

Chiedetegli cosa pensa del fiume di Mohamed o di Tatiane che arrivano dal sud o dall’ est del mondo. Scoprirete che soffre il disagio di chi è respinto, anche solo da una occhiata distratta; scoprirete che non ama trascorrere, come prima, parte del suo tempo libero con gente del suo paese; scoprirete che si vergogna delle condizioni di vita e dei comportamenti criminali di chi, come lui, è arrivato con una valigia piena di stracci e sogni; scoprirete che non riesce più ad essere un sostegno per i suoi ragazzi e che a dargli la possibilità di andare avanti sono proprio loro, la sua determinazione e un innato ottimismo; scoprirete che ha maturato una avversione viscerale per quei barconi (della disperazione più che della speranza), che ogni giorno vomitano sulle nostre spiagge centinaia e centinaia di facce stravolte e impaurite.

Non immaginereste neanche quali pensieri lo incendiano nelle animate discussioni su permessi di soggiorno e fogli di via.

Sono tanti i Mohamed che, come il nostro, ritengono inadeguate le misure governative per fronteggiare questa immigrazione inarrestabile e drammatica.

E noi? Gli italiani? Discutiamo, organizziamo convegni, finanziamo associazioni. Quante chiacchiere su integrazione, tolleranza (che brutta parola!), solidarietà, pietà: un mix di buoni sentimenti che galleggia nell’umore nero del sospetto e della diffidenza.

Non c’è un concreto progetto politico, ma solo bagarre di parte, che sottolinea l’insensata strada intrapresa da larga parte della classe politica, impegnata molto spesso (questa è l’impressione che se ne riceve) a sottolineare la propria appartenenza a destra o a sinistra, a recitare, a turno, ogni sera la giaculatoria su questo o quell’argomento, a palleggiare con nuove o vecchie responsabilità, ad insultarsi dai diversi, e non sempre indipendenti, palcoscenici mediatici.
Un deprimente gioco delle parti che ci vede spettatori impotenti.

Ma la gente comune può ritenersi estranea al disordine sociale in cui stiamo scivolando pericolosamente? Tirarsi fuori dalla mischia non è gioco facile. Noi, gli Italiani, in particolare quelli che inveiscono, giudicano, condannano o, persino, tentano il linciaggio per i tanti reati commessi da cittadini stranieri, possiamo veramente dirci liberi da responsabilità? Il nostro è il Paese dove la corruzione è diffusa quasi capillarmente, il nostro è lo Stato dove si sfornano leggi e regolamenti che hanno spesso l’obiettivo di essere aggirate e dove chi delinque ha quasi la certezza dell’impunità ; la nostra è la Patria dove chi fa il proprio dovere finisce, in qualche occasione, con il sentirsi un perfetto cretino. Se l’esempio dei padroni di casa viene rappresentato, largamente, da disonestà e mancanza di senso civico, perché gli ospiti dovrebbero agire altrimenti?

Maddalena Di Santo

Fonte: Siciliainformazioni

mercoledì 4 febbraio 2009

Dossier di Monitoraggio: Accoglienza e tutela dei diritti dei minori nel centro di Lampedusa realizzato da Save the Children

Lampedusa, Centro di Accoglienza: Save the Children, 2646 i minori, la gran parte dei quali non accompagnati, ospitati nel centro nel corso del 2008 spesso in condizioni critiche e inadeguate. 81 gli arrivi di minorenni, 1035 di adulti a gennaio 2009

Nonostante l'impegno delle istituzioni nella gestione dei flussi migratori nel corso degli ultimi mesi, Save the Children rileva alcune criticità relative all'accoglienza e protezione dei minori all'interno del Centro di Soccorso e Prima Accoglienza (Cspa) di Lampedusa.
Fino anche a 37 giorni la permanenza dei ragazzi nel Cspa prima del trasferimento nelle comunità d'accoglienza siciliane; mancanza di posti letto, con minori costretti a dormire per terra su materassi; inadeguate condizioni igieniche; inadeguate procedure per l'accertamento medico dell'età.Sono alcune delle evidenze emerse dal Dossier di Monitoraggio. Accoglienza e tutela dei diritti dei minori nel centro di Lampedusa realizzato da Save the Children, sulla base delle attività condotte all'interno del centro di soccorso dell'isola siciliana, nell'ambito del progetto Praesidium. Da maggio del 2008 Save the Children è impegnata nel progetto Praesidium in partenariato con CRI, OIM e UNHCR e in convenzione con il Ministero dell'Interno. L'organizzazione è dunque coinvolta nella realizzazione del modello multi-agenzia di gestione dei flussi migratori misti, basato sul soccorso e l'accoglienza dei migranti in arrivo via mare e sul successivo trasferimento in strutture appropriate sul territorio italiano.
31.250 (1) i migranti giunti nel Centro nel 2008: di essi, l'8,4% - pari a 2646 - è costituito da minori, provenienti spesso da aree afflitte da guerre o teatro di gravi violazioni dei diritti umani. Da maggio, data di avvio delle attività di Save the Children sono 1902 i minori arrivati da soli, mentre, nel mese di gennaio sono 81 i minori sbarcati e 1035 gli adulti (2).
"Il rapporto mostra con chiarezza non solo come i minori, soprattutto non accompagnati, rappresentino una quota non marginale degli arrivi”, commenta Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, "ma anche come alla base della migrazione di tanti ragazzi o anche adulti ci sono ragioni di grave necessità che devono spingerci ad aumentare gli sforzi per dare loro adeguata accoglienza e tutela, affinché a questi minori sia garantito un futuro diverso da quello che si lasciano alle spalle. E' in tale ottica che abbiamo realizzato un rapporto di monitoraggio facendo emergere anche alcuni limiti e inadeguatezze nella tutela e accoglienza dei minori all'interno del Centro di Soccorso e Accoglienza di Lampedusa, dove operiamo dal maggio 2008”.
I migranti adulti: la gran parte provengono da Tunisia e Nigeria
Secondo il dossier di monitoraggio di Save the Children, gli arrivi di migranti adulti sono passati dai 12.169 del 2007 ai 31.250 del 2008. Sul totale dei migranti adulti, l'86% è costituito da uomini e il 14% da donne e provengono in pravalenza da Tunisia (24%), Nigeria (21%), Eritrea (12%) e Somalia (11%).
I minori migranti: vengono per lavorare o da aree di crisi
Sul totale dei 2646 minori arrivati nel 2008, la gran parte è rappresentato da minori non accompagnati: 1902 quelli giunti tra maggio e dicembre a fronte di 299 accompagnati da genitori o familiari. Quanto all'andamento degli arrivi dei minori, sia accompagnati che non, per mese, si passa dai 174 di maggio ai 411 del mese di ottobre, ai 208 del mese di novembre ai 190 di dicembre.
"Questi dati, come d'altra parte quelli relativi agli adulti, lasciano supporre che i rischi del viaggio connessi alla stagione invernale costituiscono sempre meno un deterrente alle partenze di tanti minori spinti ad abbandonare il proprio paese o a causa di guerre o perché alla ricerca di un lavoro, per sostenere sé e le proprie famiglie”, commenta ancora Valerio Neri. "Pur di arrivare in Italia, affrontano viaggi anche di 2 anni, finendo talvolta in prigione, in Libia, attraversando il deserto e rischiando di morire nel tragitto via mare sui barconi”.
Per quanto riguarda i paesi di provenienza dei minori, Egitto (25%), Eritrea (15%), Nigeria (13%), Palestina (11%), e Somalia (9%), sono le nazionalità più rappresentate; ma non mancano anche ragazzi arrivati dalla Tunisia (7%) e dal Ghana (6%) mentre è più ridotta l'incidenza di paesi come il Marocco (2%) e il Togo (2%). Quanto ai minori non accompagnati in arrivo a Lampedusa, hanno generalmente un'età compresa tra i 16 e i 17 anni, ma ve ne sono anche di età inferiore (13 e 14 anni).
Per ragazzi e ragazze, lunghe permanenze nel Centro anche fino a 37 giorni
Analizzando quindi gli standard di tutela e accoglienza, il dossier di Save the Children sottolinea come negli ultimi mesi i minori sono rimasti nel centro spesso per più di 20 giorni, con picchi di permanenza superiori ai 37 giorni, nel mese di dicembre, nonostante per legge la permanenza non possa superare le 48 ore. Inoltre, nell'ultimo periodo i minori sono stati anche trasferiti in centri per adulti anziché in comunità alloggio per minori come previsto dalla normativa.
"Si tratta di una situazione determinata dalla mancanza di posti nelle comunità per minori della Sicilia e dall'assenza di un piano nazionale che garantisca ai giovani migranti un'accoglienza adeguata su tutto il territorio”, spiega il Direttore Generale di Save the Children Italia. "In particolare in questa situazione di confusione e forte tensione, Save the Children raccomanda che venga garantito il trasferimento di tutti i migranti verso le strutture del territorio e dei minori nelle apposite comunità”.
Scarsità di posti letto e inadeguate condizioni igieniche
Nel corso del 2008 le condizioni di accoglienza del centro di Lampedusa si sono rivelate spesso critiche, si legge ancora nel dossier di Save the Children. Il centro, che ha un numero massimo di 804 posti è arrivato ad ospitare oltre 1800 migranti contemporaneamente e più di 220 minori, nell'arco di una stessa giornata, nel mese di dicembre. Tenuto conto che i minori non accompagnati vengono alloggiati insieme alle donne in un'unica struttura che dispone di circa 60 posti letto, molti ragazzi sono stati costretti a dormire, nel mese di dicembre, all'aperto su materassi di gomma sistemati sull'asfalto, sotto teli per riparasi dalla pioggia. Inoltre, spesso, anche la distribuzione di vestiario, kit igienici e beni di prima necessità è risultata inadeguata così come le generali condizioni igieniche.
"Questa situazione ormai cronica deve essere risolta con un approccio strutturale, programmando e pianificando i posti necessari nei centri di destinazione dei minori sulla base degli arrivi presunti”, precisa Valerio Neri.
Procedure inadeguate per l'accertamento dell'età A Lampedusa l'unico metodo utilizzato per l'accertamento dell'età è la radiografia del polso
Nel referto medico non viene indicato il margine di errore (calcolato in più o meno 2 anni); questo non consente di applicare il principio del beneficio del dubbio previsto dalla legge in favore del minore, con la conseguenza che questi può essere soggetto a provvedimenti di espulsione o, addirittura, al rimpatrio.
"Secondo Save the Children è importante che vengano utilizzati più metodi combinati per l'accertamento dell'età, che l'accertamento venga realizzato solo in caso di dubbio fondato, che venga sempre indicato il margine di errore nel referto e che quest'ultimo venga consegnato al minore anche per consentire un'eventuale ricorso” dichiara Valerio Neri.
Preoccupante l'istituzione del Centro di Identificazione ed espulsione (CIE)
"L'istituzione del CIE compromette il modello di gestione dei flussi migratori misti sperimentatao in questi anni, rischiando di rendere sommarie e approssimative le procedure volte all'identificazione dei gruppi vulnerabili, cioè minori, richiedenti asilo, vittime di violenza e tratta. In particolare", conclude Valerio Neri, "per i minori Save the Children ravvisa il pericolo che essi possano venire erroneamente identificati come adulti sulla base del solo accertamento medico, immediatamente trasferiti e rimpatriati, senza la possibilità di appellarsi contro la decisione relativa alla loro identificazione".

E' disponibile un Beta con immagini e interviste.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Save the Children Italia
tel. 06 48070023-71
press@savethechildren.itwww.savethechildren.it

(1) I dati sono stati forniti dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Agrigento e inseriti in un database informatico predisposto da Save the Children. Per quanto riguarda invece l’attività di rilevazione degli standard di accoglienza e tutela dei diritti nel centro di Lampedusa è stata utilizzata una griglia di monitoraggio basata sugli standard nazionali e internazionali di tutela dei diritti dei minori e, per ciò che attiene le condizioni materiali di accoglienza, anche sulla convenzione per la gestione del centro stipulata tra l’ente gestore, la cooperativa Lampedusa Accoglienza, e la Prefettura di Agrigento.

(2) Il dato si riferisce agli arrivi fino al 21 gennaio

Fonte: Save the Children, 29 gennaio 2009

Approvato definitivamente dal Senato il testo dell’accordo di amicizia partenariato e cooperazione e tra Italia Libia

Accordo bilaterale tra Italia e Libia.
La mobilità passa per la tortura
Intervista a Gabriele Del Grande, curatore del blog Fortress Europe

Cattivi contro gli irregolari ma non solo in Italia. Il Parlamento appoggia le violazioni dei diritti umani praticate da sempre in Libia.

E’ stato approvato definitivamente dal Senato il testo dell’accordo di amicizia partenariato e cooperazione e tra Italia Libia. L’accordo è l’ultimo tassello di una serie di intese bilaterali tra i due paesi, utile ad ottenere in cambio, da parte della Libia, l’attuazione degli accordi di pattugliamento al fine di contrastare le partenze dalla Libia verso l’Italia.
(Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica italiana e la grande Giamariria libica popolare socialista)

Su questo argomento abbiamo intervistato Gabriele del Grande, fondatore e curatore del blog Fortress Europe.

D: Il Senato ha approvato definitivamenteil testo dell’accordo Italia – Libia. Cosa avverrà ora?

R: Si tratta fondamentalmente di fornire alla Libia un risarcimento per i danni coloniali, in cambio di un pattugliamento delle coste libiche al Nord e delle frontiera Sud, nel deserto, attraverso un impianto elettronico che sarà installato da Finmeccanica con un finanziamento europeo. Ovvio, questa è la teoria. Nella pratica, con questi accordi, si darà ancora una volta mano libera alla Libia per arrestare, come già si fa da anni, decine di migliaia di migranti e rifugiati per poi rimpatriarli e soprattutto si farà poi partire l’accordo di pattugliamento congiunto che fu firmato dall’allora Governo Prodi nel 2007 e che prevede l’invio in acque libiche di sei motovedette della Guardia di finanza italiana per respingere verso la Libia i migranti intercettati in mare, che fino ad oggi vengono invece scortati a Lampedusa.

D: Sono diversi i reportage che anche Fortress Europe ha prodotto sulle condizioni di detenzione dei migranti in Libia. Un paese strategico per il governo delle migrazioni europeo. Ma cosa avviene li?

R: In Libia avvengono ormai quotidianamente retate nei quartieri dove vivono gli immigrati africani, a Tripoli, a Bengasi, ad Agedabia , le principali città della costa. I migranti vengono arrestati durante queste retate e poi detenuti in vere e proprie carceri. Si tratta di una ventina di prigioni, tre delle quali sarebbero state finanziate dal Governo italiano secondo un documento dell’Unione Europea del 2004. Parliamo di un paese, lo dicono i rapporti di tutte le più grandi organizzazioni umanitarie ( Human Rights Watch, Amnesty International), abituato a praticare la tortura ed in cui le condizioni di detenzione sono assolutamente disumane. Esiste un intero corpo di polizia addestrato alla tortura, non soltanto dei migranti ma anche dei dissidenti. I racconti che abbiamo potuto ascoltare dai prigionieri libici (su pressione del figlio di Gheddafi ne sono stati rilasciati circa un migliaio negli ultimi anni) parlano di queste cose. Un trattamento uguale se non peggiore viene riservato agli stranieri, soprattutto a quelli dell’Africa subsahariana, soprattutto verso le donne. Le persone vengono ammassate in 40, 50, in stanze di quattro metri per cinque, vengono mantenuti in vita da acqua e riso e vengono rimpatriate verso i loro paesi anche quando si tratta di rifugiati politici. In Libia infatti non esiste nessuna forma di tutela per i rifugiati. La Libia, ricordiamolo, non ha mai firmato la Convenzione di Ginevra. C’è solo una presenza dell’Alto Commissariato delle nazioni Unite, che fra l’altro entra nei centri. Anche su questo argomento ci sarebbero molti dubbi da sollevare visto che, se guardiamo alle condizioni del campo di Misratah, dove da oltre tre anni sono detenuti seicento rifugiati politici eritrei, l’unico risultato ottenuto dall’ Onu è stato quello di spostare un centinaio di loro verso l’Italia o verso la Romania e la Svezia.Quella dei rifugiati è una questione fondamentale: metà delle persone che viaggiano dalla Libia verso Lampedusa sono rifugiati politici della Somalia, dell’Eritrea, del Sudan o dell’Etiopia.

D: Con un appello ai senatori italiani si è ricordato la richiesta lanciata dai registi del film Come un uomo sulla terra e da Fortress Europe, di istituire una commissione di inchiesta internazionale sul caso Libia. La risposta di oggi sembra chiara: il Senato ha approvato l’accordo tra l’Italia ed uno dei Paesi maggiormente implicato nella violazione dei diritti umani.

R: Ovviamente la commissione di inchiesta non si farà, è evidente l’allineamento di tutte le forze politiche rispetto alla necessità di collaborare con la Libia per il respingimento dei migranti. A Roma in queste ore le strade sono tappezzate di manifesti del Partito Democratico che criticano il Governo Berlusconi, per aver fatto raddoppiare gli sbarchi di “clandestini”. Amato poi rivendica la paternità dell’accordo con la Libia. C’è una perfetta sintonia su queste tematiche, insieme ad una perfetta ipocrisia, italiana ed europea. Perché le commissioni ci sono state, anche se non d’inchiesta, hanno viaggiato, hanno visitato la Libia, nel 2004, nel 2007,. Erano missioni che evidentemente valutavano le possibilità tecniche di rendere operativi gli accordi, di cooperare con la polizia di quello stato. I loro rapporti però non dicono una sola parola sullo stato di detenzione in Libia e tacciono completamente gli abusi, le torture e le violenze che migliaia di uomini e donne subiscono nelle carceri libiche.
Sulle conseguenze tecniche che avrà questo accordo, comunque, sarebbe sbagliato pensare che saranno le navi italiane o quelle libiche a fermare il fenomeno delle migrazioni. La Libia ha duemila chilometri di costa ed è razionalmente inimmaginabile che si riescano a pattugliare. Fintanto che ci sarà una esigenza di mobilità da Sud verso Nord, fintanto che non ci saranno possibilità di spostarsi legalmente, continueremo a vedere i viaggi sulle carrette del mare. L’esperienza della Spagna è emblematica: le rotte semplicemente si allungano, si modificano. Si parte sempre più da Est, sempre più dall’Egitto, come già avviene da alcuni anni, dall’Algeria verso la Sardegna. Ci saranno insomma rotte sempre più lunghe e più pericolose. L’unica conseguenza prevedibile è proprio questa: da un lato l’arresto di decine di migliaia di persone che saranno malmenate e torturate nelle carceri libiche prima di essere rimpatriate, dall’altro molti più morti nel Mediterraneo per tentare di aggirare quei pattugliamenti.

D: I migranti vengono torturati in Libia, o muoiono in mare, oppure chi arriva qui e non viene espulso, anche se dobbiamo ricordare sempre che solo una minima parte di chi entra in Italia lo fa attraverso il mare, rischia di essere bruciato, come a Nettuno, o ucciso, come è avvenuto a Civitavecchia.

R: Quando un Ministro rivendica il diritto ad essere cattivi contro chi sbarca sulle coste italiane, come se le barche che arrivano a Lampedusa fossero cariche di criminali pronti ad assaltare la “civile Italia” compie una operazione molto pericolosa. Poi non è possibile stupirsi di fronte alla barbarie di certi fatti.


Vedi anche:
L’Italia e il regime euro-africano dei controlli migratori
di Paolo Cuttitta, Università di Palermo
Accordi bilaterali e tutela dei diritti fondamentali dei migranti: il caso Italia-Libia
di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo
Fallisce la politica delle intese bilaterali con la Libia. Sempre a rischio la vita dei migranti
di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo
Libia: siamo entrati a Misratah. Ecco la verità sui 600 detenuti eritrei
da Fortress Europe
Le condizioni dei migranti in Libia Intervista a Silja klepp,
ricercatrice in antropologia culturale presso l’Università di Lipsia

Il trattato Italia-Libia. Un appello ai senatori italiani
Il rapporto di Amnesty International
Il rapporto di Human Rights Watch
Trattato Italia-Libia - Appello ai senatori italiani


Fonte: Melting Pot Europa [ mercoledì 4 febbraio 2009 ]

domenica 1 febbraio 2009

Baglioni e la Fondazione O'scià propongono Lampedusa per il Nobel per la Pace

Claudio Baglioni e la Fondazione O'scià propongono l'Isola e la gente di Lampedusa per il Nobel per la Pace. "Lampedusa malgrado viva da sempre una condizione di forte disagio e gravi difficoltà, dà tutta se stessa nell'accogliere i migranti - scrive la fondazione nella motivazione - cercando di offrire futuro a quanti, nella loro patria, se lo vedono negare da persecuzioni, guerre, ingiustizie e carestie. Una terra e un popolo che insegnano al mondo il significato delle parole civiltà e sacrificio, dimostrando cosa vuol dire umanità restituendo senso e valore alla parola speranza, indicando la rotta verso un mondo nuovo, finalmente degno di essere abitato da uomini davvero degni dell'appellativo di uomini".

"Sono felicissimo. L'idea di candidare Lampedusa e i suoi abitanti al Nobel per la pace mi pare splendida. Penso sia il giusto apprezzamento verso un popolo che, da anni, accoglie e sfama i tanti migranti che affrontano i viaggi della speranza". Così il sindaco dell'isola Dino De Rubeis ha commentato la proposta del cantante Claudio Baglioni, cittadino onorario della maggiore delle Pelagie, e della fondazione 'O Scia'. "I lampedusani, accogliendo gli uomini e e le donne che affrontano il mare cercando un futuro migliore - ha aggiunto - si stanno facendo carico delle conseguenze di quello che è un fenomeno epocale".
Fonte: Siciliainformazioni 31 gennaio 2009