www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


venerdì 31 ottobre 2008

Simposio La Babele delle Differenze a Villa Pantelleria

L’evento si svolgerà nella splendida cornice del Parco di Villa Pantelleria, bene confiscato alla mafia e restituito alla collettività, nelle giornate 6, 7, 8 e 9 novembre, con i temi:
I Luoghi delle Differenze, Marginalità ed Ambiente e Legalità
Scarica il programma

Spazi e tempi

Le giornate saranno quattro e saranno composte da due momenti fondamentali:

Prima parte - dalle 17:00 (ora in cui inizieranno le attività di ogni giornata) fino alle 22:00

Seconda parte - dalle 22:00 alle 24:00 ed oltre.

Le attività dalle 18:00 alle 22:00 prevedono proiezioni e spettacoli.

La prima parte della serata prevede anche un momento in cui verranno offerte degustazioni tematiche.

La seconda parte si svolgerà dalle 22:00 in poi dove due gruppi musicali si alterneranno.

Per tutta la durata dell’evento saranno presenti delle Attività permanenti e fuori programma

• Sarà presente nel corpo basso, una mostra di foto, giochi, strumenti musicali. Tale mostra verrà realizzata con l’aiuto di tutte le associazioni che hanno aderito all’iniziativa ed avrà lo scopo di promuovere il loro lavoro mettendo in risalto le affinità tra queste, per incrementare sempre più una collaborazione di rete.

• Uno spazio sarà dedicato alle associazioni per i loro stand informativi e banchetti espositivi.

• Esibizioni artisti da strada offerta dalla “Compagnia dei focolieri”

• Esibizioni di percussioni etniche offerte dalla “Bottega delle percussioni”

• Performance di “Arte Estemporanea” a cura dell’associazione Kepos

• Sarà creato un percorso che si sviluppa all’ interno del parco con teloni che riproducono immagini sulla tematica dell’intercultura a cura dell’ associazione “Simposio”

• “Mostra Mercato” esposizione di quadri all’aperto a cura del C.I.S.S. ed Al Janub

Ambiente e Marginalità
Giovedì 6 Novembre 2008 Primo giorno

Spazio cinema e spettacoli

• Dalle ore 18:30 sino alle 20:00
La Babele climatica con proiezione del documentario dal titolo "An Inconvenient truth" di Al Gore. Il rivale a cui Bush scippò lo scettro nel Duemila, parla con ragionata passione dell’emergenza planetaria. Il film è diretto da David Guggenheim.

• Ore 20:30 sino alle 22:00
Proiezione di un documentario sul messaggio sociale e culturale che P. Paolo Pasolini rappresenta con la sua vita (scrittore poeta e regista italiano, internazionalmente considerato uno dei maggiori artisti e intellettuali del XX secolo. Attento osservatore della trasformazione della società del dopoguerra; ha suscitato spesso forti polemiche per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi della classe borghese e della nascente società dei consumi. Molti dei suoi scritti e delle sue visioni artistiche, spesso in equilibrio tra lirismo ed impegno civile, si sono rivelati nel tempo profetici).

Spazio concerti

• Ore 22:00
Concerto di “INCANTO D’AZIZ” ed “AKKURA”

Intercultura
Venerdì 7 Novembre 2008 Secondo giorno

Spazio cinema e spettacoli

• Ore 19:00 Proiezioni a cura di Amref, Asantesana, Narramondi e Simposio

• Ore 21:00 Spettacolo teatrale sul tema dell’ immigrazione

• Ore 21:45 Spettacolo di danza dal titolo “Mosse” offerto dal Centro delle Arti Teatrali

• Esibizione di Capoeira degli allievi del Maestro Zoi Nascimento

Spazio concerti

• Ore 22:00 Concerto di “Cabeça Negra” (Palermo-Capoverde WORLD MUSIC vincitori italian wave 08) e “Mano Manca”(Compagnia dei Focolieri)

Legalità
Sabato 8 novembre 2008 Terzo giorno

Spazio cinema e spettacolo

• Ore 19:00 Proiezione del film documentario sulla vita di Pio La Torre dal titolo “Figlio della terra” di Catamo ed Hendel

• Ore 21:00 La compagnia “Quartiatri” presenta lo spettacolo dal titolo “…Dove le stesse mani…” Monologo sulle vittime di mafia.

Spazio concerti

• Ore 22:00 Concerto di “Roberto Fiandaca trio” (folck-cantautoriale) e “Wines” (rock-Palermo)

Giornata di chiusura
Domenica 9 novembre 2008 Quarto giorno

Giornata di chiusura dell’evento. Continueranno nell’arco di tutta la giornata le attività permanenti e tutti i fuori programma.

Si ringraziano per l’adesione e per l’attiva partecipazione le seguenti associazioni:

Addio Pizzo, Agroethica, Al Janub, Amref, Asantesana, A.S.S, Associazione Famiglie e Solidarietà, AttivaMente, A.P.A., Centro Studi Pio La Torre, C.I.S.S., Compagnia delle Arti Teatrali, Compagnia dei Focolieri, Accademia La Bottega delle Percussioni, ContrariaMente, Eco-Arte, Eidos, Emergency, I.U.P., Kemonia, Spazio Musica, Kepos, Libera Palermo, Narramondi, Navarra Editore, Palermo Ciclabile, Palma Nana, Photo Nature,Pole Pole

martedì 28 ottobre 2008

Serata interculturale contro le classi-ponte

La cultura di tutti aperta a tutti

La facoltà di Lettere e Filosofia vi invita a partecipare agli incontri interculturali organizzati da studenti con varie comunità presenti sul territorio palermitano.

Programma della serata:

ore 18:00 presentazione delle attività
ore 18:30 danze dallo Sri-lanka: performance di bambini e ragazzi.
ore 19:30 presentazione e dibattito sul libro "Senza Terra" di Evelina Santangelo e proiezione del cortometraggio di Enrico Montalbano sul tema della migrazione.
ore 20:30 banchetti e degustazioni di cucine tamil, ivoriana e ghanese.

A partire dalle 21:30 SPETTACOLO CAPOEIRA DEL GRUPPO ZUMBI' E TRIBUTO AI
GENESIS DEGLI OBERON

Viale delle Scienze, Facoltà di Lettere e Filosofia

Per info: www.protestaunipa.info

lunedì 27 ottobre 2008

Club di conversazione inglese e spagnolo

Martedì 28 ottobre 2008:

'TINTO' Via XX Settembre, 56/a (PA)

1) ore 17.00 - Lezione di inglese (gratuito) - livello intermedio basso
2) ore 18.00 - Conversazione in inglese (gratuito)
3) ore 18.00 (o da quando ci sono 2 o piu' persone venute per lo spagnolo)
- Conversazione in spagnolo (gratuito)

Grazie - http://speakenglish.vze.com

domenica 26 ottobre 2008

Insegnanti di lingua italiana agli stranieri cercasi


Cineforum presso il Centro Astalli di Palermo

Il 29 ottobre alle ore 21,30, presso i locali del CentroAstalli avrà luogo la proiezione del film "Moolaadè".
In quest'occasione, vi sarà fornito il programma 2008-2009 del cineforum in questione. Si raccomanda la puntualità. Portate con voi almeno 2 euro. Vi aspettiamo numerosi.
Johnny
Per maggiori informazioni:
telefonare allo 0919760128
Scheda film - Moolaadè -

“Moolaadé” sta per diritto d’asilo, o protezione accordata ai fuggitivi: un cordone colorato fa da barriera, uno spirito garantisce l’invalicabile cerchio magico. “Salindé” è l’escissione delle bambine, eseguibile dai quattro ai nove anni. “Bilakoro” è la fanciulla ancora integra, esclusa dal mercato matrimoniale. Siamo in un villaggio del Burkina Faso costruito attorno a una moschea (provvisto di radio a batteria, che a un cenno dei potenti verranno buttate al macero come strumenti del demonio). Per evitare la mutilazione due bambine si buttano nel pozzo. Altre quattro fuggono da una donna che aveva rifiutato di sottoporre la figlia al barbaro rituale. Con i suoi poteri, conferisce alle fuggiasche il privilegio del “Moolaadé”: protette dal cordoncino, nessuno può toccarle, o rapire, o sottoporle di forza all’operazione invalidante. Sullo scontro delle due tradizioni, Ousmane Sembene, l’ottantenne “padre del cinema africano neocoloniale” ha costruito Moolaadé, vincitore nel 2004 a Cannes nella sezione “Un Certain Regard”. Sfilano le madri, che magari sarebbero anche loro contro l’escissione, ma poiché le ragazze vanno sposate, bisogna attenersi a quel che i futuri mariti chiedono. Per la verità, non tutti. E guarda caso quelli che non lo chiedono sono tornati in Africa dopo un soggiorno a Parigi, considerati pericolosi sovversivi dai vecchi del villaggio. (L’altro illuminato è il venditore ambulante, soprannominato Mercenario). Ousmane vuol fare il ritratto a una società che cambia a poco a poco dal di dentro, ma è certo che un piccolo aiuto da fuori sveltirebbe le cose.
Un racconto di ampio respiro: ritmo lento (come dovrebbe essere il tempo del pensiero), tinte pastello per il villaggio assolato, commento musicale da fiaba ancestrale: questi elementi, propri del cinema epico, per far discutere sull'ignoranza e sulle pratiche superstiziose ancora in vigore in molti stati del Sud del mondo, ma anche sulla condizione femminile in società chiuse e maschiliste. Nel finale la macchina da presa inquadra un'antenna televisiva: il popolo africano (ma solo la gente d'Africa?) deve imparare a rispettare il Passato, ma anche a guardare il Futuro con maggior rispetto delle identità e dei diritti umani.
- Il film sarà proiettato in lingua originale, con sottotitoli in italiano-

sabato 25 ottobre 2008

Corso di danze tradizionali siciliane

Care amiche ed amici danzerini e musicisti,
prima di tutto grazie per essere venuti a festeggiare con noi e per aver partecipato a rendere l'inaugurazione una splendida serata!
Grazie per la vostra presenza, per il cibo, per il buon vino, per le risate, per la musica e per le danze!
Poichè gli interessati al corso sembrano essere molto numerosi, abbiamo deciso di dividerci in due gruppi che lavoreranno separatamente in due giorni diversi della settimana:
1° gruppo, ogni lunedì alle 21 a partire dal 3 NOVEMBRE
2° gruppo, ogni giovedì alle 19.30 a partire dal 6 NOVEMBRE
e visto che tra il dire (di voler partecipare al corso) e il fare (cioè organizzarsi concretamente per esserci) c'è di mezzo sapete voi cosa, scegliete qual'è il giorno migliore per voi eDATE CONFERMA della vostra partecipazione, perchè SE NON SI RAGGIUNGE UN NUMERO MINIMO di partecipanti, il corso non inizia!
Potete confermare tramite mail trizziridonna@libero.it
In attesa di vostre decisioni, conferme, smentite, lettere, messaggi, pacchi di cioccolatini e mazzi di fiori, vi ricordiamo per chi ha voglia del concerto del 30 NOVEMBRE all'atrio della Facoltà di Architettura per la chiusura della settimana delle Lauree (occasione nella quale suoneremo anche per i manifestanti e gli occupanti dell'Università di Palermo!)
Trizze varie ed assortite

martedì 21 ottobre 2008

Seminario: La Germania italiana oggi. Verso l’evanescenza?

SEMINARIO DI STUDI
“La Germania italiana oggi. Verso l’evanescenza?”

Parleranno:
Prof. Dr. Thomas Krefeld, Institut fuer Romanische Philologie Ludwig Maximilians Universitaet, Università di Monaco

Prof.ssa Marina Castiglione, Dipartimento di Scienze Filologiche e Linguistiche, Università di Palermo

Prof.ssa Mari D’Agostino, Dipartimento di Scienze Filologiche e Linguistiche, Università di Palermo

22 Ottobre 2008
dalle ore 9.00 alle 11.00
Albergo delle Povere, Corso Calatafimi

sabato 18 ottobre 2008

L'Italiano PER o CONTRO gli stranieri?



Tra i punti di un recentissimo <Appello alla mobilitazione contro la privatizzazione della Scuola Pubblica in difesa della libertà d'insegnamento e dei diritti dei lavoratori> si legge:


- La salvaguardia dell’insegnamento di sostegno e del diritto all’istruzione per tutti, senza discriminazioni etniche e linguistiche e quindi difesa dell’insegnamento di sostegno in classe e per tutte le ore necessarie e garanzia dell’ausilio didattico dei mediatori linguistico-culturali per assicurare il diritto allo studio degli alunni stranieri.


Noi della redazione di stran(ier)omavero aderiamo all'appello, benché il nostro punto di vista, sopratutto per quanto riguarda l'insegnamento della lingua italiana agli alunni non italofoni nella scuola pubblica, sia più complesso ed articolato.


Crediamo, infatti, che l' <ausilio didattico dei mediatori linguistico-culturali> non sia sufficiente né sufficientemente all'altezza dello specifico compito di insegnare una lingua che, per questi alunni, é a tutti gli effetti una lingua straniera, o seconda come viene tecnicamente definita quando la si impara nel Paese di cui essa é anche lingua ufficiale (a proposito della figura del mediatore linguistico-culturale, si veda ad esempio la scheda relativa al Corso di Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale dell'Università di Padova o il profilo che ne dà il CIES, Centro Informazione Educazione allo Sviluppo).


Benché non se ne parli mai se non all'interno di ambienti di "addetti ai lavori", in Italia esistono da decenni percorsi di studio a livello universitario, e quindi corsi di Laurea, Master e Certificazioni in Didattica dell'Italiano come lingua seconda/straniera. Esistono, di conseguenza, anche insegnanti qualificati e con - oramai - decenni di esperienza sul campo, i quali si vedono negato il diritto ad esercitare la propria professione all'interno della Scuola cosidetta "pubblica": non esiste ad oggi nessuna classe di concorso che permetta a questi docenti l'accesso ad eventuali incarichi di insegnamento dell'italiano agli stranieri, incarichi attualmente ricoperti - con grande fatica e difficoltà perché spesso non adeguatamente formati - da altri docenti già di ruolo nella scuola, in genere insegnanti di sostegno o di lettere o di lingue straniere nei casi più fortunati.


In molte scuole italiane, esistono progetti di facilitazione linguistica e/o di apprendimento dell'italiano come lingua seconda per studenti in età scolare o adulti in formazione permanente, affidati ad esperti esterni, cioé laboratori attivati al di fuori della normale attività didattica grazie a interventi e fondi speciali (il PON Scuola, ad esempio, Programma Operativo Nazionale, gestito dal Ministero dell'Istruzione, si avvale di due Fondi, il Fondo Sociale Europeo [FSE] e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale [FESR] e ha come ambito di riferimento territoriale le scuole pubbliche di 6 regioni del Mezzogiorno, ossia: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia).


Si tratta in genere, come in quest'ultimo caso, di misure di breve-media durata che, proprio in quanto tali, sono insufficienti e non possono rispondere alla sempre crescente domanda di formazione e integrazione da parte di studenti non italofoni sia in età scolare che adulti.


Ebbene, al diritto-negato di tanti insegnanti qualificati - che si vedono preclusa la possibilità di esercitare all'interno del sistema scolastico italiano la professione a cui aspirano e per la quale hanno regolarmente studiato nelle università italiane [statali!!!] - corrisponde specularmente il diritto-negato di tanti bambini e ragazzi non-italofoni regolarmente iscritti nelle nostre scuole [statali!!!], che vedono in tal modo ulteriormente eroso il loro diritto di accesso all'istruzione e all'integrazione nella società italiana.


E' di questi giorni una nuova iniziativa del governo nazionale che, lungi dall'essere migliorativa rispetto alla situazione attuale già così precaria, comporterà al contrario un ulteriore impoverimento delle risorse formative e di integrazione a disposizione dei nostri studenti stranieri.


A tale proposito, pubblichiamo il breve testo di riflessione sull'argomento di Mari D'Agostino, docente di Linguistica Italiana presso la Facoltà di Scienze della Formazione e Direttrice della Scuola di Lingua Italiana per Stranieri dell'Università di Palermo:


L’italiano per gli stranieri o contro gli stranieri?


Il 14 ottobre in tutta fretta, senza che vi sia stato alcun dibattito nel Paese, senza che insegnanti, genitori, esperti di apprendimento delle lingue e di didattica, abbiano potuto confrontarsi e discutere, la Camera dei deputati ha approvato una mozione che intende cambiare radicalmente la politica scolastica riguardante l’inserimento dei bambini e ragazzi stranieri individuati come “causa dei rallentamenti degli insegnamenti” e quindi ostacolo allo sviluppo delle competenze culturali e linguistiche dei bambini italiani.
Il testo, presentato dalla Lega Nord, e approvato a maggioranza dal Parlamento, introduce accanto alle classi “normali” quelle per bambini/ragazzi immigrati che non siano capaci di padroneggiare la lingua come i loro coetanei. Nello stesso testo si vieta alle scuole di immettere nelle classi bambini stranieri dopo il 31 dicembre.

Viene così cancellato con un dibattito parlamentare di poche ore il principio essenziale che ha regolato fino ad oggi l’inserimento dei bambini stranieri nelle nostre scuole: la scelta di metterli insieme ai coetanei italiani, accanto nel banco e alla mensa, nei giochi e nello studio, il più presto possibile e per più tempo possibile. Si apprendono le lingue anzitutto ascoltando e parlando, giocando e studiando, imparando insieme ad orientarsi in un nuovo mondo culturale e in un nuovo mondo linguistico. Accanto, e non in sostituzione, l’apprendimento può e deve essere guidato, in momenti particolari, da docenti esperti che sappiano aiutare e rendere più veloce il cammino. Questo modello è l’unico capace di funzionare davvero, ponendo un freno all’insuccesso scolastico e all’emarginazione dei bambini stranieri, e, nel contempo, abituando al dialogo interculturale e a un consapevole plurilinguismo tanto i bambini stranieri quanto quelli italiani.

La scuola di domani, più povera e senza risorse, con classi “normali” e classi “per diversi” rischia di essere un incubo per gli uni e per gli altri.


Mari D’Agostino
Docente di Linguistica italiana
Direttore della Scuola di lingua italiana per stranieri, Ateneo di Palermo

L´italiano ci serve per lavorare

Fonte: Repubblica Palermo del 17 ottobre 2008
Ogni pomeriggio le porte della Cascino, nel cuore dell´Albergheria, si aprono a 120 immigrati
Ieri in Africa, oggi sui banchi"L´italiano ci serve per lavorare"
Claudia Brunetto
Vengono da Ghana Costa d´Avorio Senegal:alcuni di loro puntano alla licenza media. La prima cosa è imparare l´alfabeto. E soprattutto la differenza fra le vocali e le consonanti. Così uno alla volta scandiscono le parole seduti nei banchetti della scuola elementare Cascino, succursale della Nuccio, nel cuore dell´Albergheria, a pochi passi dal mercato di Ballarò.
Dopo aver imparato l´italiano cominceranno a cercare un lavoro. Non sono più bambini, ma uomini fatti che hanno rischiato la vita per arrivare in Italia: da pochi mesi centoventi immigrati frequentano ogni pomeriggio la scuola dalle 16,30 alle 20 per imparare la lingua. Alcune classi, invece, si preparano a conseguire il diploma di terza media. Ghanesi, senegalesi, ivoriani, afgani, indiani, alloggiati fra la comunità di Biagio Conte e un istituto religioso di Camporeale, pendono dalle labbra dei professori perché sanno che in quelle ore di scuola si giocano l´avvenire. Lo sa bene Seuleimane, del Burkina Faso, che lavora come mediatore culturale al corso serale per stranieri: «Conosco tutti i dialetti dell´Africa - dice - così aiuto i miei connazionali nel rapporto con gli insegnanti. Alle spalle hanno vite molto difficili, situazioni drammatiche e sono soli. Hanno lasciato le loro famiglie nel Paese d´origine e, come me, hanno scommesso su una nuova vita».
A ogni domanda si alzano in piedi e rispondono con sorrisi smaglianti e occhi luminosi. «Non ho ancora un lavoro - dice Robert, del Ghana - In due mesi mi sono reso conto di molte cose ma non so bene l´italiano. Mia moglie e i miei figli non sono venuti con me: forse un giorno, quando avrò un´occupazione sicura, mi farò raggiungere. Intanto cerco di imparare bene la lingua».
Moris, 17 anni a giugno, punta alla licenzia media: «Sono qui da tre mesi - dice - ogni giorno viaggio da Camporeale con i miei compagni. In Nigeria ho lasciato tutto e mi sono imbarcato. Ho lavorato per raccogliere i soldi per il viaggio e ora che sono qui voglio trovare un lavoro e mandare i soldi alla mia famiglia. Nel cassetto conservo la speranza di fare l´attore, mi piace cantare e - chissà - un giorno ci riuscirò».
Sogna un ruolo importante nel ramo della tecnologia, Yakuba del Burkina Faso. Anche lui a 17 anni ha cambiato vita: «Amo la matematica - dice - E anche se sono a Palermo da cinque mesi faccio passi da gigante in italiano. Questa città ci ha accolto bene, certo non facciamo la vita degli altri ragazzi, ma non potevamo neanche continuare a morire di fame nel nostro Paese. Adesso voglio solo guardare avanti». Anche Amin, dell´Afghanistan, studia per trovare un lavoro: «Va bene qualsiasi cosa - dice - Noi abbiamo bisogno di aiuto. Ci impegniamo al massimo, ma la burocrazia non ci aiuta e rischiamo di non andare avanti. È per questo che siamo qui».
L´avventura didattica per gli stranieri è partita quest´anno grazie a una convenzione fra la scuola media statale Pertini, che vede impegnati sette docenti di ruolo nell´insegnamento pomeridiano, e la direzione didattica Nuccio, che ha messo a disposizione i locali. «È una grande soddisfazione insegnare a queste persone - dice Livia Trainito, prof della Pertini - sono tutti molto motivati e nascondono grandi dolori. In classe sembrano sereni e comunicativi. Hanno voglia di imparare».
Con un piccolo contributo regionale di tremila euro gli studenti stranieri hanno ricevuto dalla scuola il materiale didattico essenziale. «L´obiettivo - dice Rosario Ognibene, preside della Pertini - è quello di rendere coeso un centro cittadino multiculturale attraverso l´acquisizione di conoscenze comuni come la lingua italiana, le competenze di base, le tecnologie dell´informazione».

venerdì 17 ottobre 2008

Conversazioni sull'immigrazione

PER LEGGERE IL PROGRAMMA CLICCARE SULL'IMMAGINE DELLA LOCANDINA PER INGRANDIRLA

Fonte: Ufficio Stampa Centro Studi e Documentazione sulle Migrazioni del Comune di Palermo


Perché fare un ciclo di incontri-riflessioni e perché farli in sinergia tra Il Centro Studi e documentazione sulle migrazioni del Comune di Palermo e l'Università di Palermo?

Perché le città sono in prima linea sul fronte dell'immigrazione e non soltanto perché poli di attrazione nella grande mobilità migratoria, ma soprattutto perché sono i veri laboratori della comunità di domani. E' nella città che si gioca la sfida dell'intercultura… E' nelle città che sapremo se questa sfida è stata vinta… o meno!


Le città diventano sempre di più laboratori dove le tradizioni culturali, sociali e religiose delle più diverse origini sono chiamate a riconoscersi e a rispettarsi in un sistema di valori che si apre progressivamente al nuovo, senza sacrificare le radici secolari su cui abbiamo fondato la nostra civiltà. Laboratorio perché dobbiamo trovare le motivazioni profonde della convivenza e la sottoscrizione di un "patto sociale".


Quello che ci deve guidare è non solo la convinzione profonda, ma anche l'esperienza immediata che in ogni essere umano c'è qualcosa che si trova anche in me, nell'altro, in tutti. E' in buona sostanza il concetto di alterità che ci può aiutare rispetto al concetto di diversità, che ci consente di vedere noi stessi nell'altro, con la consapevolezza che pur essendo altri, siamo comunque gli stessi, con eguale dignità.

Possono queste "conversazioni sull'immigrazione" aiutarci a dialogare tra noi?

Pensiamo e speriamo possa essere cosi, perché comprendere l'altro non può essere una tattica, o un "modo di fare". Non è solo un atteggiamento di benevolenza, di apertura e di rispetto, o una assenza di pregiudizi. E' anche tutto questo, certamente, ma qualcosa di più: l'intercultura è punto di partenza per la rinascita delle città!

Mama Africa vince il Cous Cous Fest di San Vito


Fonte: http://www.balarm.it/Articoli/vis.asp?IdArticolo=4674

È la Costa d’Avorio il paese vincitore dell’undicesima edizione del Cous Cous Fest, la rassegna internazionale di cultura ed enogastronomia del Mediterraneo, che si è svolta a San Vito Lo Capo (Trapani) da martedì 23 fino a domenica 28 settembre 2008.
Così la ricetta di vitello in un letto di attieké, unita al cous cous ivoriano di manioca, preparata dalle mani sapienti della chef Abibata Konatè, conosciuta come Mama Africa, è stata eletta vincitrice tra le otto partecipanti, dalla giuria tecnica internazionale composta da tredici esperti e giornalisti. Una vittoria che non arriva per la prima volta, quella assegnata alla Côte d'Ivoire, infatti lo Stato dell'Africa Occidentale era già stato il vincitore nell’edizione 2006. A lui, inoltre, è andato anche il premio del pubblico, assegnato dai dieci componenti della giuria popolare, sorteggiati tra quanti ne avevano fatto richiesta attraverso il sito della manifestazione. Mama Africa, che è semplicemente Mami per gli amici per la sua somiglianza alla sorridente Mami di “Via col vento”, gestisce dal 2000 una piccola osteria nel quartiere popolare di Ballarò a Palermo dove con molta generosità offre piatti caldi e pietanze a molti connazionali ed immigrati nostalgici della loro cucina. La ricetta vincitrice, preparata con spezzatino e costolette di vitello, peperoncini ivoriani, carote e zucchine in un brodo di carne, è stata premiata dalla giuria, come si legge nella motivazione, in quanto “trasmette l’immagine di un piatto autenticamente popolare con un’esecuzione tradizionale bene equilibrata sotto ogni aspetto”. Così a Mami è stato assegnato il premio “Barilla miglior cous cous 2008” sul palco in una affollatissima piazza Santuario, dal presidente della provincia di Trapani, Mimmo Turano.
Mentre a Fegh, chef della delegazione francese, è andato il premio speciale assegnato direttamente dal presidente di giuria, Stefano Bonilli e offerto dai Premiati Oleifici Barbera, per la coreografia del piatto di cous cous, presentato all’interno di una pagnotta di pane.

30 settembre 2008