www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


sabato 26 dicembre 2009

27-28 dicembre, Trapani: Contro ogni razzismo e per ricordare i morti del Serraino-Vulpitta


Dieci anni fa si consumava a Trapani la strage dell’allora Centro di Permanenza Temporanea “Serraino Vulpitta”. In seguito a una rivolta, sei immigrati detenuti nella struttura morirono a causa di un incendio divampato nella camerata in cui erano stati rinchiusi.
Rabah, Nashreddine, Jamel, Ramsi, Lofti e Nassim – questi i loro nomi – persero la vita in un estremo tentativo di riprendersi la libertà che gli era stata negata.
Fin da subito apparvero evidenti le carenze strutturali del CPT “Vulpitta, un’ex casa di riposo per anziani adibita a campo di internamento per immigrati.
Dopo quei tragici fatti, anche grazie alla spinta degli antirazzisti trapanesi e di tutta la Sicilia che mantennero alta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla vicenda, fu istruito un processo che vide alla sbarra l’allora prefetto di Trapani Leonardo Cerenzìa, imputato – in qualità di responsabile amministrativo della struttura – di omissione di atti d’ufficio, omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, omessa cautela. Da quel procedimento emersero elementi di negligenza e omissioni che dimostravano la generale inadeguatezza di chi – a tutti i livelli – gestiva il CPT. Nell’aprile 2004, nel solco della peggiore tradizione delle stragi impunite di questo paese, Cerenzìa fu assolto da tutti i capi d’accusa e la sentenza fu confermata, un anno dopo, in appello. Nessun colpevole, dunque, tranne l’immigrato che materialmente appiccò l’incendio.
In questi dieci anni, la storia del CPT “Serraino Vulpitta” è stata continuamente scandita da episodi simili. Decine e decine di rivolte, di tentativi di fuga, di evasioni più o meno riuscite, di atti di autolesionismo, di tentati suicidi, di scioperi della fame, di proteste individuali e collettive. Per non parlare poi delle denunce degli immigrati che, in più occasioni, hanno puntato il dito contro l’invivibilità della struttura e le violenze delle forze dell’ordine deputate alla sorveglianza dei trattenuti.
Una storia, quella del “Serraino Vulpitta” in tutto simile a quella degli altri Centri di detenzione per immigrati sparsi per l’Italia. Galere etniche in cui le persone vengono rinchiuse solo perché classificate dalla legge come “irregolari” o “clandestine”.
A dieci anni dal rogo del “Vulpitta” – il primo Centro istituito in Italia dalla legge Turco-Napolitano del 1998 – il livello della repressione nei confronti degli immigrati in Italia è addirittura peggiorato.
Governi di centrodestra e di centrosinistra hanno garantito una sostanziale continuità nelle normative sull’immigrazione, sempre finalizzate a rendere difficilissimo l’ottenimento del permesso di soggiorno e a creare un’enorme massa di manodopera a basso costo esposta al ricatto della clandestinità, delle mafie e dei trafficanti di esseri umani.
Negli ultimi dieci anni le campagne di criminalizzazione promosse dalla classe dirigente nei confronti degli immigrati hanno spianato la strada a un razzismo diffuso, a un’aperta ostilità contro gli stranieri, accusati di essere gli artefici di tutti i mali della nostra società. Il cosiddetto pacchetto-sicurezza è, nell’ordine, l’ultimo atto di una politica fondata sulla paura e l’autoritarismo, improntata al restringimento delle libertà civili (come i divieti a manifestare o a vivere liberamente gli spazi urbani) in nome della “sicurezza” o, peggio, di un presunto “decoro”.
La legge Bossi-Fini sull’immigrazione è stata ulteriormente inasprita dalle norme contenute nel pacchetto-sicurezza in cui si dispone la costruzione di nuovi Centri di detenzione per immigrati, il prolungamento della detenzione fino a sei mesi, il carattere penale del reato di clandestinità, il respingimento in mare dei migranti.
A Trapani, città di frontiera già segnata dalla presenza del “Vulpitta”, è in fase avanzata di costruzione un nuovo e più grande Centro di identificazione ed espulsione in contrada Milo, all’estrema periferia della città, un nuovo lugubre monumento al razzismo di stato.
Negli ultimi dieci anni la migliore resistenza al razzismo è stata offerta proprio dagli immigrati, dalla loro autorganizzazione, dalla loro capacità di mobilitarsi per difendere i loro diritti. Le stesse rivolte, sempre frequenti in tutti i Centri di detenzione d’Italia (da Trapani a Caltanissetta, da Milano a Roma, da Modena a Bari, da Lampedusa a Gradisca d’Isonzo), sono la testimonianza più drammatica di quanto sia insostenibile la privazione della libertà quando si viene incriminati non per ciò che si fa ma per ciò che si è.
Nel decimo anniversario della strage del “Serraino Vulpitta”, il ricordo di quei fatti non può prescindere da una rinnovata opposizione all’esistenza di queste strutture e dal rifiuto netto di qualunque discriminazione e di ogni razzismo.
Non ci arrenderemo mai all’idea di vivere in un paese razzista, un paese in cui la libertà e i diritti vengono oltraggiati dall’arroganza del potere.
Non ci arrenderemo mai alla tentazione di considerare luoghi come il “Serraino Vulpitta” necessari o “normali”.

– Per ricordare Rabah, Nashreddine, Jamel, Ramsi, Lofti, Nasim morti nel rogo del 1999 e tutti i migranti morti nei CPT, davanti le nostre coste, spariti nelle campagne o sepolti sotto le macerie dei nostri cantieri.
– Per la chiusura del Centro di Identificazione ed Espulsione “Serraino Vulpitta” e contro l’apertura del nuovo CIE di contrada Milo.
– Per la chiusura di tutti i CIE (ex CPT), per l’abolizione delle leggi razziste (Bossi-Fini e Turco-Napolitano) e del pacchetto-sicurezza.
– Per l’eliminazione del legame tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno.
– Per la libertà di movimento di tutte e tutti, in Italia e nel mondo.
– Per il riconoscimento dei diritti fondamentali per tutti, immigrati e non.
– Per l’autonomia dei movimenti e l’autorganizzazione delle lotte.
– Per la solidarietà e la giustizia sociale, contro ogni razzismo.

Coordinamento per la Pace – Trapani
Associazione “Amici del Terzo Mondo” – Marsala
Ass. Italia-Tunisia
Ass. Senza Sponde
Ass. Un legale per tutti
CGIL – Trapani
Chiesa Valdese di Trapani e Marsala
Coordinamento Anarchico Palermitano
Federazione Anarchica Siciliana
Federazione Siciliana FdCA
Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Movimento “Per Erice che vogliamo”
Partito della Rifondazione Comunista – Circolo “M. Rostagno” Trapani
Sinistra Ecologia e Libertà – Trapani
Un’Altra Storia – Trapani

Domenica 27 dicembre – volantinaggio informativo lungo via G.B. Fardella a partire dalle ore 18

Lunedì 28 dicembre – ore 15,30 presidio antirazzista davanti il Centro di Identificazione ed Espulsione “Serraino Vulpitta”

Lunedì 28 dicembre – ore 18 c/o Cine Teatro Don Bosco di via Marino Torre, n. 15 proiezione e assemblea cittadina


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28 dicembre, Palermo: Nel Continente Vero


NEL CONTINENTE VERO
PALERMO 28 DICEMBRE 2009
I CANDELAI – VIA DEI CANDELAI 65 - H. 22.00

Torna anche quest’anno NEL CONTINENTE VERO, l’ormai consueta festa di fine anno del CISS cooperazione internazionale sud sud, un SERATA per scambiarsi gli auguri all’insegna della musica e della solidarietà.

L’appuntamento è ai Candelai, in via Candelai 65, per il 28 dicembre a partire dalle 22.00. Apre la serata Oratio (Andrea Corno), cantautore messinese che presenta il suo primo album, uscito il 4 dicembre, "ora ti ho", pubblicato da Malintenti. Si continua con il DJ set di DJ ABnormal.

L’ingresso è gratuito, con possibilità di versare un contribuito libero. Il ricavato sarà interamente devoluto alla campagna di sensibilizzazione e sostegno per gli interventi a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza a rischio “Studiare ,Giocare, Crescere”, promossa dal Ciss Cooperazione internazionale sud sud.

La campagna supporta diversi interventi (in Guatemala, Libano, Marocco, Palestina, Repubblica Democratica del Congo) contro l’analfabetismo, l’emarginazione, lo sfruttamento dei minori ed iniziative per il reinserimento sociale dei bambini di strada e dei bambini soldato.

Info sui progetti sostenuti dalla campagna nel corso della serata e su http://www.cissong.org/


In collaborazione con i Candelai, Malintenti e Officine Festival.


INGRESSO CON CONTRIBUTO LIBERO



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lunedì 21 dicembre 2009

1° marzo 2010: Primo sciopero degli stranieri


Si comincia a parlarne...

L'Agenzia Redattore Sociale alle 10.31 di oggi ha fatto questo lancio:

Facebook: “Primo marzo 2010, sciopero degli stranieri”

lI gruppo, ispirato all’analoga manifestazione francese, ha da oggi un logo, un manifesto e oltre 2.600 adesioni. L'astensione dal lavoro, lo sciopero degli acquisti, o una semplice presenza in piazza sono le modalità indicate. Domenica la prima riunione.

Primo Marzo 2010 Sciopero degli Stranieri

ROMA - Hanno un logo, un manifesto e anche, come il “No B Day” cui si sono ispirati, un colore di riferimento: il giallo. E' il gruppo creato su Facebook “Primo Marzo 2010, sciopero degli stranieri”, che in pochi giorni ha raccolto oltre 2600 adesioni e che oggi, in occasione dell'anniversario della dichiarazione internazionale dei diritti umani, si è collegato con un'iniziativa simile nata nel social network: “Mettiti in Giallo contro il Razzismo”.

“L'astensione dal lavoro, lo sciopero degli acquisti, o una semplice presenza in piazza“, sono le modalità “per far sentire la nostra voce”, indicate nel manifesto pubblicato ieri sera dai creatori del gruppo “Primo Marzo 2010, sciopero degli stranieri”. Obiettivo del gruppo è “uscire il prima possibile dal web” per “creare comitati cittadini a stretto contatto con gli immigrati, non sempre collegati al social network”, spiega Stefania Ragusa, ideatrice del Gruppo insieme a Daimarely Quintero, annunciando che la prima riunione sarà domenica a Milano. “L'ispirazione ci è stata data dall'analoga manifestazione organizzata per il prossimo primo marzo in Francia, ma la spinta è giunta anche con il successo del No B Day, promosso principalmente attraverso Facebook”.

Il testo chiede “che la fatica quotidiana degli immigrati impegnati a lavorare nel nostro Paese e per il nostro Paese, spesso in condizioni durissime e in violazione dei più elementari diritti umani, venga riconosciuta e apprezzata” e “che finisca, la politica dei due pesi e delle due misure, nelle leggi e nell'agire delle persone”. Il manifesto specifica come al movimento aderiscano “persone di ogni provenienza, genere, fede, educazione e orientamento politico, immigrati, discendenti di immigrati e autoctoni”, “accomunati dalla consapevolezza di quanto sia importante, da un punto di vista sociale, culturale e economico, l’apporto dell’immigrazione al nostro Paese”.

L'iniziativa "Primo Marzo 2010 Sciopero degli Stranieri" si collega al movimento che da qualche mese, in Francia, sta organizzando lo sciopero degli immigrati per il 1 marzo 2010, ma anche ad altre iniziative simili del passato: “1 maggio 2006 negli Stati Uniti, quando milioni di persone si fermarono per protestare contro il reato di clandestinità e le politiche di esclusione; 20 settembre 1989 a Villa Litterno, sciopero degli immigrati contro il caporalato e la camorra, dopo l'assasinio razzista di Jerry Essan Maslo; 16 maggio 2002, Vicenza, sciopero degli immigrati contro la legge Bossi-Fini». (lj)

10 dicembre 2009

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Pianeta migrante

Il mondo non ha mai registrato cosi' tanti migranti: 240 milioni di persone risultano emigrate all'estero e 700 milioni all'interno del loro Paese per un totale che sfiora il miliardo, ha detto oggi a Ginevra ilresponsabile dell'Organizzazione internazionale per lemigrazioni (Oim), William Lacy Swing. Il responsabile dell'organizzazione ha inoltre messo in guardia dagli stereotipi e dalla criminalizzazione dei migranti ed ha esortato a guardare anche al loro contributo positivo. "I migranti, ha detto Lacy Swing, svolgono un importante ruolo per lo sviluppo dei Paesi dove vivono e nei loro Paesi d'origine." ''Se i 240 milioni di migranti si costituissero in un Paese sarebbero nella lista dei primi dieci. Ed anche in terminidi Prodotto interno lordo, se si pensa agli oltre 300 miliardi di dollari annuali di rimesse dei migranti siamo di fronte ad un fenomeno da non sottovalutare", ha aggiunto in un incontro con la stampa internazionale. Per il capo dell'Oim, una politica dei visti troppo restrittiva rischia in primo luogo di spingere piu' persone nelle mani dei trafficanti. ''La mia piu' grande preoccupazione e' che ci si concentri solo sui rinvii'', ha detto. William Lacy Swing sara' nei prossimi giorni in Italia. ''Stiamo cercando di trovare le vie legali che ci consentano di aiutare il governo a gestire la migrazione, in particolare con i ritorni volontari", ha spiegato.

(fonte: Ansa)

Fonte: Primomarzo, primoscioperodeglistranieri
e-mail: primomarzo2010milano@gmail.com

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28 dicembre, Palermo: Scuola In Scuola: Incontri & Integrazioni


Il CISS è lieto di invitarvi all'incontro dibattito
"Scuola In Scuola: Incontri & Integrazioni"

Lunedì 28 Dicembre 2009
Ore 10.00
presso la sede CISS di Palermo
Via G. Marconi n. 2/A

L'incontro si inserisce all'interno dell'omonimo progetto "Scuola IN - Scuola, Incontri & Integrazione" promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, finanziato con il Fondo per l'Inclusione Sociale degli Immigrati, e si propone come un momento di riflessione sui risultati e gli strumenti.





PROGRAMMA

10:00 Apertura e Introduzione
Sergio Cipolla – Lita Favetti

10: 25 Dal territorio all’azione progettuale: Scuola In
Aurelio Scaglione

10:40 T. Colonna e T. Calcutta: due esempi di sviluppo educativo sul territorio
Maria Cardone — Giuseppina Sorce

11:00 Accoglienza linguistica: dall’apprendimento della lingua al diritto alla cittadinanza
Gemma Insalaco – Fiorenza Polisano - Rossella Pizzuto

11:40 Genitori e scuola:
Roana Kazi- Sabrina Jabeur- Lamia Tebourbi

12:10 Equomondo: un percorso per i 5 continenti

12.30 Conclusioni e interventi

13.30 Buffet

Per informazioni:
CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud
tel. 091 6262694
info@cissong.org - l.favetti@cissong.org
http://www.cissong.org/

--

Claudia Cassina
Settore Comunicazione
CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud
e-mail: c.cassina@cissong.org


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Giornalisti rifugiati: la Casa dei Giornalisti di Parigi

Soltanto nell’anno in corso sono stati ventisei i giornalisti uccisi; centosessantanove i cronisti che sono stati imprigionati.

In cinque anni i giornalisti uccisi sono aumentati del 244 per cento e ogni anno sono circa novanta quelli che chiedono asilo in Francia dove esiste una “casa dei giornalisti” a Parigi che ogni anno ospita circa trenta operatori della informazione costretti a fuggire dal proprio Paese.

La struttura finanziata soprattutto dal “Fondo Europeo per i Rifugiati”, dai media francesi e dall’amministrazione comunale di Parigi, dal 2002 ha accolto centosessantatre esiliati tutti professionisti provenienti da 47 Nazioni ( dalla Cina al Congo, da Haiti alla Birmania, da Cuba al Pakistan).

L’emigrazione salva in molti casi la vita, ma obbliga questi protagonisti forzati ad abbandonare in fretta e furia affetti, un ruolo sociale e un mestiere. Prima di ottenere il “visto” viene accertato che si tratti realmente di persone con professione giornalistica e che siano vittime di repressione nell’esercizio della loro attività.

Per sei mesi sono accolti nella “Casa dei giornalisti” parigina, in attesa dello status di “rifugiato” e per iniziare una nuova vita. Nel centro di accoglienza, trovano ospitalità, frequentano un corso di francese; trovano un ambiente di lavoro dotato di computer e biblioteca.

Fonte primaria: GIORNALISTI, periodico dell’Ordine nazionale dei Giornalisti
Fonte secondaria: Centro Studi e Documentazione sulle Migrazioni,
Osservatorio giuridico-legislativo
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it


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21 dicembre, Palermo: Proiezione del film "Crossing Over" presso il Centro Astalli


Lunedì 21 dicembre
alle ore 21,00
presso il Centro Astalli
a piazza SS 40 Martiri, 12

Proiezione del film
“Crossing Over” di Wayne Kramer
durata 113 min USA 2009

Anche quest’anno per la selezione dei titoli della rassegna cinematografica abbiamo rivolto la nostra attenzione al tema dell’immigrazione.

È sicuramente un tema molto ampio ma ci è sembrato interessante trattare l’argomento a partire da pellicole che raccontassero come il fenomeno in questione viene vissuto in altri paesi. Avere la possibilità di cambiare punto di osservazione può fornire elementi utili alla comprensione di dinamiche che ci riguardano personalmente ma che spesso ignoriamo in quanto assuefatti dal contesto.

I volontari dell’accoglienza hanno scelto appunto, come primo film “Crossing over”. Ambientato negli Stati Uniti racconta le vicende di Max Brogan, un agente dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) il quale ha il compito di ostacolare con tutti i mezzi legali l’immigrazione clandestina.

Brogan opera nell'area del confine con il Messico ed è incapace di trattare le persone come fossero puri e semplici pacchi da accettare o rinviare al mittente. Grazie a lui entriamo in complicate vicende umane e ci accorgiamo che comunque la sceneggiatura conserva una straordinaria complessità di lettura delle dinamiche interculturali.

Ci auguriamo che questa proiezione sia di vostro gradimento e aspettiamo proposte e contributi per i prossimi films.

Buone feste



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sabato 19 dicembre 2009

Rapporto annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar)

Il capo Dipartimento per l'immigrazione Morcone alla presentazione del Rapporto annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar)

Sono 8.412 i rifugiati che nel 2008 sono stati accolti in Italia grazie a 114 progetti diffusi su tutto il territorio nazionale. Un dato reso possibile grazie al coinvolgimento di 101 enti locali che hanno costituito una rete di 4.388 posti di accoglienza. Il numero dei beneficiari è cresciuto, rispetto a quello del 2007, del 34%, quando i rifugiati accolti erano 6.284. In particolare, i minori sono 1.091, il 13% del totale.

Questi dati, contenuti nel Rapporto annuale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati – SPRAR 2008/2009, sono stati presentati il questa mattina [17/12/2009, ndr] dall’ANCI - Servizio centrale, in collaborazione con il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, presso la sala conferenze dell’ANCI, in via dei Prefetti n. 46 a Roma.

Sono intervenuti alla conferenza di presentazione: il presidente nazionale ANCI e il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, il capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione prefetto Mario Morcone, il segretario generale di Cittalia - Fondazione ANCI Ricerche Pierciro Galeone e la direttrice del servizio centrale dello SPRAR Daniela Di Capua.

Nel Rapporto, curato per la prima volta da Cittalia Fondazione Anci Ricerche, vengono illustrati gli interventi realizzati dagli enti locali - in base ai contributi assegnati dal ministero dell'Interno - in collaborazione con le realtà del terzo settore, per l'accoglienza e l'integrazione di quanti sono arrivati in Italia per cercare protezione, in fuga da persecuzioni, conflitti, violazioni di diritti umani.

«Non possiamo che essere fieri di tale modello che ha tracciato una strada di cooperazione – ha commentato il capo Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione Morcone - un esempio di governance che può e deve strutturarsi ancor più diffusamente come un adeguato sistema di protezione e garanzia per i richiedenti asilo e i rifugiati».

L'analisi svolta da Cittalia, infatti, conferma il buon funzionamento complessivo del sistema, reso possibile dall'apporto dei Comuni e di altri soggetti che, con la quota di co-finanziamento, partecipano con risorse proprie per il 34,65% del costo complessivo, con oltre 31,3 milioni.

Fonte: Newsletter a cura dello staff del Centro Studi e documentazione sulle migrazioni, grazie al progetto "Osservatorio giuridico-legislativo"


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giovedì 17 dicembre 2009

18 dicembre, Palermo: Giornata Internazionale per i Migranti


La proclamazione della Giornata Internazionale per i Migranti da parte dell’ONU, fissata per il 18 Dicembre di ogni anno, rappresenta il punto di partenza di chiunque sia impegnato nella promozione dei diritti dei migranti. Tra gli obiettivi principali figurano il riconoscimento del contributo che milioni di migranti danno alle economie e al benessere dei paesi ospiti e di origine, la promozione del rispetto dei diritti umani fondamentali, la lotta contro la discriminazione e il razzismo, la promozione della convivenza, del rispetto delle regole, delle
           pari opportunità e del dialogo. Per celebrare questa giornata le Nazioni Unite
           invitano i propri Stati Membri e le organizzazioni governative a diffondere le informazioni sui diritti umani e le libertà fondamentali dei migranti.

Venerdì 18 dicembre 2009
il gruppo studentesco
Al Janub-Tutti i sud del mondo
in concomitanza con molti eventi in tutto il mondo, propone una intensa giornata di riflessione e confronto sulla questione “migranti”, con particolare riferimento alla realtà italiana.


L'evento è organizzato da Al Janub e Legambiente in collaborazione con Ciss, Università degli Studi di Palermo e rientra nel progetto “A scuola di partecipazione”, finanziato dalla Fondazione per il Sud.

Dalle 9.00 alle 24.00, una lunga giornata di approfondimento, divisa in tre sessioni di lavoro, che si svolgerà in presso il Teatro Gregotti (viale delle Scienze, Facoltà di Lettere di Palermo) con la partecipazione di personalità del mondo del giornalismo, documentaristi, docenti universitari, scrittori, attori della società civile e operatori delle organizzazioni non governative.

Dalle 9.00 alle 13.00, la conversazione mattutina – dal titolo “La migrazione negata: l'impatto delle politiche e delle normative sui flussi migratori” - sarà un'analisi delle azioni poste per limitare i flussi migratori e le conseguenze sulle vite dei migranti.

La migrazione “negata”
L'impatto delle politiche e delle normative sui flussi migratori

Interverranno:

Vincenzo Guarrasi
Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi

Sergio Cipolla
Presidente CISS (Cooperazione Internazionale Sud Sud)
Docente di Scienza Politica dell' Università degli studi di Palermo

Nicola Romana
Docente di Diritto Internazionale dell' Università degli studi di Palermo

Fulvio Vassallo Paleologo
Docente di Diritto privato e Diritto di asilo e statuto costituzionale dello straniero dell' Università degli studi di Palermo

Giorgio Bisagna
Coordinatore regionale C.I.R.(consiglio italiano per i rifugiati)

Dalle ore 13.00 – 15.00 pausa pranzo a base di rosticceria indiana di Daniel – Ceylon Fast Food.

Nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 19.00, si analizzerà il tema de “La migrazione mediata: come le arti e i media raccontano i migranti”.

La migrazione “mediata”: come le arti e i media raccontano i migranti

Interverranno:

Enrico Montalbano
Documentarista

Vincenzo Figlioli
Giornalista e autore del libro “Vite sospese.
Dieci Storie di resistenza contemporanea” (Navarra Editore)

Antonello Mangano
Curatore del libro “Gli africani salveranno Rosarno” (TerreLibere.org)

Tindara Ignazzitto
Docente di italiano per stranieri e blogger Stran(ier)omavero

Emilio Ajovalasit
Gruppo “Teatro Atlante”, regista e attore dello spettacolo “Deserto d'acqua”

Salvatore Pipia
Fotografo Freelance, Operatore psicopedagogico
Responsabile della fotografia della rivista SottoTraccia

Dalle 20.00 alle 24.00

Cena a base di couscous realizzato da Mama Africa

Presentazione libro “Vite sospese. Dieci Storie di resistenza contemporanea”
di Vincenzo Figlioli

Proiezione documentario “Il sogno e l'illusione”
di Enrico Montalbano

Selezione di musiche dal mondo

aljanub@gmail.com


http://www.aljanub.wordpress.com/


Dal 2005 Al Janub, in collaborazione con l’Organizzazione Non Governativa CISS – Cooperazione Internazionale Sud Sud, gestisce la Casetta della Cooperazione, un punto informativo collocato in Viale delle Scienze dedicato alla promozione del commercio equo e solidale e alla diffusione di una cultura della solidarietà e della cooperazione verso i paesi del Sud. Il gruppo è impegnato, fuori e dentro l'università, in diverse attività formative, di approfondimento e divulgative finalizzate alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulle problematiche riguardanti i paesi del cosiddetto Sud del mondo e le tematiche della cooperazione, solidarietà, intercultura, non violenza, partecipazione
.

Il gruppo è aperto agli studenti di qualsiasi Corso di Laurea e Facoltà iscritti presso l’Università degli Studi di Palermo, interessati alle tematiche affrontate.

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Internet strumento di Pace - Carta Etica Digitale


Abbiamo finalmente capito che Internet non è una rete di computer, ma un intreccio infinito di persone. Uomini e donne, a tutte le latitudini, si connettono tra loro, attraverso la più grande piattaforma di relazione che l'umanità abbia mai avuto. La cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civiltà. E questa civiltà sta costruendo la dialettica, il confronto e la solidarietà attraverso la comunicazione. Perché da sempre la democrazia germoglia dove c'é accoglienza, ascolto, scambio e condivisione. E da sempre l'incontro con l'altro é l'antidoto più efficace all'odio e al conflitto. Ecco perché Internet è strumento di pace. Ecco perché ciascuno di noi in rete può essere un seme di non violenza. Ecco perché la Rete merita il prossimo Nobel per la pace. E sarà un Nobel dato a ciascuno di noi.

http://www.internetforpeace.org/





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Nobel per la Pace a Internet? Un’idea sbagliata

Ogni giorno deploriamo chi stigmatizza il Web come strumento di pirateria, di pedofilia o di razzismo. Internet non ne può portar colpa poiché semplicemente trasmette il messaggio che qualcuno ha prodotto. Ogni giorno urliamo la necessità di avere una rete nella quale non vi siano giudizi di valore, ove ogni bit sia uguale all’altro, affinché la Rete possa rimanere neutrale e nessuna sovrastruttura possa regolarne il flusso. Ogni giorno abbracciamo questo eccezionale strumento cercando il giusto equilibrio tra potere e controllo, calibrando le parole per fare in modo che il World Wide Web possa crescere in modo sano e forte. Ogni giorno abbiamo questa battaglia di fronte: contrastare gli usi sbagliati della Rete ed allo stesso tempo negare ogni etichetta o grado di valore. Internet è uno strumento, punto. Nel bene e nel male.

Per questo non si può ora accettare la proposta di vedere assegnato a Internet il Nobel per la Pace. Non perchè non si apprezzi la bontà dello strumento, anzi. Però accettare l’attribuzione di un valore significa compiere un passo in una direzione sbagliata. Internet non è “bene” così come non è “male”: ambasciator non porta pena. La Rete non è un mondo di pacifisti così come non è un covo di pedofili: la Rete è semplicemente il più grande degli strumenti che abbiamo a disposizione, il più grande moltiplicatore delle idee e la più grande fucina di contenuti culturali esistenti. La bontà delle idee e del profilo culturale, però, non è qualcosa che può essere attribuito al Web, in nessun caso. La sua meraviglia, anzi, è proprio nella commistione di caratteri e di nature, commistione che costringe al dialogo ed al confronto e che in questo involontario minestrone crea l’essenza rivoluzionaria che si porta nel DNA.

Lasciamo crescere la Rete in qualità di strumento. Lasciamo che rimanga nella sua fredda neutralità, nel suo splendido isolamento tecnico. Lasciamo alla scienza quella che è una tecnologia rivoluzionaria, senza in questo indicare alcunché: il cambiamento sarà buono nella misura in cui verrà piegato al bene comune. Considerare la Rete come una unione di persone, significherebbe premiare una comunità eterogenea, tenuta assieme da uno strumento che nella sua opera non formula giudizi: unisce il buono con il cattivo, fa da megafono all’Unicef come ad Al Qaeda, commistiona popoli e genti e questa opera è tanto meravigliosa quanto asettica.

E’ persin troppo facile ricordare come Alfred Nobel fu l’inventore della dinamite: è questo il caso più emblematico di quanto uno strumento non possa essere giudicato per il modo in cui viene usato. Se si accettasse poi l’eventualità di un giudizio di valore sulla Rete (ma è già in questo passaggio il peccato originale inaccettabile), occorrerebbe attribuire alla Rete anche il Nobel per la Medicina, o magari un domani quello per la Letteratura, o quello improprio per l’Economia: in tutti questi ambiti la rivoluzione dettata dal Web è sconvolgente ed i vantaggi enormi.

Si potrebbe approfondire ulteriormente la questione. Questa presa di posizione non vuole negare il significato enorme che la Rete sta ricoprendo nella rivoluzione in atto. Al tempo stesso non si vuol certo ignorare il senso comunitario che la Rete sta creando sul pianeta, portando su di una piattaforma unica miliardi di persone, milioni di comunità, centinaia di idiomi ed un’infinità di differenze. E nemmeno si vuol sminuire il valore di una iniziativa che promuove in ogni caso la Rete e le sue virtù: poche ce ne sono, ben venga ogni inno al Web ed alla sua propagazione (e ben venga il coraggio di chi vi impegna tempo e risorse). Ma il nostro discorso va oltre questi riconoscimenti.

Con il tempo il modello culturale della Rete potrebbe creare l’idea di un mondo unito nel quale le diversità saranno più propense ad incontrarsi che non a cercare motivi di scontro: è una dinamica propria del medium che diventa messaggio. Ma anche quel giorno non sarà merito della Rete: la Rete avrà solo permesso all’uomo di mettersi alle spalle modelli culturali stratificatisi nel passato, quando divisioni e distanze erano la piattaforma su cui prendeva corpo l’umano istinto alla sopravvivenza. La Rete veicola il buono così come veicola il male, e salda deve rimanere la certezza per cui in nessun caso alla Rete possa essere attribuita alcuna responsabilità in merito: questa è la vera neutralità.

Non assegnamo alla Rete il Nobel per la Pace. Speriamo, piuttosto, che lo strumento rimanga libero da lacci e possa così aiutare quel ragazzo che oggi impugna il mouse per la prima volta, ma che un domani riuscirà con un’email o un aggiornamento di stato ad accendere la giusta scintilla, nel giusto momento, su quell’ultimo muro che sarà rimasto ancora in piedi. Lottiamo per questo: per una Rete senza premi, ma con piena libertà di espressione. Anche allora non premieremo la Rete. Ma strizzeremo l’occhio allo schermo, ringraziandolo nella nostra intimità per tutte le opportunità che ci sta regalando.

Ed oggi va benedetto chiunque riproponga la Scienza come strumento di pace, perchè in quanto espressione dell’intelletto non può che andare in questa direzione un nuovo movimento per la riduzione degli armamenti:

Se vogliamo, possiamo avere davanti a noi un continuo progresso in benessere, conoscenze e saggezza. Vogliamo invece scegliere la morte perché non siamo capaci di dimenticare le nostre controversie? Noi rivolgiamo un appello come esseri umani ad esseri umani: ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto. Se sarete capaci di farlo vi è aperta la via di un nuovo Paradiso, altrimenti è davanti a voi il rischio della morte universale.

Sono queste parole vecchie 54 anni. Era il 1955, era questo il
Manifesto Russell-Einstein.

Come sempre, la confusione del fine con il mezzo porta ad invertire la verità ed a indurre in errore. Non confondiamo dunque lo strumento con l’obiettivo, altrimenti non daremmo il giusto valore alle idee ed alle persone. Non daremmo il giusto rilievo agli usi. Non riusciremmo più a difendere la rete quando qualcuno ci dirà che è diventato strumento di odio e di calunnia.

Così Riccardo Luna, Direttore di Wired Italia, promotore primo dell’iniziativa:

Dobbiamo guardare ad Internet come ad una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza. Internet può essere considerato per questo la prima arma di costruzione di massa, in grado di abbattere l’odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace. Quanto accaduto in Iran dopo le ultime elezioni e il ruolo giocato dalla Rete nella diffusione delle informazioni altrimenti prigioniere della censura sono solo l’ultimo esempio di come Internet possa divenire un’arma di speranza globale.

Ogni singola parola va sottoscritta. L’errore è nel passo successivo, nel voler riconoscere un merito allo strumento invece che a chi ne sa fare uso sapiente. La confusione dei termini avviene in questa fase: nella tentazione al determinismo tecnologico di chi vede la tecnologia come causa dei cambiamenti sociali, invece che come espressione ed emergenza dei cambiamenti stessi.

I love Internet. Proprio per questo penso che non lo si debba premiare, ma solo proteggere, curare e promuovere.

Giacomo Dotta

http://blog.webnews.it/20/11/2009/nobel-per-la-pace-a-internet-unidea-sbagliata


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Carta Etica Digitale

Uso consapevole della Rete, centralità dell’uomo, neutralità degli utilizzatori prima ancora che della Rete. Venezia 25 ottobre 2009

Art.1 (Opportunità)
A chiunque deve essere universalmente garantita l’opportunità di accedere ad Internet per la diffusione del proprio libero pensiero.

Art.2 (Sviluppo)
I Governi favoriscono l'accesso locale ad Internet quale sviluppo democratico della Societa' dell’Informazione.



Art.3 (Promozione)
I Governi sostengono l'utilizzo di Internet sviluppando procedure di amministrazione che assicurino trasparenza, efficacia e tempestività nei rapporti tra Stato e cittadino.



Art.4 (Rispetto)
Chiunque nell'utilizzo di Internet e' chiamato al rispetto della risorsa tecnologica nell’interesse proprio e della collettività.



Art.5 (Verifica)
Chiunque nella diffusione di informazioni deve accertare, prima delle divulgazione delle stesse, l’attendibilità della fonte.



Art.6 (Segreto)
Chiunque condivide informazioni in Internet è tenuto a riportare la fonte di provenienza, nel caso la notizia sia frutto di autonoma attività provvede all’accertamento e alla conservazione della fonte che potrà essere resa pubblica solo su richiesta dell'autorità giudiziaria.


Art.7 (Anonimato)
Chiunque può ricorrere a sistemi di informazione anonima qualora il Governo del proprio Paese ponga in atto azioni lesive verso i diritti e le libertà fondamentali dell'uomo.



Art.8 (Compilazione)
Chiunque scrive, diffonde o esegue consapevolmente un codice o un algoritmo informatico deve operare ogni cautela per il rispetto dei diritti personali e patrimoniali altrui.



Art.9 (Standard)
Chiunque scrive ed esegue un codice o un algoritmo informatico deve operare al fine di favorire l’interoperabilità dei sistemi.



Art.10 (Gratuità)
Chiunque produce e diffonde liberamente la propria conoscenza deve essere agevolato secondo il principio di sussidiarietà.



www.innovatori.it/Iniziative/LAssociazione_Innovatori_promuove_la_Carta_Etica_Digitale.kl

19 dicembre, Palermo: SOLOPIENO omaggio alle Madres di Plaza de Majo


Un seme è un progetto di vita… e quindi un regalo … e i regali di Natale fatti con TULIME sono progetti: scegli di condividerli, con le persone a te più care, un utile non solo per chi lo riceve, ma soprattutto per chi ne beneficia: le persone che vivono nei villaggi dell’altopiano di Iringa (Tanzania) o a Chaaling (in Nepal). Scegli di farlo con i biglietti natalizi, i prodotti di artigianato africano e nepalese, attestati di donazione o il calendario 2010 di TULIME.

Puoi inoltre regalare la tessera di TULIME presso i banchetti e i gruppi di TULIME presenti in tutta Italia durante il periodo natalizio. Puoi acquistare i tuoi regali anche via internet inviando una mail a info@tulime.org

Anche le aziende possono condividere, con i loro dipendenti, il loro impegno etico e solidale finanziando i progetti di Tulime: possono personalizzare i biglietti solidali, acquistare i singoli prodotti di artigianato tanzaniano o condividere un progetto singolo con un attestato di donazione. Il quotidiano Staffetta Quotidiana lo ha già fatto personalizzando i nostri biglietti natalizi.

Sabato 19 dicembre ore 17, SOLOPIENO: omaggio alle Madres di Plaza de Majo, in piazza Tavola Tonda 23, Palermo. A partire dalle ore 17 mostra fotografica e mercatino multietnico di Tulime onlus.
Alle ore 21 spettacolo di musica e danza “Solo Pieno – Omaggio alle madres di Plaza de Majo” di Emilia Guarino, con: Vittoria Castagna, Rita DeLeonibus, Maria Teresa De Sanctis, Emilia Guarino, Marzia Soardi, Manomanca (Daniele Crisci, Marcello Costa, Fabio Cristadoro e Riccardo Pavone) + Dario Nicchitta.

Ingresso 3 euro: l’intera iniziativa è a sostegno del villaggio Mawambala in Tanzania, adottato da Tulime onlus.

http://noicoltiviamo.wordpress.com/i-semi-del-natale/




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L2: Il Cinema in Classe, l'ultimo numero della rivista Officina.it


Il cinema in classe



Per chi studia o si interessa a una lingua straniera, il cinema può riservare straordinarie esperienze linguistiche, culturali ed estetiche. Informazioni ed emozioni affluiscono in quantità. I contributi di questo numero muovono tutti da queste convinzioni e suggeriscono modi di sfruttare le potenzialità del cinema nella classe di lingua.
L'intervista con Ernesto Rostagno evoca un'esperienza complessa e appassionante di lavoro a partire da testi cinematografici. Finché un giorno nasce addirittura l'idea di realizzare un breve film.
La recensione presenta la nuova serie Cinema Italiano in DVD di Alma Edizioni. Nove cortometraggi di giovani autori, realizzati fra il 2001 e il 2007, accompagnati da un'ampia gamma di attività didattiche.
L'articolo di Donata Puntil offre spunti interessanti sull'utilizzo di film come veicolo per trasmettere nozioni culturali. Suggerisce inoltre film da proporre agli studenti e alcune tecniche didattiche.
Nella sezione dedicata alla didattica presentiamo due attività che prendono spunto da brevi scene di film. In un caso la musica è il filo conduttore, nell'altro gli studenti mettono alla prova le loro doti di dialoghisti e doppiatori.
Buona lettura.
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Adotta un asilo!


Il Centro Zen Insieme e l'Associazione "Rita Atria" invitano tutti all’iniziativa:

Adotta un asilo!

È in corso un progetto per realizzare l’anno prossimo all’interno del “Laboratorio Zen Insieme”, allo Zen 2 di Palermo, un asilo per i bambini del quartiere. La proposta natalizia consiste in una donazione focalizzata all’acquisto dei diversi elementi che verranno a costituire l’asilo e ad arredarlo. Vuoi regalare ai futuri piccoli utenti un trenino in legno? Preferisci un banco? Ma puoi anche scegliere metà scrivania… Una solidale sinergia di forze aiuterà a realizzare il prima possibile il progetto e a regalare a un quartiere che tutti i giorni lotta per il proprio riscatto una nuova struttura che proprio da questa voglia di riscatto prende le mosse.

Adotta un asilo allo Zen 2!

Laboratorio Zen Insieme
Associazione di Volontariato
Sede Legale: via Gabriele D'Annunzio, 52
90144 Palermo
tel/fax: 091304696
C.F. 97039690827
email: zeninsieme@libero.it
http://www.ritaatria.it/AsiloZenInsieme/




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19 e 20 dicembre: il finesettimana dell'intercultura



Il 19 e 20 dicembre 2009
Il fine settimana dell'intercultura
organizzato da ALI per promuovere e sostenere le attività e le realtà interculturali nella città di Palermo.

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19 e 20 dicembre, Palermo: Campagna per sostenere la ludoteca per bambini migranti e non a Ballarò



Sabato 19 e domenica 20 iniziativa presso la ludoteca per bambini del quartiere (migranti e autoctoni) a Piazza dell'Origlione (Ballarò) nei locali dati in comodato d'uso alla neonata associazione "Anymore ONLUS". Due giorni in cui verrà lanciata una campagna per sostenere questo spazio.

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18 e 22 dicembre, Palermo: Biblioteca solidale

NELLA NOSTRA BIBLIOTECA SOLIDALE SAN DANIELE COMBONI PUOI TROVARE UNA SERIE DI LIBRI DELLA CASA EDITRICE EMI ED EDIZIONI CREATIVA E VARI ARTICOLI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE.

TI OFRIAMO L’OPPORTUNITA’ DI UN'IDEA ORIGINALE ALTERNATIVA E SOLIDALE PERCHE’ COMPRANDO DA NOI CONTRIBUISCI A SOSTENERE IL PROGETTO SUD – SUDAN CHE STIAMO PORTANDO AVANTI CON AMICI E SIMPATIZZANTI...

CI TROVI NELLA SEDE DEI LAICI MISSIONARI COMBONIANI DI PALERMO IN VIA SANTANGELO 17/B - SAN LORENZO

ORARI E GIORNI DI APERTURA
BIBLIOTECA SOLIDALE SAN DANIELE COMBONI
PER QUESTE FESTE NATALIZIE
VENERDI’ 18 DICEMBRE DALLE ORE 18 ALLE ORE 20
MARTEDI 22 DICEMBRE DALLE ORE 18 ALLE ORE 20

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23 dicembre, Palermo: Aperitivo solidale per Goriza, ragazza rom


Goriza è una ragazza rom nata nell'ex-Jugoslavia fuggita dai conflitti balcanici e per questo senza documenti. Poiché in Italia non esiste l'ambasciata di Montenegro, Goriza e i suoi due bambini sono costretti ad andare in Germania per ottenere il passaporto e poi tornare nella nostra "accogliente" Sicilia a lavorare come una cittadina in regola!

23 dicembre
Consumazione & Pizza 10 euro
Ore 20 al Cube
Via Giotto 1 - Palermo


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15-26 dicembre, Associazione Santa Chiara: Iniziativa benefica "La Precedenza algi Ultimi"


ASSOCIAZIONE SANTA CHIARA
Piazza S. Chiara 11 – 90134
Tel 091331141 – Fax 091322868
Palermo - http://www.santachiara.org/ santa.chiara@yahoo.it
Carissimi amici, quest’anno l’iniziativa benefica abbinata al “Concerto di Natale 2009” trasmesso da RAI 2 la sera del 24 dicembre sarà in favore del progetto
LA PRECEDENZA AGLI ULTIMI.


Il progetto si ispira alla logica evangelica per la quale gli ultimi debbono essere i primi. La messa in opera del progetto è dell’Associazione Santa Chiara di Palermo che, in collaborazione con l’Istituto S. Filippo Neri e con l’omonimo Oratorio Salesiano, si dedica alla promozione dell’integrazione sociale e culturale degli immigrati nel tessuto sociale palermitano. La Sicilia rappresenta per molti il primo concretizzarsi di quel sogno e di quella speranza che li ha spinti a lasciare le loro terre e le loro famiglie. Hanno bisogno di essere accettati da persone amiche che li aiutino a sentirsi a casa.


L’Associazione Santa Chiara mette a loro disposizione un asilo per figli di migranti che consente alle tante mamme alle volte rimaste sole di poter cercare e mantenere un lavoro, il servizio di ricezione e custodia postale, il banco alimentare, farmaceutico e vestiario, uno sportello di assistenza legale ed uno sportello di segretariato ed orientamento socio-sanitario.


Sostieni il progetto “LA PRECEDENZA AGLI ULTIMI”
Si possono donare 2 Euro
inviando un SMS da cellulare
al numero
48546
o chiamando da telefono fisso
il numero
48549

Il servizio è attivo dal 15 al 26 dicembre.



Don Giovanni D’Andrea
Presidente Associazione S.Chiara - Palermo


Dio Benedica e ricompensi largamente i nostri benefattori”.
(Don Bosco)

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mercoledì 16 dicembre 2009

24 giugno 2010, Barcellona, Spagna: E LA NAVE VA...

E la nave va

Siamo un gruppo di italiani/e che vivono a Barcellona.



Insieme ad amici (non solo italiani) assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia. Certo la crisi c’è anche qua, ma la sensazione è che la situazione nel nostro Paese sia particolare, soprattutto sul lato culturale, umano, relazionale.



Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario. I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi.



In Spagna, negli ultimi mesi, sono usciti molti articoli raccontando quello che avviene in Italia, a volte in toni scandalistici, più spesso in toni perplessi, preoccupati, sconcertati.



Si è parlato dei campi Rom bruciati, dei provvedimenti di chiusura agli immigrati, delle aggressioni, dell’aumento dei gruppi neofascisti, delle ronde, dell’esercito nelle strade, della chiusura degli spazi di libertà e di democrazia, delle leggi ad personam.



Dall’estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un’informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane.



E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute.



Al termine di un percorso che abbiamo appena iniziato, vogliamo quindi organizzare una nave che parta da Barcellona e arrivi a Civitavecchia (o a Genova).



Sarà la nave dei diritti, che ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria.



Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.



Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio.



Creiamo ponti, non muri.



È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e.



Non siamo un partito, non siamo una fondazione, non sventoliamo bandiere, tanto meno bianche. Siamo piuttosto un movimento di cittadini/e che non gode di alcun finanziamento.



Potete contattarci fin da subito all’indirizzo e-mail:
contatto@losbarco.org



Guardate il blog:
www.losbarco.org

La nave, un servizio di linea di cui occuperemmo una parte, dovrebbe partire giovedì 24 GIUGNO sera e rientrare domenica 27 GIUGNO sera. Durante il viaggio prevediamo di svolgere attività di vario tipo. Se hai qualche proposta, segnalacela.



Stiamo cercando di contrattare dei prezzi accessibili (intorno ai 100 Euro per persona) e penseremo a forme di autofinanziamento (collette, sottoscrizioni, feste…) affinchè anche coloro che hanno difficoltà economiche (studenti, disoccupati, famiglie numerose…) possano partecipare. Aiutaci!



Stiamo lavorando su due possibili destinazioni:



o Civitavecchia (e quindi: Roma) la nave in questo caso, essendo più grande, offre più servizi e ha saloni a disposizione per riunirsi, fare attività.



o Genova, con il vantaggio di arrivare subito nel centro urbano.



Si tratterebbe poi di organizzare un’ospitalità per UNA NOTTE e una giornata nella città di destinazione, in una piazza, con eventi, incontri, quanto nascerà.



Vi chiediamo:



di far girare questa informazione e mandare osservazioni, il lavoro è in progress



di partecipare al viaggio se vivete qua o di aiutarci a preparare la parte di manifestazione “in Italia”: l’obiettivo è che partano 1000 persone (di tutte le età), altrimenti si penserà ad altro.



Chiediamo anche un’adesione simbolica a gruppi italiani, europei, extraeuropei e a singole persone, intellettuali o meno, con messaggi di testo o video.


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21 dicembre, Palermo: Presentazione libro "Bambini... l'altra faccia del mondo"


Inaugurazione nuova sede CISS di Palermo
Lunedì 21 dicembre 2009
ore 17.30

Via G. Marconi n. 2/A - 90141 Palermo

Abbiamo il piacere di invitarvi all'inaugurazione della nuova sede del CISS (Cooperazione Internazionale Sud Sud) di Palermo, via G. Marconi 2/A

Per l'occasione sarà presentato il libro di Melo Minnella 'Bambini...l’altra faccia del mondo', editore Ernesto Di Lorenzo, Alcamo 2009, con proiezione di una selezione di fotografie. Sarà presente l’autore.

A seguire, aperitivo.

Vi aspettiamo!!

Claudia Cassina
Settore Comunicazione
CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud
Via G. Marconi, n.2/a - 90141 Palermo
Tel. (+39) 091.6262004
http://www.cissong.org/
c.cassina@cissong.org

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18 dicembre, Palermo: Kaiorda Trio in concerto






Venerdì 18 dicembre dalle ore 21.00
Kaiorda Trio in concerto

Musiche e canti del mediterraneo






Il progetto dei Kaiorda è quello di rievocare l'antico dialogo esistente tra etnie diverse, ricercando suoni, musiche, linguaggi e soprattutto dialetti che evochino una koiné culturale tipica dei popoli del bacino mediterraneo.

I Kaiorda, nati nel 2004, sono già una realtà musicale consolidata ed apprezzata, nell’'attuale panorama palermitano. Propongono una rivalutazione delle musiche antiche della tradizione popolare siciliana, napoletana, calabro – lucana e pugliese.

Lo spettacolo dei kaiorda vuole dare vita ad un excursus sonoro e visivo, nel quale si intrecciano sia musiche che canti della tradizione popolare del sud Italia che brani inediti originali.

La formazione di base è costituita da 10 elementi, ma per la serata verrà proposta una formula in trio:

Emanuela Fai, voce e chitarra
Virginia Maiorana, fisarmonica
Emanuela Lodato, voce e percussioni

Il costo del biglietto è 3 euro. L'ingresso è riservato ai soci Arci.

Circolo Arci Tavola Tonda
Piazza Tavola Tonda 21, Palermo
http://www.tavolatonda.org/



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18 dicembre, Palermo: Cine-concerto "La Principessa delle Ostriche" & Curva Minore & Miriam Palma


Venerdì 18 dicembre 2009 ore 21.15

Cine-concerto


Die Austernprinzessin
(La principessa delle ostriche)
Regia: Ernst Lubitsch
Germania, 1919, 60’, b/n

Film muto con didascalie in tedesco e sottotitoli italiani
Interpreti: Victor Janson, Ossi Oswalda, Harry Liedtke, Julius Falkenstein, Max Kronert, Curt Bois
Fotografia: Theodor Sparkuhl
Scenografia: Kurt Richter
Produzione: Projektions-AG Union per Ufa, Berlino

Con improvvisazione musicale dal vivo:
Curva Minore piccolo ensemble
Alessandro Librio, violino
Lelio Giannetto, contrabasso
Miriam Palma, voce

ingresso libero

Sala Wenders
Goethe-Institut Palermo
Cantieri Culturali alla Zisa
Via Paolo Gili, 4
Info: tel. 0916528680
programma@palermo.goethe.org

Con uno dei primi film del geniale regista tedesco Ernst Lubitsch – La principessa delle ostriche - di cui ricorre quest’anno il 90° anniversario, il Goethe-Institut Palermo chiude l’anno 2009 invitando, al termine della proiezione-concerto, alla Festa di Natale con Glühwein e dolci natalizi della tradizione tedesca.

Il film
Rosa dall’invidia per aver appreso che la figlia dell’industriale Blackpott (noto come “il re del lucido da scarpe”) ha sposato un conte, anche la viziatissima rampolla di Quaker, ricchissimo magnate americano soprannominato "il re delle ostriche", esige che il padre le procuri un marito di sangue blu. Il prescelto, lo spiantato principe europeo Nucki, preferisce però per timidezza mandare in avanscoperta il suo amico e maggiordomo Josef, che nella fretta viene scambiato per il suo padrone e sposa la giovane, godendosi il lauto banchetto nuziale. Già stufa del suo sposo dopo poche ore di matrimonio, la mattina dopo la bizzosa Ossi si invaghisce del vero Nucki.
Il film, comico ma anche crudelmente satirico, volutamente ipertrofico nelle scelte scenografiche e con un ritmo brioso e a tratti frenetico, prende di mira i comportamenti eccentrici ed eccessivi dei ricchi, in un’America ritratta come il regno dell’abbondanza e del superfluo. Uno dei migliori film del periodo tedesco di Lubitsch, prima della svolta americana.

La musica
Curva Minore piccolo ensemble è costituito dal violinista, violista e compositore Alessandro Librio e dal contrabbassista Lelio Giannetto. Il sodalizio artistico tra i due dura ormai da diversi anni ed insieme collaborano a diversi progetti e gruppi musicali come: Sicilian Music Crew, Onda mediterranea, (L)aura futurista. Condividono l’interesse per le relazioni tra la musica e le altre espressioni artistiche. Per il cinema: Alessandro Librio si classifica nel 2007 al 2° posto al concorso internazionale Strade del Cinema di Aosta. Unica la vocalità di Miriam Palma, vocalist, attrice, autrice e regista di spiccata originalità, di recente al Napoli-Teatro-Festival-Italia e a Barcellona. Nota la sua importante attività di laboratorio. Lelio Giannetto e Miriam Palma hanno realizzato dal vivo, anche oltre oceano, le musiche per il Faust di Murnau. I tre musicisti hanno insieme composto, nel 2009, le musiche per seLInuNTe XYz>rGb, opera per immagini e suoni di Salvo Cuccia, basata sull’opera dell’archeologo Vincenzo Tusa.

In collaborazione con Curva Minore
http://www.curvaminore.org/

Goethe-Institut Palermo
Sala Wenders
Cantieri Culturali alla Zisa
Via Paolo Gili 4

Vi ricordiamo che tramite il nostro servizio di Feed RSS potrete ricevere gli aggiornamenti del calendario delle iniziative del Goethe-Institut Palermo.
www.goethe.de/ins/it/pal/rss/itindex.htm



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